Finalmente una donna


Seduti in macchina, in un strada secondaria, ci guardiamo appena, mentre ciascuno tenta di riordinare le idee cercando di dare un senso al nostro essere lì; ci conosciamo appena e siamo, soli, nella tua auto, al buio, alla periferia della nostra città. E’ stato tutto così improvviso, inaspettato. Ora l’imbarazzo ci assale, confusi stiamo cercando di riordinare le idee. Solo le nostre mani si sono cercate. Le stringiamo appena quasi a cercare conforto l’un l’altro.
In questo periodo hai un incarico come consulente esterna per l’azienda in cui lavoro. Periodicamente c’è una riunione per fare il punto della situazione. La cosa non mi riguarda direttamente, ma il mio ufficio è proprio di fianco alla sala riunione, per cui ogni volta che mi chiamano da qualche altra parte devo passare davanti a voi, e ogni volta i nostri occhi hanno incrociato quelli dell’altro.
Probabilmente anche tu, come me, all’inizio hai pensato ad una coincidenza, ma ogni volta i nostri occhi si fissano un po’ di più, ogni volta, insieme, sosteniamo più a lungo i nostri sguardi, fino a quando lo facciamo apertamente, anzi, io trovo mille scuse per uscire dal mio ufficio per poter fissare i tuoi begli occhi.
Alla fine della riunione vieni a chiedermi alcune cose. Ci guardiamo ancora. Non faccio nemmeno caso alla tua persona. Sei una ragazza carina, alta, slanciata, ma questo non mi interessa minimamente, sono i tuoi occhi che mi attraggono, gli occhi di una donna da cui non riesco ormai a staccarmi, nonostante la mia cronica timidezza.
Certo tu mi stai aiutando non abbassando lo sguardo, non dicendo niente che mi possa far smettere.
La mia mente comincia a rimuginare mille cose, cerco confusamente di leggere il tuo sguardo, di dare un senso alle tue espressioni. I colleghi che si avvicinano rompono l’incantesimo. Siamo costretti a dividerci, ma il mio pensiero, e, sono sicuro, anche il tuo, è “nei tuoi occhi”.
E’ ora di andare a casa. Faccio in modo di uscire insieme a te. Parliamo del più e del meno, ma sento già che c’è, ora, un velo di imbarazzo tra noi, mi sento nervoso, ed anche tu lo sei. Stiamo entrambi aspettando di dire o di fare qualcosa, ma ancora non sappiamo cosa.
Mi chiedi che strada faccio per tornare a casa. Improvvisamente mi scuoto. “ci sono due strade che possa prendere” ti dico, “una va direttamente sulla superstrada, l’altra è la vecchia statale, che non fa quasi più nessuno, ma è più corta. Stasera prendo quella”.
Senza salutarti mi infilo in macchina velocemente, voglio andare avanti. Arrivati al bivio metto la freccia e mi avvio sulla vecchia statale; quasi mi fermo guardando, col cuore che batte forte, nello specchietto se… La tua macchina appare dietro di me, almeno mi sembra la tua. Sono emozionato come un ragazzino al primo appuntamento tanto che penso ad una coincidenza… forse non sei tu. Vado pianissimo. Tu dietro di me continui a seguirmi. Al primo spiazzo mi fermo e tu fai altrettanto. Scendo e mi avvicino alla tua auto, salgo.
Non abbiamo detto una parola, le nostre mani si accarezzano lievemente… aspettiamo entrambi che l’altro dica qualcosa. All’improvviso mi viene da pensare che non c’è niente da spiegare, non c’è bisogno di trovare nessuna ragione. Tutto è avvenuto improvviso, inaspettato, spontaneo, e così deve continuare. Dobbiamo lasciarci guidare dal nostro istinto, dalle nostre emozioni.
Stringo di più la tua mano intrecciando le mie dita con le tue, l’altra la passo sulle tue spalle attirandoti verso di me. Appoggio la mia testa alla tua. Non riesco a dire altro che un banale “Ciao!” a cui tu rispondi con lo stesso, identico, “Ciao!”.
