Estate in famiglia


Questa estate si presentava come una delle più traumatiche, l’avrei dovuta passare si in un luogo di villeggiatura della stupenda Calabria, ma in famiglia e per giunta si sarebbe unita a noi mia sorella Margherita con marito e relativo pargolo.
Potete capire che come previsione per un ragazzo di 25 anni, dopo un anno intero passato a studiare esami universitari, non è la massima aspirazione. Ma quest’anno mi è capitato una cosa che forse non avrò mai il coraggio di confessare a nessuno, e solo dopo aver letto su ErosItalia altre storie simili mi sono deciso a scrivere, ma cerchiamo di capirci meglio.
Mi chiamo Miki (abbreviazione di Michele) ho 25 anni e sono uno studente universitario alto un 1,85 robusto (ma non grasso) bruno di capelli e occhi scuri.
Vivo con mia madre Stefania di anni 57 alta 1,68 capelli neri mossi, quasi ricci, un fisico da donna matura le sue misure saranno105 85 105 ma di aspetto giovanile sempre curata trucco non eccessivo, vestiti che non danno molto nell’occhio quasi un aristocratica (almeno quando era fuori casa mentre in casa adora abbigliamento casual) e mio padre, Antonio, anni 61 capelli brizzolati bianchi alto 1,80 con fisico robusto e sempre attento nel vestire insomma una bella presenza per un quasi pensionato.
In fine c’è mia sorella Margherita anni 37 (si ci sono 12 anni di differenza siamo quasi due figli unici) sposata con Aldo un figlioletto di 18 mesi. Margherita e alta come mia madre ed ha un fisico meno robusto ma abbondante nei punti giusti le sue misure potrebbero essere 92 70 95 scura di capelli lunghi e lisci, aspetto un po’ trasandato che la lascia sembrare con qualche anno in più rispetto alla quella naturale.
Come premesso, quest’anno, per mese di luglio, saremmo tutti andati in villeggiatura in Calabria e avremmo affittato un appartamento sul mare in modo da dare modo a mia sorella di portare il piccolo in spiaggia nelle prime ore del mattino e risalire appena il sole inizia a scottare.
Be per un ragazzo non è il massimo della aspirazione starsene in famiglia con rischio di fare anche la balia al nipotino, ma purtroppo fin quando non si è autonomi economicamente bisogna accontentarsi di quel che passa il convento.
Arrivò cosi il fatidico giorno della partenza e dopo aver caricato la nostra auto ed aspettato l’auto di mio cognato Aldo partimmo alla volta della Calabria Uscita Lagonegro, dopo quasi sette ore di monotono traffico e cambi di corsia dovuti a lavori in corso (c’è una furbizia in Italia – i lavori autostradali vanno fatti sempre quando le autostrade servono di più) arrivammo a destinazione e prendemmo possesso dell’appartamento che mio cognato aveva fittato e che da quel giorno sarebbe diventata la nostra residenza per tutto il mese.
Ci sistemammo così nelle tre camere disponibili e ebbe inizio la mia vacanza.
I primi giorni furono di ambientamento e anche un po’ monotoni, il mese di luglio essendoci meno affollamento c’è poca opportunità di fare amicizia e le mie giornate trascorrevano con :
sveglia alle 10.00 – 10:30 (spesso coincideva con il rientro a case di mia sorella che scesa alle 8.00 riportava il pupo per il classico pisolino)
colazione,
spiaggia,
pranzo alle 13.00,
sonnellino pomeridiano con risveglio alle 17.00
spiaggia fino alle 20.00
cena alle 21.00,
classica passeggiata sul lungo mare (spesso a spingere il passeggino con nipote)
rientro alle 23.30-24.00.
In somma quasi la sceneggiatura di un film per psicopatici.
