Io e la fotografia


Io e la fotografia
Sono sempre stato interessato alla fotografia e per me era il massimo guardare le foto di nudo su Playboy. Così l’autunno scorso, ho deciso di frequentare un corso di una scuola di fotografia. Il corso prevedeva una quantità di materie diverse e fra l’altro bisognava fare una serie di istantanee aventi come soggetto il corpo umano. Ho chiesto a Nadia, una splendida bruna che lavora con me, se voleva essere il mio modello. Sul lavoro sono conosciuto come un uomo gentile e quieto, di discreto aspetto ma non particolarmente eccitante; non sono mai sono stato molto aggressivo con le donne. Nadia sapeva che poteva stare tranquilla e che tutto ciò che volevo erano solo alcune belle inquadrature. Ha acconsentito dopo che le ho promesso che avrebbe potuto avere delle copie delle immagini. Ha indossato un abito da sera blu e si è fatta acconciare i capelli (una spesa che mi sono accollato) per la sessione di riprese. Abbiamo utilizzato due rullini di foto che rivelavano il suo fascino. Dopo averle sviluppate ho portato delle copie a Nadia che si è dimostrata molto compiaciuta del risultato e le ha mostrate ai nostri colleghi. Sono stato molto complimentato sia dai colleghi che a scuola.
Un mese più tardi, Cristina (un’altra collega) mi ha avvicinato e mi ha domandato se accettavo di fotografarla. Ci siamo messi d’accordo di vederci quel sabato a casa mia. Cristina è una bruna alta, molto snella, con un corpo estremamente magro ed un piccolo torace. È molto quieta e riservata sul lavoro. Ho affittato alcune lampade addizionali ed ho installo un fondale nella mia cantina (spero di riuscire ad installare anche una camera oscura prima o poi).
Cristina è comparsa indossando pantaloncini e maglietta e portando una piccola borsa; ha detto che voleva cominciare con quello e così ci siamo messi a lavorare. L’ho fatta mettere in una quantità di pose e dopo che abbiamo finito il primo rotolo, è andata in bagno a cambiarsi. È uscita indossando un piccolo bikini arancione senza spalline che mi ha lasciato a bocca aperta. Dopo aver riguadagnato la calma abbiamo cominciato a riprendere. L’ho fotografata in molte pose per essere sicuro di avere delle foto perfette. Dopo due rullini, Cristina è ritornata in bagno e si è cambiata indossando gli abiti da lavoro; mi ha ringraziato e mi ha detto di ricordarmi delle copie.
Il mercoledì successivo mi sono fermato alla scrivania di Cristina (avevo preso in prestito una camera oscura da un amico per sviluppare) e le ho dato le fotografie; le ha lasciate nella busta e ha detto che le avrebbe guardate più tardi. Non posso biasimarla per non aver voluto che tutto l’ufficio sbavasse su di lei in bikini. Giovedì è venuta alla mia scrivania per ringraziarmi di nuovo e domandarmi se volevo farne ancora. Ci siamo messi d’accordo perché venisse di nuovo sabato per un’altra sessione.
La mattina del sabato ancora una volta ho installato il mio equipaggiamento per le riprese. Inutile dire che ero eccitato al massimo grado. Cristina è comparsa alle 10 indossando un altro completo da palestra ed ancora la borsa. Questa volta si è scusata e si è diretta in bagno per cambiarsi. Io trafficavo con l’equipaggiamento domandandomi che tipo di sorpresa avrebbe avuto per me quel giorno. Speravo che avesse portato un altro bikini. È uscita dal bagno indossando un abbigliamento ridottissimo! Avevo difficoltà a nascondere la mia eccitazione; mi ha spiegato che voleva delle fotografie speciali per il suo ragazzo perché la ricordasse quando era via per lavoro. Si è sdraiata sul set con una mano che sosteneva la testa e l’altra lungo il fianco, i suoi capezzoli marroni erano chiaramente visibili attraverso il top e riuscivo a vedere una piccola chiazza scura attraverso le mutandine bianche quasi trasparenti. Senza dire niente ho cominciato a scattare, l’ho fatta muovere in varie posizioni per avere le migliori fotografie (per non parlare della migliore visione che avevo!). Quando mi sono fermato per cambiare pellicole, mi ha detto che andava a mettersi qualcosa d’altro. Ero deluso, pensavo di aver visto tutto quello che era possibile. Cinque minuti più tardi è uscita indossando una lunga camicia da notte in seta nera e calze bianche. Non era trasparente come ciò che indossava prima ad eccezione dei capezzoli che imprimevano un contorno interessante attraverso la seta. La camicia aveva degli spacchi sui lati da cui si poteva vedere l’orlo delle calze; apparentemente erano sostenute da giarrettiere!
Si è messa a pancia in giù ed io ho cominciato a fotografarle il viso. Se fosse stata un po’ più in carne, avrei potuto avere una bella visione della fenditura tra i seni ma, come ho già detto, Cristina è esile. Le sono girato intorno ed ho visto che la camicia era salita sul suo didietro esponendo una parte delle natiche. Non indossava mutandine! Era sempre più difficile nascondere la mia protuberanza e camminare era doloroso. Sono andato in fondo al set e ho messo la macchina fotografica sul treppiede (cercando di celare il tremolio della mano). Lei si è alzata in una posizione semi inginocchiata e ha sbottonato un paio di bottoni della camicia, poi ha piegato la testa sulla spalla sinistra e ha fissato nella macchina fotografica mentre io facevo alcuni scatti. Che posa eccitante! Quindi si è inginocchiata a 90 gradi rispetto alla macchina fotografica e ha sistemato la camicia per esporre il fianco della coscia (senza esporre niente di “privato”) e la giarrettiera.