Sollevo la testa dandoti un bacio sulla guancia; poi, naturalmente, le nostre labbra si avvicinano in un bacio lento, profondamente condiviso.
Ora ci siamo sciolti. Ci chiediamo reciprocamente, divertiti, come sia potuto accadere tutto ciò. Ti convinco che se ci mettiamo ad analizzare i nostri pensieri finiremo per tornare a casa senza aver fatto quello che ora, solo ora, mi viene voglia di fare con te. Il tuo “…e cosa vorresti farmi?” accompagnato da un dolcissimo sorriso, mi aiuta a sentirmi libero di dirti tutto quello che mi passa per la testa:
“ho voglia di baciare queste tue labbra che ora scopro così carnose, ho voglia di accarezzare e baciare ogni centimetro del tuo corpo; ho voglia di baciarti mentre stringo con le mani il tuo seno; ho voglia scoprire il tuo corpo lentamente, ho voglia di sentirti gemere di piacere, di farti godere mentre ti accarezzo con la lingua; ho voglia di entrare dentro di te, di perdermi dentro di te”.
Ansimi dolcemente mentre la mia lingua percorre lentamente il tuo collo, le mie mani percorrono le curve del tuo corpo fino a posarsi, finalmente, sul tuo seno che ho sentito inarcarsi a cercare le mie carezze. Mi piace sentirti tremare mentre ti accarezzo, sento che ti stai rilassando completamente. Ci stiamo sciogliendo insieme.
Siamo liberi ora; liberi da tutto. Esistiamo solo noi due, in mezzo alla campagna, soli; le nostre bocche si cercano, si aprono completamente per poi richiudersi a cercare di imprigionare le labbra, la lingua dell’altro. La mia mano vaga libera ad accarezzarti. Assaporiamo io la pienezza del tuo corpo, tu il piacere delle mie dita che vagano su di te.
“Si, accarezzami… lo voglio anch’io… toccami, così… oh!, non so cosa mi sia successo, ma mi piace, ti voglio… oh!, cosa penserai di me?”
“E tu di me?” ti rispondo tornando ad ammirare i tuoi occhi. Ci fissiamo, per un attimo, poi un sorriso… le nostre labbra si incollano di nuovo, le nostre lingue si intrecciano, la mia mano corre sotto il tuo maglione, tiro su lentamente quello che indossi, tocco la tua pelle nuda, mi infilo sotto il reggiseno avido di toccare il tuo seno, i tuoi capezzoli che trovo ritti, turgidi. Baciandoti ti dico quanta voglia ho di assaporarli con la bocca, succhiarli lentamente, a lungo. Lo faccio con dolcezza e passione strappandoti lunghi gemiti di piacere. Intanto la mia mano continua a vagare sul tuo corpo, soffermandosi sulle tue cosce piene, avvicinandomi sempre di più al centro del tuo piacere.
Torno a baciarti la bocca, continuando a commentare i nostri gesti. Scopro con gioia che anche a te piace parlare durante l’amore, sottolineare i tuoi desideri, le tue voglie, il piacere che provi.
Sei tu a dirmi quanto ti senta eccitata, quanto miele affluisca dalla tua fica in
fiamme. E’ la tua mano che guida la mia in mezzo alle tue cosce con un lungo mugolio di piacere. Più che umide, le tue mutandine le trovo fradice di umori. Accarezzo con la mano aperta tutto il tuo pube a lungo, continuando a succhiare i tuoi capezzoli, fino a quando, impaziente, mi preghi di toglierti lo slip per sentire il contatto della mia mano direttamente sul tuo fiorellino. Lo faccio lentamente guardandoti negli occhi, risalgo con la mano, ti accarezzo leggero, mentre ti dico che fra poco scenderò a leccartela, a introdurre la mia lingua dentro di lei, a stuzzicarti e succhiarti il clitoride.
