La prima volta con mamma


Mi ricordo come se fosse ieri la mia prima volta, io, Fabio, all’epoca avevo 18 anni e vivevo a casa con mia madre Linda, 39 anni, e mio padre Mario, che ne aveva 41.
Ero appena tornato a casa da scuola e la mamma mi stava aspettando seduta a tavola per pranzare, mio padre era fuori città per lavoro.
Lei era bella come sempre, indossava un paio di pantaloni della tuta e una maglietta, da cui si potevano vedere i suoi grossi capezzoli, i suoi occhi e i suoi capelli erano neri come il carbone, il suo meraviglioso fondoschiena era messo in risalto dai pantaloni che le aderivano al culo e alle cosce ben tornite. Per la sua età era una donna ancora molto bella e in forma, chiunque avrebbe voluto scoparsela, me compreso, e mai avrei pensato che di li a poco i miei desideri si sarebbero avverati.
Finito di pranzare non persi l’occasione per correre in bagno a masturbarmi pensando alla mamma, oramai erano più di tre anni che vedevo mia madre come una donna vera e non come una semplice mamma, non passava giorno senza che io tentassi di spiarla nell’intimità e ogni tanto mi masturbavo sentendo i suoi gemiti mentre faceva l’amore con papà.
Ora ero in bagno e pensavo a Linda.
Non avevo chiuso la porta a chiave.
Ad un tratto lei entrò per prendere un profumo e mi vide con il cazzo in mano, dal mio membro stavano uscendo fiotti di sperma, la mamma mi stava guardando mentre sborravo!
Lei era imbarazzatissima, uscì dal bagno e andò dalla vicina di casa senza dire una parola. La situazione mi aveva talmente eccitato che dovetti masturbarmi ancora.
Il pomeriggio trascorse senza che ci dicessimo una parola.
A cena lei mi disse che non stava tanto bene così andò subito a letto.
Decisi di rischiare.
A notte inoltrata andai in camera sua e iniziai a masturbarmi davanti a lei. Indossava una vestaglia leggera e sotto non portava niente, le alzai la veste e le vidi il suo bel ficone colmo di riccioli neri, era la prima volta che lo vedevo così da vicino, avrei voluto toccarlo, ma non rischiai. Mi stavo masturbando furiosamente davanti allo splendido corpo seminudo di mia madre, ed in preda ad un delirio di piacere le sborrai addosso.
Quando mi voltai per andarmene mi sentii chiamare, “Fabio”, era la mamma.
Io trasalii e mi voltai, avevo ancora il cazzo in mano.
“Adesso devi pulire dove hai sporcato, bricconcello” mi disse la mamma.
Io ero frastornato, non capivo nulla, cos’era, uno strano gioco sessuale che voleva fare la mamma? Presi un fazzoletto e iniziai a pulirle il ventre. L’erezione non accennava a diminuire, e dato che ero senza mutande non potevo nasconderla in alcun modo. Ad un tratto sentii la vellutata mano della mamma prendermi il membro, mi stava facendo una sega!
Eccitato com’ero mi bastarono quattro colpi per venire nuovamente e copiosamente addosso alla mamma.
“Mi hai sporcata di nuovo, bambino cattivo”
Lei si sedette sul bordo del letto e mi fece sdraiare sulle sue ginocchia.
Iniziò a sculacciarmi. Quando ebbe finito si alzò e potei vedere l’alone dei suoi umori sulle lenzuola, era venuta!

“Credevi che non mi fossi mai accorta che mi spiavi, vero sporcaccione?
Stavo solo aspettando il momento buono per farmi scopare da te, oggi in bagno mi sono eccitata tantissimo, è tutto il giorno che aspettavo la tua prossima mossa, vedo che ti sei deciso finalmente! E vedo che hai un cazzo proprio bello, te l’ho fatto bene. Ti amo bambino mio”
“Ti amo anch’io mamma, ti voglio, ma perché hai aspettato tanto a lungo? Perché non ti sei mossa tu prima?”
“Vedi Fabio, volevo che il nostro momento fosse carico di passione e di erotismo, questo mi sembra il momento buono… e ora scopami amore mio.”
“Mamma tu sei la prima per me.”
“Lo so figliolo”

Lei si sdraiò sul letto e apri le cosce, mi prese il cazzo e se lo avvicinò alla figa bagnata.
“Spingi bambino mio.”
Cominciai a stantuffare e nel frattempo le succhiavo le tette.
“Ahhh siii il mio bambino mi fa godereeee, siii vengoooooo”
“Anch’io mammaaaa siii, godooo”
Le sborrai tutto dentro. Il mio cazzo era ancora in tiro, così lei mi fece sedere sopra la sua pancia e iniziò una splendida spagnola degna di una puttana, la mia puttana… mia madre.
Con una mano le stuzzicavo il clitoride ormai gonfissimo, mentre con l’altra le accarezzavo i capelli.
“Mamma vengo di nuovo, ahhh siii”
“Sborra amore sborra sulla tua mammina!”
Ci esibimmo poi in uno splendido sessantanove.
Stavo leccando la passera della mamma, ero al settimo cielo.
Lei mi venne altre due volte in faccia, io le venni in bocca.
Quella notte, la più bella della mia vita, la mamma mi diede anche il culo, mi confessò che lì era ancora vergine. Era stretto e il cazzo faceva fatica ad entrare nonostante la vaselina, e dopo le prime urla di dolore la mamma cominciò a gemere sotto i miei colpi. Alla fine sia io, ma soprattutto la mamma, godemmo come non mai.

Il mattino esausti ci sdraiammo per dormire, prima però ci coccolammo ed io le feci un ditalino, lei mi venne in mano ed io succhiai golosamente i suoi umori, gli umori di mamma, la donna dei miei sogni.

“Lo rifaremo ancora, vero mamma?”
“Certo bambino mio, ogni volta che vorremo”
Mi addormentai felice tra le braccia della mamma, mentre lei mi toccava orgogliosamente il cazzo che mi aveva donato diciotto anni prima, e che le aveva dato tanto piacere quella magica notte.

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