Avevo di nuovo finito il rullino (non so neppure come ho fatto ad accorgermene!). Mentre cambiavo la pellicola Cristina si è alzata e ha preso un drink (avevo preparato del vino bianco). Mi ha allungato un bicchiere e mi ha domandato se promettevo di essere discreto. Ho pensato che fosse una domanda un po’ strana dopo che avevo già scattate tante foto, comunque ho promesso che non avrei fatto circolare le copie. Mi ha fatto promettere di darle tutti i negativi ma mi detto che avrei potuto tenere alcune stampe per me. A quel punto ha detto che era ora di ritornare a lavorare. Si è seduta sul set ed ha sbottonato tutti i bottoni ad eccezione di uno; un piccolo seno ha fatto capolino da un lato della camicia. Non sapendo se la cosa era voluta o casuale, rapidamente ho scattato alcune foto. La camicia di Cristina si è abbassata al suo grembo esponendo ambedue le tette. Erano assolutamente splendide, piccole e sbarazzine con i capezzoli marroni eretti. Ero al settimo cielo. Ha sbottonato l’ultimo bottone della camicia e l’ha gettata via. Ora sedeva all’indiana con indosso null’altro che la cintura delle giarrettiere bianche e le calze. Non riuscivo ancora a vedere la micia a causa del modo in cui era seduta. Dopo un paio di scatti si è sdraiata sulla pancia rivolta verso di me. Ho potuto dare un’occhiata di sfuggita alla micia mentre prendeva quella posizione. Aveva un culo veramente stretto e le natiche sembravano veramente sode. Si è girata mostrando il posteriore e guardando verso la macchina fotografica da sopra la spalla. Finalmente si è girata e ho potuto vederla in tutta la sua gloria. Aveva una micia ordinatamente potata con un piccolo cespuglio lanuginoso. Avevo di nuovo finito la pellicola. Praticamente ho sventrato la macchina fotografica e ho ricaricato a tempo di record per non perdere l’opportunità della mia vita. Cristina si era seduta quando mi sono girato verso il set, le ginocchia contro il torace.
Ha detto che voleva degli zoom e ha aperto un po’ le ginocchia mettendo le due mani ai lati della micia. Mi sono accinto alla ripresa ravvicinata mentre lei separava le labbra esponendo il roseo interno. Non riuscivo a credere che Cristina fosse una donna tanto calda sotto un’apparenza tanto quieta. Un dito è entrato tra le pieghe scivolose e si è mosso dentro e fuori un paio di volte mentre scattavo. È rotolata sulla pancia mostrandomi il culo. Ho fatto un altro paio di foto ai suoi buchi rosa e marrone mentre lei continuava a far scivolare il dito dentro e fuori della micia; quando è rotolata sulla schiena ho visto che aveva gli occhi chiusi. Il dito aveva preso il ritmo, io scattavo ed ero rimasto ancora una volta senza pellicola; mentre la cambiavo, ho visto che Cristina non aveva notato la mia assenza (o la mia presenza a quel punto) e muoveva furiosamente il dito dentro e fuori e si tirava i capezzoli con l’altra mano, passando da una tetta all’altra. Sono ritornato proprio in tempo per catturare il suo viso al momento dell’orgasmo.
Mentre veniva ho fatto un paio di riprese della sua mano vicino alla fica spalancata con gli umori chiaramente visibili. Dopo un paio di minuti ha riaperto gli occhi, mi ha guardato ed è arrossita leggermente. Aveva fatto poco rumore durante tutta la performance (solo un piagnucolio di tanto in tanto ed un respiro affannoso, Cristina non era sicuramente un’urlatrice!).
Lei poteva vedere chiaramente la mia protuberanza e mi ha detto che si sarebbe presa cura del mio problema e che mi ringraziava per le fotografie e per la promessa di non divulgarle. Mi ha detto che non si sarebbe lasciata chiavare ma che mi avrebbe fatto un pompino. Mi si è avvicinata, mi ha abbassato la chiusura lampo e si è chinata. Ha infilato una mano nei boxer e mi ha tirato fuori il cazzo. Ho un pene nella media (sedici centimetri ed un po’ più grosso di altri) e si è complimentata. Mi ha portato ad un sedile e mi ha fatto sedere per avere l’opportunità di abbassarmi pantaloni e mutande; quando sono stato seduto li ho calciati via. Si è inginocchiata e ha preso il cazzo in bocca.
Era incredibile, succhiava delicatamente sulla punta e scendeva ogni volta più in basso. L’ha tirato fuori e ha leccato la parte inferiore vicino alle palle. Ha ingoiato la testa ed è scesa fino alla base. Ha alzato di nuovo la testa alla punta e ha cominciato a toccarla con la lingua mentre la sua mano ha afferrato la base e ha cominciato a masturbarlo. Ho ripreso la macchina fotografica ed ho terminato la pellicola fotografandola mentre mi succhiava il cazzo.
Dopo essere stato eccitato per un’ora (mi sembrava molto di più), non potevo più resistere ed ero pronto a sparare il mio carico giù per la sua gola. Era evidentemente esperta e l’ha preso tutto senza sprecarne una goccia. Sono rimasto seduto sulla sedia completamente esausto mentre lei mi accarezzava delicatamente il cazzo con le sue piccole mani. Dopo aver ripreso la forza di parlare, l’ho ringraziata. Cristina mi ha fatto promettere che non avrei detto a nessuno della nostra performance (di nessuna parte) e mi ha ricordato che le avevo promesso i negativi.
Si è alzata ed è andata in bagno. Quando è uscita (indossava ancora la tenuta da palestra), mi ero rimesso i pantaloni, stavo spegnendo le luci e poi avrei fatto pulizia. Mi ha ringraziato di nuovo e mi ha baciato dolcemente prima di andarsene.
La domenica sono andato a casa dei miei amici a sviluppare le pellicole, ho impiegato la maggior parte del giorno per farlo ma volevo che venissero bene. Volevo essere sicuro che tutte le foto fossero il massimo perché Cristina aveva detto che avrei potuto tenerne una serie, dovevo riuscire perché avevo promesso di renderle i negativi e non avrei avuto una seconda opportunità. I risultati erano piuttosto impressionanti ed ho fatto parecchi ingrandimenti.
Lunedì, in ufficio, ho detto a Cristina che avevo stampe e negativi in macchina (non volevo che qualcuno le vedesse). Dopo il lavoro siamo usciti e glieli ho dati. Mi ha ringraziato di nuovo ed io ho detto che avrei dovuto essere io a ringraziarla, ogniqualvolta avesse voluto delle foto, sapeva dove trovarmi.
Il giovedì mi ha avvicinato in ufficio, ha detto che aveva dato le foto al suo ragazzo come regalo di compleanno. Lui (e lei) erano entusiasti dei risultati; ha ammesso di non avergli dato le fotografie in cui si sditalinava e mi faceva il pompino, pensava che non gli avrebbero fatto piacere.
Ancora non posso credere che questa esperienza mi è accaduta veramente, non solo è stata eccezionale, ma mi ha permesso anche di migliorare la mia capacità fotografica.
Angela
Dopo la mia ultima avventura ho compreso che il massimo della felicità sarebbe stato fare altre fotografie di nudi.
