Noir de sexe la français


Dieci giorni dopo il fantastico menage a tre con Jenny e Carlo, cominciò a delinearsi la reale possibilità di attuare quanto volevamo e, guarda caso, l’occasione venne, del tutto inattesa, da Julienne da qualche anno fidanzata proprio con Carlo.
22 anni, francese d’origine, ma la sua famiglia viveva in Italia da anni… il tipo di donna che non mi è mai piaciuta se non per la classica “botta e via”, una smorfiosa, viziata di quelle che vogliono essere sempre al centro di tutto e si credono padrone del mondo… per carità, una bella ragazza alta e flessuosa, poco formosa nello stile “modella da sfilata”, viso ovale dai lineamenti fini e delicati ora, merito del chirurgo, aveva le labbra carnose che stonavano un po’ ma devo ammettere che erano eccitanti, specie pensando a come poteva usarle su un bel cazzo se… fosse stata un altro tipo; aveva gli occhi blu, molto scuri, e i capelli biondi, finissimi, quasi sempre raccolti in uno stretto chignon… se volevo farla arrabbiare, cosa non difficile, la chiamavo Eva, perché assomigliava ad Eva Kant, la donna di Diabolik nei fumetti ma, Julienne non aveva neppure il temperamento di quella donna di cartone… a conoscerla superficialmente era un bel tipo ma, approfondendo la conoscenza, faceva cadere le palle!
Trovavo “appetibile”, oltre alla bocca, soprattutto il suo bel culetto alto e tondo, ma nulla più… chissà cosa ci trovava in lei un tipo sanguigno e portato agli eccessi come Carlo.
– Diego, voglio farti un regalo!- mi disse Carlo, un pomeriggio, trovandoci al bar.
-Tanto non andremo mai a pari con quello che ti ho fatto io… insieme a Jenny!-
-Pensavo proprio a lei e… a Juli. –
-Intendi Julienne, la tua fidanzata?- domandai, stupito… Carlo sapeva della reciproca e per nulla nascosta antipatia che provavamo ed evitava di parlare all’uno dell’altra.
-Già, quella puttana di Julienne!- sputò, quasi sibilando.
-Ma… cos’è successo?- chiesi sorpreso, se doveva, parlava di lei in termini mirabolanti vantandone i pregi e minimizzando i difetti ma anch’io, comunque, non avrei mai pensato a Julienne chiamandola con quel termine… frigida mi pareva più adatto!
-Mi ha rotto le scatole con le sue arie da snob. – peccato, pensavo l’avesse tradito!
-Bene, sono anni che te lo dico, finalmente te ne sei reso conto. – dichiarai, serio
-Non è come pensi! E’ carina con me, disponibile ma solo fin dove vuole poi basta!-
-Come tutte le altre del resto!- commentai, sorridendo… possibile fosse così ingenuo?
-In tre anni che stiamo insieme non mi ha mai dato il culo…- forse Carlo aveva bevuto un po’ troppo, non parlava mai delle cose intime fra loro, neppure con me…
-Qualcuna lo dà e altre no… – tergiversai, non sapendo dove voleva andare a parare.
-Ho deciso di farglielo con la forza!-
-Bravo, bella pensata… Carlo, questa si chiama violenza carnale! Dai lascia perdere, per una così non ne vale la pena… hai visto, invece, con Jenny?- provai a dissuaderlo.
-Ci penso da quella sera e, più ci penso, più me ne convinco! Ascolta, ho un piano…-
-Lo sai che solo ascoltandoti, potrei anche passare per tuo complice…il mio piano è lasciala stare! Hai tutto da perderci, ce n’è a decine più belle e disponibili di lei. – protestai.
-Tranquillo, nessuna violenza… a giorni arriva Henri, tutto si basa sulla sua disponibilità a collaborare con noi!- disse Carlo, con aria da cospiratore.
-Chi cavolo è questo Henri?-
-Il cugino di Julienne, arriva da Parigi e resterà una decina di giorni a Torino. Lo conosco bene, è dei nostri… un libidinoso assatanato, non si tirerà certo indietro. –
-Ho capito, ti servono le chiavi di casa mia?-
-Accettate, va bene per casa tua, ma devi esserci anche tu e ci sarà anche Jenny, per la promessa che le abbiamo fatto l’altra sera! Henri è un bel tipo, alto, muscoloso e… nero!-
-Nero? Ma Julienne non…- dissi. stupito.
