La cena al ristorante


Ero una frequentatrice di ristoranti cinesi, ma l’ultima volta fu memorabile, perchè ebbi modo oltre al cibo di gustare una pietanza gustosa, nascosta sotto al tavolo, la gamba di un uomo adiacente al mio tavolo mentre gli facevo il piedino prima, lo sgambetto poi…
Mi imbattei, a metà della serata e della cena, verso circa la 3a portata…nello sguardo di un uomo che mi piaceva molto e che aveva conquistato il mio sguardo e con grande gioia ebbi la fortuna di notare che casualmente anche lui mi guardava… il cameriere…
Che emozione, sentire i suoi occhi nei miei, sentirmi guardata desiderata, quasi avvolta …dallo sguardo possente di un uomo, non uno come tutti del resto…un cameriere bellissimo!
Uno di quelli che non si scordano, occhi azzurrissimi e fisico atletico dai muscoli ben evidenziati nel torace, che attraverso la candida giacca si notavano parendo scolpiti, moro, sguardo penetrante un po’ ironico sensuale un po’ a sua insaputa malizioso, di quelli che senza saperlo attirano gli sguardi rapaci come il mio…forse era anche molto maschio, almeno questo era quello che a me ispirava quello sguardo, non saprei dire il perchè!
Insomma non riuscìì a pensare ad altro per tutta la sera…come si puo’ facilmente immaginare… mi dovevo fare subito quel cameriere, se no’ impazzivo, e non avevo portato con me i tranquillanti che mi servivano di solito a placare le mie voglie …oddio ero terrorizzata… e se qualcuno se ne accorge? e che succede? e se lui si dovesse vergognare? so solo che poi sprofonderei nel cesso del ristorante… o qualcuno mi ci ficcherebbe la testa o nel lavandino..
Non riuscivo piu’ a ingoiare boccone, le portate continuavano ad arrivare imperterrite ed io mi toccavo ora in direzione della patata ‘bollente’ che era già grondante sotto la tovaglia…
Lui però non era quello che serviva al mio tavolo… purtroppo mi dissi, ma fece almeno in parte in modo di prendere il posto dell’altro, che in quel momento occupava ancora la distanza tra me e lui…
Non so come fece, ci riuscì. Tale era la mia speranza, la mia gioia che…che me lo vidi spuntare davanti e calamitato forse dal mio sguardo a quel tavolo, zeppo di portate intere ma intatte ancora da cominciare ma che non mi tentavano affatto, almeno per il momento…tale era la voglia di chiudermi nel cesso con lui e di sbranare lui, come portata principale.
Non gli chiesi niente in realtà… anche se immaginavo che mi sarebbero dovute venire in mente un sacco di domande…del tipo perchè mi piaceva così tanto e anche tante altre cose del genere, anche banali se vogliamo, ma che è sempre meglio prima chiedersi… per capirci qualcosa a volte della vita, come viene prima l’uovo o la gallina, o quando è stata scoperta l’America…
Ma io mi sentivo pretenziosamente, maliziosamente e forse anche un po’ ‘malignamente’, di sicuro irresistibilmente attratta da lui…da quel fisico atletico e fascino latino.
Notai che lui si avvicinava poco a me, ma osservava molto.
E questo mi eccitava (mi sentivo una vacca) non so ancora una volta dire perchè, non ero solita del resto interrogarmi sui miei più irrazionali e brutali istinti di verginella in coma, se fossi stata una pecora vorace, o una donna, o un pitone…questo non lo so del resto non avevo ancora preso la laurea in veterinaria… sapevo che avrei dovuto interrogarmi, come ero solita interrogarmi su altri argomenti, compresa l’esistenza di dio o degli ufo.
