La fidanzatina (I parte)


Protagonisti:

– siccome sono un cultore (mah) della pornografia filmata e fotografata, oltrechè scritta, per scrivere le storie (come avrete già notato nel racconto “la famiglia matriarcale) prendo ispirazione da alcune attrici per dare forma ai personaggi anche se poi non è detto che le descrizioni che faccio e i tratti delle attrici prescelte coincidano infatti è più una fonte d’ispirazione per me che altro –

Federico: interpretabile da Rocco Siffredi

Annalisa: la fidanzata di Federico protagonista nonchè narratrice in prima persona del racconto – interpretabile da Sylvia Saint oppure Anita Blonde

Pietro: padre di Federico – interpretabile da Peter North

Paolo: fratello di Pietro e zio di Federico – interpretabile da Ron Jeremy

Maria Clara: madre di Federico e moglie di Pietro – Dyanna Lauren

Benedetta: zia di Federico, sorellastra di Maria Clara – interpretabile da Janine Lindemulder

Angelica: zia acquisita di Federico, moglie di Paolo – interpretabile da Celeste o Holly Body o Rocky Roads

Luisella: madre di Annalisa – interpretabile da J.R. Carrington

Tiziana: sorella maggiore di Annalisa – interpretabile da Lea Martini o Laura Sinclaire

Tutti i protagonisti della storia sono maggiorenni.
La storia è frutto di pura invenzione, ogni riferimento a fatti, persone o episodi realmente accaduti è puramente casuale.
I° FEDE+ANNALISA

