Una visita inattesa


Quella sera stavo cenando, guardando i soliti telegiornali, e avevo in programma di mettermi a letto presto per leggere un libro.
Mi venne la curiosita’ di vedere che programmi vi fossero alla televisione in prima serata e attivai il teletext.
Notai qualcosa che mi interessava e decisi di cambiare idea, rinunciando alla lettura o rinviandola.
Ultimai la cena, sparecchiai e andai in camera da letto.
Accesi il televisore sintonizzandomi sul canale che mi interessava e cominciai a spogliarmi.
Non avevo ancora indossato il pigiama, quando suono’ il campanello dell’ingresso.
Indossai una vestaglia chiedendomi chi fosse ed andai ad aprire.
Sulla porta c’era Monica e Luisa, due colleghe d’ufficio.
“Disturbiamo? Abbiamo pensato di venirti a trovare.
Ci fai entrare?”
Le feci accomodare, scusandomi dell’abbigliamento:
“Volevo andare a letto a vedere la televisione …”
“Non ti preoccupare, fece Monica birichina, forse piace anche a noi vedere la TV …”
E Luisa rincalzo’:
“.. Possiamo vederla anche noi con te?”
“Ok, accendo la TV in sala …”
“Non importa, … veniamo a vederla in camera, tanto l’hai gia’ accesa …”.
Era qualcosa che non mi aspettavo, anzi piu’ cose: la visita, questa disponibilita’ allusiva, e, soprattutto, l’atteggiamento delle due, del tutto diverso da come me le conoscevo.
Non appena giungemmo nella camera, Luisa si tolse la giacca che indossava rimanendo con un maglioncino rasato con un ampio scollo che metteva molto in evidenza i seni abbondanti, senza essere esagerati, che aveva e che spesso mi avevano portato a precisi desideri.
Per il resto, aveva un paio di pantaloni abbastanza attillati.
Sedette sul letto, togliendosi le scarpe.
Monica aveva un tailleur senza particolarita’, abbastanza attillato ai fianchi, indossato su una camicetta bianca, con gli orli decorati.
Monica sedette anch’essa sul bordo anteriore del letto, appoggiandovi le mani.
In quella posizione, la giacca del tailleur “tirava” un po’, cosi’ che la slaccio’, lasciandola aperta.
Io non sapevo cosa fare.
Sedetti sul letto, vicino al comodino volgendo lo sguardo verso la TV.
Si tratto’ di pochissimo, ma Monica si rivolse verso di me e con un modo abbastanza deciso, almeno per quanto la conoscevo, interruppe quell’atmosfera stantia:
“Volevi vedere questo? Se vuoi – e fece una pausa – possiamo vedere … di meglio …”.
“D’accordo, se vuoi cambiare canale, fai pure”
“No, intendevo, non hai qualche … – esito’ leggermente – … cassetta?”
“No, mi space. Noleggio raramente delle cassette”
Intervenne Luisa.
“… Sai … non qualche cassetta delle solite … capisci … intendiamo qualcosa di … – la voce le si incupi’ – caldo …”.
Mi stavo rendendo conto che stava creandosi una situazione interessante.
“Non importa – prosegui’ Monica – il problema puo’ essere risolto … con una delle … nostre”
Cosi’ dicendo, si era alzata dirigendosi verso la sua borsetta, abbastanza ampia, l’apri’ e ne tiro’ fuori una cassetta.
“Vediamo questa e speriamo ti piaccia”
La inseri’ nel videoregistratore, poi mi chiese:
“Come funziona?”
Mi alzai per insegnarglielo e per accenderlo insieme.
Piegandomi per premere il pulsante, mi accorsi che la camicetta era piu’ slacciata di prima.
Dall’apertura si vedevano le rotondita’ dei seni, si percepiva il ricamo delicato delle coppe del reggiseno.
La cassetta aveva dei titoli in inglese e una musica languida faceva da colonna sonora.
Verso la fine della sigla comparve la scritta
“Amsterdam” e Luisa preciso’:
“E’ stata fatta in Olanda …” lasciando in sospeso la frase.