Incontravo sempre Cristina al lavoro ma non aveva più mostrato alcun interesse per la cosa, ed io ero troppo timido per domandarglielo. Ho pensato che non fosse opportuno rischiare di avvicinare qualcuno sul lavoro perché avevo deciso di tenere segreto il mio piccolo hobby, quindi ho messo un annuncio sul giornale locale. Ho scritto vagamente che cercavo modelli per un lavoro affascinante, gli interessati avrebbero dovuto rispondere fermo posta per permettermi di mantenere l’anonimato; l’annuncio è stato pubblicato per una settimana e poi ho aspettato che arrivassero le risposte.
Al termine della settimana sono andato all’ufficio postale per vedere se qualcuno mi aveva scritto; nel box c’erano cinque lettere, la prima era evidentemente di una puttana, parlava di sesso e di quello che mi avrebbe fatto se fossi stato “generoso.” Ho deciso che non ero così disperato. Un’altra aveva allegato una fotografia e diceva che non intendeva posare nuda ma solo in costume da bagno. L’ho messa da parte sperando di trovare un candidato più promettente. La terza lettera diceva che avrebbe posato per “raffinati” nudi e che la sua tariffa era 400.000 lire l’ora; allegava una fotografia e non mi è sembrata particolarmente bella. Sapevo di non potermi permettere le sue tariffe e cominciavo ad essere un po’ scoraggiato. La quarta era di una studentessa che diceva di chiamarsi Angela, di avere vent’anni e di poter lavorare dopo la scuola; non aveva mai lavorato come modella ma pensava di poter imparare rapidamente; era alta un metro e sessantacinque, misure 90-60-85, diceva anche di avere i capelli biondo chiaro. Questo già si avvicinava di più a quello che cercavo. La quinta lettera era di una ragazza che aveva già fatto la modella, aveva unito una fotografia e sembrava molto bella; elencava i lavori fatti e mi invitava a vedere il suo portfolio. Ho avuto l’impressione che fosse il modello più serio che potessi permettermi ma non per fare le fotografie del tipo che volevo.
Mi sono detto che Angela sarebbe stata la scelta migliore e tornato a casa le ho telefonato. Una piacevole voce femminile ha risposto e mi ha detto che Angela era via per il fine settimana e ci sarebbe stata lunedì. Si è offerta di lasciare detto ma ho replicato che avrei chiamato lunedì sera, perché pensavo che avesse lezioni per la maggior parte della giornata.
Durante il fine settimana ho steso la mia strategia. Lunedì sera ero nervoso. Mi dovevo calmare per sembrare professionale e diminuire le paure che Angela potesse avere. Ho chiamato e mi ha risposto una voce femminile diversa. Ho domandato di Angela e mi ha detto che era lei. Le ho chiesto se era lei che aveva risposto al mio annuncio e che ero interessato a vederla; ha abbassato la voce che è diventata esitante quando ha ripreso a parlare. Mi sono messo d’accordo di incontrarla in un bar fuori dell’università per discutere i dettagli, ho pensato che ciò ci avrebbe dato la possibilità di conoscerci e metterla a suo agio.
Sono andato all’appuntamento con qualche esempio dei miei precedenti lavori; avevo incluso un paio delle foto più discrete di Cristina (il mio solo lavoro di nudo fino a quel momento). Angela è arrivata in ritardo e sembrava un po’ nervosa, ho capito che dovevo agire con tatto. Sembrava più grande di vita (non più grassa)di quanto pensassi, era ben fatta e le sue curve avevano una sorta di molle di rotondità. Ho cercato di farla rilassare per farla parlare di se; ha detto che lavorava dopo la scuola per pagarsi l’università, faceva anche la cameriera ma questo non copriva tutte le spese. Mi ha chiesto quanto poteva rendere il lavoro di modella; le ho detto che avrei potuto pagarla 200.000 lire a seduta e che avremmo potuto aumentare in seguito, ogni seduta sarebbe durata due ore. Lei allora ha domandato cosa che doveva fare e le ho detto che volevo scattare alcune foto di seminudi e nudi (le ho dato il portfolio da guardare). Si è guardata intorno nervosamente ed abbassando la voce ha detto che lo avrebbe fatto. Ci siamo messi d’accordo per giovedì sera e le ho detto di portare oltre al costume da bagno, una camicia da notte ed un vestito.
Ho deciso di andarci piano la prima sera. Angela è comparsa in un abito marrone ed una camicia bianca; sembrava tesa e nervosa. L’ho portata in cantina e le ho fatto fare un rapido giro per mostrarle il bagno dove cambiarsi, la camera oscura (un nuovo acquisto), e finalmente lo studio. Le ho dato un bicchiere di vino e le ho detto di non aver problemi a dirmi, durante la seduta, se c’era qualcosa che non andava. Ho fatto un paio di foto mentre finiva il suo vino e le ho detto che era bella; è sembrata rilassarsi un po’ e l’ho guidata sul set. Praticamente ho continuato a parlare per rassicurarla (con Cristina avevo parlato molto poco).
Dopo dieci minuti di chiacchiere mentre la ritraevo in varie pose, le ho domandato di togliersi l’abito. È diventata tesa ma ben presto ha ripreso il ritmo. Dopo poco ho finito le pellicole di ambedue le macchine fotografiche (avevo comprato una seconda macchina per non dover ricaricare troppo spesso) e ho suggerito ad Angela di andarsi a cambiare il costume da bagno. Nervosamente è trotterellata nel bagno a cambiarsi. Avevo finito di ricaricare e non era ancora comparsa, allora mi sono avvicinato alla porta e ho domandato se andava tutto bene; nervosamente ha risposto che sarebbe uscita in un minuto. Un paio di minuti più tardi è ritornata nello studio con un accappatoio che avevo messo nel bagno per lei. Le ho domandato se era nervosa e ha ammesso di esserlo un po’; le ho detto che stava benissimo e non doveva aver paura di nulla, dopo aver parlato per un paio di minuti per rassicurarla, si è tolta l’accappatoio e ha cominciato a posare di nuovo. Portava un costume ad un pezzo bianco e sebbene mostrasse tutte le curve, non era molto rivelatore. Finalmente ha cominciato a rilassarsi e ben presto mi è sembrato di ottenere delle foto tipo Marilyn Monroe.
Dopo aver sparato altri due rotoli di pellicola, le ho chiesto di andare a mettersi la camicia da notte che aveva portato.
Ricaricando la macchina fotografica mi sono detto che bisognava cambiare ritmo perché stavamo fotografando da più di un’ora e non avevo ripreso niente che non si potesse vedere in tivù.
