Finalmente Sandra nuda


Tutt’a un tratto la mia vita sessuale ha subito un’impennata clamorosa. Dopo la mia prima, meravigliosa, “scappatella” con la dolcissima Cristina (Vedi Cristina I II e III parte), che rimane l’amore della mia vita, è arrivato il ciclone Lucia, la mia collega, che mi ha fatto vivere incontri pieni di fuoco (vedi “la mia collega Lucia” I e II parte).
Ora un’altra donna mi ha regalato momenti meravigliosi.
Pochi giorni fa eravamo alla macchina del caffè, Lucia ed io; uno spazio abbastanza appartato dove, di solito, ci divertiamo a stuzzicarci con veloci palpeggiamenti (lì un giorno Lucia, approfittando del fatto che c’era solo un collega in giro, si è inginocchiata e mi ha regalato un delizioso pompino che devo ancora ricambiare).
Dunque eravamo lì a sorseggiare un caffè, quando è scesa Sandra una nostra collega, direi dirompente. Seni grossi e sodi, cosce imponenti e un culo in cui mi sono sempre perso… in fantasie.
Lucia aveva già notato che l’ho sempre ammirata con particolare desiderio e mi ha subito ripreso, ma con fare malizioso:
“Ti piace, vero? Te la faresti, confessa!” Naturalmente non ho potuto negarlo, comunque Lucia non ha reagito male, anzi mi ha chiesto se ci avevo già provato (effettivamente spesso avevo cercato di palparla ma lei si era sempre ritratta, sia pure con un sorriso e, comunque gli avevo già detto chiaramente che se voleva…) cosa gli avrei fatto, e cose del genere.
Per farla breve, un giorno Lucia, di corsa perché doveva andare in un certo ufficio per delle pratiche, mi si è avvicinata e mi ha sussurrato di fare in modo di essere libero per la notte successiva perché aveva in mente qualcosa di particolare. Non riesco ancora a capacitarmi di come sia riuscito a trovare una scusa buona tanto per mia moglie che per Cristina.
Arrivo a casa di Lucia che è già buio, faccio per bussare ma sento delle voci. Mi aspettavo di trovarla sola, naturalmente, così resto un attimo pensieroso sul da farsi. Decido, comunque, di bussare (male che vada, penso, le dirò che ho qualcosa di urgente da chiederle per un lavoro). Così busso e… sorpresa: insieme a Lucia trovo Sandra. Lucia mi toglie subito dall’imbarazzo invitandomi ad entrare e ad accomodarmi proprio vicino a Sandra. La serata va avanti con chiacchiere banali e una cenetta leggera ma con abbondanti sorsi di vino. Finita la cena torniamo sul divano portandoci dietro bottiglia e bicchieri.
Ad un certo punto Lucia inizia a fare apprezzamenti su di me, dichiarando, alla fine, che avrebbe facilmente potuto perdere la testa e commettere gesti poco eleganti per una signora sposata. Sandra sta allo scherzo; è decisamente su di giri, ma non ubriaca. Io faccio finta di schernirmi, dicendo che non potevo rovinare la reputazione di due brave ragazze.
A questo punto Lucia dà il tocco finale: il suo sguardo comincia a farsi voluttuoso, le sue mani iniziano a scorrere sul suo corpo, i suoi occhi sono incollati ai miei.
“Davvero sapresti resisterci? Voglio proprio vedere se ci riesci. Sandra, vediamo chi riesce a eccitarlo per prima”. Così dicendo slaccia quasi tutti i bottoni della sua camicetta avendo però cura che la stoffa resti al suo posto, senza far vedere niente, tira su la gonna, ma tiene le cosce ben chiuse.
Sandra, seduta accanto a me, dopo un brevissimo momento di smarrimento, la imita, facendo esattamente quello che fa Lucia, la quale però la rimprovera dicendole che è una gara, quindi ognuna deve trovare qualcosa di diverso per farmi eccitare. Intanto infila una mano sotto la camicetta e dal rigonfiamento capiamo che si sta massaggiando un seno. A questo punto tocca a Sandra che risponde tirando fin quasi all’inguine la gonna e aprendo leggermente le cosce da cui non riesco a distogliere lo sguardo: sono semplicemente fantastiche. Ma sono comunque affascinato dalla competizione che ormai si è instaurata tra le due, quindi torno a guardare Lucia che ha ormai negli occhi la libidine; Lei mi guarda leccandosi le labbra con la lingua e schiude le cosce abbondantemente fino a mostrare gli slip.