Si vedevano due donne interamente nude, nella posizione del sessantanove, sopra stava una dai capelli scuri, di cui si vedeva solo la nuca, la schiena, il bel culo e una parte della gambe aperte, con la testa immersa tra le gambe aperte dell’altra, che aveva una testa bionda immersa tra le gambe pure aperte dell’altra e che stavano leccandosi voracemente la fica reciprocamente.
Non vi era piu’ la colonna sonora musicale, del tutto sostituita dalla registrazione dei loro rumori, dei risucchi, delle strusciate.
La scena duro’ abbastanza e il cazzo mi si era rizzato contro gli slip e, pur nella sorpresa di quella situazione inattesa, mi sentivo leggermente in imbarazzo, non sapendo quale contegno darmi o quale atteggiamento assumere.
Optai per una finta noncuranza, anche se la situazione che si stava creando mi intrigava, pur se mi rimanevano molte domande su come si fosse giunti a quel punto.
Con la coda dell’occhio notai che Monica si era tolta del tutto la giacca del tailleur e che stava sbottonandosi la camicetta.
Lentamente l’immagine si allargo’, evidentemente la telecamera si stava allontanando dalla scena, cosi’ che si videro i due corpi nudi delle due donne interamente.
Luisa, alzatasi in piedi, armeggiava con i pantaloni: in un battibaleno, li aveva aperti, fatti scivolare ai piedi e definitivamente tolti rimanendo con gli slip.
Si distese sul letto.
Ormai era chiaro come sarebbe andata avanti la serata e il mio imbarazzo venuto meno. Monica di era tolta la camicetta e si libero’ del reggiseno.
Tralascio’ di guardare la TV e si distese anch’essa sul letto, avvicinandosi a Luisa.
Con una mano le scosto’ lo slip lasciando intravedere la fessura dell’amica.
Con l’altra armeggiava con la gonna, slacciandola.
Si avvicino’ ancora all’amica e, trascinandosi sul letto, la gonna le scese a meta’ coscia, mettendo in evidenza un perizoma bianchissimo, di tessuto trasparente.
Con le mani prese a far scorrere verso l’alto il magliocino di Luisa, fino alla ascelle.
I seni di Luisa, abbastanza notevoli, si stagliavano sul corpo, pur se contenuti dal reggiseno.
Monica scosto’ una delle coppe, cominciando a leccare il capezzolo dell’amica.
Duro’ pochissimo, che entrambe si svincolarono reciprocamente per avere la liberta’ di togliersi i residui indumenti: in breve furono entrambe del tutto nude, riprendendo subito le loro attenzioni reciproche, che erano ben poco caste.
Fu nel momento in cui, nude, presero a baciarsi reciprocamente con foga, incrociando le gambe a forbice, in modo che una loro gamba fosse sulla fica dell’amica, che la scena della cassetta cambio’.
Le due donne del video, prima intente nella posizione del sessantanove, cambiarono posizione.
In quel momento mi accorsi che le due donne della cassetta altro non erano che loro.
“… Ma siete voi, due …” esclamai. Monica si distolse dal bacio con Luisa:
“Certo, cosa credevi che ti avessimo portato una cassetta di quelle di mercato?”
“L’abbiamo girata questa estate, durante le ferie siamo andate in Olanda, li’ abbiamo trovato uno studio specializzato e abbiamo potuto girarla” aggiunse Luisa.
Si alzarono, mettendosi a sedere sul letto.
“Adesso c’e’ qualcosa d’altro … vieni qui con noi … cosa aspetti?” mi invitarono.
Salii sul letto, ancora con la vestaglia addosso: come fui sul letto, si avvicinarono a me e, collaborando tra loro, mi sfilarono la vestaglia.
“E toglierti anche questi …” dissero riferendosi alla maglietta e ai boxer che indossavo.
Luisa si dedico’ alla maglietta, Monica ai boxer, portando velocemente alla luce il mio cazzo eretto, duro, pronto.
Quando mi ebbero tolto gli indumenti e anch’io fui del tutto nudo, mi afferrarono il cazzo con le mani, la mano di Monica sotto, vicino ai coglioni, la mano di Luisa sulla parte superiore.