Quell’estate era passata in fretta grazie alla patente che ero riuscita a conseguire a maggio ebbi la possibilità di ottenere in dono per la maturità una auto nuova tutta per me e mi ero divertita a guidarla per tutte le vacanze.
Fu proprio grazie alla acquisita capacità di spostarmi autonomamente che una sera conobbi Federico.
Di solito andavo negli stessi locali: quelli decisi dalla maggioranza della mia comitiva, ma ora, potevo fare a meno di quei morti di sonno dei miei amici. Potevo andare dove volevo. E infatti andai in una discoteca fuori Torino, una di quelle poco raccomandabili e dalla dubbia, o meglio chiarissima, fama.
Appena entrata mi resi subito conto del diverso ambiente sociale rispetto ai luoghi che normalmente frequentavo, anzi mi resi conto che il mondo, così come lo conoscevo, non esisteva più. Del resto Tiziana, la mia sorella maggiore, mi aveva preparata all’impatto col mondo reale che avrei di lì a poco trovato all’università.
Ma, a sentir lei, il mondo reale, non più ovattato come quello dell’ambiente del liceo, era migliore.
Me ne resi conto subito. Quando, ballando in mezzo alla pista, ricevetti in meno di tre minuti, più palpeggiamenti, più ammiccamenti e più offerte di cocktail di quanti non ne avessi mai avuti in tutto il resto della mia vita.
Ma in quella pista trovai anche un’anima gentile e pura, come me. (allora lo ero) Federico. Fu amore al primo sguardo. Mi invitò a bere con lui, notando che le “pressioni” si stavano facendo troppo insistenti, con un gioco di sguardi prima e di strusciamenti dei corpi falsamente involontari poi, mi sedusse.
Capii quella sera che avrei fatto l’amore con lui. Mi accompagnò alla macchina nel parcheggio e lo invitai a bere qualcosa in un pub. Lui accettò e restammo a chiacchierare fino alla chiusura del locale. Ci dovettero cacciare fuori.
eppure mi sembravano passate poche ore. Quando ci separammo solo un bacio sulla guancia.
Ci vollero tre settimane perchè, nonostante miei inviti anche piuttosto espliciti, si decidesse a dichiararsi.
Troppo timido e troppo innamorato, alla sua prima vera esperienza. Le altre erano state solo avventure per lui, mi avrebbe detto poi, quello era invece vero amore.
Chi l’ha detto che l’amore dà coraggio? A me lo diede di sicuro, a Federico lo tolse completamente.
Spaventato delle mie reazioni, timoroso della mia verginità, attento, come in una cristalleria, a non muoversi e a non parlare, non osava chiedermi di far l’amore: la cosa che desideravo più di tutte.
Fui così io a chiederglielo. Lui parve sollevato da una parte ma scioccato dall’altra. Forse si era autoconvinto della possibilità di un amore platonica con quella “dea” che ormai ero nel suo immaginario.
Non era così che mi sarei aspettata che cominciasse: con una mia richiesta e il successivo “dibattito” per decidere la data il luogo e tutti i preparativi.
Avevo sperato che una sera delle tante, casualmente, le nostre mani, guidate dall’istinto, scivolassero sui nostri corpi fino a denudarli e che la visione reciproca ci avrebbe resi ebbri di passione.
Invece mi recai all’appuntamento prefissato delle 14.30 (ora a partire dalla quale avremmo avuto campo libero in casa sua) per espletare questa che assomigliava sempre più al “fardello dal quale ci si deve liberare il più presto possibile” come dicevano alcune mie amiche e, soprattutto, mia sorella, e non già, come avevo sperato, quell’unione di sensi e di corpi che avrebbe sublimato il nostro amore.
Appena arrivata comunque mi ricredetti, Fede si era appena fatto la doccia (arrivai un po’ in anticipo) e vederlo con l’asciugamano legato in vita (molto più sexy dell’accappatoio) mi eccitò subito. anche fede era piuttosto “sveglio” sarà stato il fatto che “sapeva” di dover compiere il suo dovere di maschio sarà stato il fatto che mi ero vestita in maniera insolitamente provocante (di solito vesto sportivo, figuriamoci poi al pomeriggio), tant’è che mi saltò letteralmente addosso.
Al punto che dovetti calmarlo: volevo che fosse tutto più delicato, più dolce, più romantico, più sensuale.