La mossa tocca ora a Sandra che rimane però immobile, indecisa sul da farsi. Lucia la incita e lei finalmente si alza e accenna a ballare, davanti a me, ancheggiando lascivamente. Io non perdo tempo e comincio a toccarle le cosce, lei si ritrae, si allontana, poi torna verso di me e ogni volta io salgo più su con la mano, poi va a sedersi lontano da me, su una poltrona al fianco a quella dov’è Lucia. Aspetta la sua prossima mossa, ed anch’io. Lucia, porta una mano sul petto a tenere ferma la camicia, l’altra la infila dietro le spalle, slaccia il gancio, sfila il reggiseno, lo agita per un attimo con il braccio teso, poi lo lascia cadere e torna ad accarezzarselo.
Finora ero stato in silenzio a godermi lo spettacolo, ma mi rendo conto che devo incitarle alla competizione, quindi inizio a fare apprezzamenti su Lucia, a chiedermi di farmi vedere il seno. Sandra mette un dito in bocca, inizia a succhiarlo, mentre con l’altra mano libera i suoi seni facendo scivolare verso l’alto la stoffa che lo ricopriva facendomi intravedere, nel suo movimento, un capezzolo prima di coprisi con le mani. Lucia capisce che ormai la sua rivale non si fermerà prima di aver vinto quella bellissima gara; decisa apre la sua camicetta offrendomi lo spettacolo dei suoi seni, sicuramente più piccoli di quelli si Sandra ma ugualmente sodi ed eccitanti (del resto li conosco ormai alla perfezione). Sandra toglie le dita dalla bocca, scende accarezzandosi il corpo fino alle cosce che comincia ad accarezzarsi arrivando fino all’inguine. Da parte mia incito Sandra a farmi vedere il suo seno dicendole che è una vita che spero di ammirarlo. Lei mi guarda, sorride, sposta la sua camicia, mette entrambe le mani alla base del seno, lo solleva come ad offrirmelo. Non resistendo faccio per alzarmi e fiondarmi verso di lei, ma Lucia mi blocca dicendomi che la gara non è finita. Lentissimamente, scende con le mani verso gli slip, li afferra e, inarcandosi, li sfila rimanendo a gambe larghe. Sandra fa altrettanto, ma in più inizia a giocherellare con le dita sulla sua peluria.
Lucia a questo punto mi chiede chi delle due mi eccita di più. Francamente non so cosa rispondere. È Lucia stessa che mi toglie dall’imbarazzo affermando che evidentemente la gara è terminata in parità e quindi ci vuole qualcosa di supplementare.
“Facciamo così” dice rivolgendosi a Sandra,
“Donato ora conterà fino a dieci, nel frattempo noi decideremo cosa fare per vincere; io un’idea ce l’ho, tu fai in fretta a decidere”.
Sandra annuisce, io inizio a contare… arrivato a dieci Lucia si alza di scatto, corre verso di me, si inginocchia e inizia ad accarezzarmi il cazzo da sopra i pantaloni.
“Se me lo tiri fuori”, le dico
“hai vinto tu”.
“Farò di meglio, tesoro” mi risponde guardandomi lasciva e inizia a sbottonarmi, infila la mano, lo tira fuori. Un attimo dopo il mio cazzo è nella sua calda bocca.
“Sei la più eccitante” dichiaro convinto
“e sei anche bravissima con la bocca, mi stai facendo impazzire”. Sandra dopo un primo momento di smarrimento, si avvicina per guardare meglio la meritevole opera dell’amica. Si ferma prima in piedi, poi in ginocchio, ad ammirare l’esperto su e giù di Lucia sul mio palo duro, ad ascoltare i nostri gemiti.
Improvvisamente decide che è giunto il momento di fare qualcosa. Afferra il mio cazzo dicendo
“sono brava anch’io”, e lo affonda nella sua bocca iniziando subito, anche lei, a pomparmi decisa.