-Ogni famiglia ha le sue pecore… nere! La Francia aveva colonizzato mezza Africa… lui arriva dal Congo o come diavolo si chiama adesso!-
-Vuoi coinvolgerlo nei nostri giochi con Jenny?- chiesi, cominciando a capire, ero sicuro che la nostra amica avrebbe apprezzato molto… non vedeva l’ora.
-Esatto! E’ il tipo giusto vedrai, ma voglio tirarci dentro anche Juli e, quando sarà cotta a puntino, non mi lascerò sfuggire l’occasione di sfondarle quel suo culetto snob. –
-Capisco il culetto, è l’unica cosa che mi piace di lei ma… quale regalo mi faresti?-
-Proprio quello… il culo di Julienne!-
-Tu sei matto da legare… quella è prevenuta e mi vede come il fumo negli occhi!-
-Non è vero, sono sicuro che gli sei simpatico… –
-Guarda, piuttosto che nel suo ventre lo infilerei in un formicaio!-
-Meno male che è lei la prevenuta! Beh, comunque tu o Henri… voglio che mi “aprite” la strada! Io non sono molto bravo, sono impacciato e indeciso in questo, ho un sacco di strane inibizioni, tu sei l’ideale! Te la sei cavata benissimo con Jenny e vorrei facessi lo stesso con Juli!- non ci credevo, il mio amico Carlo mi proponeva di rompere il culo alla sua fidanzata!
-Guarda che a Jenny non ho “aperto” proprio nulla… ci saresti entrato facile comunque, crederai mica che fosse vergine!?! Però, cosa ci trovi in Julienne lo sai solo tu!- obiettai serio anche se, adirla tutta, quel suo bel culetto piaceva molto anche a me.
-Sarà, tuttavia dopo di te, col trapano che ti ritrovi, io ci sono entrato facile, facile… dai Dario, ormai è un ossessione per me, il culetto di Julienne me lo sogno anche di notte! Non immagini neppure quanto diventi porcella, se appena la scaldo un po’!-
-Uhm, sarà anche vero, ma non abbastanza da darti le chiappe o farti godere in bocca, cosa ti fa pensare che io o Henri potremmo avere maggior successo?-
-Mi ha confessato di avere una cotta per lui, sono anni che me la mena con sta storia e voglio sfruttarla a mio favore… attirarla usando Henri da esca e poi farla inculare da te!-
-Non può fare tutto questo Henri? Io cosa c’entro?-
-Innanzi tutto sei il padrone di casa e poi non sei suo parente. Henri si, e potrebbe anche tirarsi indietro sul più bello poi… non ha un coso adatto allo scopo, ha un arnese talmente grosso che se glielo infila dietro la sventra. Dai, ti costa proprio tanto?-
-Lo sai che Julienne non mi piace…- protestai, blandamente.
-Dai, è un sacrificio così grande spanarle il culo? Se accetti porto Catia…- ecco l’asso nella manica, Catia… la migliore amica di Julienne ma anche il mio sogno proibito dai tempi della scuola, la conoscevo da anni ma non ci avevo mai combinato nulla mentre Carlo, prima di mettersi con Julienne, se l’era fatta a più riprese… aveva sempre avuto un debole per lui!

Due giorni dopo conobbi Henri, un tipo alto e atletico, circa 26 anni, fisico proporzionato e carnagione nerissima… era molto simpatico e alla buona, per nulla simile alla cugina ma, ciò che neppure Carlo poteva preventivare, era che Henri si presentasse con Jasmine, sua giovane compagna, alta e atletica come lui e quasi altrettanto nera!
Nero era anche Jean Pierre, il ventenne fratello di lei, che li aveva accompagnati! sexe
Questo, non che la cosa mi spiacesse troppo, probabilmente avrebbe mandato a monte i piani di Carlo così come, confessò lui, aveva mandato nel pallone anche la bella Julienne… gelosissima del cugino e che, da quando erano arrivati gli ospiti, era di umore “nerissimo”!
-Come vi divertite in Italia, Dario?- mi chiese Jasmine, gustando un gelato in cremeria.
-Mah sai, le solite cose, cinema, concerti, qualche festa fra amici… e voi a Parigi?-
-Più o meno lo stesso, hai ragione…da noi ci si ritrova spesso a casa di qualcuno, si comincia col fare un po’ di musica e poi… –
-… e poi la si suona a letto!- continuò Henri, divertito del disappunto della cugina.