In quel momento, la videocassetta faceva vedere l’entrata in campo di due uomini, dei quali uno nero, entrambi nudi, con il cazzo a penzoloni, ma non floscio.
Il nero si notava non solo per il colore, ma anche per la lunghezza del cazzo e il suo diametro.
I due si avvicinarono alle due ragazze, salirono sul letto del set dove esse si trovarono e subito si vide l’immagine di Monica che afferrava con le mani il cazzo del nero e se lo portava alla bocca.
Durante questo inizio di scena, sentivo che Luisa con un dito faceva in modo di abbassarmi il prepuzio attorno alla cappella del cazzo.
“Questo aveva un cazzo favoloso” fu il commento di Monica.
“Vedrai …” aggiunse.
Sentivo le loro mani che cominciavano a imprimere un movimento verso l’alto e verso il basso attorno al cazzo.
L’altro uomo si era dedicato a Luisa e le aveva posto il cazzo, ormai
indurito, tra le tette, Luisa faceva scorrere le tette lungo quel cazzo.
Le loro mani acceleravano il movimento attorno al mio cazzo, che cominciava a rilasciare liquido vischioso.
Io avevo circondato le due con le braccia sui fianchi e le mie mani tastavano per raggiungere i loro seni.
Vidi che Monica, nella videocassetta, aveva smesso di far fronte con la bocca al cazzo del nero e aveva assunto la posizione adatta per la pecorina, mentre Luisa si era distesa sulla schiena davanti a lei, rispetto alla telecamera.
Il nero si era posto alle spalle di Monica, col cazzo diritto che appariva ancora maggiore.
Le pose le mani sui fianchi e la infilo’ da dietro, penetrandola nella fica.
I rumori erano solo quelli che facevano i quattro, compresi i gemiti di piacere delle ragazze e l’ansimare dei due uomini.
L’altro si era posto in modo da penetrare Luisa da sopra e si notava come la mano di Luisa gli guidasse il cazzo nella direzione giusta.
Sentii le loro mani lasciarmi il cazzo.
“… Dai. adesso guardiamo”
L’uomo che stava scopando Luisa si muoveva ritmicamente dentro di lei, il nero continuava la sua pecorina, avanti indietro nella fica di Monica.
Ad un certo punto, si senti’ Luisa dire in italiano
“Adesso … mettimelo in culo ….”
L’altro disse qualcosa di incomprensibile, ma Luisa si divincolo’ e lui la lascio’ fare.
Quando si mise alla pecorina alzando il culo all’aria e indicandoselo con la mano, evidentemente capi’ perche’ prese la posizione, allungo’ una mano fuori campo, ritraendola con un tubetto da cui fece uscire della crema bianca, con cui spalmo’ con cura l’ano di Luisa.
Poi diresse il cazzo verso il culo di lei.
La telecamera aveva cambiato posizione, Monica non si vedeva piu’ e tutta l’immagine era incentrata sul buco del culo alzato verso l’alto e il cazzo, con i grossi coglioni duri penzolanti verso il basso, diretto verso l’ano.
La scena era molto curata, e si vide con estrema chiarezza il cazzo appoggiarsi all’ano, premere, spingere, entrare infine quasi di colpo.
Si senti’ Luisa emettere una specie di guaito, disse
“Fai piano … mi fai male”.
L’altro sembro’ percepire il messaggio, rallento’, si mosse piu’ lentamente, ma sempre tenendo il cazzo ben piantato in quel culo in cui oramai era penetrato.
In quel momento, si vide la testa di Monica comparire sotto l’amica, tentando di raggiungerla sulla fica.
Ci riusci’, in parte anche aiutata da alcuni aggiustamenti del corpo di Luisa e prese a leccarle la fica, in senso di solidarieta’ e partecipazione.
L’uomo, ormai sicuro nella sua posizione, fece dei movimenti, quasi a cercare di imprimere al proprio cazzo dei movimenti rotatori nel culo di Luisa.
Evidentemente il primo impatto era superato, almeno da quanto se ne poteva trarre dagli ansimi e mugolii di Luisa che esprimevano un piacere selvaggio.
La telecamera si allontano’ per un po’ dalla scena, con uno zoom a ritroso, lasciando vedere come il nero stesse leccando la fica a Monica, che continuava a leccare quella di Luisa.
