Finestra


Era una calda mattina estiva e non avendo cose particolari da fare mi ero messa alla finestra a guardare fuori. Facendo caldo avevo indossato solo un leggero grembiule rosso che copriva la biancheria intima composta da un minuscolo slip ed un normale reggiseno.
In quel periodo avevo invitato a trascorrere qualche giorno da me, un vecchio amico di nome Sandro, che conoscevo da anni e che quando poteva si fermava volentieri.
Lui si era messo sul divano a leggere il giornale come sempre mentre io alla finestra (sto al secondo piano) avevo iniziato a parlare con una conoscente del più e del meno.
Mentre stavo tranquillamente discorrendo ho sentito un leggero movimento che, in un primo momento non ci ho assolutamente badato, ma poi con una certa sorpresa mista a stupore, sento che Sandro sta lentamente scostando la parte inferiore del grembiule per potermi guardare le gambe. Più incuriosita che infastidita lo lascio fare per vedere fino a che punto vuole arrivare e per provocarlo inarco il bacino e divarico ancora di più le gambe in modo che possa osservarmi meglio.
A quel punto comincio a sentire una leggerissima pressione sul pube; con le dita Sandro sfiorava delicatamente il tessuto degli slip e la cosa cominciava a diventare veramente eccitante. Intanto dovevo seguire la conversazione con la persona sotto la finestra ma ero continuamente distratta dalle manovre che succedevano sotto le mie gonne.
La pressione si fece più pressante e i miei slip erano orami tutti bagnati. Quando Sandro si rese conto di ciò con un movimento rapidissimo mi tolse gli slip e rimasi nuda con le gambe allargate e ormai al colmo dell’eccitazione.
Sapevo che mi stava guardando e non riuscendo a contenermi portai una mano sul mio sesso e cominciai a masturbarmi. Per un po’ mi lasciò fare ma poi mi fermò la mano e sentii la sua bocca che cominciava a mordicchiarmi le natiche:
Ora era lui che mi masturbava mentre con la bocca si avvicinava sempre di più al centro delle mie natiche. Sentii la sua lingua entrarmi dietro e trattenni a stento un gemito. Con un dito mi sfiorava il clitoride mentre con la lingua esplorava in lungo e in largo la mia fessura. Ero talmente eccitata che i miei umori mi colavano lungo le gambe.
Dopo avermi lungamente leccata dietro, sempre con la bocca che non si staccava dalla mia pelle cominciò a slinguarmi il sesso. Lo allargò con le dita e poi prese a succhiarmi le piccole e grandi labbra. Si inzuppò le dita dei miei umori e mi infilò un dito dietro. Con la lingua passava e ripassava sulle piccole e grandi labbra ormai gonfie e turgide fino a quando si soffermò sul punto più delicato; a quel punto prese a succhiarmi il clitoride. Io ormai non capivo più cosa diceva la mia conoscente, sentivo solo la sua bocca che mi succhiava e le sue dita che mi entravano dietro.
Per fortuna la conoscente se ne andò cose potei concentrarmi sulle sensazioni che provavo.
Allargai più che potei le gambe in modo che la bocca di Sandro riuscisse a succhiarmi nel migliore dei modi, e poi iniziai a contrarre tutti i muscoli del bacino per aumentare il piacere. Ora Sandro alternava la lingua con il dito ma a quanto pareva gli piaceva in particolar modo leccarmi dietro e cose fece. Mentre con il dito continuava a toccarmi il clitoride mi infilò nuovamente la lingua dietro ed a quel punto non capii più nulla e venni, contraendo tutti i muscoli.
Mentre venivo Sandro continuava a leccarmi e a mordicchiarmi le natiche. Rimasi qualche minuto alla finestra per riprendere aria, dopo di che mi voltai e vidi che Sandro si era abbassato sia i pantaloni che gli slip. Il cazzo era duro e teso. Mi inginocchiai per guardarlo meglio. Non aveva un cazzo lungo però era bello grosso e diritto e avevo voglio di prenderglielo in bocca. “Adesso ti guido io” disse lui
“Prima voglio che gli parli, dimmi che ho un bel cazzo e che me lo vuoi succhiare”
“Oh si” dissi io “hai proprio un bel cazzo” e intanto glielo prendevo in mano.