Così Federico capita l’antifona, cominciò prima col baciarmi a labbra semiaperte, poi facendo scivolare le mani, ma stando attento a sfiorarmi solo senza palpare, sul mio corpo, poi mi girò sempre stando in piedi e mi baciò sul collo; sollevava i miei lunghi capelli biondi e facendo uscire appena la linga dalle labbra mi stuzzicava il collo vertebra dopo vertebra, dall’attaccatura dei capelli fino alla zona lombare.
Indossavo uno di quei top completamente aperti sulla schiena, rosa, senza reggiseno un paio di pantaloni bianchi, un perizona rosa e due sabot sempre rosa.
Mentre continuava a baciarmi la schiena, baci che si stavano trasformando in bagni di saliva, e morsettini, iniziò a sbottonarmi i pantaloni.
A quel punto mi prese in braccio e mi portò sul letto. mi tolse i pantaloni e insolitamente mi pregò di non levarmi nè i sabot nè il perizoma. Il top invece me lo sfilo lui, senza l’ausilio delle mani con i denti slaccio il nodo delle cordicelle che lo reggevano e, sempre con i denti , me lo sfilo da sopra il collo.
Questa scena mi fece eccitare non poco, anche perchè, le sue mani avevano cominciato ad accarezzarmi le cosce nude, perfettamente levigate dalla mattutina, e peraltro non necessaria depilazione.
quindi scese in ginocchio ai piedi del letto e mentre continuava ad accarezzarmi l’interno delle cosce la sua bocca scese sull’ombelico, per baciarlo, leccarlo, succhiarlo. Poi, lentamente, scese sul mio ventre sempre più giù, mi scostò di lato il perizoma finchè non arrivò ai primi peli. Ne avevo pochi, quella mattina, su consiglio di mia sorella, mi depilai anche la farfallina, lasciando solo una piccola strisciolina.
Ma quando credetti che stesse per baciare quella parte del mio corpo che stava letteralmente scottando, si fermò, e prese a risalire verso l’alto, per andare a cibarsi dei miei due frutti. Fu un vero pasto sembrava che volesse mangiarmeli i seni. A tratti fu tanto impetuoso nel succhiare i capezzoli che mi fece male, ma fu tutto molto piacevole. Intanto le sue mani non si spostavano e non davano tregua alle mie gambe, e alla mia eccitazione, che, grazie anche al lavoro sui capezzoli, aveva raggiunto il culmine.
Quando sollevandosi ancora, venne contro il mio viso per baciarmi gli riempii la bocca della mia lingua tanto che si stupì della mia, insolita per il mio modo di baciare, “uscita”.
Subito dopo ridiscese di nuovo e questa volta la sua bocca andò sull’inguine e poi sulle cosce e, finalmente, sulla patatina. Leccava, succhiava, baciava, tutto con una pazienza e una lentezza esasperante.
Raggiunsi l’orgasmo dopo poco tempo e credetti di svenire. Ma non si era che all’inizio. Infatti si tolse l’asciugamano, mostrando un’erezione a dir poco trionfale. e, steso sopra di me, baciandomi il collo, cominciò a stuzzicarmi il clitoride e le labbra vaginali, bagnatissime della sua saliva e dei miei umori, con la sua asta.
Quando ritenne cominciò a premere prima timidamente poi con maggiore decisione finchè non lacerò la mia verginità. Fu appena doloroso, ma subito dopo cominciò a piacermi a sollevai le gambe, istintivamente per avvinghiarlo, per facilitarlo e per sentirlo meglio. Resosi conto della mia mossa si decise a pompare con maggior foga ad ogni affondo suo, un gemito mio quindi sollevò il busto e presami per le caviglie cominciò a dare degli affondi lenti ma imperiosi e quindi veloci e saettanti, quando gli chiesi di andare più veloce, capì che stavo per venire e così accelerò ulteriormente i colpi finche non proruppi in un orgasmo da favola. lui estrasse subito il suo bastone e mi girò di schiena.
Appoggiata sulle ginocchia cominciò a stantuffare tenendomi per i fianchi a un certo punto sentii il suo cazzo che si gonfiava ancor di più ma subito lo estrasse e con due urla quasi bestiali venne sulla mia schiena. Sentire gli schizzi caldi del suo sperma mi piacque molto. Fu come vivere assieme il suo orgasmo. Mi girai subito e ci baciammo appassionatamente, per cinque minuti buoni. Poi come un bambino si addormento tra le mie braccia che lo cullavano.

