Da Giulio e Sabrina (I parte)


C’incontriamo all’imbrunire e, scambiate quattro chiacchiere, fra un convenevole e l’altro, decidiamo di recarci in trattoria per un boccone e per conoscerci meglio. La serata scorre spensieratamente fra sguardi ammiccanti e sorrisi invitanti.
Giulio e Sabrina c’invitano a chiudere la serata a casa loro. Non appena entriamo nell’ampio salone, prima di andare a cambiarsi, ci suggeriscono di spogliarci. Li prendiamo alla lettera.
Mi spoglio completamente mentre Susy tiene addosso un reggiseno a balconcino che lascia scoperti i capezzoli, appena velati dalle eleganti trasparenze del tulle nero, come le calze a rete appena sotto il reggicalze a incorniciare con seriche merlettature il folto bruno del basso ventre.
Rimaniamo in piedi mentre i nostri amici rientrano anch’essi seminudi. Sabrina indossa un body mozzafiato che lascia trasparire la folta peluria bionda attorno alle labbra polpose della vulva dischiusa. Giulio, anch’egli nudo, ostenta il suo membro robusto incorniciato da folti riccioli bruni interamente rivestito da uno slippino trasparente, anch’esso in tulle nero, che nell’avvolgerne l’intimità lascia fuoriuscire, solamente il glande rosseggiante perfettamente scappellato e, più in basso, i testicoli gonfi di succo.
Sabrina scioglie le graffette che le celano il sesso rivelando l’eccitante fessura rosea e palpitante già umida di piacere. Chiama a se Susy che, seppure esitante, si inginocchia fra le sue cosce inebriandosi del profumo di quel sesso avido d’attenzioni. La lingua si allunga verso la robusta clitoride e comincia a trastullarla sollevandola e abbassandola, ruotandovi attorno, ora in senso antiorario, ora in senso orario. Di tanto in tanto scivola più in basso ad aspirarne il piacere pastoso, ad insinuarsi fra le piccole labbra nell’umido pertugio generosamente offertole dalla sua amante.
Anche Giulio mi invita ad avvicinarmi ai suoi gioielli, quindi mi induce a piegarmi contro il suo basso ventre, e anche la mia lingua, abbandonato ogni ritegno, si muove spudoratamente lungo l’asta carnosa, stretta nell’abbraccio del ruvido tessuto, perfettamente eretta e grondante d’umori laddove palpitante la cappella riluce di godimento alla tenue luminosità della stanza.
La mia saliva si mesce a quella rugiada dolciastra, mentre le mie labbra con delicatezza gli si stringono attorno per meglio aspirarne l’intima essenza, il liquore tiepido fuoriesce regolare al ritmo della suzione, impastandomi la bocca ma il gusto è piacevole ed aspiro ancor più voracemente la pastosa pietanza. Mi ritraggo un poco e, scivolato ancora lungo l’asta turgida, che provvedo ad umettare, raccolgo fra le labbra i grossi testicoli, l’uno dopo l’altro, titillandoli delicatamente.
Giulio pare apprezzare e scivolato un poco verso il basso sulla fresca pelle del divano e dilatate al massimo le gambe mi offre il forello da leccare, anch’esso palpitante e ben in mostra attraverso un apposita fessura nel curioso indumento.
Vi insinuo la lingua forzando appena e, lentamente, penetro fra le sue viscere rivestendole di collosa saliva. Ripeto più volte la stessa operazione fino ad intridere di bava le grinze carnose. Il forello si schiude docile ad ogni nuovo assalto ed io mi affanno a cercare di prenderlo ancora più a fondo.
Dalla mia posizione posso osservare Cristina con le cosce spalancate con il sesso incollato alle labbra della mia Susy, intenta a percorrerne per intero le tenere carni ora regolarmente ora irregolarmente. La sua lingua guizzante passa, alternativamente, dalla vulva rosso fuoco allo stretto forello affondandovi dolcemente per delicatamente ritrarsi, strappando alla sua amante mugolii e lamenti.
D’improvviso Cristina si irrigidisce per poi abbandonarsi, la voce rotta dal piacere, a spasmodici fremiti accompagnando il frenetico levarsi e abbassarsi del ventre con un altrettanto convulso tremolio delle gambe dapprima tese a mezz’aria quindi ben strette attorno al collo della mia donna a cingerle le esili spalle.
Susy si alza e si accosta a Giulio cominciando a carezzare con le labbra il glande rigonfio. Ce lo passiamo l’un l’altra con decise linguate stillandone golosamente il piacevole succo fino a che la sborra, copiosa, non schizza dal membro esausto ad innaffiarci i volti e ad intriderci i capelli. Ci ripuliamo l’un l’altra mandando giù golosamente la tiepida salsa mentre Giulio e Cristina pienamente appagati si baciano con passione.
Dopo una doccia salutare rientriamo nella stanza, laddove Giulio e Cristina completamente nudi ci invitano a seguirli nell’ampia camera da letto. La mia mogliettina, fresca e profumata, dopo una doccia salutare, si stende sul lettone matrimoniale, ancora stretta nell’accappatoio.
Giulio le si accosta. La bacia sulle labbra sensualmente quindi, aperto un poco il morbido tessuto, scivola con la lingua a carezzarle i seni penduli dalle areole brune.
Susy è super-eccitata e comincia a mugolare non appena Giulio prende a suggerle i capezzoli protesi allo spasimo. Li accarezza con la lingua, l’uno dopo l’altro, con un movimento rotatorio attorno ai delicati bottoncini che poi provvede a stuzzicare ben bene in punta.