Mio padre e mio cognato invece si divertivano molto di più, perché essendo degli accaniti pescatori sparivano per delle giornate intere e avevano subito conosciuto altri amanti della pesca con i quali avevano fatto comitiva fissa.
Alla fine dalla prima settimana però accadde quello che trasformò la mia vacanza da una galera ad una vacanza a tutto sesso.
Quella mattina mi svegliai circa verso le 11:00, in quando la sera precedente aravamo andati a vedere un mercatino serale di roba usata ed eravamo rientrati verso l’1:30 di notte, quando si aprì la porta ed entro Margherita accompagnata da suo marito Aldo con in braccio il piccolo che già dormiva beatamente.
Aldo scappò via subito perché aveva il resto dei pescatori, compreso mio padre, che lo attendevano per una battuta di pesca e sarebbero rientrati dopo cena.
Margherita sistemò il pupo nella loro camera e si diresse in bagno per sostituirsi il costume da bagno umido con qualcosa di più comodo.
Ci mise un paio di minuti e alla sua riuscita io vi entrai per i miei bisogni fisiologici mattutini, in bagno la mia attenzione fu attirata dal due pezzi di Margherita appoggiato sul bidè, con un gesto quasi meccanico raccolsi lo slip e iniziai ad ammirarlo, fui preso da una strana sensazione di eccitazione e meccanicamente portai la parte che avvolge l’organo sessuale femminile al naso per annusare l’odore acro e sensuale misto al classico odore di mare che lo slip emanava in tal punto.
La mia sensazione di eccitazione diede sfogo ad una incredibile erezione del mio pene, che in una frazione di secondo divento come un fallo una statua di marmo tanto da farmi male, così mi ritrovai con il mio arnese duro, e non gli davo sfogo sia con una donna che con una masturbazione da almeno 15 giorni, e con quello slippino al naso.
La mia mano destra scese ad impugnare il bel bastone di carne ed iniziai una dolcissima pippa che non riuscii a portare a termine perché fui interrotto da Margherita che mi avvertiva che la mia colazione era già sul tavolo.
Così ripreso coscienza della realtà risistemai il costume e senza non poche difficoltà, feci in modo che il mio pene rientrasse nel pigiama corto senza dare troppo nell’occhio anche se in verità la natura è stata abbastanza generosa con il sottoscritto (circa 20 cm di lunghezza per 12 di raggio).
Entrai in cucina e sul tavolo fumava del latte caldo con dei biscotti, mi sedetti ed inizia la classica zuppa, mia sorella era di spalle vicino al lavello e ripuliva delle cose dandomi le spalle.
Quella mattina sembrava che le mutandine di Margherita facessero le bizze, infatti mia sorella spesso le sistemava pizzicandole al di sopra della gonna in corrispondenza del solco del culo.
Quel gesto banale e naturale, che spesso si vede anche in televisione in qualche pubblicità, quella mattina mi dava un certo turbamento, forse dovuto per la forte eccitazione avuta pochi istanti prima nel bagno o per il lungo periodo di astinenza chi sa.
Guardavo mia sorella di spalle e mi eccitavo nella mia mente si sovrapponevano le immagini del costume da bagno annusato poco prima confuse con l’immaginazione delle intimità di Margherita mischiate a scene porno ricordate da videocassette e riviste.
Cercavo di allontanare quei pensieri perversi ripetendomi che era mia sorella, la lotta con tra la mia eccitazione e i miei sensi di colpa era impari.
Così per cercare di distrarmi iniziai una conversazione:
<>