FEDE+ANGELICA+TIZIANA

Tutto sembrava volgere per il meglio, avevo trovato l’amore della mi avita, avevo scoperto il sesso, mi era piaciuto, mi apprestavo ad iniziare l’università.
Ma un giorno Tiziana, mia sorella maggiore, mi confidò che un giorno Federico era venuto a casa a cercarmi ma, visto che ero fuori, fece per andarsene. Sennonché Tiziana gli chiese di darle uno strappo in centro perchè doveva fare due commissioni e con l’occasione avrebbe fatto un pò di
shopping.
Federico l’accompagnò ma in un negozio incontrarono Angelica, la zia di Federico. Angelica, mi disse mia sorella, la conosceva benissimo: infatti si erano viste in un club privè (quelli per scambio di coppie) dove Tiziana era andata insieme al suo ragazzo dell’epoca.
Con una scusa Angelica attrasse Tiziana, che pensava di non essere stata riconosciuta, nel camerino prove, e senza dirle una parola, la salutò alla maniera del locale in cui si erano conosciute, con un baccio sulla bocca.
Tiziana, che quando si tratta di sesso diventa una belva scatenata si dimenticò di tutto e rispose appassionatamente eccitandosi terribilmente.
Nessuna delle due però era una lesbica tout-court: erano entrambe bisex. Così sovreccitate si domandarono come fare a placare immediatamente le loro voglie animalesche.
Fu Angelica, almeno così sostenne mia sorella, forse per discolparsi, a indirizzare gli sguardi e gli appetiti sul nipote.
Io conosco mia sorella, se anche avesse voluto fermarsi oramai era troppo tardi, del resto nel negozio c’erano solo commesse femmine e l’unico cliente maschio era Federico.
Del resto avere una sorella ninfomane presenta i suoi svantaggi come i suoi vantaggi. Era venuta la volta degli svantaggi: sarei stata cornificata da mi asorella e dalla zia del mio ragazzo.
Chissà da chi aveva preso mia sorella…forse da mia madre? Scopri più che era così. Ma andiamo per ordine.
Chiamarono Fede con la scusa di dare un giudizio…lo ricevettero così: Angelica una fantastica 32enne capelli lunghi castani scuri con grandi occhi verdi e con una sesta/settima misura di reggiseno perfettamente sodo e alto (un po ritoccato forse) indossava un paio di autoreggenti avorio slip avorio e un corpetto/reggiseno sempre in tinta.
Tiziana invece, una 26enne bionda capelli lunghi che abbozzano dei riccioli solo al fondo, occhi verdi una terza perfetta di reggiseno e lunghissime gambe inossava delle calze velatissime nere un reggicalze un perizoma nero e un reggiseno a balconcino.
Fede apparve turbato, dalla loro vista, e quando, con tono e voce molto provocante la zia gli chiese se andavano bene quei completi per eccitare un uomo secondo lui, non riuscì a risponderle.
Con un sorrisino, mi disse mia sorella disse che evidentemente, data la mancata risposta, ci voleva qualcos’altro e così sotto gli occhi di Federico, prese a spogliare mia sorella e nel farlo non esitò a toccarla.
Facendo uscire un sospiro a mia sorella e provocando una vistosa erezione a Federico. Accortasi di essere sulla buona strada Angelica insistette prendendo fra le mani le tette di Tiziana e chiedendo quale reggiseno sarebbe stato più adatto.
Poi si sfilò il corpetto, mostrando quella meraviglia giunonica che la natura (con qualche “sostegno” chirurgico) le aveva concesso, invitando Federico a soppesargliele.
Ormai, mi assicurò Tiziana, nè lei nè Federico, capivano più nulla: di fronte a tanta abbondanza si spogliarono e cominciarono a darsi un bacio facendo saettare le tre lingue e palpandosi vicendevolmente i corpi.
Angelico si chino e comincio a scappellare l’asta del nipote e con la lingua cominciò a inumidirgli la punta, mentre lui era impegnato a succhiare i capezzoli di mia sorella.
quindi rialzatosi prima diede un bacio a Tiziana poi con un movimento deciso quanto gentile le impose di inginocchiarsi per aiutare la zia nel pompino. Fu, mi dirà in seguito Federico, il miglior pompino della sua vita. mentre Tiziana, che prima duellava con la lingua di Angelica per la supremazia nel leccare l’asta, si dedicava oramai solitaria al pompaggio in tutta la lunghezza per nulla attenta a non fare il classico rumore tipo sciacqui, che Fede gradiva tanto, la zia si era posizionata sotto e leccava i coglioni massaggiandoli con le mani. Prima leccava tutto lo scroto.
Poi preso un testicolo in bocca lo succhiava avidamente quindi massaggiando tutta la sacca si spingeva ancora più sotto per andare a titillare con la punta della lingua il perineo e qui cominciando una lenta risalita fino a leccare il buco del culo.
