Che noia


“Che noia” mi lamento con le quattro pareti della stanza d’ospedale, ho 24 anni e sono stato ricoverato 4 giorni prima, per un’intossicazione alimentare, non era una cosa grave, infatti dopo i primi gironi di cure e alcuni lievi malori, oggi mi sento completamente guarito, ma il dottore vuole tenermi in osservazione per altri tre giorni.
La noia non mi abbandona mai un istante, in camera, da un paio di giorni ci sono solo io, e non si può dire che le infermerie siano molto loquaci e di grande compagnia.
Nelle mie fantasie erotiche c’è sempre stato il sogno d’essere ricoverato in una corsia d’ospedale da solo e potermela spassare con le infermiere che nei miei sogni sono sempre belle, disponibile e minimamente vestite. Ma purtroppo sogno non fu mai più di così lontano dalla realtà. Almeno fino a stasera.
È da poco passata la mezzanotte e io non ho proprio sonno, mi consolo guardando la tele, almeno quella me l’hanno riparata nel pomeriggio, cerco subito il canale giusto e lo trovo dopo pochi tentativi, una rete locale sta trasmettendo un filmatino porno, sono in astinenza forzata da ormai 4 giorni, e questo pomeriggio, i miei istinti si sono risvegliati alla vista di una interessante signora, che mi sembra si chiami Paolina,

Sei venuta nella mia camera a cercare un orologio perso da un mio precedente compagno di stanza. Le ricerche vanno per le lunghe, io ti aiuto, tra una cosa e l’altra cominciamo a parlare, mi dici di darti pure del tu e di chiamarti zia, come fanno tutti.
Mi dici che vieni spesso in ospedale come volontaria un paio di volte alla settimana per aiutare le infermiere, nelle piccole cose. Tu parli, ma io t’ascolto poco, non per, maleducazione, ma perché i miei cinque sensi sono completamente rapiti dalla tua avvenenza e dalla tua carica erotiche che sprizzi da ogni poro. Hai il doppio dei miei anni e me lo fai tirare come nessuna c’è mai riuscita, io ho un gran debole per le donne mature, nei miei anni da adolescente ho versato non so quanti litri di sborra pensando alle cosce o alle tette delle amiche di mia madre, e più volte ho sognato di scoparmi la mia zia quarantenne.
Comunque, queste sono solo divagazioni, sei vestita in modo assolutamente normale, ma riesci a portare quei semplici vestiti in un modo tale che non avrei potuto eccitarmi di più nemmeno se in camera fosse entrata Angelica Bella indossando solo un piccolo tanga. La gonna ti arriva poco sopra il ginocchio e lo spacco che hai sulle cosce non e’ più lungo di dieci centimetri. Ma quello che mia attira di più e’ la tua camicetta bianca. Non hai allacciato i primi quattro bottoni cosicché ogni volta che ti chini in avanti mi mostri il suo favoloso seno, grosso e desiderabile, ma la cosa che più mi attira è la tua bocca, due labbra carnose dipinte con un delicato rossetto viola acceso che chiedono solo di essere riempite dal mio grosso bastone.
Purtroppo ritrovi l’orologio e dopo avermi dato un bacio sulla guancia mi saluti ed esci dal stanza. Adesso sono qui in camera da solo con la mia nerchia in mano a guardare donne nude in televisione ripensando a quando ti sei chinata in avanti mostrandomi quel suo fantastico culo, che vorrei tanto penetrare.
Mi accorgo che la porta della camera è leggermente socchiusa, ma non ho proprio voglia di alzarmi a chiuderla, anche se mi sembra di vedere un’ombra che spia dal corridoio, pazienza, sarà qualche infermiera affamata di cazzo che si sta rifacendo gli occhi, e mentre sostituisco l’immagine dell’infermiera con la tua vengo con un ampio getto di sborra, il primo schizzo è talmente prepotente che cade sul pavimento.
Mi ripulisco e cerco di dormire, ma nonostante la mia sega non riesco a prendere sonno, cosi mi metto a leggere qualcosa, improvvisamente la porta si apre e come una visone mi appari davanti.
“Ciao Piero, non hai sonno?”
“Zia, ciao…no non riesco a dormire, sai non ho fatto niente oggi e non sono minimamente stanco”
“Già voi giovani siete sempre pieni di energie, anche se molto spesso le sprecate senza motivo”
Non riesco a capire a cosa alludi, comunque ti siedi sul bordo del letto e parliamo un po’.