<>

Tutta la nostra conversazione era comunque intervallata con Margherita che, sempre dandomi le spalle, continuava a lottare con gli slip con conseguenza che la mia eccitazione non si acquietava in nessun modo.
Così vincendo la mia enorme timidezza feci notare la cosa a mia sorella.

<>
Margherita mi aveva risposto in modo spontaneo e sentir parlare del sua abbigliamento intimo accentuava il mio stato e ormai non riuscivo più a controllare il mio cazzo e andava indurendosi sempre di più.
La mia mente era presa da continui rimorsi e pensieri, ero afflitto da una forte guerra interna tra una parte di me sarebbe voluta andare subito in spiaggia a sbollentarmi in acqua, e l’altra parte che voleva dare sfogo al lato animalesco e scoparsi Margherita magari alla pecorina dando libertà all’enorme culo ed instaurare un rapporto incestuoso come solo in qualche film porno avevo avuto modo di vedere.
Ero ormai privo di razionalità e non riuscivo a trovare una soluzione non sapevo quale parte di me stesso cedere.
“adesso ci provo”
“e se poi ci scappa una figuraccia faraonica??”
” e se invece ci sta ? e mela scopo?”
“e se lo racconta ad Aldo e magari a papà e mamma??”
“e se lo sta facendo apposta per provocarmi?”
“magari e solo un caso”
“magari si è eccitata e ha voglia?”
queste erano solo una parte delle domande che mi assillavano la mente. Ero preso dalla più grossa indecisione.
Ad un tratto fui richiamato alla realtà da Margherita che girandosi e vedendo il mio stato di trance, e forse notando anche il mio sguardo fisso indirizzato al sul culo e al suo vestitino che per il caldo si era appiccicato alle chiappe e ne mostrava tutta la bellezza e i segni del maledetto e benedetto slip disse >
Stavo perdendo la mia grossa occasione ma trovando un coraggio che ancora oggi mi chiedo da dove sia uscito (ma forse era l’eccitazione a trasportarmi) ribattei prontamente <>