Sabrina dischiude il sipario di cotone che copre il basso ventre della mia donna, liberando il folto bruno del pube: un nugolo di peli scuri e arricciati appena sopra la vulva palpitante, laddove svetta la clitoride rigonfia. Una mano scivola a carezzare le polpose merlature delle grandi labbra per insinuarsi nel calore umido di quel sesso avido di piacere, dilatando i lembi di carne e immergendosi, sempre più profondamente, nella vagina fradicia d’umori.
Io nel frattempo, mi accosto a Sabrina per gustare da vicino l’eccitante prorompenza delle sue generose forme, e ammirare, estasiato, la magia di quel corpo completamente nudo. Sabrina inginocchiata nel letto proprio sopra l’invitante intimità di Susy, scosta ancor più le cosce dalla candida pelle, in modo da consentirmi di osservarle meglio la fica fradicia, laddove le carni son più tenere e bagnate.
Lei continua a frugare nella vulva di mia moglie, stuzzicandole la clitoride col frenetico movimento delle dita, mentre io mi accosto al forello bruno e, scivolando con la lingua fra le natiche tondeggianti, comincio a leccarlo, penetrandovi un poco. Scivolo, quindi, verso il basso a dissetarmi di quel succo delizioso, che mi gronda fin sulle guance. Insinuo la lingua ben in fondo nella vagina pulsante tenendo ben scostate le grandi labbra, affondandovi per poi ritrarmi e, repentinamente, possederla ancora.
Giulio nel frattempo, liberatosi dell’accappatoio, agita il suo grosso membro contro la bocca di Susy. Accostandovisi, con studiata lentezza, le avvicina la cappella dorata d’umori per subito discostarla al famelico assalto della sua lingua. Umori collosi fuoriescono dallo stretto meato per disegnare tele di rugiadoso piacere tra il glande arrossato e la lingua della mia donna. Finalmente Giulio si immerge nel calore di quelle labbra che, ben presto impastate di secrezioni dolciastre, si impegnano in un avida pompata. Io posso osservare eccitato il ritmico incavarsi e distendersi delle guance di Susy al ritmo sempre più frenetico della suzione. Giulio bagnato fradicio irrora d’umori la lingua di mia moglie scavandole ben bene le guance con fare disordinato.
Le donne si dimenano freneticamente. La vulva di Sabrina esplode di piacere sotto le sferzate della mia lingua. La donna si abbandona agli spasmi dell’orgasmo, accosciandosi contro il mio volto comprimendo la clitoride vibrante contro le mie labbra dischiuse. Sono costretto a trattenere il respiro fino a che soddisfatta non si accascia nuovamente contro il basso ventre di Susy.
La sua lingua ne percorre le avide mucose fino a che anche mia moglie non esplode di piacere mugolando e torcendosi.
A questo punto Giulio si alza col membro rigido in bella mostra e sostituisce Sabrina fra le cosce di Susy. La solleva un poco accompagnando le sue tondeggianti natiche a posarsi contro le sue ginocchia, quindi mi invita a prendergli l’uccello e a gudarlo nella fregna della mia donna.
Afferro l’asta protesa e l’accosto alla vagina paonazza mentre Susy, impaziente, si morde le labbra osservando di sottecchi il suo amante con aria complice. Posso ammirare, estasiato, mescersi l’umore dell’uno con quello dell’altra non appena l’uomo si abbandona, pieno di desiderio, all’umido abbraccio delle labbra carnose. Posso ammirare la verga protesa di Giulio affondarvi decisa, bramosa di desiderio, dapprima con studiata lentezza quindi con maggiore foga.
Adesso la possiede pienamente e comincia ad agitarsi dentro di lei con un andirivieni senza posa a cercare, veemente, con gran colpi di bacino, l’abbraccio di quell’intimità tanto spudoratamente offerta.
Susy si dimena, mugola, urla, al poderoso assalto del maschio che, infaticabile, si insinua fra le sue carni scotendole e tormentandole nel concitato accavallarsi di piacere e dolore.
Cristina mi invita a posare le labbra contro il folto di riccioli scuri che costella il pube di Susy. Nel frattempo per agevolare l’operazione Giulio, sempre ben dentro la fregna della mia donna, è sceso dal letto rimanendo pressoché in piedi e tenendo a piene mani le natiche di Cristina continuando a possederla senza ritegno. Dalla mia posizione nel brucarle la folta peluria posso dare alcuni colpi di lingua al bottoncino di Susy che nel frattempo ha preso fra le sue labbra il mio cazzo ormai pronto a sborrare. Di tanto in tanto il membro di Giulio fuoriesce dall’umido pertugio e Cristina prima di riporvelo l’accosta alle mie labbra invitandomi a leccarlo e succhiarlo ed io posso gustare la pietanza del piacere dell’uomo unito a quello della mia mogliettina. Anche Giulio si tende e dopo aver spruzzato parte della sua semenza nel ventre agitato di Susy si ritira sprizzando altri getti copiosi contro il mio volto e la peluria arricciata della sua amante. Lo sperma mi schizza sulle guance scivolandomi fin sulle labbra. L’assaporo voluttuosamente, mentre anche io schizzo la mia broda fra le guance di Susy e di Cristina che nel frattempo si è unita alla mia amante. Le donne si baciano appassionatamente, passandosi lo sperma che serbano, ancora caldo, fra le labbra.
Giulio mi avvicina il suo membro ormai flaccido, fradicio di semenza, ed io lo ripulisco ben bene per poi ripetere l’operazione con la vulva di mia moglie. Meticolosamente provvedo a ripulirla dalle dense chiazze biancastre che la ricoprono. La salsa di Giulio ne fuoriesce copiosa al suo irregolare palpitare e a me non rimane che raccoglierla e deglutirla.
Tutti insieme ci stringiamo l’uno all’altro abbandonandoci ad una chiassosa risata. Nuove avventure ci attendono con i nostri nuovi amici.

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