“Ho finito il mio turno poco fa, così prima di andare a casa ho pensato di venirti a trovare”
“Sono molto contento davvero, mi piace parlare con te
“Oh si anche a me piace parlare, fra le altre cose”
Ti sfili la camicia e sotto indossi una canotta molto sbracciata, ora posso ammirarti ancora meglio le tue splendide mammelle, sono grosse, molto di più di quanto avevo immaginato, sarebbe fantastico farti una spagnoletta, ti accarezzi delicatamente una gamba… saranno autoreggenti le calza ce indossi?
La sola tua vicinanza mi fa eccitare e nonostante sia venuto poco prima mi ritrovo ancora il cazzo duro, per adesso l’erezione non è vistosissima, ma sta crescendo e ben presto anche tu non potrai fare a meno di notarla, non vedo l’ora che ciò accada, voglio vedere la tua reazione.
“Ti sei tolta il rossetto zia?”
“Si, prima di mangiare, non me lo sono rimesso perché l’ho dimenticato a casa. Ti piace?”
“Si era molto sensuale sulle tua labbra”
“Grazie, sei molto gentile, ma questi complimenti non li dovresti riservare per le tue amichette?”
“Ma tu non hai nulla da invidiare alle mie amichette, anzi dovrebbero essere loro a imparare da te su come essere dolci e provocanti allo steso tempo…”
“Sei molto caro” ti chini a baciarmi sulla fronte e distrattamente sfiori il mio membro da sopra le coperte con il braccio, non puoi non esserti accorta della mia erezione, anche perché indugi molto col tuo braccio, accarezzandomi con questo tutta l’asta, quasi mi stessi masturbando.
In quel momento penso che sei la donna più bella e porca del mondo e che tutti i cazzi del mondo dovrebbero conoscere la tua splendida fichetta.
“Passami la mia borsetta Piero”
Te l’allungo, tu l’apri e ne estrai un fazzoletto rosa, ti chini a terra e pulisci il
pavimento che io avevo sporcato poco prima.
“Sono questi gli sprechi d’energia di cui parlavo prima” dici riapparendomi davanti, dopo aver pulito la pozzanghera di sborra dal pavimento. Io sono rosso in viso, ma la mia erezione ora è cresciuta quasi completamente ed è visibile anche da sotto le lenzuola
“Cosa?”
“Se al mio posto entrava un’infermiera e la vedeva? Sai che casino avrebbe fatto?”
Non so cosa dire, sono i tuoi capezzoli duri che spingono contro la canotta che mi tirano fuori le parole dalla bocca
“Sai, ero eccitato, sono quatto giorni che no mi toccavo e poi pomeriggio mi hai fatto eccitare come non mai”
“Anche adesso vedo…”
Sposti le lenzuola e io mi abbasso i pantaloni del pigiama la tua mano subito si impossessa del mio bastone duro e voglioso, me lo scappelli con l’altra mano e poi delicatamente cominci a segarmi
“Brava…sei bravissima zia continua cosi”
“Lo vuoi fare davvero? Davvero vuoi che la tua zia ti smanetti la fava?”
“Si…prima stavo pensando a te quando sono venuto”
“Lo so…ti stavo spiando. Hai detto che stavo bene con le labbra dipinte, vorrei poterti accontentare, ma nn ho più il rossetto, anche se forse esiste un rimedio a questo…”
Ti sdrai far le mie game, mi afferri il cazzo e cominci a farti rotolare il mio glande sulle tue labbra, solleticandomi di tanto in tanto il filetto con la lingua, mentre con le mani mi massaggi dolcemente le palle
“…troooooiaaaa sei fantastica” riesco a godere solo queste parole, sono rapito dalla tua esperienza, poi comici a leccarmi l’asta in tutta la sua lunghezza, per poi aprire la bocca ingoiarmi il cazzo in un sol boccone, pompandomi con energia, senza mai smettere di muovere la lingua sul mio bastone, sento l’orgasmo montarmi dentro nuovamente, allungo le mani e te le metto sulla testa impedendoti di allontanarti, anche se tu non ne hai la minima intenzione, e muovendo il bacino comincio a chiavarti in bocca
“Vengo zia, ora bevi troia, adesso ti bevi tutta la mia sborra Paolinaaaaaa”
poche pompate dopo e ti vengo in gola con una serie incredibile di schizzi roveti urlando il tuo nome, tu bevi tutto e quando ho finito di gustarti tutto il mio piacere ti stacchi da me, dandomi le ultime leccate alla cappella ripulendola per bene
“Se stupenda zia, fantastica, nessuna mi aveva mai fatto godere come te…”
Io sono al settimo cielo, ma tu non parli, ti dai una veloce sistemata, tiri su il lenzuolo e esci in fretta dalla stanza, non riesco a capire, credevo che anche tu avessi voglia, e poi io ti voglio scopare, ma tu non sei più nel stanza. Dopo alcuni minuti ritorni, indossi un camice bianco da infermiera, hai il rossetto viola sulle labbra e un vistoso succhiotto sul collo che prima non avevi.