-Se per questo anche qui ogni pretesto è buono per fare sesso… letti, pavimenti, divani, automobili e tavoli compresi!- puntualizzò Carlo, beccandosi un occhiataccia da Julienne.
-Allora avevo ragione io, tutto il mondo è paese! – disse Henri, ridacchiando.
-Anche sui… tavoli?!?- domandò Jasmine perplessa, il suo italiano era buono ma non come quello del compagno… JeanPierre parlava poco ma pareva capire tutto.
-Già, tavoli, scrivanie, ogni posto è buono, ci basta la fantasia e buona… volontà!- dissi, Jasmine era curiosa forse, dopo tutto, il piano di Carlo poteva ancora realizzarsi…
-Volontà?- domandò confusa, a volte dimostrava meno dei suoi diciannove anni.
-Volontà… voglia di sco… di far l’amore!- anch’io mi beccai l’occhiataccia di Julienne.
-Quella credo non manchi da nessuna parte!- disse Jasmine e, senza parere, mi strizzò la coscia vicino all’inguine… fossi stato in erezione, avrebbe stretto qualcosa di molto solido.
-Che belle vetrine avete…- approvò Jasmine, poco dopo, passeggiando per il centro…
Era una domenica pomeriggio di fine Giugno, poca gente in giro per via del gran caldo, difatti eravamo tutti poco vestiti; Julienne era in mezzo ai suoi due “amori”, Henri e Carlo con JeanPierre qualche passo più avanti… io e Jasmine chiudevamo il gruppetto.
Ci fermammo davanti a una gioielleria e lei, assicuratasi che gli altri fossero più avanti, volle vedere la vetrina laterale… capii che era una scusa solo quando mi sorprese con un abbracciò e mi baciò vogliosa cogliendomi impreparato… me, ma non il mio cazzo, che in un istante scattò sull’attenti premendole contro il ventre piatto e muscoloso,
-Caspita, cos’hai… una molla lì dentro?- ridacchiò ammirata, palpandomi sulla patta.
-Una bella femmina mi fa sempre questo effetto!- dissi, quasi a scusarmi.
-Anche a me un bell’uccello duro fa sempre effetto…- ammise lei sempre palpando .
-Mi piacerebbe fartelo provare ma… ci sono gli altri!- dissi dubbioso.
-Oh, non preoccuparti di Henri… siamo liberi e scopiamo chi e quando ci piace, lo sa che a me piace molto la “carne bianca” piuttosto, come la prenderebbero Carlo e Julienne?-
-Il vero problema è Julienne!- ammisi, deciso.
-Quella piccola ipocrita moralista!- commentò lei, acida.
-Ma come, la conosci da così poco e già l’hai inquadrata così bene?- ridacchiai.
-Sai… sono anni che Julienne ha una cotta per Henri e lui mi aveva avvertito!-
-Oh, ne è al corrente?- domandai sorridendo enigmatico, forse… forse…
-Si, lo sa da anni e, dice, prima o poi le farà provare quel bel pezzo di carne nera che la fa sospirare tanto… peccato che sia così conformista da non ammetterlo, sono certa che ci si potrebbe divertire tutti molto di più. Non so proprio cosa ci trova in lei il tuo amico!-
-Oh, neppure io, preferisco più ciccia da palpare… dice che quando si scalda migliora!- mormorai, strizzandole le mammelle voluminose,
-Possiamo provare a darle fuoco. – uggiolò Jasmine, ricambiando la stretta sul membro.
-I fiammiferi li hai tu?- domandai, banalmente, tutto preso dalla palpata alla negretta.
-Si può usare la lava incandescente…- l’ultima parola le uscì in un sospiro sommesso.
-Uhm, quella che ti cola fra le cosce?- constatai, toccandola sotto la gonna sottile ed infilandole delicatamente un dito fra le grandi labbra.
-Ci capiamo al volo noi!- assentì lei, strizzandomi di nuovo.
Ci rimettemmo a posto in tempo, JeanPierre era tornato a cercarci, ma ci trovò solo in contemplazione di un orribile anello… continuando la passeggiata le spiegai il piano di Carlo per godersi, infine, le chiappe della compagna; lei rideva entusiasta e si offrì di collaborare, Carlo non lo sapeva ancora ma avevamo trovato una alleata… e che alleata!
