L’ora di disegno


Ho i capelli ricci rossi, non porto occhiali, due tette enormi, una quarta abbondante, ma per i miei 40 anni ancora perfettamente sode, un paio di gambe lunghe e snelle, con la giusta dose di ciccia sulle cosce e sulle chiappe.
Mi piace mostrarmi in pubblico, entro certi limiti, mi piace sentire gli sguardi degli uomini su di me, avere la loro completa attenzione nella speranza che gli mostri una coscia, una tetta o solo gli ricambi l’occhiata.
Mi piace indossare gonne non cortissime, ma con gradi spacchi lungo le gambe, che fanno tanto eccitare voi ometti quando mi siedo e accavallo le gambe. Porto sempre scarpe col tacco o stivaletti, preferisco portare calze autoreggenti e reggicalze, preferibilmente nere oppure bianche (a seconda egli abiti che indosso), e i primi bottoni delle mie camice sono sempre aperti per mostrare orgogliosa il solco delle mie mammelle. Solitamente non mi trucco molto pesante, rossetto e ombretto, ma comunque colori non molto forti, anche se devono far risaltare le mie dolci labbra e i miei occhi pieni di desiderio. Questo durante i gironi normali, ma se invece mi sveglio la mattina e mi sento un po’ troietta, alloro abbondo col trucco, con colori accesi, soprattutto abbondo col rossetto rosso. Lo smalto lo metto sempre, e anche li dipende dal mio umore, le mie unghie variano col tempo, per un po’ le porto lunghe, a punta, poi corte, se sono lunghe mi piace farle notare con colori forti, un violetto, un rosso…puttana, quando le ho corte mi metto dei colori un po’ sobri…
Sono un insegnante di disegno in un liceo scientifico, e se devo dire la verità…la vista di tutti quei giovani ragazzi che si eccitano alla vista di una coscia o di una gonna troppo corta mi fa impazzire. Diciamo che si, mi comporto un po’ da troietta con loro, gli lascio guardare un po’, e mi diverto a stuzzicarli senza che la cosa sia ovviamente visibile.
Ma ogni tanto, quando sono sola casa, nuda stesa sul mio letto, circondata dai miei piccoli e grandi amici di lattice, chiudo gli occhi e mi lascio andare alle più sconce fantasie coi miei ragazzi.
Sono con quelli di quinta, già nei licei il disegno e’ considerato ora di svago, peggio che educazione fisica, figuriamoci poi adesso a meno di un mese dalla fine della scuola con la maturità alle porte, siamo nell’aula di disegno, all’ultima piano della scuola, in fondo al corridoio, isolata dalle altre classi. Stiamo facendo lezione.
I ragazzi si lamentano, non hanno voglia di ritrarre la solita frutta
“Lo so, sarebbe meglio una modella, l’ho chiesta alla scuola, ma costa troppo…a meno che non ci sia qualcuna delle vostre compagne che sia disposta stare in posa per due ore” un piccolo dibattito e Mara la più carina della classe è al centro della stanza. Pochi minuti dopo, il coro dei ragazzi
“Nuda nuda, vogliamo fare ritratti di nudo noi, coi vestiti addosso è tropo difficile” sorrido e mi avvicino a Mara
“ragazzi….però in effetti non avete tutti i torti…tu ovviamente non hai intenzione di spogliarti per oro vero?”
“Prof ma cosa dice? Certo che no” io sospiro
“E va bene, guarda cosa si deve fare per accontentare al propria classe.”
E comincio a levarmi i vestiti sotto gli occhi ammutoliti dei ragazzi
“Prof cosa fa?”
“mi spoglio no? non volevate una modella di nudo? L’ho gia’ fatto altre volte, non preoccupatevi non sono poi cosi vecchia”
Rimango in mutandine in pizzo e reggiseno, bianco e autoreggenti.
Appoggio la gamba su una sedia e mi srotolo le calze guardano ad uno ad uno i miei ragazzi negli occhi. Vedo i gonfiori delle loro patte. I più si stano lisciando il cazzo da sopra i vestiti o attraverso le tasche dei jeans.
Mi levo mutandine e reggiseno. Sono nuda mi metto in posa e mi tocco i capezzoli frizionandomeli tra i polpastrelli del pollice e dell’indice crescono sempre di più “bene, ora sono ben visibili anche i capezzoli. E vi è andata anche bene, mi sono depilata giusto ieri a mai micina” e dicendo questo mi insalivo il dito medio, e lo passo su solco delle mi grandi labbra aprendo la fessurina.
I più audaci si avvicinano
“scusi sa ma da lontano non vediamo bene, è per i particolari”
“Fate fate pure toccate dove volete”
in breve tutti i, ragazzi e e ragazze mi sono attorno e allungano le mani, poi anche loro si spogliano, sono in cerchio attorno a me, le ragazze segano i grossi cazzi duri e vogliosi dei loro compagni e indirizzano gli spruzzi sul mio corpo, quando sono venuti tutti le ragazze si chinano su di me leccandomi via la sborra dal corpo. A quella vista i ragazzi tornano nuovamente duri e ora non si limitano a sborrarmi addosso, mi penetrano, dando via ad una vera orgia.
Sono sul io letto ansimante, sudata, a 4 zampe, col culetto rivolto verso l’alto, e la faccia schiacciata contro il cuscino, ho i capelli che mi cadono appiccicandosi alla fronte, urlo il mio piacere e mi sfrego la clitoride con un piccolo vibratore, quando nella mia immaginazione, Enrico, il piu’ dotato dei mie studenti, mi prende di forza nel mio buchino, e mi penetra.
Sento il mio sfintere dilatarsi e godo in quel preciso istante con un profondo suono gutturale afferrando le lenzuola e mordendo il cuscino. Quando riapro gl occhi, e giro la testa vedo mio figlio Teo che mi sta montando nel culo, palpando il mio corpo
“Facevi troppo rumore e non riuscivo a concentrami sui libri mamma” gli sorrido e mi faccio montare per tutto il giorno.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...