Lettere a Simona un bella figa


Carissima Simona,
hai proprio visto giusto, la tua lettera è riuscita a farmi bagnare: è notte inoltrata quando accendo il pc per leggere la posta, indosso solo una maglietta e un paio di mutandine. Bella figa
Via via che i miei occhi scorrono sulle tue parole i capezzoli si fanno prepotentemente duri, spuntano dalla maglietta come due bottoncini, ogni tanto li accarezzo con le dita attraverso la stoffa….
ma la tua e-mail è veramente eccitante e allora alzo la maglietta e con una mano tocco il seno ormai turgido e già imperlato di sudore, mi bagno la punta di un dito con la saliva e comincio a girare intorno all’areola del capezzolo, poi sempre più vicino fino alla punta…
lo stuzzico con il polpastrello, con le unghie: mi accorgo solo in quel momento che inconsciamente ho allargato le gambe e muovo inavvertitamente il bacino avanti e indietro sfregandolo sulla sedia, apro e chiudo le cosce come se solo questo semplice movimento riuscisse a soddisfarmi.
Mi eccita il pensare (sono un po’ tortuosa sta sera!! ;)) di eccitarti eccitandomi al tuo racconto…
Nelle tue parole ritrovo un po’ la mia storia (poi te la racconto). chiudo gli occhi e immagino la scena che mi hai descritto: le mani scorrono lungo i fianchi… scendono fino all’elastico delle mutandine…
infilo due dita dentro per abbassarle, mi trattengo un attimo, prima voglio accarezzarmi attraverso il pizzo, le ritiro su’ tanto che la stoffa mi entra nel solco delle natiche e tra le labbra sfregando sul clito: penso che potrei esplodere solo facendo su e giù con le mutande. passo il palmo della mano tra le gambe spalancate (lo ammetto ho appoggiato i piedi sulla scrivania) e sento le mutandine umidissime.
Non so che mi sta capitando, ma il fatto di sentire la confessione cosi’ eccitante di una sconosciuta mi fa letteralmente partire e mi ricorda la mia prima volta, forse perché anche la mia amica si chiamava Simona, come te.
Stavamo studiando assieme a casa sua, sole in casa, quando ormai capiamo che di studiare neanche a parlarne (eravamo in quarta liceo), cosi’ ci mettiamo a spettegolare di ragazzi, l’argomento poi scivola sul sesso…
lei mi chiede se mi tocco.
io faccio finta di non capire, nonostante l’intimità’ ero un po’ imbarazzata, allora mi fa
“ti masturbi?” come potevo ammettere che è una delle cose, ora come allora, che amo più, seconda solo al sesso vero e proprio, e che pratico con grande fantasia, soddisfazione e frequenza? riesco appena a mormorare un “si'”.
Lei pare non far caso al mio imbarazzo (aveva le idee chiare e l’obbiettivo ben stampato in testa: anch’io del resto, anche se non osavo ammetterlo con me stessa ero attratta da lei in maniera pazzesca e ambivo alla mia prima lesbicata) e comincia a parlare di come lo fa lei, le sue abitudini, cosa usa: a me girava la testa, le guance mi bollivano, ero in trance tanto che quando lei mi chiede
“vuoi vedere come faccio?” non mi resta che muovere il capo in segno di assenso.
Si siede sul letto della sua camera, si solleva la mini intorno alla vita e allarga le gambe, scosta le mutandine da un lato e comincia a toccarsi: si allarga con le dita a forbice le labbra accarezzandosi all’interno. vedo il suo miele colare lungo le gambe, si infila due dita dentro mentre si sfiora il clito con il pollice. io ero un fuoco e cosa faccio? ti sembrerà’ strano ma, sfilatami i jeans mi siedo davanti a lei e la imito! le gambe aperte come un compasso ci masturbiamo l’una davanti all’altra, io con una mano mi sditalino su’ e giù mentre con l’altra mi sgrilletto come una pazza…
era fantastico, non capivo più niente, soltanto che a un certo punto una mano scosta la mia e si sostituisce nel fottermi con le dita e quando sento la sua lingua posarsi sul mio clitoride capisco che la mia vita è cambiata per sempre e sono atterrata su un altro pianeta, divarico ancora di più le gambe e le spingo la testa sulla mia figa: che magnifica sensazione la sua lingua che mi entra dentro le sue dita che mi toccano dappertutto in profondità’…
uno scatto di piacere mi fa inarcare la schiena quando la sua lingua e le sue dita arrivano al buchetto dietro….
io non sono quasi più cosciente, protendo le gambe in aria dimenandole folle sentendomi presa in una morsa di piacere: due dita che mi inculano, poi tre, aiutate dalla saliva e dagli abbondanti umori, e altre dita che mi fottono davanti allo stesso frenetico ritmo della lingua mi succhia il grilletto….
ci metto poco a venire innondandole la faccia dei miei umori.
Ci spogliamo completamente, ci abbracciamo e per le due ore successive ci sbizzariamo in quella che rimane una delle lesbicate più emozionanti della mia vita…
adesso devo proprio smettere di scriverti e darmi quella soddisfazione che il mio corpo reclama……..
Un bacio
Elena

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