Flirtai con Jasmine e ci provocammo a vicenda per tutto il giorno, anche durante la cena in pizzeria dove accompagnammo i nostri ospiti per far gustare loro la vera pizza… anche a Parigi c’erano pizzerie ma qui in Italia, convennero tutti, era un’altra cosa!
Dopo cena, tutti nella mia mansarda, ricevetti molti complimenti e Jasmine, arredatrice, mi diede dei buoni consigli offrendosi di venire dal mobiliere a spiegargli le sue idee, accettai entusiasta, così avrei potuto stare solo con lei e gustarmi quanto agognato per tutto il giorno ma, per mia fortuna, non avrei dovuto attendere così tanto per godermi le sue grazie!
Mentre preparavo il caffè la bella negretta venne ad aiutarmi ma senza perder tempo, palesando che in quanto a voglia anche lei non scherzava, mi tirò fuori il cazzo e prese a pomparlo fin quasi a farmi venire; ripresi a stento il controllo, ormai la desideravo in modo insopportabile, la voltai spingendola contro il lavello e le sollevai la gonna sui fianchi…lei si chinò subito, presentandomi i glutei neri e paffuti fra i quali si allungava, nitida e lucida, la rosea fessura della vagina, slabbrata e protesa verso di me come in un muto invito.
Volevo leccarla ma, pur ammettendo che le sarebbe piaciuto molto lei mi fece notare che, con gli amici dietro la porta, non era il caso d’indugiare troppo, ben presto qualcuno sarebbe venuto a vedere se serviva aiuto, così seguii il suo consiglio e l’infilzai senza indugi iniziando a scoparla con colpi energici, obbligandola a mordersi le labbra per non urlare di piacere, tuttavia non riusciva a celare i gemiti voluttuosi con cui accoglieva ogni mia spinta.
Invadente, Henri irruppe in cucina e, ovviamente, rimase interdetto nel vedere la propria donna che si faceva montare alla pecorina da un quasi sconosciuto ed era altrettanto palese che nessuno l’aveva costretta ma, al contrario, la cosa le piaceva molto!
-Che troia che sei, avevo capito che alla prima occasione te lo saresti fatto… ti conosco troppo bene, ma non pensavo che avessi le fregole tanto urgenti!- esclamò Henri sorridendo, quindi si accostò a noi e Jasmine gli estrasse dai calzoni l’enorme membro, citato da Carlo, e lo ciucciò con lo stesso vigore che metteva nel macinarmi il cazzo fra natiche roteanti.
Come in una commedia ben diretta, Carlo fu il seguente a raggiungerci in cucina…!
Si accostò a noi stupefatto, vedeva quella splendida femmina messa a 90 gradi col mio cazzo ben piantato, da dietro, nella pancia mentre pompava il suo uomo; in quella posizione non c’era posto per lui ma non se la prese, s’appoggio al tavolo e cominciando a menarsi il cazzo lentamente godendosi lo spettacolo…la dolce e premurosa Jasmine allungò la mano e continuò a masturbarlo con la stessa grinta e ritmo che metteva nel prendere in corpo gli altri due membri che la scavavano turgidi e potenti!
Mi resi conto che era arrivata anche Julienne solo quando la vidi sulla porta, sgomenta e allibita, guardare la scena a bocca aperta, pensai che un bel cazzo ci sarebbe stato bene fra quelle labbra rigonfie… forse lo pensò anche il giovane JeanPierre che, appena dietro di lei, si godeva a sua volta la scena, accarezzandosi la patta dei calzoni con gesto languido, egli si dimostrava assai meno sorpreso di quella smorfiosa ragazzetta conformista.
Esser osservato dai suoi occhi da cerbiatta, chissà perché ero certo che stesse fissando proprio me, mi faceva uno strano effetto… di colpo sentii crescere il piacere con tanto impeto da avere appena il tempo di sfilarmi dalla comoda guaina che aspersi copiosi getti di sperma perlacea sulla pelle morbida e scura di Jasmine; anche a distanza sentii il singhiozzo sordo di Julienne mentre sborravo sulla sua “rivale”, seguendo il mio esempio anche Henri elargì, alla disponibile compagna una copiosa dose di liquido seminale per via orale!