Ti avvicini seria al mio letto e dici
“Mi sono giunte voci, che dicono che in questa stanza si sia aperta una nuova filiale della banca del seme. Lei è un paziente non può permettersi di farsi succhiare il cazzo da qualunque troia entri da quella porta, soprattutto se poi si rifiuta di tenere un simile comportamento anche con le infermerie autorizzate”
“Ma guardi che si sbaglia, io sono ben disposto a concedere anche a lei lo stesso servizio…”
“Ah, be in questo caso cambia tutto”
Ti togli il camice e sotto sei completamente nuda, hai la passera depilata, che fa risaltare il gonfiore delle tue grandi labbra, vedo che lungo una coscia ti sta scendendo una goccia di piacere, allungo un dito, la catturo e me la porto al labbra
“Sei buonissima zia… credevo che non saresti più tornata”
“Non avrei mai potuto farlo, anche perché prima sei stato solo tu a godere, ora tocca a te dare un po’ di piacere alla zia non trovi?”
“Si, è giusto”
Ti stendi su di me, e mi dai finalmente un bacio sulle labbra, le nostre lingue si incontrano si intrecciano, in un lungo bacio infoiato mentre strofini la tua passera contro il mio cazzo moscio ma che sta riprendendo vigore molto in fetta. Io muovo le mani dappertutto esplorando centimetro dopo centimetro il tuo fantastico corpo.
“Hai trovato il rossetto?”
“Si, ce l’aveva un’infermeria uguale al mio, le ho spiegato a cosa mi serviva… lei è stata ben lieta di darmelo, ma ad una condizione… mi ha voluto fare un succhiotto”
“Ti voglio fottere”
Sorridi, ti alzi e ti risistemi sopra di me in una 69 da sogno, ora finalmente poso ammirarti la fica in tutto il suo splendore, è grande, e bagnata, comincio a giocare con la lingua con le tue grandi labbra facendotela scorrere sul solco, mentre con le mani ti palpeggio le natiche e tu ti preoccupi con la bocca di farmi far ritornare il cazzo qual fantastico manganello che avevi spompinato poco fa.
Muovo delicatamente la lingua sul tuo solco, tentando ogni tanto di penetrare sempre un po’ di più nel tuo buchino caldo e confortevole, facendoti mugolare ogni vota, poi mi soffermo a sfregarti febbrilmente il tuo bottoncino che ora s’è eretto come un piccolo cazzo e comincio a succhiartelo fino a portarti alle porte dell’orgasmo, mollandoti un attimo prima, riprendendo a leccarti lungo le grandi labbra.
Mi stai riempiendo di baci il cazzo, orami completamente eretto pregandomi di farti godere, mi lecco due dita e comincio a penetrarti con queste nella fica, dentro sei un lago bollente e quasi sborro al solo pensiero di esserti dentro col cazzo.
