Le umiliazioni di Anna


Anna è una ragazza di 30 anni, piccoletta, un po’ rotondetta, capelli corti, faccino da ragazzetta, belle tette (una terza bella piena), bel culetto. Anna è sottomessa a Fabio che le fa provare le esperienze più umilianti che però le procurano, a causa della sua natura masochistica, il raggiungimento di un piacere estatico. Quando Anna incontra Fabio sa che raggiungerà un piacere sconvolgente ma sa anche che conoscerà e subirà nuove umiliazioni e giochi perversi.
 Fabio e Anna si incontrano e l’uomo le dice che devono andare a trovare Tiziana, un donna di 34 anni proprietaria di un bar. Tiziana è una donna alta e prestante, capelli scuri mossi di media lunghezza, labbra pronunciate, con delle tette sode ma non grandi, un culo bellissimo e prominente.
 I due arrivano che è l’ora di chiusura, e quindi Tiziana dice “Ora chiudo la saracinesca dall’interno così non ci verranno a rompere le scatole.”
 Il bar non è molto grande, ha un retrobottega, a cui si accede tramite una porta a soffietto, in cui c’è il bagno.
 A Tiziana piace essere volgare e sapendo la natura di Anna inizia subito a dirle “Cazzo che bel faccino da troia hai ! Da quello che mi ha detto Fabio ne sono passati di cazzi attraverso quelle belle labbra !” e ride sguaiatamente insieme a Fabio, mentre Anna si sente a disagio.
 Tiziana offre da bere, i tre si dissetano e poi la donna inizia a toccare la patta di Fabio dicendogli “Mmmm… mi sembra che la troietta” e indica Anna “non ti abbia ancora svuotato” e fa un lungo lingua in bocca con lui. Fabio le tocca le tette e il culo, ben presto i due iniziano a tastarsi e baciarsi lubricamente lasciando Anna da una parte in uno stato di disagio e umiliazione. Tiziana, ad un certo punto dice “Andiamo nel retrobottega, staremo più comodi. Per ora solo noi due, poi vedremo” e rivolta ad Anna dice “Tu stai qua. Se ti va di bere, serviti, se vuoi puoi pure ficcarti qualche bottiglia nella fica o nel culo!” e accompagna la frase con un’altra risata sguaiata.
 Detto questo i due, Tiziana e Fabio, vanno avvinghiati nel retrobottega lasciando Anna sola. Ben presto dalla porta a soffietto filtrano mugolii, rumori di labbra che risucchiano un cazzo, ansimi di Tiziana a cui Fabio lecca la fica. “Dai sbattimelo nel culo, allargami il buco merdoso, porco” urla Tiziana e poi si sente un rumore ritmico dello stantuffare del cazzo di Fabio nel culo della donna condito dai mugolii e le parolacce dei due amanti. Anna si eccita anche se si sente una nullità, lasciata lì sola con disprezzo, come un cane, mentre i due amanti scopano come se fossero sotto i suoi occhi.
 Mentre le grida di piacere e il turpiloquio dei due amanti perversi vanno avanti, Anna inizia ad avere voglia di pisciare. E’ un bisogno molto forte che diventa sempre più urgente. Non sa, la ragazza, che nel suo bicchiere era stato aggiunto un potente diuretico che doveva far effetto molto presto.
 Il bisogno inizia a diventare sempre più incontrollabile ma è impossibile per Anna andare in bagno dato che la furia dei due amanti, sottolineata dalle loro grida, è sempre più intensa ma non accenna a finire, e Anna non può permettersi di disturbare i suoi due padroni.. Anna cerca allora di trovare un recipiente in cui fare la pipì ma dopo un paio di movimenti la vescica diventa incontrollabile e il piscio inonda le mutande e le cola fino ai piedi, in grande quantità. Anna si sente persa e umiliata per quello che gli è successo ma proprio in quel momento sente Fabio e Tiziana che godono all’unisono, con lui che dice “Eccoti una bella pisciata di sperma vacca da quattro soldi” e Tiziana che risponde “Sborrami nel culo o ti caco sul cazzo, stronzoooo”.
 Anna non sa cosa fare, non ha nemmeno il tempo di pensare che la porta a soffietto si apre e Tiziana e Fabio si mettono a guardarla. Tiziana si avvicina con sguardo torvo; le ammolla un ceffone violento e dice “Cazzo, ma non sai nemmeno reggere il piscio; cagna da quattro soldi”, prende una sottile bacchetta di legno che si trova sul banco e inizia a colpirla sulle tette. Anna cerca di proteggersi dai colpi ma Tiziana le tiene le mani con una delle sue e con l’altra colpisce forte mentre la ragazza urla e implora “Noooo…… aghhhh. ti pregooo… mi fai maleeee…. aghhhh” e scoppia a piangere.