Osservai un rivolo candido colare dalle labbra tumide di Jasmine che deglutiva in fretta per non sprecare neppure una goccia, raccolse l’eccesso col dito e, finito di bere dalla fonte, se lo succhiò con voluttuosa libidine andando poi a raccogliere allo stesso modo anche quel liquido che le avevo spruzzato sulla schiena… travolto dal piacere mi ero del tutto scordato di Julienne, mi voltai verso la porta aspettandomi che se ne fosse andata infuriata e, invece, ciò che vidi mi fece scorrere un ulteriore fremito lungo la spina dorsale…
JeanPierre, eccitato da scena e situazione, pur senza conoscerlo aveva messo in atto il piano di Carlo, cogliendo alle spalle la bella snob alla quale, evidentemente, lo spettacolo a cui stava assistendo aveva rimescolato gli ormoni o, forse, egli era stato così tempestivo da non darle il tempo di reagire e, sollevata l’eterea gonna, aveva schiaffato il nerboruto cazzo a rotolarsi con impeto nel solco fra gli incantevoli glutei, JeanPierre aveva agito con tutta la fame e l’eccitazione dei suoi 18 anni, era stato così rapido e deciso da non ammetter replica che tuttavia, Julienne sembrava non aver neppure tentato, era chiaro che lo spettacolo che si svolgeva sotto i suoi occhi l’avesse esaltata ed eccitata oltre ogni limite…
Lo spettacolo continuava, Julienne e JeanPierre ne stavano prendendo parte anche se, per ora, nessuno poteva togliere il ruolo principale a quella gran troia di Jasmine che, dopo aver fatto godere me ed Henri, si dedicava anima, corpo e soprattutto bocca, a Carlo… era probabile che vedere il “suo” uomo farsi pompare da quella puttana nera, godendone anche come un pazzo, aveva mandato in tilt il sistema di controllo dell’arrogante ragazza.
Devo ammettere che così Juli era decisamente più attraente e desiderabile di quanto mi potessi immaginare, le sue lunghe gambe le avevo viste decine di volte al mare o in piscina, eppure… con la gonna arrotolata sui fianchi, il minuscolo tanga bianco, lo sguardo torbido e sensuale, le labbra leggermente aperte che lasciavano sfuggire un roco lamento lussurioso, le davano un aria eccitante, la vedevo sotto una luce nuova ed assai più attraente, come una vera porca in calore e, questo, anche prima che il tassello delle sue mutandine si gonfiasse sulla ruvida mano nera che le rovistava la passera che, chissà per quale motivo, immaginai stretta e appena inumidita malgrado lo spettacolo e i maneggiamenti!
Senza darle tempo di riflettere o di fiatare JeanPierre la spinse in avanti e la penetrò con un ringhio selvaggio, mostrando i denti candidi e aguzzi… Julienne si ritrovò con quel cazzo potente che le scavava la vulva e cominciò a gemere, chiudendo gli occhi e agitando busto e testa al ritmo che quel cazzo lungo e nero, le imponeva; aveva un’espressione intensa, così stravolta dal piacere da sembrarne quasi sofferente, la indicai a Carlo, che si era perso tutta la scena iniziale ma che non indugiò un istante a sottrarsi alle famelica labbra di Jasmine per andare a riempire la bocca della fidanzata che, al solito, si rifiutò riottosa!
Tuttavia Carlo, reso cieco dalla passione, vedeva il suo obiettivo a portata di mano e non voleva rinunciare, prese Julienne per i capelli obbligandola a spalancare la bocca per infilarvi il proprio cazzo prepotente, cominciando a pomparla con furia selvaggia… m’aveva rivelato che, oltre a negargli il culo, quella stronzetta si rifiutava anche di prenderglielo in bocca e, ne ero certo, questa per lui era una grande rivalsa nei confronti della ragazza che però, adesso, non aveva nulla della snob piccolo borghese a cui si atteggiava di solito… mi spostai al loro fianco guardando lo spettacolo del cazzo nero che s’immergeva fra le rosee e gonfie labbra, oscenamente slabbrate, che lo accoglievano massaggiandone la serica pelle d’ebano.