“Fammi godere Piero, fai godere la zia e poi scopatela, fottiti questa troia come hai sempre desiderato”
Continui a farmi roteare la lingua sulla cappella, sei stupenda mi stai facendo godere come un mandrillo, e mi sembra giusto ripagati. Mi riapproprio del tuo clitoride con la bocca e ricomincio a succhiare, a succhiare e succhiare finché non vieni come una cascata di dolce miele direttamente nella mia bocca Urli tutto il tuo piacere mentre un brivido ti corre lungo la spina dorsale facendoti contrarre tutta e poi rilassarti subito dopo, inerme sul mio copro
Io non ti do pace, e dopo averti leccata tutta ti riprendo a stantuffare in fica con tre dita
“Ti piace? Ti piace zia? Sei la zia più puttana che abbia mai conosciuto, e adesso ti voglio chiavare”
“Si anch’io voglio essere sfondata dal tuo bastone, fottimi Piero, fottiti la tua
zietta”
Ti faccio girare, ora sei stesa sul letto e io ti sono sopra, hai le braccia piegate dietro la testa, io mi avvento sulle tue tette enormi e comincio a leccartele, a succhiarti i capezzoli, salto dalla zinna destra alla sinistra, per poi tornare alla destra, immergo la faccia nel solco fra le due poppe e lecco anche li, mentre tu godi e mi preghi di fotterti.
Anch’io non vedo l’ora di mettertelo dentro ma voglio prolungare il più possibile questi attimi di estasi, per rendere la nostra chiavata la scopata più memorabile delle nostre vite.
Mi afferro il cazzo in mano e te lo comincio a passare su tutto il corpo, te lo sfrego in mezzo ai capelli, scendo fino a fartelo scivolare sugli occhi, sul naso, sopra alle labbra, dove tu prontamente tiri fuori la lingua e mi lecchi l’asta mentre scorre, quando me ne sto per andare apri la bocca e io non poso rifiutare un simile invito, ti sono dentro mi lecchi avidamente, scappo dalla tua bocca, ti passo il glande sul collo, sulle tette e lo sfrego sui capezzoli duri, stai formando una pozzo di piacere sulle mie lenzuola, domattina sarà dura giustificarla alle infermiere, ma adesso non me ne può fregare di meno, poi inevitabilmente la mia asta viene ingoiata dal solco tra le tue mammelle, tu mi aiuti a stringerle contro il mio cazzo e comincio a chiavarti in quel modo che per tutto il pomeriggio ho desiderato prenderti. Con le mani libere, ti sgrilletto e ti friziono i capezzoli duri come chiodi, non vorrei mai andarmene, ma so che se indugio ancora troppo con quel movimento vengo e non è il mio scopo. Non ancora almeno. Continuo il mio giro, arrivo a giocare con la punta del cazzo col tuo ombelico, e tu mi preghi di scendere un po’ più giù, arrivo al clitoride lo sfrego mettendo a confronto i nostri cazzi, continuo a scendere e arrivo finalmente a giocare con le grandi labbra della tua passera,
“Non credi che anche alle tue grandi labbra starebbero bene col rossetto?”
“Si, prova a mettercelo”
Ti muovo la mia cappella lungo il solco, facendo finta di penetrarti ogni volta che passo sul tuo buco, i tuo umori mi stanno bagnando tutta l’asta, ti sto quasi per entrare dentro, quando mi ricordo di una scena vista in un film porno, che non ho mai avuto l’occasione di provare.
Ho quasi infilato tutta la punta del bastone nella tua vagina, ma la ritiro bruscamente facendoti strisciare il cazzo sulle gambe
“Nooo eri dentro, dove vai, scopami Piero, scopati la mamma”
“Anch’io ti voglio Zia, ma prima voglio fare una cosa…”
Ti sto facendo il solletico ai piedi col cazzo, tu ridi anche se sei piena di piacere, ti prendo i piedi e te li porto alla base della mia asta
“Fammi una sega coi piedi Zia”
Cominci a muoverti, non so se per te questa sia la prima volta, ma sei davvero brava, non credevo mi avresti procurato cosi tanto piacere.
“Brava, sei brava zia, ohh così, così rallenta più piano, non farmi venire, ti devo scopare adesso”
Rallenti il ritmo e finalmente sono pronto per chiavarti. Ti faccio girare ala pecorina, e mi metto dietro di te, ti lecco la fica lungo la tua fessura bagnata, mi cospargo la mano dei tuoi umori e mi ungo il bastone per una più facile penetrazione, mi avvicino a te, punto il glande sulla tua apertura e tu sei talmente vogliosa di cazzo che muovi il bacino verso di me cercando di impalarti da sola. Con un movimento deciso ma delicato ti sono dentro. Sei caldissima, sembri un forno, i tuoi muscoli si contraggono sulla mia asta, comincio a muovermi dentro di te, prima lentamente, poi con un ritmo sempre più sostenuto, che cresce con l’aumentare dei tuoi profondi gemiti.