E’ bellissimo sentire il tuo gemito non appena la mia lingua comincia a solleticare il tuo bottoncino. Tendi a serrare le cosce mentre penetro con la lingua nella tua fica, ma le mie mani le allargano dolcemente mentre percorro il tuo sesso con tutta la mia lingua. Avido continuo a slinguarti a lungo, entro più che posso con la lingua in mezzo alle tue labbra da cui continua a sgorgare un dolcissimo miele, ritorno a torturarti il clitoride ormai turgido. Le tue mani ora spingono la mia testa verso di te mentre, ormai senza alcun freno, continui ad incitarmi a continuare, a chiedermi di succhiarti o di leccarti fino a che… “Ora, si…” non riesci a dire altro, ma il tuo corpo che vibra, il miele che quasi uscisse da un pene, sgorga improvviso dal tuo buchino sottolineano il tuo profondo, lungo orgasmo che accolgo felice come un assetato ad una fonte che ha anelato da lunghissimo tempo.
Rimango ancora con il viso tra le tue belle cosce dando alla tua fica piccoli baci che tuttavia ti fanno ogni volta fremere. Poi risalgo, lentamente, sul tuo corpo, cerco la tua bocca, ti bacio… “è stato bellissimo!”, mi dici accarezzandomi i capelli.
“Vedrai che farò di meglio” ti rispondo aderendo con il mio corpo sul tuo, facendoti sentire la durezza del mio desiderio. Il tuo volto dipinge un’espressione dispiaciuta:
“tesoro, io non prendo niente…, sai non è che faccia l’amore tutti i giorni, anzi. Quindi se tu non hai… qualcosa con te… non possiamo, anche se ne ho tanta voglia anch’io”.
Capisco le tue paure e ti spiego che non ha importanza, “certo non viaggio con un preservativo in tasca, ma come hai visto per godere non è fondamentale la penetrazione. Continueremo a darci piacere comunque. E in ogni caso questa sarà la scusa per vederci ancora, magari in un comodo letto”.
“Tu… vuoi che io… insomma… che ti faccia… e quando godi io…”
“Non l’hai mai fatto? Non hai mai accarezzato con la bocca un pene”?
“No, mai… Il mio ex a volte me lo chiedeva, ma io non ho mai voluto farlo, non mi andava. Non è che mi facesse schifo, no; semplicemente non mi andava di farglielo. Del resto erano richieste sporadiche, il più delle volte lui si accontentava di farmi spogliare, sdraiare e poi… mi prendeva. Finiva tutto lì”.
Accarezzo e bacio lievemente i tuoi lunghi capelli mentre cerco di spiegarti che non ha molta importanza come si fa godere. Quello che è importante è la passione, il piacere che ognuno di noi prova nel dare piacere all’altro; quindi non è necessario che tu lo faccia con la bocca se non te la senti, puoi farlo con le mani: “fallo perché sei felice di farmi godere, mi piacerà comunque perché sei tu a farmelo e lo fai con piacere”.
Dicendoti questo prendo la tua mano e la guido in mezzo alle mie gambe. Afferri immediatamente il mio cazzo da sopra i pantaloni aprendo leggermente la bocca, sorpresa, credo, di trovarlo così duro. Guido per un po’ la tua mano, poi lascio che tu sia libera di fare ciò che vuoi. “Certo così non è molto comodo”, mi dici con un lampo di malizia negli occhi, “sarà meglio tirarlo fuori questo coso duro, non credi?”
“Ottima idea”, rispondo, “del resto ora è tuo, puoi farne quello che vuoi. E comunque lui si chiama…?”