 Tiziana le ordina di spogliarsi, e la ragazza lo fa subito, senza esitare per paura di far incattivire ancora di più la donna. Anna è nuda con i piedi immersi in un piccola chiazza giallastra formata dalla sua piscia sul pavimento.
 “Visto che il piscio ti piace vieni qui e portarmi quel boccale” Anna obbedisce, prende dallo scaffale vicino un boccale da mezzo litro e lo da alla donna. Tiziana se lo accosta alla fica e inizia a pisciare riempiendone la metà. Poi lo passa a Fabio che praticamente lo riempie.
 Anna è sgomenta. Anche se è stata educata alle pratiche della pioggia dorata, il piscio non le piace e spera quindi che le ordinino solamente di versarselo addosso, magari leccando qualche goccia. Ma sia Fabio che Tiziana sanno che a Anna il piscio non piace e quindi provano ancora più piacere a ordinarle di bere tutto il contenuto del boccale. “Schiava di merda, abbiamo fatto questo bel cocktail per te. Ora tu lo bevi tutto senza fiatare e anzi dopo ci ringrazi per l’ottima bevanda che ti abbiamo preparato.”
 Anna è terrorizzata. Non le era mai capitato di dover ingurgitare mezzo litro di piscio e crede proprio di non farcela.
 Prima di porgerle il boccale, Tiziana sferra una bacchetta sulle tette di Anna colpendole i capezzoli e procurandole un dolore così forte da farle emettere un urlo tremendo e rigarle gli occhi di lacrime.
 “Questo per farti capire che se non bevi tutto, la punizione sarà dolorosissima. E non disfare il trucco piangendo perché noi abbiamo dei progetti per stasera e non vogliamo una puttanella con il trucco disfatto” dice ridendo Tiziana.
 Anna lentamente si porta il boccale alle labbra ma si ferma prima di bere il primo sorso aspettando un segno di clemenza dai due padroni. Tiziana, invece, alza la bacchetta intimandole di iniziare a bere subito cosa che Anna inizia a fare con estremo disgusto. Nelle poche pause che la ragazza fa, concessele dai due padroni, Anna cerca di non vomitare contraendo la bocca dello stomaco. Poi arriva l’ultimo sorso che Anna beve con sollievo anche se tutto quel piscio nel suo stomaco fa un effetto orribile. Anna non aveva visto che una tenda in fondo all’altra parete del bar nascondeva un altro piccolo vano. Se ne accorge solamente adesso quando vede la tende muoversi e una persona uscire. E’ una ragazza bionda con i capelli corti, viso nordico, prestante, alta, con delle belle tette piene che si vedono sotto un t-shirt bianca e un bel culo. La situazione che ha appena vissuto le fa mettere a fuoco solo ora che la ragazza è Ursula, una sua carissima amica svedese che mai avrebbe pensato coinvolta in giochi del genere. La presenza della ragazza oltre a stupirla mette Anna in uno stato di tremendo disagio nel mostrarsi in quella condizione.
 Ursula, avvicinandosi a Fabio e abbranciandolo, si rivolge ad Anna, in un italiano non perfetto, dicendole “Cazzo, Anna, io non credevo tu potevi bere tutto quel piscio. Fabio mi aveva detto che tu sei una schiava troia, non pensavo così.” Poi, slacciandosi i pantaloni e levandosi le mutandine, Ursula continua “Ora tu bevi mio piscio, bella”.
 Tiziana prende il boccale e lo porge a Ursula che inizia a pisciarci dentro mentre Anna ha uno sguardo vuoto come a non credere a quello che sta succedendo. Finito di pisciare Petra si avvicina a Anna e le porge il bicchiere bello caldo di piscio. “Dai bella, bevi ma piscia come hai fatto prima con piscia di Fabio e Tiziana.” Anna meccanicamente prende il bicchiere mentre Petra inizia ad accarezzarle le tette. Anna si irrigidisce; non ha mai pensato a Petra come ad una possibile amante ma sempre solo come normale amica e quindi questo gesto le sembra strano. Ma lo sguardo di Tiziana non le lascia scampo così è costretta a bere il piscio dell’amica mentre quest’ultima le palpa le tette e il culo facendo apprezzamenti volgari. “Avevo sempre avuto voglia di toccare tue tette e culo. Sei una bella troia, dai bevi il piscio puttanella.” e Petra continua a palparla e a esplorare il culetto di Anna.