ero riuscito a rimanere e nella mia mente volevo aiutare la parte animalesca ma non sapevo come.
Eravamo soli in casa con il pupo che dormiva e si sarebbe svegliato solo 2 ore e non sapevo come coinvolgere Margherita.
Lasciai tutto al caso
Mi alzai e notai che il mio pigiama corto era gonfio ma fortunatamente mia sorella mi dava le spalle, così presa la tazza mi accostai e la poggiai sul lavello dicendo con un tono scherzoso che celava tutta la mia vera volontà. <> la mia mente si riferiva a liberarla dello scomodo slippino e magari…….
Lei sempre in tono scherzoso <>
Lo disse con un’aria strana ebbi per un istante la sensazione che Margherita mi avesse scoperto, chi sa forse aveva notato la mia eccitazione, oppure era un caso. Era ormai tardi per lasciare la missione intrapresa e la parte animalesca di me ormai aveva preso il sopravvento.
Con aria tra lo scherzo e la libidine dissi.
<>
<>
per paura di essere scoperto subito e per lasciare il tutto in un clima di scherzo dissi ridendo
<> e risi
Margherita trasportata anche lei dall’aria scherzosa e coinvolgente rispose in tono <>
Cazzo il guaio era fatto mi aveva scoperto. Ma non mi persi d’anima e avvicinandomi <>
Lei rimase in silenzio in un clima surreale cosi decisi di agire.
Poggiai una mano delicatamente sul culo di margherita e cercai l’elastico dello slip poi con voce languida dissi quasi nell’orecchio a mia sorella <>
Lei annui con la testa, e io continuai <> e scesi con la mano fin sotto la gonna per poi risalire in cerca del contatto diretto.
Arrivai alle chiappe di margherita che erano calde e sode ed dopo averle carezzate delicatamente infilai un dito sotto il lembo delle mutande ed iniziai ad allargarle facendole scendere di un centimetro.
Non ero nella pelle stavo toccando il culo di mia sorella e lei era passiva a tutto, ma nel suo volto le si leggeva l’eccitazione.
Le sussurrai <>
Lei mosse la testa in segno di assenso ed in silenzio e con mani tremolanti continuava a giocherellare con una tazzina per il caffè. Io intanto continuavo a carezzargli il culo ma con la mano nelle mutande e con il mio cazzo che ormai era diventato di dimensioni enormi.
Man mano le mie carezze si fecero sempre più audaci e in breve tempo sentii i primi peli della passera in fiamme di Margherita che nel frattempo trasportata dall’eccitazione aveva divaricato leggermente le gambe per favorire la mia esplorazione.
Sentivo i peli della passera e continuando arrivai alle labbra vaginali che si schiusero al contatto con il mio dito medio che in men che non si dica scivolò all’interno trovando un lago di umori caldi.
Margherita, intanto, aveva fatto cadere la tazzina nel lavello ed era rimasta con le mani appoggiate sullo stesso e con gli occhi socchiusi si mordeva il labbro inferiore.
Era stupendo giocherellare con il culetto e la fica di Margherita che ansimava ad ogni passaggio del mio dito tra le sue intimità. Misi una mano sinistra sotto al suo braccio ed iniziai a carezzargli la pancia coperta dalla sottile maglietta che scostai per prendere possesso della sua pelle, che era allo stesso tempo vellutata e crespa per la salsedine, contemporaneamente iniziai a dargli dei piccoli baci sulla spalla e sul collo, cominciai a risalire il ventre e arrivai alla curva dei seni coperti dal reggiseno. Ne toccai uno con la mano a coppa e glielo strinsi delicatamente.
Lei iniziò a gemere e contemporaneamente con voce quasi roca diceva
Ma non vi era convinzione nelle sue frasi anzi da come si mordicchiava il labbro inferiore e da come gemeva si capiva che desiderava che continuassi. Così le liberai una mammella e iniziai a giocherellare con il suo capezzolo che si era inturgidito e sembrava un chiodo. La voltai e la spinsi contro il lavello cercando le sue labbra con le mie, ci baciammo e iniziai a denudarla ero eccitato come un maiale.
Dopo averle tolto la maglietta e il reggiseno ammirai le sue belle poppe di quinta misura le toccavo e ritoccavo unendole e separandole con le mani e premevo con il mio bacino contro il suo per fargli sentire le dimensione del mio pisello.
Gli tolsi completamente le mutandine e gli feci alzare una gamba appoggiandola su una sedia, liberai il mio pene e con un solo colpo lo infilai nella caverna umida di carne di mia sorella, lei diede un urlo soffocato misto di piacere e di dolore e con le mani mi stringeva i glutei assecondando i mie colpi.
L’unica sua frase fu che mi fece capire che non prendeva precauzioni
Dopo un po’ che pompavo sentii un calore avvolgermi la cappella e le mani di mia sorella che mi cinsero la vita e mi immobilizzarono, Margherita stava venendo e un liquido mieloso iniziò a colare sulle nostre gambe, continuai con un ritmo maggiore per altri 5 minuti e quando stavo per raggiungere l’orgasmo tirai fuori il mio bastone con il classico salto del coniglio e inondai la pancia e le gambe di mia sorella con una serie di flutti di sperma che mi meravigliarono.
Margherita scappò subito in bagno raccogliendo la maglietta e la sua biancheria intima da terra io rimasi svuotato con i pantaloncini e le mutande alla caviglia.
Ritornato alla lucidità mi ricomposi e scesi di casa prima che Margherita uscisse dal bagno, non avevo il coraggio di guardarla in faccia, erano quasi le 12:00 quando raggiunsi mia madre in spiaggia.
All’ora di pranzo seduti vicino al tavolo io e Margherita facemmo finta di niente anche se i nostri sguardi si evitavano.
Quel pomeriggio dopo pranzo ero solo nella mia camera e pensavo all’accaduto del mattino ero soddisfatto per la bella scopata ma un senso di colpa e di rimorso mi affliggeva, avevo coinvolto Margherita a tradire Aldo, e non sapevo se lei lo aveva fatto convinta o se solo perché trasportata dalla mia eccitazione, avevo una paura fottuta delle conseguenze.
Verso le 17.00 la porta della mia camera si aprì e sull’uscio comparve Margherita, mi prese un tonfo volevo sparire non sapevo come comportarmi. Chiuse la porta si avvicinò al letto e sedendosi affianco a me, con un aria strana esordi con voce seria.

