Il mio padrone


racconto eroticoEra una calda giornata d’agosto; come sempre il mio cavallo, seguiva quello del mio padrone a rispettiva distanza. Se.. proprio Padrone; mi aveva comprata al mercato degli schiavi all’età di 8 anni, e gli ero sempre stata molto grata di ciò.. .considerata la mia incredibile bruttezza: sono infatti una donna orientale.
Quel giorno, nonostante fosse abbastanza insolito, il mio padrone decise di accamparsi sin dal pomeriggio, evidentemente per lui il caldo era insopportabile.. .e forse lo era anche per me.
Trovò un posto abbastanza isolato fra le rocce e si distese su alcune pietre come se fossero state il suo letto.
Io come di consueto mi rannicchiai ai suoi piedi, ma avevo molta sete e cose portai la mia borraccia alla labbra.. labbra carnose e color porpora che a me sinceramente non piacevano.. .. ma che a .. .. non feci in tempo a prendere un solo sorso che lui subito mi disse :
“Non esagerare con l’acqua .. ne abbiamo poca e il posto è abbastanza deserto”.. .io mi girai a guardarlo.. .e subito ebbi un idea che di sicuro avrebbe aiutato a far passare il tempo ad entrambi.
Tolsi la borraccia da bocca senza aver ancora bevuto nulla, poi mi alzai e mi voltai verso di lui.
Apre i primi lacci della mia corazza di pelle, e inizia ad avvicinarmi di più alla sua persona..
IL padrone cape subito le mie intenzioni, e mi fece un segno d’assenso col capo.
A quel punto io mi misi sopra di lui e gli slacciai i calzoni.. .. fino a che non usce il suo sesso, gir eccitato e inturgidito.
Allora con la mano destra cominciai delicatamente a muovergli la pelle; dopo un po’ notai che ancora non sentivo i sospiri di piacere del mio padrone, allora cominciai a muovere le mie mani più in fretta.. sempre più in fretta.. .fino a sentire il suo respiro farsi sempre più pesante.. .. fino a che le parti fra schiava e padrone non si fossero invertite.. fino a che lui non divenisse in balia del mio piacere!
Poi lo scoperchiai.. e iniziai a leccare la sua cappella con movimenti circolari .. .senza affondare la bocca fino in fondo.. .. gli stuzzicai anche il fighetto affondandoci la lingua finché potei.. .poi lui non resistette più, voleva che il suo sesso entrasse nella mia bocca fino in fondo. Con le sue larghe mani mi prese la testa e la fece affondare finché quasi non mi sentii soffocare.. . poi la lasciò.. ma io continuai .. su e giu.. su e giu.. .. ad ogni discesa cercavo di prenderne in bocca più che potevo.. .in modo da soddisfare al meglio il mio padrone.
Improvvisamente lui mi stacco dal suo sesso, si alzò in piedi , mi mise in ginocchio ordinandomi: “ed ora bevi tutto! Avevi sete no?”, io consapevole di essere di nuovo la dominata e non più la dominatrice, senza proferire parola chiusi i miei lunghi occhi a mandorla e apre la bocca.
Lo sentii mentre menava il suo sesso, lo scricchiolare della sua pelle mentre si strofinava sulla sua mano.. aspettavo che mi inondasse col suo seme.. .ormai non potevo più resistere a quell’attesa, ma tenetti gli occhi chiusi e cominciai a muovere freneticamente la lingua aspettando il sapore salato. Finalmente ciò che tanto desideravo mi inondò il volto.. io aprii gli occhi per vedere meglio quello spruzzo che mi stava quasi soffocando.. .il mio signore oggi stava venendo molto. Le mie palpebre cominciarono a bruciare, ma io le tenetti aperte e comincia a leccare il suo sesso in cerca dei rimasugli di quel piacevole sapore.
Poi il mio padrone mi afferrò per un braccio e mi tirò in piedi, cominciò a baciare i miei seni.. fino a che con la lingua non arrivò ai miei capezzoli, allora iniziò a slinguazzarli come un cane che beve l’acqua dalla sua ciotola.. .mi investe un brivido e senti che dalla mia vagina stavano uscendo caldi liquidi.
Il mio padrone poi con un veloce movimento mi tirò giù i pantaloni, e il mio sesso rimase le nudo davanti ai suoi occhi tutto grondante.. .la sua reazione a quello spettacolo furono queste parole: “che porca.. scommetto che le sotto abbiamo molto voglia del membro del tuo padrone”, io non risposi, e mi misi seduta per terra a gambe larghe aspettando .. .. .
Lui allora si mise di fianco a me e fece entrare un dito dentro la mia vagina.. .io cominciai ad ansimare.. .. ma quel dito era troppo piccolo per soddisfare i miei desideri.. .il padrone se ne accorse ma sembrò non curarsene affatto.
Allora io con voce supplicante e titubante chiesi: “ti prego mio padroneeeee qualcosa di più grossooo”.. lui allora aggiunse un altro dito .ma per le mie profondità non era ancora abbastanza .. allora gli richiesi: “mio signore la prego qualcosa di più profondoooooo”.
Allora lui mise dentro il terzo dito , ma nemmeno questo sembrava soddisfarmi.. io non dissi parola.. temendo una sua brusca reazione.. ma lui si accorse del mio scontento.