Lucia mi strizza l’occhio e si gode il risultato del suo piano. Sandra ormai è partita per la tangente, mi sbocchina in modo delizioso tanto che sto quasi per godere.
Lucia se ne accorge.
“Ti piace, vero?” Sandra conferma mugolando e facendo si con la testa
“Se continui così lo farai godere. Rallenta un po’, leccalo lungo l’asta ora; brava, così, scendi fino alle palle; ora torna su, leccalo sul glande. Senti come geme di piacere, gli piace”.
Intanto Lucia si era preoccupata di togliere a Sandra camicia e reggiseno; raccontandogli la mia passione per il suo seno, la invitava ad accogliere il mio cazzo in mezzo a quelle poppe meravigliose. Fu lei stessa ad afferrare quei due globi e a stringerli intorno alla mia asta, non disdegnando di palparle.
Continuava, intanto, a guidare Sandra parlandole dolcemente:
“che tette superbe hai! A lui piacciono tantissimo, sai?, me lo ha confessato qualche giorno fa… effettivamente sono eccitantissime, così sode… e che bei capezzoli… come sono duri!… sei eccitata anche tu, vero?… Scommetto che hai la fica piena di umori”. Così dicendo scende con una mano verso il pube di Sandra, la infila sotto lo slip suscitando nella nostra amica un gemito di piacere.
Incoraggiata Lucia le sfila le mutande e poi la gonna. Accarezza le gambe e le cosce per poi rituffarsi sulla sua fica.
“Questa fica è un lago, ha bisogno di un bel cazzo duro”. Sandra, che aveva continuato a strusciare il mio cazzo in mezzo alle sue tette e a slinguazzarlo sulla punta, mugola un “Siiii” pieno di voglia, abbandonandosi, di schiena, sul
tappeto; allarga le gambe e aspetta guardando il mio palo dritto che non aspettava altro. Mi sdraio su di lei, appoggio la cappella al suo buchino, la penetro lentamente. Lei geme e si inarca venendomi incontro. Incitato da Lucia inizio a fotterla penetrando quanto più posso in fondo a quell’antro del piacere. Ad ogni affondo Sandra allarga la sua bocca carnosa, quasi a voler gridare, ma dalla gola gli escono soltanto leggeri gemiti che mi inorgogliscono.
Intanto Lucia continua a sottolineare ogni nostro movimento:
“ti piace il cazzo di Donato, vero? È bello duro e ti da’ tanto piacere, lo so! Sai ti devo confessare che io lo conosco bene, mi ha fatto godere già diverse volte… stasera lo regalo a te, ma lasciamene un poco, mi raccomando!”
Intanto avevo continuato imperterrito ad affondare dentro Sandra… ero ormai sull’orlo dell’orgasmo, ma volevo che prima godesse lei. Mi fermo, quindi, per raffreddarmi un poco suscitando la disapprovazione di Sandra. Per porvi rimedio scivolo indietro per raggiungere con la bocca la sua fica. Anche Lucia si avvicina. Insieme iniziamo a slinguarla io fra le grandi labbra, lei sul pube. Ci sistemiamo in modo che io riesco ad affondare la lingua nella sua fica, lei a tormentarle il clitoride. Quando la sentiamo sull’orlo dell’orgasmo, ritorno ad inforcarla permettendo a Lucia di continuare a leccare il suo bottoncino. Sandra urla letteralmente il suo orgasmo incitandomi a continuare a pomparla con più forza fino a che si abbandona esausta e felice.
A questo punto Lucia reclama la sua parte. Mi fa sdraiare accanto a Sandra e viene ad offrirmi la sua fica da leccare mettendosi a cavalcioni sulla mia faccia, opera a cui mi accingo con piacere leccando a piena lingua lo spacco in mezzo alle sue gambe. Dopo un po’ cambia posizione mettendosi in ginocchio in modo che io possa continuare a leccarla mentre lei riesce a raggiungere le tette di Sandra, rimasta ferma a guardarci. Inizia a leccarli avidamente, ma è un altro il suo obiettivo: vuole baciare quelle labbra così carnose. Lo fa prima timidamente, poi, accorgendosi della partecipazione di Sandra, affonda decisa sulla sua bocca. È pronta a godere ora, ma vuole il mio cazzo dentro. Così si ricompone la scena di prima, ma ora è Sandra a leccare la fica di Lucia mentre io la scopo a pecorina:
“Leccami Sandrina, lecca il mio bottoncino, così.. .dài…, cazzo! godo! Godo! …nella tua bocca…” si abbandona tutta sul corpo di Sandra mentre io rimango in ginocchio col cazzo all’aria.