Intanto Tiziana aveva smesso di leccare il cazzo ormai durissimo e luccicante della saliva delle due donne e appoggiatasi con le braccia su un seggiolo del camerino offrì la vista delle natiche al mio ragazzo, il quale non se lo fece ripetere due volte, si fece leccare prima le dita dalla vogliosa bocca di Angelica e piene della sua saliva massaggiò la fica già bagnatissima di mia sorella. Si appoggiò, facendo attenzione nello spostamento a farsi seguire dalla zia che continuava da sotto a leccare ano, perineo e a massaggiare i coglioni, col cazzo al culo di mia sorella e posizionatolo sulla fica cominciò a spingere: non trovò alcuna resistenza, del resto mia sorella era un lago di voglia.
Cominciò a pompare, lentamente, un pò perchè gli piaceva, un pò per non perdere per strada, la lingua della zia che da sotto continuava a regalargli piacere, poi decise di farla alzare sia per poter essere più libero nei movimenti, sia per poter guardare, toccare, baciare e leccare le sue meravigliose tette.
Essendo più libero di condurre i movimenti cominciò ad accelerare il ritmo e mia sorella venne rapidamente mentre Angelica con le tette ormai sature di saliva, si era spostata di nuovo sotto questa volta però per leccare il clitoride infiammato della mia sorella fottuta. Credo che, conoscendo mia sorella, e dai racconti sia di lei che di Federico, l’orgasmo di mia sorella sia stato percepito non solo da tutte le commesse del negozio ma anche da tutto il quartiere.
Soddisfatta Tiziana era rimasto ancora dentro di lei per “rilassarla”. Fede sostiene che, e non ha tutti i torti, quando una donna viene necessiti di un massaggio supplementare in fica. e nel farlo ogni tanto usciva dalla fica ed entrava nella bocca di Angelica che poteva così assaporare il gusto dell’orgasmo di mia sorella.
Non bastava però il buon sapore alla zietta e così pretese ed ottenne di essere messa lei al centro dell’attenzione. Prima sistemò due sgabelli vicini e ci salì sopra con i due piedi a formare un arco di trionfo sotto il quale Federico e Tiziana avrebbero dovuto sistemarsi, e così fecero, per leccarle la fica, poi lasciata la sola Tiziana a continuare l’opera si fece scivolare sul cazzo eretto del nipote finche Federico, appoggiandola al muro per aiutarsi nello sforzo di sostenerla da terra, non cominciò tenendola con le mani sulle chiappe a chiavarla da in piedi. Mia sorella accovacciata sotto di loro, con una mano si sgrillettava con l’altra massaggiava i coglioni al mio uomo e con la lingua passava dalla fica all’ano di Angelica.
Quando venne sbrodolò sul mento di Tiziana una quantità di umori che, se non fosse stato per l’odore, mia sorella credette fosse stato Fede a venire. Quindi disse a Tiziana di insistere col lavoro di lingua al culo infilandoci dentro la lingua violentando lo sfintere anche aiutandosì con le dita.
Federico intanto continuava a pomparla in fica dando segni di essere sul punto di venire, capite le intenzioni di Angelica e intuito il momento di Fede, però , Tiziana decise di, sul più bello per Fede, premere forte nel condotto seminale, sotto lo scroto, sì da impedire, meccanicamente, l’eiaculazione.
Fede ebbe un orgasmo a secco. Non meno intenso e non meno appagante, ma gli rimase la voglia di scaricarsi i coglioni e Angelica ne approfitto per girarsi e mettersi nella posizione che prima aveva assunto Tiziana: appoggiata con le braccia sullo sgabello a 90°. Tiziana teneva bene aperte le chiappe e, visto il precedente lavoro di bocca e di dita, Federico cominciò a spingere senza ulteriori preamboli sul forellino bruno della zia. Ci volle un po’ a vincere la resistenza ma poi, già abituata da innumerevoli inculate, lo sfintere si allargò e accolse, caldo e accogliente, quel membro eretto che pareva essere creato per dimorare tra quelle carni.
Una volta raggiunto il fondo Fede fece per tre volte un lento su e giù. Poi finte queste tre lente botte, utili per abituare lo stretto anfratto, comincio a menare colpi duri senza pietà mentre mia sorella baciava davanti sulla bocca Angelica e le offriva le sue tette da leccare Federico si accasciava di tanto in tanto sulla schiena per poter prendere le enormi mammelle fra le mani; poi spinse la testa di Tiziana sulla fica della zia che continuava ad emettere umori copiosamente, e accelerando i colpi venne furiosamente , insieme alla zia , nel suo intestino.
Staccandosi da lei il suo ano rimase oscenamente dilatato e insieme a Tiziana lo raccolse con la lingua per offrirlo in un bacio conclusivo alla zia prediletta.

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