Lo presi alla base e cominciai a stringerglielo. Sentii che diventava ancora più duro.
“Ora prendilo in bocca, ma solo la punta, stai ferma e succhialo come se fosse un ghiacciolo”. Aveva un buon sapore e cominciai la lavorarlo di lingua. Stavo immobile con la punta del suo cazzo in bocca e facevo ruotare continuamente la lingua e intanto con la mano cominciai a masturbarmi nuovamente.
“Ora leccalo come se fosse un gelato”. Gli leccai la punta, poi mi fermai all’attaccatura del frenulo, poi scesi ancora di più fino a leccargli le palle poi risalii e scesi nuovamente tenendo la bocca appiccicata al suo cazzo. Dai gemiti capivo che la cosa gli piaceva moltissimo.
Ad un certo punto mi fermò e mi disse di togliermi il grembiule perché voleva vedermi. Me lo tolsi, allargai le gambe davanti a lui in modo da fargli vedere la figa completamente aperta. Mi disse di girarmi e di piegarmi perché voleva guardarmi dietro. E poi mi disse
“Dimmi che vuoi essere leccata, che ti lecchi il culo, che ti infili la lingua nel buco del culo”.
Non me lo feci dire due volte e lo invitai a farlo
“Si leccami, fammi sentire la tua lingua nel culo”.
Mi allargò le natiche e iniziò a leccarmi tutto intorno al mio buchetto .
“Ti prego, leccami, infilami la lingua” ormai gridavo dal piacere. Intanto non resistevo e dovevo assolutamente toccarmi la figa. Non sapevo che gli piaceva questo genere di perversione ma sentire la sua lingua che mi entrava nel culo mi procurava i brividi.
Ad un certo punto lo fermai e gli dissi di sedersi sul divano. Volevo essere io a condurre il gioco, ora. Mi misi a cavalcioni sopra di lui. Il suo cazzo era terribilmente duro. Scesi lentamente fino a quando sentii solo la punta che entrava e poi rimasi ferma mentre lui mugolava dal piacere. Adesso ero io che gli dicevo
“Dimmi che ti piace la mia figa” volevo essere volgare
“Si, si” rispondeva lui “la tua figa mi fa impazzire”.
Intanto mi sollevavo e scendevo sempre prendendo solo la punta del suo cazzo.
Volevo che mi implorasse.
Le sue mani mi frugavano dietro e poi mi toccavano i seni. Gli misi una mano dietro la testa, gliela rovesciai e gli infilai la mia lingua nella sua bocca e nel contempo mi sedetti completamente sul suo cazzo. Anziché muovermi rimasi ferma e iniziai a stringere i muscoli delle cosce in modo da stringere il più possibile il suo cazzo che io sentivo incredibilmente duro.
Lui per tutta risposta mi infilò un dito nel culo e mi disse, anzi mi pregò di muovermi. Feci dondolare il bacino e poi iniziai a muovermi ritmicamente su e già, sempre lentamente però. Sapevo che non poteva resistere molto ma continuai il gioco.
A volte mi fermavo, mi sollevavo completamente e gli guardava il suo cazzo tutto impregnato e lucido dai miei umori, poi ricominciavo e scendevo fino a sentirmelo completamente dentro; a volte invece mi fermavo e muovevo solo il bacino contraendo le cosce in modo da stringerglielo e sentire che gli diventava sempre più duro.
Quando mi resi conto che non avrebbe resistito ancora molto cominciai ad aumentare il ritmo sempre più velocemente; Sandro accompagnava i miei movimenti tenendo le sue mani sui miei fianchi mentre io cercavo continuamente la sua bocca.
Sentii che stava per venire perché anche lui seguiva in modo sempre più sfrenato i miei movimenti e spingeva per quanto poteva il suo bacino contro il mio. Venne con un lungo gemito, sentii tutte le sue contrazioni mentre io stringevo ogni volta le cosce e fiotti caldi mi invasero il basso ventre.
Rimanemmo per diverso tempo abbracciati sul divano fino a quando i nostri respiri non ripresero a essere regolari, poi mi staccai e lo baciai sulla bocca.
Tornai alla finestra senza dire una parola mentre Sandro riprese la lettura del
giornale.
Da quel giorno invitai altre volte Sandro e trovai sempre il modo di ripetere in modo diverso quello che mi era capitato.

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