io preso da un enorme senso di colpa la interruppi e con le lacrime agli occhi dissi

lei vedendomi in quello stato disse <>
negli occhi di mia sorella vidi una stana immagine, capii che non era venuta per rimproverarmi ma per altro cosi le dissi
<>
con grossa sfacciataggine poggiai una mano sulla gamba di mia sorella e carezzandola dissi <> lei sorrise e io iniziai a risalire la gamba in cerca delle sue intimità. Quando arrivai alla fica lei mi bloccò il braccio e mi disse dissi io
e lei si volto verso la porta e spinta dall’eccitazione mi scosto il pantaloncini e fece uscire il mio pisello che già aveva provveduto a irrigidirsi, e con aria molto trasgressiva iniziò a menarlo con la mano, poi iniziò ad avvicinarsi con la testa e di colpo sentii la sua calda bocca avvolgere la mia cappella.
Era magnifico vedere Margherita che stava facendomi un gustoso pompino e con la foga e il gusto che ci metteva capii che la cosa piaceva pure a lei, la mia verga spariva e riappariva nelle sue fauci sagomandogli le guance ogni qual volta che entrava. Non ci volle molto a farmi venire e lo feci nella maniera più classica che si addice ad un pompino cioè senza toglierlo dalla bocca di Marghe che ingoiò tutto il contenute delle mie palle.
Stava iniziando quella che è stata una vacanza di solo sesso, ho scopato Margherita per tutto il resto del mese e nei luoghi e nelle posizioni più strane.
A volte lo facevamo in casa quando rimanevamo da soli o quando nostra madre dormiva, oppure a mare come quella volta che abbiamo fittato un pattino e una volta raggiunta un spiaggetta isolata abbiamo scopato appartati dietro uno scoglio dove Margherita appoggiata con le mani al grosso sasso si è lasciata scopare alla pecorina concedendomi anche l’orifizio analane. Insomma è stata una estate pazzesca(direte voi) ma nelle ultime settimane vi è stata una sorpresa inaspettata e inimmaginabile.
Andavo avanti a tutto sesso e ormai la mia vacanza aveva raggiunto il massimo della libidine stavo facendo cose che avevo avuto modo di vedere solo in qualche film porno. Scoparsi la sorella è il sogno nascosto di molti. Cosa potevo chiede più da una vacanza e invece…………….
Una mattina della penultima settimana di vacanza eravamo in spiaggia tutti a prende il sole, io sdraiato su un telo da mare già mi gustavo il momento in cui Margherita doveva risalire e io l’avrei, come al solito, accompagnata per portare su il passeggino e la borsa del pupo, poi una volta arrivati a casa, avrei dato sfogo alla mia eccitazione magari inculandola in cucina mentre preparava il pranzo.
Ma quella mattina Aldo e mio padre non erano andati a pescare, cosi mia madre Stefania esordì
Mia sorella mi guardo malinconica e con aria di chi non poteva rifiutare disse
disse mia madre con aria autoritaria.
rispose Margherita e annui con le spalle nei miei confronti come per dire “sarà per la prossima volta”.
mi ordinò mia madre.
Io con aria di chi non può decidere diversamente caricai le borse sul passeggino e seguii mia madre che con in braccio il pupo ancora sveglio si incamminò verso casa.
Per strada comprammo delle cose e ci dirigemmo al nostro appartamento, mia madre che comminava davanti e io che la seguivo.
Giunti a casa mia madre andò ad addormentare il pupo nella camera di mia sorella e il frugai qualcosa di fresco in frigo.
Dopo un po’ mia madre ritornò in cucina e si mise a preparare il pranzo mentre io sgranocchiavo un grappolo d’uva pensando alla scopata mancata con Margherita.
Ad un tratto mia madre si mise a rovistare sotto un mobiletto e per farlo si chinò in avanti facendo salire il suo pareo e scoprendo la parte bassa del costume che le avvolgeva il sedere.
Non l’avevo mai guardata come donna ma in quel momento vedendo il suo culo avvolto dal costume bianco e parte delle sue intimità mi crearono una certa eccitazione che placai subito distraendomi e pensando ad altro. “Dai Miki è tua madre già commetti atti inputi ed incestuosi con tua sorella… non puoi con tua madre” questo era il pensiero che mi frullava in testa e questa volta feci di tutto per non cedere alla parte bestiale di me. Cosi presi un fumetto e iniziai a leggerlo.
Dopo circa un quarto d’ore che leggevo il mio bel “topolino” e la mia mente si era liberata completamente da ogni pensiero sconcio il silenzio di casa fu interrotto da mia madre.