Per la prima volta mi resi conto di quanto fosse bella Julienne, m’avvicinai ulteriormente, attratto da quella donna così diversa da ogni mio ideale e che solo ora cominciavo a stimare, le sollevai il leggero top e cominciai a manipolarle i capezzoli turgidi, lunghi come la falange di un dito, lei apprezzò dandomi un occhiata torbida, significativa, stupita di vedermi al suo fianco in un simile frangente, poi allungò la mano e mi tastò il cazzo, umido degli umori miei e di Jasmine…Carlo aveva allentato un po’ la presa e Julienne ne approfittò per lasciare il suo membro appetitoso, rigido all’inverosimile, per imboccare il mio bocciolo moscio che prese a poppare piano, lappandolo con la lingua a gustarne il miscuglio di sapori.
Incredulo Carlo mi lanciò un occhiata eloquente, la sua donna stava trasformandosi in quella troia che lui aveva sempre desiderato e poco importava se, per raggiungere quello stadio, l’aveva dovuta offrire alla bramosia di altri maschi… mentre Julienne mi pompava ingorda, il suo ragazzo le passava il cazzo sulle guance, sulle orecchie, fra i lunghi capelli biondi e infine glielo infilò in bocca contemporaneamente al mio!
Naturalmente compresi perfettamente la scelta della ragazza quando abbandonò il mio pene, ancora barzotto, per tornare a pompare la ghiotta banana che Carlo le offriva, se la passò sulle labbra lentamente, poi ne succhiò il glande violaceo fin quasi a farselo esplodere sul volto prima di, lentamente, ingoiarlo tutto fino ad appoggiare la bocca sul pube di Carlo.
Sorpreso, ma terribilmente eccitato conoscendo la solita Julienne, a vederla comportarsi da vera puttana e, ancor più sbalordito, notavo quanto lei ne godesse… la credevo stretta e arida, era elastica e fradicia d’umori tanto da guadagnare prestigio nelle mie valutazioni… erano sorprendenti quei lunghi capezzoli turgidi che la mano scura di JeanPierre tormentava senza soste, tirandoli e pizzicandoli, inverosimili in vetta a quelle tette appena pronuncia.
Un ruggito di piacere mi scosse dai miei pensieri, voltai lo sguardo in tempo per vedere Carlo coronare il proprio sogno e sborrare in bocca a Julienne, ondeggiando i fianchi egli lasciava che i fiotti densi e potenti schizzassero in fondo alla gola della schizzinosa ragazza che quasi ne affogava, le teneva ferma la testa impedendole di sottrarsi ma lei, col frenetico ingoiare, cercava solamente di bere tutto e non lasciarsene sfuggire neppure una stilla.
-Tieni vacca, ora ti sommergo… non credevo che potessi fartene bere così tanta eh, dai devila tutta… puttana! Godi a farti scopare da un negro… allora goditi anche la mia sborra in gola, succhiala tutta!- Carlo aveva atteso troppo a lungo quel momento per avere pietà di Julienne, continuava a sussultare emettendo liquido seminale spesso e caldo direttamente in gola alla ragazza che per un po’ era riuscita ad inghiottire ma ora lasciava che rivoli densi le colassero dalle labbra, sul mento, fra le mammelle tenere, i conati la facevano fremere in modo scomposto mentre JeanPierre continuava implacabile ed assestarle gran colpi nella vagina, ormai anche lui era prossimo all’orgasmo e aveva aumentato il ritmo artigliandole i fianchi sottili che le grandi mani nere riuscivano a cingere quasi completamente!
Nessuno aveva pietà della ieratica Julienne, sacerdotessa del sesso, malgrado tutto mi faceva pena e, d’impeto, la baciai sulla guancia e sugli occhi asciugandole le lacrime… si sentiva umiliata e la capivo, m guardò di sottecchi e sorrise, ammiccando con gli occhi.
Carlo s’accasciò esausto e Jasmine s’accostò al viso di Julienne ripulendola a grandi colpi di lingua dei residui di sperma, poi le frugò anche in bocca e, in breve le due donne si avvinghiarono in un lungo bacio, le mani bianche e frenetiche di Julienne che annaspavano, strizzando le grosse poppe nere, martoriando i capezzoli così come il fratello di lei torturava i suoi… il ritmo del ragazzo aveva raggiunto l’apice, il rumore dei suoi fianchi che sbattevano contro le natiche nivee di Julienne cadenzavano ogni gesto e ogni sospiro nella stanza, quel bacio saffico m’aveva riportato quasi alla totale erezione ma Henri era stato più veloce di me infilando il suo grosso cazzo al posto della lingua di Jasmine… ora era ancora più eccitante vedere quella femmina dalla pelle d’avorio, posseduta da due maschi neri come il carbone.
