Giochi erotici


Giochi eroticiHo sempre pensato che tirare su i figli fosse complicato, ma mai mi sarei aspettata di fare scoperte così sconvolgenti sulla natura umana.
Andrea ha 18 anni, poco socievole ha di fatto pochissimi amici tutti maschi, che io sappia non ha amicizie femminili e la cosa da un po’ di tempo mi preoccupa.
Così ultimamente ho deciso di seguirlo più da vicino.
Ho provato a parlargli ma lui svicola, fa il vago.
Così quando l’altro giorno si è chiuso in camera sua a studiare con Gianni, ho deciso di spiarli per cercare di sentire cosa si dicevano e per cercare di capire qualcosa.
Sono sempre stata molto aperta e molto comprensiva, anche in materia di sesso, ho cercato d’essere più comprensiva possibile e mai mi sarei immaginata di arrivare a spiare mio figlio ma, visto come stavano le cose, non mi restava che origliare dietro la porta.
Così ogni volta che passavo davanti la camera di mio figlio accostavo l’orecchio per sentire cosa si dicevano.
Per un po’ hanno chiacchierato del più e del meno poi si sono ammutoliti e non li ho più sentiti.
Incuriosita ho iniziato a spiarli dalla serratura.
Stavano sfogliando delle riviste, sicuramente pornografiche visto che tutt’e due avevano i pantaloni sbottonati e l’uccello in mano.
Ad un certo punto Gianni ha cominciato a fare commenti sulle foto della sua rivista e Andrea si è avvicinato, hanno iniziato a scherzare ed erano sempre più eccitati.
Il linguaggio era sempre più pesante ma non mi preoccupai più di tanto, rimasi sbalordita invece quando Gianni propose ad Andrea di metterglielo nel culo e soprattutto quando Andrea, dopo averci pensato un attimo, acconsentì.
Stavo pensando di fare qualcosa, trovare una scusa per interromperli ma ero pietrificata.
Andrea intanto si era tolto i pantaloni e appoggiando i gomiti sulla scrivania si era chinato verso Gianni offrendogli il culo.
Gianni dopo essersi inumidito un dito con la saliva ed aver lubrificato il buchetto ad Andrea gli si buttò sopra e iniziò a spingere.
Evidentemente la cosa piacque ad entrambi perché dopo un po’ vennero, vedevo chiaramente il viso contratto dall’orgasmo di Gianni e gli schizzi di Andrea sul pavimento.
Mi allontanai sconvolta, non sapevo cosa pensare di quanto accaduto.
Cercavo di razionalizzare ma ero tutta sottosopra.
Mi chiusi in camera mia e mi buttai sul letto e fu allora che mi resi conto, e fu la cosa che mi sconvolse di più, che al di là di tutto quella scena mi aveva eccitato tanto che passandomi la mano in mezzo alle gambe mi sentii bagnata come non mi capitava da tempo.
Non riuscii ha fare a meno di masturbarmi e soprattutto ebbi un orgasmo travolgente.
Il giorno dopo mi recai a scuola e chiesi di parlare con la psicologa.
Gli spiegai, senza scendere troppo in particolari, delle mie apprensioni sulla possibile omosessualità di mio figlio, naturalmente senza accennare alle mie reazioni.
Lei mi tranquillizzò, mi spiegò come già sapevo che a quell’età erano esperienze che molti ragazzi facevano, che non era il caso di preoccuparsi.
Mi disse anche di favorire il rapporto con le donne, visto che probabilmente questi comportamenti erano dovuti ad un’astinenza forzata.
Tranquillizzata sotto quest’aspetto, cominciai ad interrogarmi sulle mie reazioni a quella scena.
Ne ero stata profondamente eccitata, e su questo non c’era ombra di dubbio, mi ero sempre considerata una donna normale ma non avrei mai immaginato che mi ero eccitata a vedere due ragazzi che si inculavano con tanta naturalezza.
Ecco forse proprio quella naturalezza, quel fare sesso così senza scrupoli, come selvaggi, era la cosa che mi aveva eccitato di più.
Arrivata a casa andai in camera di mio figlio e iniziai a cercare fra le sue cose, in fondo all’armadio trovai un bel pacco di riviste pornografiche, mi misi a sfogliarle; erano davvero esplicite, c’era tutto il campionario degli accoppiamenti possibili; fra uomini e donne, fra donne, fra uomini, c’erano negri con uccelli enormi, travestiti dall’aspetto femminile ma con cazzi che non avevano niente da invidiare ai maschi più dotati.
Era un universo di selvaggia libidine dove tutto era possibile e naturale.
Capivo come dei ragazzi ne potessero esserne affascinati visto che affascinava anche me.
Alcuni giorni dopo Gianni tornò a “studiare” da Andrea e si rinchiusero in camera.
Anche questa volta andai a spiarli con la segreta speranza di assistere nuovamente ai loro giochi.
Dopo un po’ Gianni tirò fuori alcune riviste dal suo zaino e iniziarono a sfogliarle.
Andrea fu il primo a sbottonarsi i pantaloni e prenderselo in mano seguito da Gianni, erano già eccitati.
Si scambiavano apprezzamenti sulle immagini delle riviste e sulle loro erezioni, poi Gianni chiese ad Andrea se era mai riuscito a succhiarsi l’uccello da solo. Andrea rise e gli rispose che ci aveva provato più volte ma che non c’era mai riuscito, così gli propose di succhiarselo a vicenda. Iniziò Gianni che mandò Andrea in visibilio, poi fu Andrea a prenderglielo in bocca.