Lucia dopo un po’ lo afferra e lo guida verso la bocca di Sandra: “a te l’onore della bevuta”, gli dice avvicinando con una mano la sua testa. Sandra torna a succhiarmi con passione facendo roteare ogni tanto la sua lingua sul mio glande, poi decide di finirmi e inizia un costante su e giù. Appoggia le labbra alla punta della mia asta, poi le schiude e affonda quanto più può; tale trattamento non può farmi resistere a lungo: vengo copiosamente nella sua bocca e lei beve tutto con gusto, ma gli ultimi fiotti fa in modo che inondino la bocca di Lucia che era al suo fianco ad incitarla a farmi godere.
Restiamo a lungo sdraiati, senza riuscire a muoverci, guardandoci negli occhi. Sandra ora sembra un po’ imbarazzata, ma Lucia la scioglie di nuovo abbracciandola, baciandola, accarezzandole il seno.
“Sei stata bravissima, ci hai fatto godere tanto! Queste tue labbra così carnose mi hanno fatto impazzire. Fammele baciare ancora… così… la lingua… fammi succhiare la tua lingua… umh! Sai di sborra… ti piace berla, vero?”
“Si.. . adoro sentire un cazzo duro in bocca…. Toccami, ti prego… e… mi piace sentire i fiotti di sperma inondarmi la gola…”
“Però finora avevi sempre rifiutato le avances di donato…”
“È evidente che ho fatto male… ma mi sono rifatta, non ti pare?”
“Abbastanza, tesoro, ma Don merita di più… sai, a lui piace da pazzi un’altra cosa di te… ma… ogni cosa a suo tempo… ora ti voglio per me… toccami anche tu, dai… così… infilami due dita dentro, lo faccio anch’io.. mi senti?”
“Oh siiii! Muovile, muovile… fottimi così… baciami, fammi sentire la lingua dentro… anch’io… anch’io ti facciooooo…
“Sei una gran figa, Sandra… hai fatto impazzire pure me… voglio…voglio leccarti ora… facciamolo insieme…, guarda, il cazzo di Don sta già tornando duro… gli stiamo offrendo uno spettacolo coi fiocchi”.
“Si, è quasi pronto di nuovo…Lo ridurremo ai minimi termini… dopo… ora anch’io voglio la tua fica… sdraiati… allarga le gambe… ecco mi metto su di te… leccamela… aaah!… siii!… così! Entrami dentro con la lingua… siii… dai te la mangio anch’io…. ”
Da questo punto in poi fu tutto un susseguirsi di mugolii, gemiti, urletti eccitati, incitamenti a leccarsi. Le due ragazze mi stavano offrendo davvero uno spettacolo unico; completamente perse nelle loro carezze, si leccavano di gusto le rispettive fiche, mentre con le dita si tormentavano il buco dei loro deliziosi culetti.
Venne per prima Lucia che, presa dall’orgasmo, affondò quasi per intero un dito nel culo di Sandra, la quale lanciò un urlo di dolore, ma quasi subito dimostrò di apprezzarlo; infatti incitò Lucia a non smettere ed a continuare a
slinguarle il clitoride:
“È terribile… bellissimo… mi fai godere… dai, ancora un po’… sbrodolooooo…”
Uno spettacolo incredibile una donna che gode intensamente; non sarò mai grato abbastanza a quelle due meravigliose porcelline.
Lentamente le ragazze si ripresero. Erano rimaste allacciate nel 69, Lucia aveva ancora un suo dito ben piantato nel culetto di Sandra. Ogni tanto lo muoveva, provocando gustose reazioni.