“Cazzo”, mi rispondi divertita, “si chiama cazzo e ho voglia di vederlo, si… voglio vederlo e… forse…”
Sei lentissima nel mandare giù la zip e sbottonare i pantaloni, giochi a lungo (come ho fatto io) girandoci attorno con le dita, poi lo afferri, decisa facendolo uscire dalla costrizione delle mutande. Continui a tenerlo stretto mentre mi inarco e faccio andare giù i pantaloni affinché tu possa accarezzarmi con comodo. “Com’è duro!” esclami cominciando ad andare su e giù. Con studiata lentezza, il capo appoggiato sul mio petto, richiudi la tua mano verso l’alto, poi scendi portandoti dietro la mia pelle fin che puoi; continui a lungo così, sempre più sicura. Dalla mia bocca escono gemiti e incoraggiamenti che ti fanno capire quanto apprezzi la tua carezza.
“Mi piace il tuo cazzo, Donato, è grosso, duro… mi piace menarlo, mi piace sentirti gemere, darti piacere”.
Improvvisamente rialzi la testa, vieni a baciarmi e poi: “perdonami se non lo faccio bene… è la prima volta…” Non ho il tempo di risponderti; sei già con la bocca vicino al mio cazzo, dai piccoli baci sulla punta continuando a menarlo piano. Rabbrividisco quando la tua lingua si aggiunge alle tue labbra nell’accarezzarlo. Decidi finalmente di prenderlo in bocca, cominciando, timidamente, a racchiudere solo la punta per poi, piano piano, prendere possesso quasi interamente della mia asta. Presa confidenza, cominci ad andare su e giù facendomi ogni tanto male con i denti, ma impari presto a coordinare i movimenti delle tue labbra e della tua lingua. “Si, tesoro, così…”, ti incoraggio, “mi piace… sei brava, continua… sali con le labbra sulla punta, così… stringilo ora con le labbra… giù ora… continua così… leccalo con la lingua ogni tanto… bravissima… ti piace?
Il tuo mugolio, accompagnato dal movimento della testa, la tua bocca che non lascia per un attimo il mio glande, mi rassicurano del tuo piacere di farmi godere con la tua bocca. Per ringraziarti di questo dono accarezzo la tua schiena fino a raggiungere le tue natiche piene; le accarezzo, le stringo, mentre ti trasmetto con i mie gemiti il mio piacere, poi scendo ancora a stuzzicarti la fica da dietro. Approvi le mie carezze mugolando e aumentando il ritmo del pompino, ma dopo un po’ ti rialzi; con una finta espressione di rimprovero mi chiedi di smettere: “mi stai distraendo… voglio farti godere io, ora… se continui così…”
“Se continuo così… che succede…, voglio proprio vedere” ti dico divertito, mentre le mie dita corrono a titillare il tuo clitoride. “Non vale…”, protesti debolmente, “vuoi farmi impazzire… mi piace, si… ancora. Baciami il seno, ti prego, baciamelo… così… dentro… infila un dito dentro… succhiameli… fottimi con le dita, si… oh! Come vorrei che fosse il tuo cazzo duro a fottermi così…”
Affascinato dalle tue espressioni confuse ti accarezzo a lungo; le mie dita corrono veloci dentro di te strappandoti lunghi gemiti di piacere soprattutto quando riesco a penetrarti con l’indice mentre, con il pollice, sfrego il tuo bottoncino ogni volta che affondo. Il tuo orgasmo arriva prepotente, pieno, sconvolgente. Me ne accorgo ammirando la tua espressione, nitida al chiarore della luna. Sei bellissima!
Mi chino sulla tua bocca che il piacere ha lasciato aperta, dandoti un dolcissimo, profondo bacio, mentre sono ancora dentro di te, massaggiandoti, ora, lentamente.
Passano lunghi attimi, prima che tu ti riprenda e risponda al mio bacio. “Ecco che sarebbe successo… sbrodolina” ti dico prendendoti in giro.
“Adesso ti faccio vedere io!… dovrai chiedermi pietà…”
Riprendi il mio cazzo in mano e stai per tornare con la bocca su di lui. Ti fermo indicandoti un pacchetto di fazzoletti sul cruscotto, li potrai usare quando goderò.
