Vacanza in famiglia


Mi chiamo Laura, ho 27 anni e vi voglio raccontare une vicenda che mi é capitata qualche settimana fa, durante le ultime vacanze estive, che ho passato in famiglia.  Sono biondina, abbastanza carina, occhi verdi, forme evidenti ma sono bassa, appena 152 cm.  Ho un carattere un pò chiuso, non sono ciò che si dice un’estroversa, anche se in piccoli gruppi posso anche tenere la conversazione su toni interessanti.<p>Mi sono sposata 2 anni fa con un ragazzo del mio paese, lo amavo, ci frequentavamo da un paio di anni, avevamo entrambi voglia di ritrovarci soli, avere il nostro “focolare”, essere independenti, come si suole dire avevamo entrambi voglia di mettere su famiglia. E la cosa più evidente era quella di sposarsi.  Adesso stiamo bene insieme, entrambi lavoriamo vicino alla nostra residenza, non siamo particolarmente ricchi, entrambi operai, tuttavia viviamo degnamente.  Insomma la nostra storia non é da film, ma é la storia di due personi comuni che si conoscono, si frequentano, si amano, si sposano e vivono insieme.  <br>Per il momento non abbiamo deciso di avere bambini, anche se non credo tarderà molto, abbiamo entrambi voglia di goderci un pò la vita, che nel nostro ambito significa divertirsi nei fine settimana, soli o con amici, forse spinti da una voglia di vivere dovuta ad un’infanzia e adolescenza un pò represse, entrambi le nostre famiglie erano ciò si dice “famiglie di chiesa”, abbastanza chiuse, severe e rigorose nel lasciare i figli “liberi”.  Abbiamo entrambi avuto le nostre esperienze pre-maritali, nessuno di noi due era vergine al matrimonio, tuttavia si limitavano a qualche ragazzo per me e ragazza per lui dell’oratorio, che é anche il luogo dove ci siamo incontrati.<p>Mio marito é più vecchio di me, ha 36 anni, ma questo non ha nessuna importanza, apparteniamo alla stessa generazione, sessualmente ci intendiamo bene, siamo soddisfatti l’uno dell’altra.  Certe volte mio marito vorrebbe introdurre nella nostra routine sessuale un partner esterno, nel senso che a lui piacerebbe vedermi con un altro, ma al mio rifiuto non sembra particolarmente scosso né intrigato.  Io ho una sorella più piccola, di 19 anni, e mio marito ha un fratello più grande, di 40 anni.<p>L’anno scorso per le vacanze estive non c’é stato nessun problema, mio marito ed io siamo andati in montagna in campeggio, i miei genitori con mia sorella al mare in Calabria, suo padre (che é vedovo da ormai 5-6 anni) ando’ in vacanza nella casa paterna, sulle colline della Toscana con il figlio maggiore, moglie e nipote.  Le vacanza furono stupende, passammo anche noi qualche giorno con loro in Toscana e poi anche qualche giorno in Calabria dai miei genitori.  <br>Tuttavia verso il finire delle vacanze, la moglie del fratello di mio marito, cioè mia cognata, incominciò a stare male, le cose si degradarono e poco dopo Natale, la poveretta morì.  Era una donna che amavo moltissimo, 35 anni ma molto attiva e dinamica, con lei stavo benissimo, e frequentare la famiglia di mio marito non mi pesava per nulla.<p>A marzo di quest’anno mio marito incominciò a parlarmi delle vacanze, dicendomi che le avrebbe fatto piacere solo per quest’anno passarle con il padre, il fratello e il nipote, questione di sottolineare la mancanza prematura della cognata, che anche lui amava moltissimo.  Devo dire che l’idea di andare in vacanza con il padre non mi entusiasmava per nulla, ero un uomo simpatico, gioviale e giovane, amava ballare e si vantava sempre delle sue conquiste femminili. <br> Aveva uno sguardo malizioso che non mi era mai andato a genio, ma, anche durante i periodi passati sotto lo stesso tetto nella casa paterna in Toscana, non aveva mai azzardato nulla con me, e ciò mi rassicurava un pochetto.  Il fratello di mio marito, mio cognato, era un tipo brillante, ingegnere informatico, girava per l’Italia, ed era innamoratissimo e attenzionatissimo della defunta moglie, in quel periodo era in lutto tremendo, usciva di casa solo per andare a lavorare, il resto del tempo era chiuso in casa con il figlio.  <br>Il figlio era simile al padre, studiava ingegneria, 21 anni, molto sportivo, divertente e comico, mostrava nei miei confronti un interesse particolare, forse anche per la relativa vicinanza di età, ero la sua zietta preferita, come mi chiamava sempre, ma era anche vero che ero l’unica.  Insomma, io non dissi nulla contro l’idea di mio marito di andare in vacanza con suocero, cognato e nipote, anche se soprattutto il fatto di dovere passare un mese sotto lo stesso tetto del suocero mi destava qualche interrogazione.  Decidemmo di fare tutto il mese di luglio, e di partire tutti insieme con il Renault Espace del cognato.<p>Il primo giorno di luglio, detto fatto, ci ritrovammo tutti e 5 in Toscana.  Ero l’unica donna, ma mio cognato ed anche il nipote erano bravi cuochi e così decidemmo che io avrei tenuto la casa in un minimo d’ordine, mio cognato avrebbe cucinato a mezzogiorno (il pomeriggio lo passava in spiaggia), mio nipote la sera (la mattina giocava a tennis, a pallone e si allenava), e mio marito avrebbe lavato i piatti.  I primi 6 giorni passarono benissimo, mio marito ed io ci alzavamo quando ci svegliavamo, colazione, spiaggia o camminata, pranzo, pomeriggio siesta, poi spiaggia o passeggiata, cena e finivamo la giornata con suocero, nipote e cognato, giocando a carte o andando a qualche festa paesana nei dintorni.  La casa era abbastanza isolata e già il fatto di andare al paese, che sebbene sia stato vicino era sempre a 3 chilometri andata e 3 ritorno, rappresentava una degna passeggiata.  Non tendevamo ad usare la macchina, volevamo una vacanza rilassante.<p>Il settimo giorno tuttavia, cioé la domenica successiva, una telefonata sul cellulare di mio marito interruppe quella gioiosa vacanza.  Il suo capo, che era anche il padrone della piccola azienda di macchine utensili nella quale mio marito lavorava come tornitore, le offriva di prendere il posto di un collega che all’ultimo momento aveva annullato, e di partire per 3 settimane in Germania ad un corso di formazione per macchine utensili a controllo numerico, sentii mio marito rispondere positivamente all’offerta e promettere che la sera stessa sarebbe stato di ritorno, pronto a partire per la Germania.  <br>Ero certo che pensava doppio, cioé che saremmo partiti tutti e due cioé lui ed io per la Germania, ma rabbrividii quando lo sentii dire <br>”la cosa migliore é che tu stia qui, e ti goda la vacanza”.  All’insistenza del mio rifiuto, rispose con “ma lo sai che se imparo ad usare le macchine a controllo numerico sarò l’unico nella ditta e saperle usare e ciò mi procurerà un aumento di responsabilità e di stipendio.  E poi cosa vieni a fare?  Lavorerò 7 giorni a settimana, corsi mattina e sera, praticantato il pomeriggio, anche se vieni non ci vedremo quasi”. <br> E così fu deciso che io rimanevo in Toscana …  Partì qualche ora dopo, con mio cognato lo accompagnai alla stazione.<p>Era pomeriggio.  Feci una passeggiata con mio nipote, poi cucinammo, cenammo, secondo il rituale familiare giocammo a carte, e poi mi coricai.  Lo sguardo di mio suocero mi sembrava fosse più malizioso del solito, tuttavia fui rassicurata dalla presenza di nipote e cognato.  In camera spinsi una sedia contro la porta, non c’era chiave. <br> Mi spogliai, indossai il pigiama e mi addormentai.  La mattina dopo mi svegliai tardi, uscii dalla camera e mi recai in bagno, nel corridoio incontrai mio cognato che allegramente mi augurò buona giornata e mi invitò sulla terrazza per la colazione.  Dopo le mie faccende in bagno, lo raggiunsi sulla terrazza, così in pigiama.  Mi servii del caffé, con delle brioche calde calde appena uscite dal forno, e discutemmo un pò, del più e del meno, il discorso cadde sulla morte della moglie, e alcuni lacrimoni le scivolavano sulle guance.  Con fare un pò materno le passai un braccio sulle spalle, e cercavo di consolarlo.  <br>Poi ad un tratto mi baciò sulla guancia e mi disse che suo fratello era fortunato ad avere una moglie sensibile come mé.  Inutile nascondere che ciò mi fece piacere.  <br>Sparecchiammo la veranda, mio cognato disse che doveva andare in paese per delle spese, si sarebbe assentato per un oretta, io mi vestii e decisi di fare qualche pulizia, incominciai dal bagno.  Non mi accorsi che mentre pulivo i vetri del bagno, mio suocero entrò in bagno.  Eravamo in casa da soli, ed allora pensando che ne avesse bisogno, pensai bene di uscire dal bagno.  Ma per uscire dovevo passare a fianco di mio suocero e mentre passavo, sentii una moneta cadere sul pavimento, e infilarsi sotto il lavandino.  Mi accosciai per raccoglierla, infatti data l’età sapevo che mio suocero aveva problemi a chinarsi.  <br>Mentre mi stavo rialzando, sentii la sua mano sulla testa.  La girai e vidi che nel frattempo si era sbottonato i pantaloni, abbassato le mutande e tirato fuori il cazzo.  <br>Cercai di rialzarmi, sicuramente arrossai, ma le sue mani me le impedivano, vedevo il suo cazzo flacido avvicinarsi sempre di più alle mie labbra, feci per parlare, gridare, ma chi poteva sentirmi?  Inesorabilmente l’avanzata del suo cazzo del suo cazzo verso le mie labbra continuava, e in pochi istanti sentii il contatto con le mie labbra, e un puzzo di piscio invadermi le narici.  Poi mi suocero incominciò “fai la brava, Laura, ne ho tanto bisogno, é da tanto tempo che non me la da nessuno questa medicina”, mi tirai indietro, no, questo era troppo, anche se mio marito diceva sempre che ero la più brava bocchinara su terra, non avrei mai succhiato mio suocero, mai.  <br>Ma le sue mani non mi lasciavano la testa, e allora feci per chiudere le mascelle, non volevo fargli del male, solo fargli capire che ero la moglie di suo figlio …  <br>Ma nello stesso momento nel quali iniziai a chiudere le mascelle, sentii un dolore sulla testa, il vecchio mi stava tirando i capelli fortissimo e disse “non fare la santa, lo sò che sei una sgualdrina, ho visto come ti sei lasciata fare da mio figlio vedovo stamane a colazione …”.  <br>Cosa voleva dire, non capivo più nulla, ma sentirmi insultare mi turbò.  Incominciai a lacrimare, allora si sedettte sul bordo della vasca, i pantaloni e le mutande abbassati alle caviglie, e con le due mani incominciò a masturbarsi nella mia bocca.  Io lì, come una morta non mi muovevo, e lui <br>”che bocca calda che hai Laura, come mi piace, che bello”, e via che spingeva sempre di più il suo cazzo nella mia gola.  Se all’inizio il cazzo era flaccido, adesso tra calore e pressione contro la mia gola, adesso incominciava a gonfiarsi e mi sembrava che scoppiasse, stava diventando grossissimo, di diametro e anche di lunghezza.  <br>Dovevo forzare le mascelle per accoglierlo tutto, e aprire completamente l’ugola della gola per permettergli di entrare tutto.  Lavorava molto di braccia, mio suocero, era contadino, e sentivo muscoli delle mani ritmicamente premere e tirare sulla mia testa.  La mia bocca era in quel momento una vagina, dove lio suocero si stava masturbando.  Capii anche lui che ero turbata dalla grossezza, durezza e nodosità del suo membro, e beffardo mi disse <br>”ti piace, hein, Lauretta ???”.  Feci cenno di si con la testa, e sembro apprezzare.  Poi aggiunse <br>”anche a Roberta piaceva”.  Non ci credevo, Roberta era la moglie del figlio vedovo, praticamente quella che era deceduta pochi mesi prima …. Ero stordita, e così il vecchio approfittava anche di lei, poverina.  Ma per il momento la poverina ero io, sempre con quel cazzo che mi violentava la bocca, ritmicamente ma saldamente.  Poi tolse la pressione, sempre lasciando le mani sulla mia testa e aggiunse <br>”forza Lauretta, fammi vedere come te la cavi”.  <br>Non so per quale ragione, ma incominciai a succhiarlo, e a muovere timidamente la lingua sulla cappella, incominciai a muovere la testa su e giù dalla sua enorme verga, me la infilavo in gola, aspiravo e poi, sempre attorcigliando la lingua sulla cappella, la seguivo fino alla quasi uscita dalla mia bocca, per immendiatamente ricominciare.  <br>Mio suocero ero in estasi, e sinceramente sentivo anch’io qualcosa dentro, incominciavo ad eccitarmi.  Ad une certo punto le sue mani ripresero il controllo della mia testa, e spinsero il cazzo nel più profondo della mia gola, e lì venne.  Inutile dire che dovetti bere tutto, se non volevo finire soffocata.  Poi mi disse, <br>”grazie per avremi dato la mia medicina, Lauretta”, si tirò su i pantaloni, e se ne andò.  Rimasi lì come una scema, con quel gusto salato in bocca, e con quel puzzo di piscio nelle narici.  E con quella voglia di godere che quel vecchio mi aveva messo addosso.