La mia figa si stava liquefacendo, avevo le mani dentro le mutande e sentivo il clitoride eretto come i loro cazzi.
Questa volta fu Gianni che ridendo appoggiò i gomiti sulla scrivania e offrì il culo ad Andrea che senza esitazioni si avvicinò e lo sodomizzò.
Venni insieme a loro godendo in preda ad una libidine travolgente.
Nei giorni successivi mi sentivo invasa da una diffusa sovra eccitazione, iniziai a girare per casa con un abbigliamento molto disinvolto, giustificato dalla temperatura estiva.
In pratica indossavo una sformata canottiera che mi arrivava a metà coscia e gli slip.
Notai più volte gli sguardi di mio figlio dapprima sorpresi poi sempre più curiosi.
Si coglieva nell’aria un clima di diffusa eccitazione sessuale.
Le visite di Gianni, con l’estate, si erano spostate alla sera e io con la scusa che andavo a dormire presto li lasciavo soli affinché si sentissero più liberi, anche se trovavo il modo di spiarli appena possibile.
Una sera li sentii trafficare in salotto, scesi senza farmi sentire e li trovai davanti al videoregistratore a vedere una cassetta pornografica.
Erano nudi, eccitatissimi, con l’uccello dritto. Gianni si inginocchiò e iniziò a succhiare l’uccello di Andrea. In preda ad una libidine incontrollabile mi spogliai ed entrai in salotto.
Quando Andrea mi vide cercò di spostare Gianni che si girò vedendomi, stavano per farfugliare qualcosa quando realizzarono che anch’io ero nuda.
<<Posso giocare con voi?>> chiesi con un filo di voce.
Gianni afferrò al volo la situazione e guardando mio figlio rispose <<Sicuramente. Ci farebbe molto felici>>.
Mi avvicinai a loro e cominciai ad accarezzarli, la loro incredulità lasciò il posto alla sorpresa.
Mi abbassai ed iniziai a succhiare i loro cazzi, poi mi sedetti sul divano con le gambe spalancate, Andrea fu il primo ad immergersi con la bocca nella mia figa bollente mentre Gianni mi strizzava le tette, intanto il film in tv continuava a trasmettere scene di sesso sfrenato.
Feci stendere Gianni sul pavimento e gli montai sopra infilandomi il suo uccello nella figa, Andrea era inginocchiato vicino a me, mi avvicinai al suo orecchio e gli sussurrai <<Mettimelo nel culo, sa come si fa vero?>> Annuì con la testa.
Sentii le sue mani artigliare i miei fianchi poi il suo uccello cominciò a spingere nel mio buchetto abbondantemente lubrificato dai miei umori e scivolò dentro le mie viscere.
Mi sentivo un animale in preda ad un desiderio selvaggio, i loro cazzi mi dilatavano la carne, sentivo i morsi di Andrea sul mio collo.
Gianni fu il primo a venire, sentì i fiotti del suo sperma allagarmi la figa ma fu quando sentii lo sperma di mio figlio riempirmi il ventre che mi abbondanti ad un orgasmo senza freni.
Ci accasciammo distrutti, sentivo i loro cazzi uscire dalla mia carne e il loro sperma confuso con i miei umori colarmi fra le gambe.
Appena fui in grado di connettere mi alzai e tornai in camera mia.
La mattina dopo appena sveglia mi infilai una maglietta e andai in camera di Andrea, si era appena svegliato, entrai e mi sedetti sul letto.
Nei suoi occhi leggevo ancora la confusione e la meraviglia per quanto successo la sera precedente.Giochi erotici
<<Come sta il mio bambino, ti sei ripreso dai nostri giochini>>
<<Si… è stato bellissimo… però volevo chiederti…>>
Ero divertita dalla sua confusione così gli raccontai senza scendere troppo in particolari che avevo “casualmente” scoperto i loro giochi erotici e come questi mi avessero eccitata.
<<Ieri sera poi ho sentito dei rumori in salotto e sono scesa a vedere cosa stesse succedendo vi ho visti e non ho saputo resistere. Spero non ti sia dispiaciuto se mi sono è unita a voi>>
<<No figurati… all’inizio pensavo che ti saresti arrabbiata… poi ti ho visto nuda e non ho capito più niente… è stato bellissimo>>.
Mentre parlava notai la sua erezione sotto il lenzuolo <<Vedo che il ricordo di ieri sera ti sta risvegliando qualcosa>>
Mi guardò e sorrise, tolsi il lenzuolo <<Vuoi che te lo succhi un po’?>>
<<Magari>> mi abbassai e misi tutta la mia bravura il quel pompino finché non lo sentii schizzarmi in gola.
<<Che bello>> mi baciava e si stringeva soddisfatto.
<<Fai venire anche me…>> gli spinsi la testa fra le mie gambe e lui tuffò la lingua nella mia figa, non era molto esperto ma riuscì a farmi venire lo stesso.
Le visite di Gianni si fecero sempre più frequenti e i nostri giochi innocenti e perversi ci fecero sperimentare infinite variazioni: sono stata sodomizzata da mio figlio mentre lui era sodomizzato da Gianni, ho succhiato mio figlio mentre Gianni mi scopava e sono stata leccata e sodomizzata contemporaneamente.
Fu un’estate caldissima.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...