Allora sfoderò la sua spada.. .io impaurita cercai di ritrarmi.. .voleva forse uccidermi?
Ma con le sue 3 dita mi si arpionò dentro e mi impedì la fuga, poi :
“Non volevi qualcosa di più grosso e profondo delle mie dita?” E cose dicendo girò la spada e ne mostrò l’impugnatura: larga, lunga e tutta ondulata..
Io allora un po’ spaventata da quelle dimensioni non ebbi la forza di rispondergli, ma timidamente allargai ancora un po’ le gambe.
Lui allora senza esitare ancora, con un grosso colpo me lo ficco tutto dentro, all’inizio provai un grande dolore, ma poi i caldi liquidi che scaturirono dalla mia vagina tutta eccitata lo fecero scivolare meglio, e io iniziai a provare un grande piacere.. .senti brividi per tutto il corpo ed a ogni colpo emettevo grida di piacere.. .tuttavia ancora non ero nemmeno vicino al punto di venire.. ..
“Sei proprio una porca! Ma io so come sistemarti!”
Il mio padrone allora, che conosceva bene quanto fosse grande la mia voglia, fece uscire la spada dalla mia vagina e mi rivoltò e mi mise nella posizione simile a quella che assumono le capre.. .ma non appoggiò la spada per terra.. .a quel punto io ebbi davvero paura.
La mia vagina era larga e profonda.. ma il mio culo no.. .cercai di scappare via, ma il mio padrone fu più veloce di me e legò la mia caviglia alla sua con un lungo laccio.
Io cercai di dimenarmi ugualmente.. .ma non ci riuscii.
“Ti prego mio padrone, non farmi del male! Ho paura”
Lui allora rispose: “zitta! e smettila di dimenarti! Vedrai che ti piace”.
Allora ormai rassegnata, aspettai solo che il mio padrone mi inculasse con quel grosso coso, sentii qualcosa avvicinarsi e il buco cominciò a pulsare eccitato e voglioso; ma erano solo le dita del mio signore che lo cospargevano di qualcosa di viscido .. dallo strano odore.. .un qualche unguento.. .mi sentii quasi del tutto sollevata quando sentii che l’enorme manico stava iniziando a penetrarmi.. .il mio padrone fu molto premuroso con me e lo spinse lentamente; questo almeno finché non arrivò fino in fondo.. .poi inizio a pomparmelo dentro sempre più velocemente.. .il mio buco ormai era dilatato e non sentivo più dolore.. ma solo un grande godimento.. la mia vagina era tutto un fremito.. forse un po’ gelosa del culo.
Non ne potevo quasi più dal godimento, e non riuscivo più a mantenermi nella mia capresca posizione, le gambe tremavano e iniziavo a sudare sotto quel sole cose cocente (il che non era cosa buona data la scarsità di acqua).. cose caddi a pancia in giu.. ..
il mio signore non se ne curò e continuò a spingermelo dentro anche da quella posizione.. .poi mi giro verso di lui.. per vedere le smorfie di godimento sul mio volto.. sempre continuando a spingere.. .a volte veloce.. .a volte piano.. a volte affondandolo tutto a volte mettendomene dentro solo la metà.
Io non potei fare a meno di notare che il suo sesso era di nuovo eretto e inturgidito.. .allora mentre ancora mi sbatteva il manico nel culo, e presa da grande voglia, cominciai ad allargare le gambe più che potei.. invitandolo ad entrare.. .
Lui questa volta senza dire parola, smise di muovere nel mio culo, ma lasciò il manico dentro.. .e si chinò su di me.
Io ero ormai bagnatissima e il suo sesso entrò in me con grande facilità. Ora mi sentivo tutta piena, forti sensazioni pervadevano il mio corpo e l’eccitamento accresceva, comincia a muovermi ritmicamente insieme al mio padrone.. fino poi ad esortarlo ad andare più veloce in modo che soddisfacesse le mie voglie.. il suo membro scivolava facilmente dentro e fuori il mio profondo buco.. e ad ogni spinta sentivo anche l’irresistibile impulso di spingere.. .finché la spada non uscì dal mio sedere. Io non me ne curai e nemmeno il mio padrone, eravamo ormai troppo eccitati per curarcene e troppo presi dal nostro atto.. .io volevo che sbattesse più forte e più veloce e i movimenti del mio bacino lo invitavano a fare ciò. Ormai lui era di nuovo schiavo delle mie cosce e a forza di sbattermi sempre più veloce venne.. Racconto erotico donna
Lo sentivo ansimare sopra il mio corpo .. .. e sentivo il suo cazzo che con gli spruzzi inondava la mia vagina.. .caldi spruzzi.. che mi facevano sentire piena.. .appagata.. .
Poi uscì e mi abbracciò per alcuni istanti.. . poi si scostò da me si girò dall’altra parte e mi disse: “Buona notte domani ci aspetta un lungo viaggio”.
Io guardai il cielo.. il sole era ancora alto.. .ma non me ne curai.. . mi slacciai il laccio alla caviglia, mi riveste e subito dopo lo riallacciai .. poi.. mi misi a dormire raggomitolata ai suoi piedi , aspettando il giorno seguente.

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