 Anna tira un sospiro dopo l’ultima sorsata dello schifoso beverone che ha dovuto sorbire. Petra si stringe a lei e le fa sentire le tettone premute sulla schiena. Poi la obbliga a voltarsi, avvicina le labbra alle sue, le appoggia e forza con la lingua. Anna si sente a disagio e cerca di resistere ma il suo essere schiava non le permette di opporre resistenza a lungo e così dischiude le labbra e fa entrare la lingua di Petra che inizia un vorticoso intreccio con la sua:. Petra le tocca le tette e tutto questo fa salire l’eccitazione di Anna che inizia a toccare tette e culo dell’amica.
 “Leccami le tette, troia” e Anna lecca le abbondanti tettone della ragazza slinguando i capezzoli e palpandole. Poi Tiziana ordina a Petra di distendersi e a Anna di mettersi sopra in modo che le due facciano un sessantanove. Le due ragazza iniziano a leccarsi le fichette che sono ben presto un lago. Ma Tiziana ha un altro programma. Prende un pomata emolliente e mentre Petra lecca la fica di Anna, inizia a ungere il buchetto di quest’ultima e ad allargarlo infilando un dito, poi due poi quattro. Petra viene in faccia a Anna cha gode a sua volta, ma la ragazza non ha nemmeno il tempo di rilassarsi che Tiziana le ordina di mettersi alla pecorina tenendosi allargate le chiappe.
 Tiziana fa avvicinare Petra mentre allarga il buco del culo di Anna, e così le due donne fanno degli apprezzamenti che umiliano ancora di più quest’ultima.
 “Hai visto com’è bella aperta ed elastica la nostra schiava troia” dice Tiziana aprendo con due dita il buchetto del culo di Anna.
 “Ora ci divertiamo” e Tiziana prende dalla fruttiera del bar due mandarini abbastanza piccoli.
 “Credo proprio che Anna voglia mangiare dei mandarini, ma non dalla bocca” dice ridendo sguaiatamente Tiziana. Spalma bene il culo della ragazza e anche i mandarini. Poi ne prende uno e inizia a forzare il buchetto della ragazza fino a quando non riesce a metterlo dentro facendo fare un piccolo urlo ad Anna. Poi prende l’altro e esegue la stessa operazione anche se deve forzare di più a causa della presenza nel retto dell’altro mandarino.
 “Ora la nostra schiavetta di merda li ritirerà fuori proprio come se dovesse cacarli. Questo sforzo le farà un po’ male ma questa è un’ottima ginnastica per allargare il buco del culo.”
 Anna tra sforzi atroci allarga in modo abnorme il suo buchetto e fa uscire il primo mandarino. Intanto Fabio di avvicina da dietro a Ursula e le appoggia la cappella sul buchetto del culo. Con una spinta è dentro il culetto della ragazza che lancia un ohhh di piacere e dolore. “Sei grosso di cazzo, Fabio. Pompami anche se il tuo cazzo brucia un po’” dice Ursula.
 Fabio ammolla una pacca sulle natiche della ragazze e prendendole le tette inizia a pomparla nel culo.
 Anna intanto allarga al massimo il suo buchetto, e, rossa in volto dallo sforzo, riesce a tirar fuori anche il secondo mandarino. Il buco del culo della ragazza è oscenamente dilatato, e Tiziana la obbliga ancora a stare così.
 Fabio pompa sempre più forte Ursula dicendole “Vedrai, tra un po’ il tuo culo sarà spanato come quello di Anna, troia.”
 E Ursula, urla, raggiungendo l’orgasmo “Siiii… anch’io voglio essere aperta di culoooo…..spaccameloooo”
 Fabio assesta due colpi più forti e viene nel culo della ragazza.
 Fabio, Ursula, e Tiziana si versano da bere, mentre Anna deve rimanere alla pecorina con il buchetto che non si è ancora richiuso. In questo modo la ragazza si sente una vera nullità, con i tre che fanno apprezzamenti sul suo buco del culo.
 Ursula è la più spietata, e dice “Hai culo che sembra una caverna. Ho due amici negri con cazzo molto grosso. Vorrei vedere se riescono a mettere tutti due i cazzi in tuo culo.”
 Tiziana dice “E’ una buona idea, vediamoci domani sera a casa mia.”
 E così, per Anna si prospettano altre perverse umiliazioni.

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