Il nero smise la leccata, si alzo’, ponendosi alle spalle dell’uomo che stava inculando Luisa.
Quando questi ne colse la presenza alle sue spalle, si chino’ in avanti, il nero gli aperse le chiappe con le mani e tenendole aperte con una, con l’altra impugno’ il proprio cazzo dirigendolo verso il culo dell’altro uomo.
In breve, la telecamera si sposto’ alle spalle del nero, lasciando intravedere una scena abbastanza simile a quella dell’inculata di Luisa, ma ora il nero stava inculando l’altro uomo.
La scena cambio cogliendo il quadro d’insieme: il nero inculava l’uomo, che a sua volta inculava Luisa, con Monica sempre intenta a leccare la fica dell’amica, con decisione e passione.
Probabilmente, le telecamere dovevano essere piu’ di una e il montaggio doveva avere fatto il resto.
Ad un certo punto, si senti’ la voce di Monica
“Adesso lo voglio anch’io nel culo, fatemelo provare ….”
La frase era stata detta quasi come la richiesta di un favore grazioso.
La scena si mosse, Luisa si libero’ del cazzo che teneva piantato nel culo e, subito dopo, anche i due maschi si separarono.
Monica prese posizione, mettendosi di nuovo alla pecorina
“… voglio quello nero, nel culo …” sembro implorare e fece un cenno con la mano. Il nero colse la richiesta e con il cazzo ancora in tiro, dopo avere inculato l’altro, le si avvicino’ portandolo all’altezza giusta.
L’altro gli porse il tubetto di crema, il nero lo prese se ne spalmo’ sul cazzo, poi prese dell’altra crema con la mano e l’avvicino’ al culo di Monica compiendo la medesima operazione sull’ano della predestinata.
Si noto’ come, una volta distribuita la crema, avesse colto l’occasione per infilarle un dito nel culo, specie per il movimento di reazione che ebbe il corpo splendido di Monica.
Ritrasse il dito, impugno’ il cazzo e lo diresse deciso verso Monica.
Di nuovo la telecamera prese l’angolazione da dietro per cogliere tutti i momenti dell’inculata.
Il cazzo del nero era ben piu’ grosso di quello dell’altro, cosi’ che, al momento di forzare l’ano, si colse una maggiore difficolta’, anche dall’urlo che Monica si lascio’ scappare, ma non senza aggiungere:
“… Dai, cazzone, spingi forte … bestia, che male fa’ … spingi … porco … dai …”
Il nero non si fermo’ di fronte all’urlo, ma continuo’ imperterrito, deciso, fino a che’, quasi con uno schianto, si pote’ percepire come quel suo grosso cazzo fosse definitivamente entrato in Monica.
Monica si lascio’ andare a un sospiro, ad una specie di mugugno a denti stretti, ma subito si vide il corpo reagire, muoversi, assecondare la penetrazione avvenuta e i movimenti che il grosso cazzo del nero facevano dentro di lei.
Nel frattempo, l’altro aveva fatto mettere Luisa sulla schiena, le aveva alzato il bacino, cosi’ che essa poggiava sulle spalle, e la stava scopando in piedi, con quel suo cazzo duro in verticale.
L’immagine indugio’ sui peli della fica di Luisa, sul cazzo che la stava trapanando nella fica, sui movimenti del cazzo, per poi spostarsi al volto dell’uomo, in cui era evidente la tensione del piacere intenso, della lussuria piu’ spinta, per tornare quindi a riprendere la scopata la dove avveniva.
Poi l’immagine ripropose il volto di Monica, la cui espressione diceva tutto il piacere ed il godimento intenso che stava provando.
All’improvviso le immagini tornarono sulla fica di Luisa e sul cazzo che la stava scopando con tanta dedizione, fino a che l’uomo non estrasse il cazzo dalla fica bagnata, lo prese con una mano e si lascio’ andare in una sborrata abbondante, spargendo i fiotti violenti dello sperma sul ventre di Luisa, con le ultime gocce che di depositavano sui peli della fica.