Angela è ritornata in accappatoio e si è messa subito sul set (un buon segno!). Le ho domandato se si stava divertendo ed ha annuito, le ho fatto un paio di scatti al viso mentre le dicevo che era ora di tornare al lavoro; ha accolto il suggerimento e si è tolta l’accappatoio. Portava una di quelle grandi magliette da football che le arrivava fin sotto la vita, le ventenni universitarie non sanno apprezzare l’abbigliamento da notte sexy (come la camicia che portava Cristina nella seduta precedente); sembrava che portasse ancora il reggiseno; bene, se non potevo cominciare dall’alto avrei cominciato dal fondo. L’ho fatta girare sulla pancia e mentre si sdraiava ho visto che portava delle semplici mutandine bianche. Dopo un paio di scatti le ho chiesto di togliersi le mutandine per qualche foto di semi nudo; era arrivato il momento della verità, o mollava o avremmo cominciato a fare dei progressi.
Ha esitato un momento e poi si è abbassata le mutandine senza mostrare niente; le ho detto di mettersi di profilo e lei è arrossita. A quel punto le ho chiesto di sollevare il bordo della camicia così da continuare a coprirla ma permettere una vista laterale e posteriore della coscia; lo ha fatto lentamente, aveva un posteriore notevole. Le ho detto di nuovo quanto era bella, le ho domandato di girare la testa verso la macchina fotografica e di sorridere; dopo che l’ha fatto le ho detto che avrebbe potuto rimettersi le mutandine mentre ricaricavo la macchina fotografica (avevo usato solo una macchina ma pensavo avesse bisogno di una piccola interruzione).
Quando sono ritornato sembrava più rilassato e le ho detto se era pronta per continuare, lei ha annuito ed io le ho chiesto di togliersi la maglia. Un’espressione di panico le ha attraversato gli occhi ma è stato un momento, avevo visto giusto per quello che riguardava il reggiseno, infatti, dopo aver tolto la maglia è rimasta in reggiseno e mutandine. Ho provato a farla rilassare mentre scattavo alcune foto poi, finalmente, le ho domandato di sganciare il reggiseno; ha accondisceso ed alla fine l’ha lasciato cadere sul pavimento. Fino ad allora non avevo compreso com’era ben fatta, i grandi seni sodi che non si sono abbassati (i vantaggi di gioventù) avevano sulla cima grandi capezzoli rosa scuro. L’ho messa in pose che valorizzassero le sue bellezze e per farla rilassare per il finale dello stage. Era con le spalle alla macchina e le ho chiesto di togliersi le mutandine, lei le ha abbassate fino ai piedi e ha fatto un passo per uscirne. Che bel posteriore aveva!
Dopo alcuni scatti l’ho fatta girare, la sua fica era coperto da uno spesso cespuglio di peli color oro chiaro. L’ho ripresa in un paio di pose differenti e poi le ho permesso di abbandonare il set, avevo deciso di non spingermi oltre per questa volta.
Si è messa l’accappatoio ed è andata in bagno a vestirsi; quando è tornata fuori l’ho pagata e le ho dato una piccola indennità come incoraggiamento. I suoi occhi si sono illuminati mentre contava i soldi ed io le ho domandato se era disponibile per un’altra sessione, non ha esitato e ha risposto affermativamente; le ho detto che l’avrei chiamata la settimana seguente (era troppo costoso farlo spesso).
Ho aspettato una settimana prima di chiamarla per una seconda sessione, è sembrata sinceramente contento di sentirmi e mi ha detto che aveva avuto paura che la sua prova incerta mi avesse deluso; l’ho rassicurata che non era così e che ero impaziente di iniziare un’altra sessione, così ci siamo messi d’accordo per lunedì sera e le ho detto che questa volta speravo di essere più rapido; le ho anche suggerito di regolarsi i peli del pube e ho chiesto le sue misure per poter acquistarle un paio di cose da indossare.
Angela è comparsa lunedì sera in maglione e jeans, era la tipica studentessa. Le ho detto di andare in bagno e di togliersi il reggiseno ma lasciare il resto come stava. Rapidamente abbiamo cominciato a lavorare e le avevo sbottonato un paio di bottoni della camicetta che portava sotto il maglione. Ho fatto un po’ di scatti poi le ho chiesto di togliersi la camicia ma di tenere il maglione. Quando è ritornata dal bagno ho scattato un paio di foto alla scollatura; i capezzoli erano troppo attraenti attraverso il maglione stretto.
Ho deciso che era il momento di provare alcune delle cose che avevo comprato. Le ho dato un piccolo bikini e le ho detto di metterselo, lei ha riso quando ne ha vista la misura. Sembrava che la prima seduta avesse dissolto la sua timidezza, è tornata indossando solo il bikini (non si era preoccupata dell’accappatoio). Era bellissima ed i piccoli pezzi di stoffa celavano a mala pena le sue bellezze. Ha piroettato per mostrare il costume (le stava veramente bene) ed abbiamo ripreso a lavorare. Il rosso era stata una buona scelta ma sfortunatamente, non avendo mai portato un costume così in vita sua, un po’ di pelle bianca non era coperta dal bikini, comunque ero in grado di vedere il bel lavoro che aveva fatto nell’aggiustarsi i peli pubici. Le ho detto che dopo la seduta avrebbe potuto tenersi il costume e lei mi ha ringraziato ma ha detto che non sapeva se avrebbe avuto il coraggio di portarlo in pubblico.
Finita la pellicola delle due macchine mi sono avvicinato alla mia borsa e ho tolto una parure bianca (molto simile a quella che aveva indossato Cristina). Avevo anche preso delle calze bianche ed una giarrettiera da esibirsi sulle belle gambe lunghe di Angela. Mentre ricaricavo è andata a cambiarsi, avevamo iniziato solo da venti minuti ed avevamo prodotto molto. Angela ha ritardato un po’ (mi ha detto di aver dovuto capire come usare le giarrettiere) ma poi è arrivata con l’accappatoio e si è seduta sul set. La parure esaltava il suo corpo. Dopo metà pellicola le ho tolto la parte superiore e l’ho ripresa in altre pose.