Con un’espressione deliziosamente maliziosa, mentre la tua mano ha già cominciato a menarmi l’asta tesa, mi rispondi: “non ce ne sarà bisogno, tesoro”.
Scendi decisa, questa volta, ad afferrare il mio cazzo, iniziando subito un su e giù mozzafiato mentre le tue mani mi accarezzano le palle, le cosce… Sei completamente a tuo agio, adesso, mi doni un piacere enorme tanto che sono costretto a chiederti di rallentare: “piano, tesoro… più piano, altrimenti godo subito… fammi godere a lungo la tua bocca… ecco, così… leccalo lungo l’asta, brava…” Segui di buon grado le mie richieste, applicandole tutte e imparando presto a tenermi sulla corda, a farmi raggiungere l’apice del piacere per poi fermarti e dedicarti ad altre carezze, più lievi, che ricacciano il mio seme indietro. Sei così brava che dopo un po’, come avevi promesso, impaziente mi trovo a supplicarti di finirmi, di farmi godere. La fioca luce della luna non mi da’ la possibilità di distinguere bene il tuo viso, che accarezza ora la mia asta fremente, ma ho la netta impressione di scorgere la tua espressione maliziosa e trionfante prima di imboccare, decisa, il cazzo. Pochi su e giù incredibilmente appassionati mi strappano un lunghissimo orgasmo. Avrei voluto guardarti mentre godevo, ma il piacere mi porta a reclinare la testa e a chiudere gli occhi mentre dal mio meato sgorgano i fiotti del mio essere, la mia anima.
L’intensità del piacere non mi ha nemmeno dato modo di capire se mi hai ingoiato tutto ma, del resto, non ha importanza; ho goduto meravigliosamente. Sei ancora tra le mie gambe quando mi riprendo, a leccarmi lievemente. Ti attiro a me, facendoti rialzare.. Ci baciamo. A lungo. Mi accorgo che solo ora pronuncio il tuo nome, carezzandoti i capelli: “Enrica… sei stata meravigliosa”. Mi guardi incredula: “non lo avrei mai detto, ma… lo è stato anche per me”.
Rimaniamo a baciarci, accarezzarci e, soprattutto a parlarci. Ci raccontiamo le nostre sensazioni, il nostro piacere, la gioia di esserci aperti completamente l’un l’altro, senza freni o inibizioni, di esserci scambiati lunghi momenti di serenità.
“Solo stamattina non avrei neppure immaginato di poter fare l’amore così… meravigliosamente appagante… chi lo avrebbe mai detto che avrei preso in mano un bel cazzo duro… leccarlo poi… ciucciarlo… e addirittura ingoiare tutta la… la sborra. E con quale piacere poi! Si, mi è piaciuto… tanto che… ummh! mi sto bagnando di nuovo… senti, sentimi con la mano… visto? Sono di nuovo eccitata… ci facciamo un’altra… leccatina?
“perché no”, ti rispondo estasiato “dobbiamo però convincere il mio amichetto a tornare su!”
“Dici che ci metterà ancora molto?… ma se gli propongo qualche argomento
interessante… che ne dici se ti faccio così?…
Ti metti a cavalcioni su di me aderendo con il pube al mio pisello adagiato mollemente; inizi a strusciare su di lui e intanto continui a provocarmi con le parole: “torna presto su pisellino; ho ancora voglia di te, voglio leccarti tutto, voglio sentirti duro fino in fondo alla gola, voglio ingoiare tutta la tua sborra.
Mi piace la tua sborra, ne voglio ancora e… mi senti come mi bagno ancora? Sento che ti sta tornando duro, lo sento sempre meglio…. Vorrei… oh! Vorrei sentirlo dentro di me, bello duro come lo sentivo in bocca… vorrei… tesoro, solo un po’, mettimelo dentro… solo per sentirlo… per sentirmi riempita di lui…”
“Si, amore, lo voglio tanto anch’io, ma fammelo divenire ancora più duro… sarà più piacevole per te quanto ti penetrerà dentro… con la bocca, tesoro, usa la bocca… come prima… ecco, così… lentamente… su e giù… stringilo con le labbra… lo senti? È già più duro… Ah! Lo hai preso quasi tutto… ancora, ancora un po’… ora, ora è pronto per la tua fica, vieni, prendilo!”