Ad un certo punto Lucia sentenziò che era arrivato il momento di sostituire quel dito con qualcosa di più sostanzioso.
Mi ordinò di non muovermi da dove ero, fece alzare Sandra e la portò verso il bagno; vi entrarono senza chiudere la porta. Non potevo vederle ma potevo perfettamente ascoltare le loro voci.
“Cosa mi fai Lucia… Oooh!”
“Ti piace?”
“È bellissimo… ancora… vai su e giù… dai”
“Non ti fa male?”
Si… un po’… ma mi piace… continua, ti prego… cos’è… quella crema?”
“Non ti preoccupare… goditi le mie carezze….”
Naturalmente avevo capito dove voleva arrivare Lucia e ne ero contento per due ragioni, innanzitutto per il fatto che mi sarei fatto il bellissimo culo di Sandra (e sarebbe stata la mia prima volta nel secondo canale), e poi perché se le cose sarebbero andate bene avrei avuto a disposizione anche l’altrettanto attraente culetto di Lucia, la quale, lo avevo capito, prima di darmelo voleva usare Sandra come cavia.
Le due ragazze tornarono verso di me teneramente abbracciate. Si sdraiarono con la faccia sul mio pube e cominciarono a “palleggiarsi” il mio cazzo passandoselo da una bocca all’altra mentre io carezzavo teneramente la loro testa.
“Ti è piaciuto il mio dito nel culo, prima?” chiede Lucia.
“Una goduria” risponde Sandra.
“Immagina come sarebbe più bello avere questa spada di carne dentro!”
“Ma…”
“hai paura?”
“No.. cioè… si… non lo so, è grosso…”
“Prova, dai… se ti farà male lo farò fermare…”
Restammo per qualche secondo a fissare Sandra aspettando impazienti la sua decisione.
“Ma si… proviamo.. è stato tutto così bello finora”
Cosi, spontaneamente, si mise a pecorina di fronte a me offrendomi il suo meraviglioso sedere.
Eccitato come non mai appoggio la cappella al buchino e spingo lentamente. Mi accorgo che Lucia ha fatto un buon lavoro lubrificandolo con qualcosa, ma il mio cazzo entra solo di qualche millimetro. Lucia incita Sandra a rilassarsi mentre io continuo a spingere con più convinzione, ma sempre molto lentamente. Ora tutta la mia cappella è dentro. Mi fermo per qualche attimo per fare abituare lo sfintere a quella nuova presenza, poi torno a spingere, fermandomi ogni volta che conquisto più spazio dentro di lei.
Sandra geme di dolore. Lucia le chiede se le fa male e lei:
“un male boia… ma mi piace anche… continua a spingere, dai! Entrami tutto dentro!”.
Incoraggiato spingo più deciso, sono ormai per metà dentro il suo culo; Lucia continua ad incitare me e incoraggiare Sandra a sopportare il dolore. Accompagno con un urlo di piacere il momento in cui il mio cazzo penetra in tutta la sua lunghezza dentro Sandra. Grida anche lei per il dolore, ma immediatamente mi incita a fotterla:
“mi hai rotto il culo… e mi piace… siii!, dai, fottimi… scopami il culo…” Lucia, eccitatissima, si sdraia sotto Sandra fino a raggiungere conm la bocca la sua fica, si abbarbica con le braccia al suo sedere e inizia a succhiarle il clitoride. Io mi sdraio sulla schiena di Sandra, raggiungo le sue tette, le afferro, le palpo, mentre cerco di non interrompere il ritmo della scopata. Lucia ci incita entrambi:
“inculami… si… è bellissimo ora… ancora… più veloce… più in fondo… Oooh! Leccami Lucia, leccami… mi fate impazzire… la tua fica… voglio leccarti anch’io… siii!… ecco…” si lancia anche lei a leccare la fica Di Lucia, ma dura poco perché l’orgasmo la prende all’improvviso. Lancia un urlo… gode in modo pazzesco. Un attimo dopo sussulta ancora, nel momento in cui sente il mio seme spandersi dentro di lei.
“Ora tocca a te” dice rivolta a Lucia quando ci siamo ripresi.
“Si…, ora tocca al mio culetto. Dai, facciamoglielo tornare duro…”

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