Finita la pellicola della prima macchina le ho chiesto di togliersi le mutandine ed ho visto che non si era rasata molto; dopo un paio di scatti le ho detto che era ora di aprirsi un po’, le ho aperto le ginocchia ed ho cominciato a scattare, poi mi sono fermato e le ho detto che ero rimasto deluso del fatto che non si fosse aggiustata meglio i peli pubici; lei è arrossita e si è scusata. Ho deciso che era ora rischiare. Le ho detto che così non andava bene e naturalmente non potevo pagarle l’intera seduta; mi ha guardato sconfortata e mi ha spiegato che non aveva capito bene ciò che desideravo. Le ho detto che l’avrei aiutata e che avremmo potuto porre un rimedio e continuare la seduta. È sembrata esitare ma Natale era alle porte e sapevo che aveva bisogno di denaro. Ha detto di essere d’accordo ed io sono andato in bagno a prendere forbici, un rasoio, unguento lubrificante, crema da barba ed un asciugamano. Stavo per vivere un’altra delle mie fantasie.
Quando sono ritornato le ho detto che con quella piccola operazione saremmo riusciti a fare una buona serie di fotografie, così mi sono messo davanti a lei ed ho fatto alcune foto “prima della cura”. Ho messo l’asciugamano sotto di lei e ho preso le forbici, le ho detto che avrei ridotto il suo cespuglio ad un piccolo rettangolo proprio sopra le labbra della micia che avrei rese calve; le ho detto che questo l’avrebbe migliorata quando indossava il bikini rosso. Lei ha accennato col capo e si è appoggiata indietro. Ho preso i peli e ho cominciato a lavorarle la fica. Li ho resi grosso modo alla forma che intendevo e poi sono sceso alle labbra. Ho fatto altre foto poi ho cominciato ad aggiustare i peli intorno alle labbra.
Stavo molto attento perché non volevo tagliarla laggiù. Ho lasciato che la mia mano strisciasse contro la fica, era il momento di estrarre il rasoio. Ho visto che Angela era molto tesa ed aveva chiuso gli occhi. Ho scosso la bomboletta di crema da barba e l’ho schizzata sopra la sua micia, con le mani l’ho sparsa intorno alle labbra scendendo sino all’ano. Ho preso il rasoio e ho cominciato dall’alto. Il rettangolo ha cominciato a prendere forma, poi sono sceso alle labbra; è stato necessario mettere un dito nella fica per evitare di intaccare le labbra. L’ho sentita inspirare profondamente quando l’ho fatto. Ho proseguito eliminando tutti i peli intorno alla micia poi sono sceso verso l’ano ma ho lasciato un dito nella fica e l’ho spinto un po’ più in profondità. Di malavoglia l’ho rimosso e ho fatto un paio di fotografie, poi ho preso l’asciugamano e ho pulito la crema da barba che era rimasta sulla micia. Devo ammettere di aver pensato che avevo fatto proprio un bel lavoro. Un paio di rapide foto e poi ho aperto il flacone di lozione e le ho detto che sarebbe servito a calmare le irritazioni della pelle rasata; l’ho versato e sono tornato a spingere un dito nella micia. Non ha fatto alcuna resistenza, ho versato dell’altro olio sulla fica e ho aggiunto un secondo dito al primo; ho cominciato a muoverli dentro e fuori senza avere alcuna pretesa di lenirle la pelle. Il suo respiro è aumentato d’intensità e le belle mammelle si sollevavano. Ha cominciato un piagnucolio lento che aumentava di volume, alla fine è venuta (sentivo i suoi umori mescolarsi alla lozione) con un forte strillo. Ho rallentato il ritmo delle dita e ho cominciato ad accarezza l’esterno della micia. Ha aperto gli occhi e ha girato lo sguardo per la stanza come per cercare di riguadagnare l’orientamento. Ho fatto un paio di scatti e ho afferrato uno specchio, le ho domandata se voleva guardarsi e le ho messo lo specchio tra le gambe. I suoi occhi si sono allargati, ha detto che quello che vedeva era “elegante” e ha fatto passare la mano tra i peli.
C’era solo un’altra cosa che volevo fare durante quella seduta. Ho ricaricato le macchine fotografiche e mentre Angela continuava ad ammirare il mio abile lavoro, ho raggiunto la mia borsa e ho preso un dildo che avevo comprato per l’occasione. Dopo quello che Angela aveva appena provato, speravo che fosse pronta a fare qualcosa da sola. Finora era stata soprattutto passiva.
Sono tornato sul set e ho depositato il dildo vicino alla gamba di Angela, lei ha alzato lo sguardo e quando l’ha visto ha lasciato cadere lo specchio. Era abbastanza grande (20 centimetri per undici di circonferenza) e rosa. Le ho parlato con calma e le ho domandata se era pronta per altre foto. Mi ha guardato con apprensione ma ha accennato col capo. Ho preso la lozione e l’ho spalmata sul dildo.
Gliel’ho dato e lei l’ha preso esitante. Ho preso la macchina fotografica e ho cominciato a scattare. Dapprima l’ha fatto scivolare intorno alla micia appena rasata, poi finalmente ha messo la punta tra le labbra e ha cominciato lentamente ad inserirlo. Dopo averlo infilato per sette centimetri, l’ha tolto ed è tornata a farlo scivolare intorno alla micia, poi l’ha inserito di nuovo con un po’ più di forza; arrivata a dodici centimetri ha cominciato a muoverlo lentamente dentro e fuori.

Dopo tre colpi il basso lamento è ricominciato, spingeva sempre più dentro ad ogni colpo. Il livello di rumore ha cominciato salire mentre il ritmo aumentava. Era entrato almeno di diciassette centimetri, con un forte grido ha spinto completamente dentro la cosa e l’ha lasciata là. Deve essere venuta di nuovo. Quando ha riaperto gli occhi e mi ha guardato è arrossita. Ha tolto il dildo e l’ha lasciato cadere sul pavimento. Avevo finito tutti e due i rullini di pellicola e le ho detto che aveva fatto un lavoro eccezionale. Lei si è messa l’accappatoio ed è andata a cambiarsi. Dopo che è ritornata l’ho pagata e le ho mostrato alcune foto della seduta precedente. Abbiamo chiacchierato un po’ e le ho domandato se le interessava fare presto un’altra seduta. Ha detto che avrebbe controllato gli impegni ma pensava che non si potesse fare prima della settimana seguente. Le ho domandato se conosceva qualcun altro che potesse essere interessata a fare da modella. Ha esitato. L’ho riassicurata che la volevo ancora. Ha detto che una compagna di stanza di una sua amica poteva essere interessata, gliel’avrebbe chiesto e se n’è andata.