Torni a cavalcioni su di me, le tue mani, sicure, lo afferrano, lo accompagnano nel tuo buchetto. Vi entro e mi sembra di averlo messo in un recipiente di olio caldo.
Sei caldissima, incredibilmente bagnata.
Tu invece trattieni il respiro mentre ti impali sul mio desiderio. Quando sono interamente dentro… “lo sapevo… e bellissimo sentirti… come sei duro! Stai attento…ti prego…voglio scoparti un po’… Oh! Mi piace… mi piace da morire… lo sento tutto… mi riempi… voglio… ti prego… stai attento, ti prego… non riesco… è meraviglioso… non riesco a smettere, non voglio smettere… sta attento, resisti…”
Felice di darti tanto piacere ti rassicuro; riesco a resistere tranquillamente, anche perché la tua fica è così piena di umori che scivolo dentro e fuori di lei senza che l’attrito mi porti velocemente all’orgasmo. Intanto non smetti un attimo di andare su e giù, baciandomi le labbra e tutto il viso freneticamente. Aiuto i tuoi movimenti afferrando i tuoi glutei pieni, accompagnando il tuo su e giù. Le mie dita sono vicine al tuo buchetto, ora, e non resisto alla tentazione di carezzarlo, all’inizio lentamente, poi sempre più deciso, fino a cominciare a penetrarlo con l’indice.
“Cosa mi fai?” mugoli sulla mia bocca.
“Niente che non sia per il tuo piacere, tesoro… continua… fottimi… goditi tutto il mio cazzo… lo senti com’è duro… ti piace, lo sento… me lo stai affogando con i tuoi umori… e anche il mio dito ti piace, vero? È nel tuo culo, tesoro… quasi tutto… voglio tutto di te, amore… anche questo tuo bel culetto sodo… con te è tutto meraviglioso”
Non so riesci a percepire le mie parole, il tuo viso ha un’espressione estasiata e si illumina ancora di più quando cominci a gridare: “godo… godo… godo…” non so quante volte. L’ultima vocale la pronunci, a bocca aperta, per un lunghissimo, interminabile momento; poi ti accasci esausta su di me, la testa sulla mia spalla. Ti rilassi lentamente mentre il mio cazzo e il mio dito sono ancora ben piantati dentro di te.
Mi baci e mi abbracci forte ringraziandomi per l’orgasmo (figuriamoci), poi: “ho sete ora”.
Ti sollevi lentamente liberando, a malincuore, i tuoi due deliziosi buchini, scivoli in basso. Mi ritrovo nella tua bocca altrettanto calda, sempre più esperta, sempre più desiderosa di darmi piacere. Mi pompi lentamente, divinamente. Prendi in bocca, poi, solo la punta del mio pene, mi succhi dandomi una sensazione di piacere mista a dolore, poi riprendi a far scorrere la mia asta nella tua bocca. Un pompino pieno di passione, il più bello della mia vita. Scosto i tuoi capelli per guardarti, incontro i tuoi occhi che mi guardano lascivi: “bevimi, amore… bevimi tutto”. Acceleri i tuoi movimenti, mi afferri il culo, stringi, mi tiri verso di te; mugoli soddisfatta mentre mi perdo nella tua bocca golosa ingoiando tutto senza fermarti fino a quando capisci che mi hai completamente svuotato.
Siamo rimasti a lungo abbracciati gustandoci ogni momento passato insieme.
A malincuore, alla fine, mi stacco dalle tue labbra, ma: “hai detto che vuoi tutto di me?… sono tua!… la prossima volta a casa mia…”
Il pensiero di questa promessa mi accompagna, felice, fino a casa.

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