“Ti sono dentro zia sei stupenda, hai la fica bollente mi ecciti”
“Ahh Piero, com’è grossa la tua mazza, fammi godere, fai godere la tua mammina dai”
“Ahh si vorrei davvero che tu fossi mia madre, cosi ti potrei avere tutti i giorni.
Forza troia godi, godi cosa spetti?”
Detto fatto, mordi il cuscino per soffocare l’urlo che annuncia il tuo orgasmo e i tuoi succhi mi corrono lungo il cazzo. Ora che hai goduto, posso rallentare un po’ il ritmo, per non venire troppo presto anch’io. Ti comincio a penetrare più lentamente, faccio scivolare il mio bastone quasi completamente fuori dalla tua fichetta, per poi riaffondarti dentro con un colpo di reni che ti procura sempre una fitta di piacere.
Sempre senza uscirti ti faccio girare, sei stesa con la schiena sul letto e comincio a prenderti guardandoti in faccia, le tue tette ballano sul tuo petto, quel movimento mi eccita ancor di più e ti riprendo a fottere con un ritmo più forte. Ti comincia a pastrugnare le mammelle, io ti aiuto, strizzandoti i capezzoli. Godi ancora, esco dalla tua fica, anche perché sono quasi arrivato al limite dell’orgasmo voglio aspettare a venire, voglio regalarti la mia sborrata più lunga e potente. Mi inginocchio fra le tue cosce comincio a leccarti la sborra che ti esce dalla passera disegnando piccoli rivoli di piacere sull’interno delle tue cosce.
“Sei buona zia”
“Anche a me, fammi assaggiare anche a me la mia sborra Piero.”
Ti accontento ti avvicino alla bocca la mia asta, e solo con la lingua la lecchi e la ingoi senza fatica. Mentre mi lavori con la bocca entrambi abbiamo le mani che gareggiano per dar piacere alla tua clitoride gonfia e retta come un piccolo cazzo.
Mi sottraggo bruscamente ai colpi del tua lingua
“Basta zia, se no mi fai venire, e io ti voglio scopare ancora, non ho ancora
assaporato abbastanza la tua passera”
“Si fottimi, Piero impalati questa troia”
Ti faccio alzare le gambe, tu te le stringi al petto con l’aiuto delle braccia, e in un sol istante sono dentro la tua fica aperta a stantuffarti con la foga di un toro da monta
“Ti sfondo, ti sfondo la fica troia.”
“Si aprimi Piero, sfonda ancor di più la fica della zia”
Ti giri sdraiandoti su un fianco, mi metto la tua gambe sulla spalla continuando a fotterti, non mi do più tregua, non mi sottrarrò più all’orgasmo, le mi palle piene di sborra colpiscono il tuo bacino ad ogni affondo,
“Più forte, scopami più forte”
“Sei una troia zia, sei la mia troia mamma”
“In gola Piero, fammelo arrivare fino in gola il tuo cazzone”
I muscoli della tua vagina si contraggono ancora, la tua schiena e preda dell’ennesimo brivido della serata, ti irrigidisci tutta e poi svuoti su di me un’altra ondata dei succhi del tuo orgasmo, sono arrivato anch’io al limite, estraggo il mio cazzo dolorante per la prolungata erezione dalla tua fica grondante di sborra e masturbandomi con forza ti vengo su tutto il corpo indirizzando i mie schizzi sulla pancia, sulle tette, sul viso e sulle grandi labbra.
Ti spalmi la su tutto il corpo, pulendoti le dita succhiandotele, io ti aiuto facendo lo stesso col mio bastone, per poi fartelo ripulire una volta finita la mia operazione di spalmaggio.
Mi stendo al tuo fianco e ci baciamo, nonostante questa chiavata sia stata estenuante dopo poco meno di mezz’ora riesci a farmelo tornare duro con una nuova spagnoletta, riprendiamo a chiavare. Andiamo avanti cosi tutta la notte fino a mattina. Quando torni a casa nuda indossando solo il camice bianco, perché qualcuno, probabilmente qualche paziente, o dottore, troppo arrapato, si era sfogato sui tuoi vestiti riempiendoteli di sborra e piscia.
Questo ovviamente non ti ha impedito di venirmi a trovare tutte le altre sere in sui sono stato ricoverato, scambiandoci reciprocamente fantastici favori sessuali.

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