Il Ritorno di Cristina
Ero alla mia scrivania quando Cristina si è avvicinata e mi ha domandato se mi sarebbe piaciuto fare un’altra sessione fotografica il sabato, non sono sciocco e mi sono messo d’accordo rapidamente. Ho chiamato Angela e ho annullato una sessione prevista per mercoledì sera, era troppo costoso farlo ogni settimana e poi avendo una modella “gratis” era meglio saltare quella settimana. Angela è sembrata delusa ma ho preso un appuntamento per la settimana seguente.
Sabato sembrava non arrivare mai; Cristina è comparsa indossando una camicia rigata rossa e bianca e jeans blu. L’ho portata in cantina a vedere i miglioramenti che avevo apportato dalla sua ultima visita; è sembrata entusiasta della camera oscura. Mentre chiacchieravamo le ho domandato se al suo ragazzo erano piaciute le fotografie e lei mi ha detto che aveva scoperto alcune foto in cui lei mi faceva il pompino e si erano lasciati; non è sembrata particolarmente sconvolta da questo fatto.
Ho suggerito di iniziare e Cristina si è scusata ed è andata in bagno con la sua borsa; ero impaziente di vedere quali sorprese contenesse, e non sono rimasto deluso.
È tornata nello studio con una vestaglia rossa, erano passati due mesi dalla nostra prima seduta e mi ero dimenticato di come la sua bellezza fosse mozzafiato. I seni piccoli erano sovrastati da piccoli capezzoli marroni che si vedevano chiaramente attraverso la vestaglia. Aveva una parure rossa accoppiata a giarrettiere rosse e calze. Rapidamente abbiamo iniziato a lavorare, Cristina non aveva remore e ben presto la vestaglia è sparita ed ha posato in calze rosse e giarrettiere.
Ad un certo punto ha chiesto un’interruzione e si è ritirata in bagno. Non si e messa la vestaglia e le sue chiappe hanno accalappiato la mia attenzione mentre usciva dalla stanza. È tornata ancora con le calze rosse e le giarrettiere, ha fatto una pausa per centellinare il suo vino, ha preso uno dei miei album di fotografie dove c’erano quelle fatte ad Angela. I suoi occhi quasi le sono schizzati dalle orbite, si è soffermata su tutte le istantanee e mi ha fatto i complimenti per aver trovato una tale modella. Quando ha visto le foto di Angela col dildo mi ha domandato se l’avevo ancora. Gliel’ho fatto vedere e lei l’ha preso ed è tornata sul set.
Ben presto mi sono trovato a fotografarla mentre faceva scivolare il giocattolo di plastica dentro e fuori della sua fessura rosa. Dopo dieci minuti di masturbazioni col dildo, mi ha guardato e mi ha detto che voleva la cosa vera; l’ho preso come un invito e l’ho raggiunta sul set. Ora che il suo ragazzo se n’era andato potevo avere la mia opportunità, la sua perdita sarebbe stata il mio guadagno. Mi ha aiutato ad abbassare i pantaloni e togliermi la mia camicia. Ci siamo baciati, la sua lingua è entrata nella mia bocca, la sua mano ha circondato la mia virilità già eretta. La mia bocca ha aspirato il suo capezzolo, mordicchiando e leccando prima uno e poi l’altro. Sono sceso con la lingua lungo la sua pancia piatta, era già piuttosto umida quando la lingua è entrata nella sua micia. Un suono è sfuggito dalle profondità della sua gola. Ha allargato le gambe per permettermi un miglior accesso, le ho succhiato leggermente la clitoride tra i denti e lei ha spinto il bacino contro il mio viso, il suo gusto inebriava.
Cristina mi ha preso il mio cazzo e l’ha alzato, quando ho alzato la testa ha detto che lo voleva subito. È rotolata sullo stomaco e ha alzato in aria il culo. Mi sono messo dietro di lei e ho fatto scivolare la testa del cazzo contro
la sua fessura. Mi ha gridato di non stuzzicarla mentre spingeva contro di me. Ho fatto scivolare la testa dentro e ho spinto, sono entrato sino all’elsa, lei ha cominciato a spingere contro di me e ha preso il ritmo. Io sono andato incontro alle sue spinte e presto siamo entrati in sincronia. Rapidamente ho raggiunto il punto di non ritorno, ho sentito i suoi muscoli stringersi contro di me mentre venivo profondamente dentro di lei.
Siamo rimasti sdraiati, uniti alla vita, per molti minuti; di malavoglia mi sono tolto e Cristina è rotolata sulla schiena. Mi ha sorriso e mi ha detto di fare delle foto. Ho preso la macchina fotografica e ho fotografato lo sperma che la riempiva, un po’ di sborra gocciolava dalle labbra della micia. Ha afferrato il dildo e l’ha messo contro la fica, ho fatto alcune foto della bella micia che gocciolava sperma apparentemente proveniente da un dildo di plastica.
Mi ha domandato di permetterle di venire ad assistere ad una seduta con Angela; non sapevo come Angela avrebbe potuto reagire all’idea ma Cristina mi ha suggerito di presentarla come mia assistente, mi avrebbe aiutato a caricare le macchine ed a sistemare le luci. Le ho detto della seduta prevista per mercoledì e mi ha detto che sarebbe venuta.
Mi ha detto che aveva bisogno di lavarsi e mi ha invitato ad andare con lei nella doccia. L’ho insaponata e lei mi ha reso il favore, poi si è lasciata cadere sulle ginocchia e ha preso il mio cazzo in bocca. Era molto brava e ben presto ho avuto un’altra erezione. L’acqua calda era finita e ho suggerito di andare in un altro posto dove potevamo stare più comodi. Siamo andati nella mia camera da letto, le ho chiesto di sedersi sul mio viso e ben presto mi sono trovato sdraiato sul letto a guardare quella micia incredibile. Si è abbassata alla mia lingua distesa e mentre si muoveva sul mio viso mi ha domandato di Angela. Quando ha capito che potevo emettere solo qualche grugnito (oltre a tutto non è educato parlare con la bocca piena), si è alzata, è scivolato giù al mio stomaco e ha abbassato la fica sulla mia verga rigida. Le ho raccontato i dettagli della seduta che avevo avuto con Angela mentre ci muovevamo ad un ritmo molto meno frenetico della precedente scopata.
Sembrava particolarmente interessata al lavoro che avevo effettuato alla micia di Angela (Cristina teneva regolato il suo cespuglio ma lasciava i peli lungo i bordi della micia). Mi ha detto che avrei potuto farlo anche a lei un giorno o l’altro. Aveva aumentato leggermente il ritmo ed è sembrata raggiungere l’orgasmo e fermarsi. Io non avevo ancora sborrato, si è tolta da me e ha chinato la testa sulla mia pancia; la sua bocca ha sommerso il mio cazzo che quasi immediatamente ha sparato il mio carico nella sua gola.