dissi io quasi riprendendomi dal trance in cui mi ero calato per la lettura

rimasi un attimo interdetto come se nostra madre avesse saputo di me e Margherita poi dicendomi che non era possibile cercai di non far trapelare nulla e mi giustificai

un brivido mi percorse la schiena, con la mente cercai di pensare dove avevamo sbagliato e come nostra madre avesse potuto scoprirci. Poi cercai di dare una spiegazione più benevole a quello che aveva appena detto mia madre.
<>
fu in quel momento che mia madre si voltò e venne in piedi vicino alla mia sedia e con una strana voce disse.
<>
poi ci fu uno strano silenzio con mia madre che mi guardava fisso poi riprese con uno strano tono

mi cadde il modo addosso sbiancai e mi chiedevo come cavolo aveva potuto sapere dove ci aveva visti? O forse ci aveva sentiti cercai di ribattere senza grossi risultati.
nella mia voce pero non cera una grande convinzione ed ero molto agitato sudavo e balbettando.

rimasi pietrificato il mio viso diventò di colore era uguale a quello delle mattonelle, bianco latte, la frittata era fatta e non sapevo come uscirmene ormai mi aspettavo di tutto che so uno schiaffo uno una lavata di testa di quelle apocalittiche ma invece nulla, mia madre mi fissava con aria di dominatrice e io non avevo il coraggio di guardarla. Sforzando al massimo la mia voce e cercando di trovare un appiglio dissi .
<>
<>

la voce e lo sguardo di mia madre iniziarono a cambiare sembrava che si stesse confessando e che la vittima fosse lei <>
nel volto di Stefania si leggeva la sua insoddisfazione e forse anche lei ne risentiva delle continue battute di pesca che mio padre si concedeva trascurandola. Non so perché ma guardandola mi accorsi che nonostante i suoi 57 anni era ancora molto piacente il suo enorme seno sembrava sodo e la pelle era liscia e profumata, le sue curve i suoi fianchi era tutto così perfetto, desideroso.
Mi resi conto che stavo guardando mia madre con aria diversa e anche lei mi guardava con aria strana, il tutto mi rendeva incapace di parlare, sembrava che avessi perso la lingua e la favella tutto di un botto.
Lei riprese. <>
Questa ultima frase mi lasciò molto scioccato cosa significava quel “beata Margherita” iniziai a guardare Stefania dal basso verso l’alto e non riuscivo a credere alle mie orecchie mia madre che avrebbe voluto essere al posto di Margherita.
“no non e possibile……….. non può essere mia madre ….. una donna matura …… tra l’altro nonna no non può essere” continuavo a ripetermi nella mente anche se percepivo che era la cruda realtà.
Restammo a fissarci per un bel po’ in silenzio poi mia madre presa da un lampo di lucidità, ma credo anche per non dar seguito alla cosa, ruppe il silenzio <>
Questa volta era lei a non esserne convinta così spinto da uno stato di consolazione nei confronti di mia madre mi alza e l’abbraccia dicendole <>
Sentivo il suo corpo pulsare e stingersi contro il mio e mentre l’abbracciavo con le mani le percorrevo la schiena come in un delicato massaggio, lei ricambiava sulla mia schiena e il tutto non poteva fare a meno di causarmi una erezione che ormai anche Stefania notava.
La guardai negli occhi e sussurrai <> lei mi poggiò le mani sulle natiche e mi strinse forte come per sentire completamente il mio sesso premere contro il suo basso ventre, poi di scatto mollò la presa e scappo in camera sua.
Io rimasi pietrificato, la mia mente era sconvolta e non riuscivo a rendermi conto di cosa fosse accaduto speravo che fosse tutto un sogno e che di li a poco mi sarei risvegliato sotto il sole……. Ma non era così.
Mi ripresi e mi avvicinai alla camera da letto dei miei genitori e mi fermai sull’uscio, mia madre Stefania era in posizione supina sul letto e sembrava che stesse singhiozzando così mi avvicinai e sedetti accanto a lei.
Eravamo in silenzio e il pareo di mia madre aveva riscoperto parte del suo c

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