Il tipo in questione era stato assunto da poco, calcolava le sue mosse e stava sempre molto ben attento del resto i piatti si potevano anche rompere, se era così inesperto da non accorgersi che la strada tra la cucina e i tavoli sarebbe stata piu’ breve almeno se non avesse inciampato nel mio piede e se l’avesse percorsa quindi in modo più rilassato, se il suo sguardo non fosse stato così calamitato dal mio o nell’orbita del mio, da me soprattutto perchè io
lo volevo, e lo tentavo come una circe o una sirena come meglio potevo, con gli occhi soprattutto.. E speravo che lui un po’ almeno se ne accorgesse rispondesse ai miei segnali…dicendomi che avrei potuto anche fargli rompere l’intera pila di piatti… poi così se qualcuno qualche cliente ingenuamente, inciampando col piede si fosse tagliato in quel mare di cocci per terra… e poi a parte tutto questo, i piatti chi li pagava?!!! Certo nè il cameriere, nè la ex moglie di lui che aspettava l’assegno mensile…
Ebbene così fui tanto ostinata che lo guardai e lui mi riguardò.. e il… patatrac!… Tutti i piatti, dico tutti non uno di meno… tutti rotti inesorabilmente, davanti alla faccia incazzata del padrone del ristorante.
Ero mai stata davvero così insistente senza accorgermene, senza capilo????
Non lo sapevo forse anche lui lo sapeva.
Quel tipo non so dire robabilmete qualche anno fa lo avrei saputo meglio, mi piaceva o mi incuriosiva, mi prendeva lo sguardo a calamita (e mi faceva sentire troia…) come potevo controllarlo?
Anche dopo l’accaduto infatti speravo vederlo ma dopo quella volta mi chiesi se era ancora il caso poi dopo la figura col padrone del ristorante… Non sapendo del resto se avesse una moglie, una fidanzata una qualsiasi bellissima donna che lo aspettava a casa con ansia e che non avrebbe tollerato certo un suo eventuale licenziamento!…..
Come potevo avere avuto una simile svista? in che guaio mi ero messa…
Avevo superato me stessa con la mia esuberanza…
Così vedo entrare una donna, di bell’aspetto ma singolare un tipo un po’ rinsecchito ma giovane d’età, le si leggeva in viso, magra ma bona… questa si avvicinò a me, guardando lui e disse, guardando me con cognizione pura quasi fosse stata un’indovina, e col naso storto..
“Guarda di farlo un’altra volta… bravo…prova a farti licenziare di nuovo E i piatti in testa te li rompo io!”
Lui rispose titubante :” Guarda, ti assicuro non è nemmeno colpa mia… non So cosa salti in mente a certa gente… Se ci vedono male di chi è la colpa?!..”
Ella allora lo guardò e sperando che così anche quella notte sarebbe tornato a casa, si rasserenò e taglio corto lì….” piu’ tardi ne parliamo con calma”…
“Si cara buona lasciami finire adesso che qui devo chiarire le cose col padrone del ristorante…”
Lasciai lui nel ristorante a sbrigarsela col padrone, non osavo ripensare alla figura che avevo fatto, dopodiché seguii lei… la pedinai di nascosto e giunta davanti la porta di casa sua, mi accostai in sordina dietro di lei, non potendo fare a meno di assistere alla scena di quando lui sarebbe rincasato cosa gli avrebbe detto la moglie e con l’idea che gli avevo fatto rompere i piatti io…
Dalla luce ancora accesa oltre a non aver visto alcuna macchina venire da fuori nel parcheggio capìi che lei lo aspettava… cosi aspettai buona buona anch’io… si fecero le 23, le 24, poi l’una e mezza….non era ancora rincasato… chissà dove poteva essere iniziai ad essere un po’ io a mia volta gelosa lo pensavo con le tante altre donne che lo tentavano come avevo fatto io e ci provavano…
Lei intanto si era messa nel letto, aveva messo il suo completino intimo più bello, con giarrettiera blu, reggicalze neri e autoreggenti velate, aspettava bellissima distesa e rilassata, senza avere ancora tolto le belle scarpe dai tacchi a spillo….