Si è vestita e mi ha ringraziato, ha detto che era sempre eccitante venirmi a trovare. Mi ha detto che il suo ex ragazzo aveva meno appetito di lei ed a letto era sempre la solita routine. Mi ha baciato sulla porta e se ne è andata.
Il lunedì ho invitato Cristina a pranzo ed ho scoperto che era una persona affascinante sotto molti aspetti, abbiamo scoperto di aver molto in comune oltre alle nostre voglie, mi ha spaventato perché ho compreso che mi sarei potuto innamorare e lei mi aveva detto chiaramente che voleva solo divertirsi e non cercava così presto una relazione seria. Dubitavo anche che avesse mai avuto interesse per me mentre io da sei anni facevo piani su di lei. Al contrario lei con la sua classe e la sua grazia poteva avere la possibilità di scelta fra gli uomini; se non avessi scoperto la sua debolezza per l’esibizionismo, dubito che si sarebbe interessata a me per più di un giorno.
Cristina mi ha invitato a pranzare il mercoledì, mi ha detto che era molto eccitata al pensiero dell’imminente sessione. Così dicendo ha preso la mia mano sotto la tavola e l’ha fatta scivolare sotto il vestito, sulla coscia e sotto le mutandine. Era bagnata davvero! L’ha tolta prima che potessi fare molto più di una carezza e mi ha detto che dovevo aspettare più tardi.
Quella sera Cristina è arrivata alle sette, abbiamo sistemato le luci e preparato l’equipaggiamento. L’ho istruita su come cambiare le pellicole e maneggiare l’attrezzatura. Avevo domandato a Cristina di vestirsi in maniera tradizionale per non intimidire Angela; indossava jeans ed una maglietta. Ho trovato un cappello e gliel’ho fatto indossare per evitare che Angela la riconoscesse per via delle fotografie che le avevo mostrato la prima volta.
È suonato il campanello della porta e le ho detto di aspettarci. Ero un po’ preoccupato per come Angela avrebbe potuto prendere la presenza di un’altra donna. Non l’avevo chiamata in anticipo temendo una reazione negativa; ho preso la sua giacca e le ho spiegato che avevo un’assistente per aiutarmi quella sera. Mi ha guardato nervosamente ma quando siamo entrati nello studio è sembrata sollevato nel vedere che l’assistente era una donna. Ho spiegato che Cristina desiderava diventare una fotografa e si era offerta di aiutarmi.
Ho detto ad Angela che se a lei andava bene mi avrebbe aiutato a fare alcune fotografie. Angela ha acconsentito ed è andata in bagno a cambiarsi.
Le avevo detto di indossare la camicia da notte bianca ed è ritornata con l’accappatoio. Ho ordinato a Cristina di regolare le luci e poi ho domandato ad Angela di togliersi l’accappatoio. Ho scattato alcune foto e con la coda dell’occhio spiavo Cristina; fissava Angela e mi sembrava fosse eccitata. Angela si è tolta la parte superiore della camicia da notte e Cristina ha fatto un passo avanti, le si è messa di fronte e ha dato una bella occhiata alle grandi tette di Angela. Io ho scattato una foto poi mi sono fermato. Ho detto a Cristina di usare del rossetto per accentuarle i capezzoli. La sua mano tremava mentre usava il pennellino per applicare il rossetto, in risposta il capezzolo di Angela si è indurito al leggero tocco.
Abbiamo scattato ancora ed ho detto ad Angela di togliersi le mutandine. Sono stato contento nel vedere che aveva tenuto i peli intorno alla micia ben curati.
Ho mandato Cristina a cambiare la pellicola in una macchina fotografica; quando è ritornata le ho domandato se voleva fare delle foto. Mi sono seduto e ho guardato Cristina mettere Angela in varie pose, le ha messo le mani addosso per farle assumere la posa che voleva (io non mi ero mai azzardato a toccare le ragazze per far assumere le pose perché avevo paura che si spaventassero). Cristina mi detto di prendere il dildo, ho visto Angela arrossire sentendo parlare del giocattolo, gliel’ho dato e lei esitando ha cominciato ad usarlo. Cristina si è messa tra le gambe aperte di Angela dicendo che quello che faceva era tutto sbagliato; ha preso il dildo di plastica e l’ha spinto completamente nella fica di Angela che ha emesso un anelito. Cristina ha passato le dita sopra la micia della ragazza mentre sostituiva la sua mano con quella di Angela sul dildo e lei tornava alla macchina fotografica per fare delle riprese.
Ho suggerito un’interruzione; Angela si è messa l’accappatoio, ci siamo seduti ed abbiamo bevuto un po’ di vino. Cristina ha domandato ad Angela se le piaceva posare ed Angela ha risposto che trovava la cosa eccitante, al che Cristina ha ribattuto che le sarebbe piaciuto provare qualche volta ed Angela ha detto che avrebbe dovuto. Dopo aver messo la trappola, Cristina mi ha domandato se era possibile per lei posare ed io ho risposto che era un’idea grandiosa. Angela ha guardato nervosamente verso di me come se volesse andarsene.
Cristina si è messa al centro del set e si è tolta la maglia, ha lasciato cadere i pantaloni, ha calciato via le scarpe e ha domandato ad Angela se si doveva fare così davanti alla macchina fotografica. Il reggiseno bianco e le mutandine si sono ben presto uniti al cumulo di vestiti sul pavimento. Ho guardato Angela per vedere come prendeva lo spettacolo che Cristina stava recitando.
Ho suggerito ad Angela di unirsi a Cristina per alcune fotografie insieme e ho evidenziato che i contrasti (Bionda contro bruna. Seni grandi contro torace piatto) sarebbero stati ottimi per delle foto. Angela si è tolta l’accappatoio ed ha raggiunto Cristina nuda sul set, dapprima ho ripreso delle pose normali; ad un certo punto le ho fatte mettere con i culi che si toccavano, quindi Cristina in piedi dietro ad Angela e le accarezzava le mammelle. Angela mi ha guardato esitante ma ha permesso che lo facesse e ha chiuso gli occhi mentre Cristina le toccava i capezzoli. Cristina era affascinata dai grandi seni di Angela.