Con attenzione la telecamera riprese la sborra che scivolava e tendeva a confluire sull’ombelico, fino a che’ lentamente Luisa riprese la posizione distesa sul letto del set.
L’immagine passo’ all’altra coppia, il nero ansimava, ma insisteva nella sua inculata, con colpi sempre piu’ decisi, sempre piu’ violenti, fino a che’ fu scosso da convulsioni ripetute, segno evidente che anche lui stava sborrando.
Ma non ritrasse il suo cazzo dal culo di Monica.
L’immagine successiva era quella di Monica, che evidentemente affrontava quella situazione di essere riempita non solo dal cazzo del nero, ma anche dalla sua sborra calda.
Lentamente il nero estrasse il cazzo, che stava diminuendo di dimensioni, dal culo di Monica: si pone’ cogliere benissimo come da esso colassero le ultime gocce di sperma.
Estraendolo, dal culo era fuoriuscita anche un po’ di sborra, che colava lungo le cosce di Monica, molto lentamente e la telecamera riprese con particolare cura questo particolare, il culo che premeva e palpitava, ormai non piu’ forzato dal possente cazzo.
Luisa si sollevo’ avvicinandosi al nero e prendendogli il cazzo tra le labbra, aiutandosi con la mano a solleticargli i coglioni.
Con la lingua lo ripuliva dei residui di sborra. Una volta pulitolo, si dedico’ meglio a praticargli un pompino appassionato.
Monica, esausta, si era distesa e si rigiro’ sul letto.
L’altro comincio’ ad accarezzarla, prima i seni ed i capezzoli, poi le mani scesero lungo il corpo, giu’ giu’ fino alla fica.
Gliela aperse con cura, vi fece delicatamente scorrere un dito nel verso della fessura, inizio’ a masturbarla con studiata dolcezza.
L’uomo, non si vide da dove, prese un cazzo di plastica, trasparente, dentro cui si notava la presenza di un qualche liquido.
Ne appoggio’ la punta sulla fessura, lo struscio’ piu’ volte, muovendolo con cura e, quindi, lo punto’ diritto alla fica e spinse.
Il cazzo di plastica entro’, prima solo con la punta, poi sempre di piu’, fino a circa meta’ della sua lunghezza.
Lo lascio’ per consentire alla telecamera di riprendere con cura l’oggetto infilato nella fica di Monica, poi lo afferro’ di nuovo e comincio’ a muoverlo, priva avanti ed indietro e poi con un movimento rotatorio, poi ancora con un movimento a vite.
Di tanto in tanto queste immagini lasciavano il posto alla ripresa del volto di Monica, estasiata, che lasciava capire quanto stesse godendo in quella situazione, oppure riprese del pompino che Luisa stava praticando al nero. Luisa fu cosi’ brava che il nero riprese le proprie convulsioni, segno di una nuova sborrata, cosa confermata dall’immagine che consentiva di vedere come un rivolo di sborra colasse fuoriuscendo dai bordi delle labbra di Luisa, anche se questa stava deglutendo in un agognato ingoio.
Tento’ con la lingua di recuperare la sborra che le colava e lo fece fino a dove la lingua poteva arrivare, ma non completamente.
Nell’immagine successiva, Monica si era sollevata tirando a se’ l’amica e la stava leccando la sborra residua sul mento, per dedicarsi quindi ad un bacio appassionato ed intenso.
Monica comunque continuava a tenere il cazzo di plastica ben infilato nella fica, anzi ne aveva preso il controllo con la propria mano.
Dopo un po’ le due assunsero la posizione del sessantanove e Luisa, con maestria, si preoccupo’ di togliere, ma molto lentamente, il cazzo finto.
Dopo, ripresero a dedicarsi ad un intenso e vivace sessantanove, in cui i corpi delle due erano continuamente scossi dai brividi del piacere e della volutta’.
La scena duro’ un tempo che sembrava senza fine, fino a che non si ebbe di nuovo la musica della colonna sonora ed alcuni titoli di coda. Io ero sempre nel mezzo tra le due, le tenevo abbracciate sui fianchi con una mano su un seno, il mio cazzo svettava verso l’alto in mezzo alle mie gambe.