One thought on “Vacanza in famiglia

  1. Giovanni ha detto:

    E c’era bisgno di spiegare tutto fin dall’inizio per dire che hai spompinato tuo suocero? Sinceramente non ci trovo nulla di male, anche perch hai fatto una buona azione dal momento che il poveraccio è solo da qualche anno. Pensa che mia moglie la dà regolarmente a suo fratello, il quale è vedovo perché sua moglie è deceduta a seguito di un incidente stradale. Loro erano talmente legati, e lo sono ancora adesso, anzi lo sono più forte, che una sera mentre eravamo a tavola tutti e tre assieme (viviamo in una grande casa padronale lasciataci dai miei suoceri), mio cognato parlando di donne disse che non aveva più fatto l’amore dalla morte di sua moglie. Incrociai lo sguardo di mia moglie senza dirci nulla, ma quando andammo a letto la vidi alzarsi con addosso solo un baby doll, darmi un lieve bacio sulle labbra e uscire dalla camera. La seguii subito dopo e mi accorsi che entrava nella camera di suo fratello. Poco dopo aprii la porta e li vidi che facevano tranquillamente l’amore. Non dissi nulla perché capii quella delicata situazione, tuttavia lasciai che mia moglie si dedicasse al fratello quando e come volesse. In fondo lo ha fatto a fin di bene.

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