A questo punto Cristina ha deciso di andare oltre e, preso il dildo, l’ha fatto scivolare dentro Angela. La ragazza si è lamentata e Cristina ha mosso il giocattolo rosa dentro e fuori di lei. Ha afferrato i grandi seni ed Angela ha cominciato a lamentarsi; l’ha fatta sdraiare sulla schiena, ha tirato fuori il dildo dalla micia e l’ha sostituito col suo viso. Angela ha scosso la testa indietro ed avanti, le sue mani hanno attorcigliato i capelli di Cristina, ha gridato che stava venendo.
Cristina ha rallentato il ritmo e poi è salita baciando sino dallo stomaco di Angela, si fermata a lungo su ogni tetta e finalmente ha raggiunto la bocca. Angela ha esitato, non so se fosse riluttante perché, come più tardi ci ha detto, non era mai stata con una donna o perché il viso di Cristina era coperto dei suoi umori.
Ora che Cristina era salita sul set, dovevo cambiarmi le pellicole da solo. Quando sono tornato ho trovato le ragazze che stavano facendo un sessantanove, Cristina era sopra Angela col viso seppellito nella micia, penso non si fossero neppure accorte che me ne ero andato; ho ripreso prima il viso di una ragazza nella micia dell’altra, e poi quello dell’atra. Ho visto Cristina tendersi come faceva quando veniva, poi è ritornata a toccare con la lingua la fica di Angela. Cinque minuti più tardi Angela si lamentava ancora una volta rumorosamente ed aveva smesso di succhiare l’altra ragazza.
Cristina ha alzato la testa e mi ha chiesto di chiavarla; rapidamente ho lasciato cadere la macchina fotografica ed i pantaloni e mi sono messo dietro di lei.. Aveva abbassato la testa e baciava furiosamente la micia di Angela. Sono entrato nella sua fica bagnatissima, le mie palle battevano sul viso di Angela che di tanto in tanto le toccava con la lingua ma era troppo presa dal suo piacere. Mi sono chinato sopra Cristina e l’ho guardata succhiare l’altra fica. Io ero già eccitatissimo ed altrettanto lo era Cristina, Angela stava già venendo rumorosamente. Cristina ha tolto il viso dalle cosce della ragazza e mi ha detto di togliermi e venire sopra il viso di Angela. Non ho avuto il tempo di chiedere il permesso ad Angela e non sono sicuro che fosse nelle condizioni di rispondere. L’ho tolto dalla fica stretta di Cristina che rapidamente si è girata ed io ho sborrato sul viso e sul torace di Angela. Prima che finissi di venire Cristina stava già leccando lo sperma ed ha continuato a leccare il viso ed il torace di Angela mentre io riprendevo fiato. Cristina ha preso in mano il dildo di plastica e l’ha spinto nella micia di Angela che ben presto ha ricominciato a lamentarsi. A questo punto Cristina ha tirato fuori il dildo dalla fica e Angela ha dimostrato tutta la sua delusione e ha mormorato “per favore.” Cristina ha fatto scivolare dentro due dita e le ha mosse dentro e fuori, mi ha attirato vicino a se e ha sostituito la sua mano con la mia. La sua fica era così stretta. Ho tolto la destra ed ho succhiato gli umori mentre infilavo la sinistra, che sapore meraviglioso!
Cristina si è spostata sopra la testa della ragazza ed ha abbassato la micia sul suo viso, l’ho sentita dire che sperava facesse un lavoro migliore di quanto non avesse succhiato prima. Ho deciso di rendere più difficile il lavoro di Angela così ho abbassato la testa sulla sua bella micia rasata. L’ho succhiata lentamente e pazientemente, non volendo negare a Cristina i suoi diritti. Angela aveva un sapore dolce e la sua micio era già una palude di umori per il lavoro precedente, ho sentito che cominciava a lamentarsi e ho diminuito ulteriormente il ritmo, Cristina stava godendosi la sua cavalcata sul viso di Angela.
Si è scossa ed ero abbastanza certo che stava venendo, ho deciso che era ora di dimenticare la cortesia e tuffarsi in piena forza. Angela ha cominciato a lamentarsi rumorosamente ed ancora cercava di lavorare sulla fica di Cristina. Mi sono alzato e ho penetrato Angela rapidamente; era estremamente stretta ma anche estremamente pronta. Ho spinto il cazzo dentro di lei che si lamentava sempre più rumorosamente. Abbiamo fottuto furiosamente per dieci minuti prima che non potessi resistere più a lungo; sono venuto profondamente nella sua micia.
Dopo che mi sono tolto Cristina si è tuffata sopra la fica di Angela e l’ha leccata sino a pulirla, poi ha fatto lo stesso col cazzo. Abbiamo ripreso fiato e ho versato dei drink; Angela ha confessato quella era la sua prima esperienza con una donna e la prima volta con più di un partner.
Cristina ha ammesso di aver avuto esperienze lesbiche precedenti con una compagna di liceo ma di non averlo rifatto nei sei anni precedenti, ha detto ad Angela di aver posato per me precedentemente e le abbiamo mostrato alcune fotografie. Angela ha detto le era piaciuta veramente l’esperienza ma che era ora di andare casa. Si è vestita e si è diretta verso la porta, ha preso di malavoglia i soldi e solo dopo che l’ho convinta che erano per aver posato. Ha detto che non voleva diventare una prostituta. Le ho chiesto se avrebbe posato ancora per noi e lei ha risposto che era molto occupata ma che avrebbe trovato il tempo.
Ho trovato Cristina sotto la doccia quando sono ritornato in cantina. L’ho lasciata tranquilla ed ho cominciato a sistemare l’attrezzatura, stavo proprio togliendo la pellicola dall’ultima macchina fotografica quando è uscita dal bagno in accappatoio; mi ha baciato e mi ha domandato se poteva fermarsi (aveva portato i vestiti per andare a lavoro il giorno dopo). Certamente non potevo rifiutare una tale eccellente offerta. Abbiamo fatto un leggero spuntino ed abbiamo parlato per ore, mi sentivo veramente in sintonia con lei e penso che fosse così anche per lei.
Di malavoglia ci siamo ritirati in camera da letto, abbiamo fatto l’amore in maniera lenta ed appassionata, diversa dalla maniera animalesca con cui l’avevamo fatto precedentemente. Era la prima volta che utilizzavamo la posizione del missionario, era molto intimo e delicato. Poi ci siamo appisolati. La sveglia è suonata molto presto la mattina, era molto bello svegliasi con la sensazione del corpo nudo di Cristina su di me. Sfortunatamente il lavoro ci attendeva quella mattina così non c’era tempo per altre cose. Ci siamo vestiti e siamo andati a lavorare, lei è entrata, io ho aspettato un tempo adeguato e poi l’ho seguita.

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