“Ti e’ piaciuta? L’abbiamo girata in Olanda, durante le ferie. Abbiamo trovato uno studio specializzato, con set e tutto, compresi gli attori. Pensa, che non si e’ costata nulla, anzi ci hanno dato anche dei fiorini”
“… e non solo, ma abbiamo potuto farci anche il personale dello studio …”
Per quanto le conoscessi fino ad allora, non avrei mai pensato che avessero potuto girare una cassetta hard.
“Si e’ stata un’orgia fantastica, pensa, hanno partecipato anche altre turiste, in tutto saremmo stati una cinquantina, tra maschi e femmine … abbiamo scopato sul pavimento, del resto caldo perche’ era una moquette … ci hanno detto che hanno ripreso anche l’ammucchiata, con telecamere fisse, senza operatore, e che avrebbero fatto una cassetta con le scene migliori … hanno promesso di mandarcela appena montata …”
“Si … montata … come ti ha montata il nero …”.
Poi, rivolgendosi a me:
“Ma, adesso, veniamo a noi …”.
Subito Luisa si chino’ verso il mio cazzo prendendolo in bocca e guidandoselo tra le labbra con una mano.
Monica spinse il mio corpo a distendersi, facendomi mettere su di un fianco. In questo modo; Luisa non aveva difficolta’ a continuare il suo magistrale pompino sul mio cazzo.
Sentii le mani di Monica posarsi sulla schiena, massaggiarmi teneramente, scendere verso i fianchi, contornare le mie chiappe.
La sentii che mi divaricava le chiappe, un dito mi percorreva il solco del culo: giunse all’ano, lo tocco’, lo sollecito’, lo spinse contro l’ano.
Senza rendermene conto, reagii serrando i muscoli anali: lei spinse con maggiore decisione, fino a farne entrare una falange.
Con l’altra mano, afferro’ delicatamente i coglioni, facendosi varco fra le gambe, ma subito ne alzai una per consentirglielo.
Una volta entrato nel culo, l’ano si rilasso’ lentamente, consentendo a Monica di iniziare a muoverlo, ruotarlo. spingerlo ancora piu’ a fondo.
Contemporaneamente la sua lingua scorreva lungo la colonna vertebrale, bagnando la pelle con la saliva, dandomi brividi nuovi ed inaspettati.
Luisa fece in modo di spostarsi, ponendosi davanti a me fino a mettere la sua fica alla portata della mia bocca, dandomi modo di cominciare con lei un sessantanove sui fianchi, mentre Monica continuava a lavorarmi alle spalle.
Poi cambiammo posizione e chiesi alle due di mettersi l’una sopra l’altra, in modo che potessi scoparle a turno infilando il cazzo prima nella fica di quella delle due che si fosse distesa e poi di quella che le fosse sopra.
Fu Monica a distendersi e Luisa a porsi sopra con il culo in alto, cosi’ cominciai a scoparle a turno.
Le due intanto si baciavano intensamente sulla bocca.
Con questi cambi, mi venne l’idea che non solo potevo gustarmi le due fiche, ma avrei potuto, senza difficolta’, infilare anche il culo di Luisa, cosi’ ci provai.
Forse se l’aspettava, o non aspettava altro, perche’ la sentii sollevare il bacino venendomi incontro, per facilitarmi questa penetrazione.
In breve, mi trovai con il cazzo ben infilato nell’ano stretto di Luisa, con lei che si contorceva e faceva si’ che questa penetrazione desse ad entrambi il massimo del godimento.
Non riuscii a resistere, lasciandomi portare all’apice rilasciandomi in una sborrata a fiotti convulsi, ripetuti, abbondanti.
Ci rilassammo, distendendoci vicini, restando pur sempre a me la posizione nel mezzo.
Monica mi guardo’, con un sorriso malizioso e velato, la sua mano percorse il mio torso, scese verso il cazzo, ormai morbido, dove incontro’, come se si fossero messe d’accordo, la mano dell’amica.
Le due mani si unirono tra loro e, insieme, presero contatto con quel cazzo quasi esaurito.
Dormimmo nudi cosi’ sul letto, senza neppure pensare a coprirci.
Domani sarebbe stato un altro giorno. E avevo due buone amiche.

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