Alla fine un campanello dovette squillare per forza, se lei ebbe la forza di svegliarsi d’un colpo, mentre intanto era stata sorpresa da botta di sonno.. si
dovette alzare per aprire la porta… E lui era avvolto dalla sua bella giacca bianca, davanti a lei che incredula lo guardava sulla porta e …cosi lo baciò con grande passione le sue mani lo toccavano con ardore, i suoi baci lo soffocavano di passione e amore all’apice, di gesti inebrianti…si fermò un attimo solo perchè grata di quel rientro gli volette versare una coppa di champagne e portarglielo alla bocca… lo imboccò come un bimbo viziato e coccolato, dopo di che gli tolse il bicchiere dalla bocca e lo baciò di nuovo ne toccava il torace, il petto muscoloso e lo carezzava…
Intanto ero riuscita a catturarmi un posto preferenziale dietro la finestra e guardavo la scena. Mi eccitava non poco devo dire l’idea di vederglielo fare con un’altra forse ero strana io, ma se ci fossi stata in mezzo chissà…forse non poi allo stesso modo…forse perchè lei non era il mio tipo…
Fatto sta che lei era un tipo geloso, io anche se non sempre lo ero lo stavo diventando di sicuro in quel momento così mi decisi di interromperli bruscamente e presa di coraggio bussai alla porta:
Chi venne ad aprirmi fu lui, in vestaglia e di sotto nudo…potevo intuire dal membro ancora in erezione…
“Allora” mi sentii dire, “a cosa devo l’onore di questa visita?”
“Come” dissi io, “non te lo aspettavi?… eppure lo sapevi, mi sembra… scusa volevo dirti comunque se vi ho interrotto non sapevo che avessi una patata così tra i denti potevi dirmelo…”…
Egli non disse nulla. Ma fece finta di capire. proseguìi “se vuoi resto qui a guardare, mi eccita, o se vuoi entro pure in mezzo alle lenzuola basta solo che lo dica!”
E lui guardando prima in alto, poi in fondo alla stanza, che dava verso un’altra stanza probabilmente del bagno, dalla porta aperta “devo chiederlo a Luisa.. aspetta”
Intanto lei si era scocciata di aspettare e si era chiusa nel bagno a masturbarsi dalla voglia.. si infilava il suo vibratore in pelle nera ben saldamente conficcato da dietro e spingeva godendo e incassando bene i colpi che in quel momento non erano del marito”non risponde, vai è meglio…”
“buonanotte”dissi, “non fa niente, grazie lo stesso” pentita e sconfortata me ne andai senza avere avuto soddisfazione da quell’uomo, mentre quella se lo faceva mettere in culo al posto mio.
Lui la trovò in bagno, le tolse il vibratore e la prese da dietro le punto’ il buco del culo, enorme, lo riempiva in tutta la sua bontà e generosità mentre i seni le grondavano di sotto alla schiena e riempivano le pareti verdi del bagno uno a destra e uno a sinistra penzoloni..
Lei gli chiedeva di dirgli che era la sua troia e lui assecondava quella richiesta, e la insultava senza limite, poi venne sopra la schiena di lei, che era intenta a spalmarsi quel latte sul collo da dietro e sotto le punte dei capelli, e davanti, sulle tette gonfie che intanto gocciolavano a loro volta, e sul culo…
Poi se lo ripassava sul viso e la risucchiava con le dita spolpandosele l’una dopo l’altra con tutti i polpastrelli inzuppati, mentre lui le ripassava la mano sulle tette e poi sul culo.
Il cazzo di lui si gonfiava di nuovo estasiato, dalla visione della vacca della moglie che si ripassava la sborra di sopra, da dietro, sulla schiena sul viso e sul culo. Così la rimontò una seconda volta, sempre lì.. dove lei adorava che lui la prendesse, e dopo pochi colpi ben assestati e mirati venendo una seconda volta…
La sborra intanto colorava le pareti schizzando fuori e sulle ricche chiappe di
lei e lui gliela riportava col cazzo mentre lei si faceva a fatica in quattro, per girarsi ma solo di tre quarti, rispetto alla posizione originale che manteneva sempre e rubare finchè poteva quelle ricche gocce di latte che colavano addosso per spalmarsele sulla schiena…
Di lì a pochi minuti la sborra aveva raggiunto le pareti, il tetto e si trovava dappertutto avendo raggiunto l’apice come un blob sulle piastrelle colorate di verde del bagno, oltre al viso di lei tutto cosparso e coperto…. intanto qualcuno, il lattaio suonava alla porta… Io dormivo, e stavo sognando ancora la terza portata della cena dell’altra volta che non avevo ancora consumato.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...