JeanPierre era ormai al limite, gli ultimi colpi risuonavano sonori come sberle e ad ogni affondo Julienne piegava la testa all’indietro facendosi penetrare, forse anche per lei era un sogno che si realizzava, dal grosso pene di Henri… improvvisamente quel quadro dinamico e vivace si bloccò; JeanPierre, ben affondato nel ventre di Julienne si teneva stretto ai suo fianchi ed emettendo un lungo lamento selvaggio, fu sconvolto dagli spasmi dell’orgasmo mentre anche lei, sconvolta dal piacere, finalmente mostrava un po’ d’interesse per il cazzo che stringeva in bocca, partecipando in modo attivo al pompino, Julienne succhiava con vigore, incavando anche le guance, il grosso fallo che le sbarrava la bocca!
Le mani avide dei ragazzi avevano lasciato delle chiazze rosse su tutto il corpo dell’esile modella che, adesso, succhiava avida il cazzo di Henri che non aveva neppure più bisogno di tenerle la testa o dettarle il ritmo, se la cavava benissimo da sola e, svuotata dalla grossa “anima” che le riempiva il ventre, s’inginocchiò adorante davanti al ragazzo tenendolo stretto a se e palpandogli i glutei muscolosi con le rosse e carnose labbra che s’avvitavano sul nero cazzo con movimenti lascivi ma decisi e possessivi.
Jasmine, mai sazia, si sdraiò con la testa fra le cosce di Julienne e le ripulì vulva e cosce dal liquido asperso dal fratello poi, ripiegando le cosce sul petto, m’invitò a possederla anche se il mio membro non era ancora del tutto pronto a riprendere le ostilità… in ginocchio fra le gambe della bella moretta le ammirai la figa, ornata dalle labbra spesse e scure, spalancò le cosce lasciandomi intravedere le profonde mucose, di un color salmone carico, il clitoride in boccio s’ergeva all’attaccatura delle grandi labbra, tutto scappucciato, ma la mia attenzione era tutta per l’altro bocciolo… il vortice nero e raggrinzito dell’ano che palpitava di piacere ogni volta che lo leccavo, deciso vi appoggiai il glande ormai gonfio al punto giusto e spinsi!
Jasmine soffocò un urlo nella vulva di Julienne mentre io le sprofondavo, senza troppi problemi, nello sfintere stretto ma accogliente.
-Siiii! Sbattimelo nel culo fino alle palle!- mugolò Jasmine, mordendo la vulva a Julienne che, sorpresa, aumentò il ritmo del pompino che faceva a Henri… Carlo guardava allucinato.
Julienne smise di pompare e si voltò per guardare se davvero stavo possedendo il culo della negretta… dalla sua posizione poteva ammirarne la vulva aperta mentre il mio cazzo pompava ad un ritmo sostenuto nel culo di Jasmine, curiosa Julienne allungò la mano fino a sfiorare le labbra spalancate quindi mi palpò il muscolo guizzante mentre affondava nell’ano slabbrato e pulsante che, ogni volta che mi ritraevo, pareva seguirmi e trattenermi, solido ed elastico nel budello, per diventare soffice ed arrendevole quando sprofondavo in lei fino ai testicoli, spingendo con forza imprigionai le dita di Juli fra i nostri corpi e ruotando i fianchi, le feci sentire per bene tutta la potenza e la profondità di quell’unione.
Julienne si voltò e, sempre restando a cavalcioni di Jasmine, le s’accovacciò addosso, il viso così accostato al punto in cui i nostri corpi erano uniti nell’amplesso che ne avvertivo il fiato… Henri, orfano delle sue labbra, le affondò, da dietro, nella figa protesa.
Dimensioni e potenza dell’organo fece boccheggiare la bella biondina, ne approfittai per estrarre il membro da Jasmine e infilarlo in bocca a Julienne che lo accolse succhiando con libidine e dedicandomi uno sguardo torbido e ammaliatore m’accarezzo e soppesò i testicoli, prima di togliersi il fallo di bocca e guidarlo con mano gentile verso l’ano di Jasmine, alcuni colpi poi lo estrassi e Julienne, prima d’imboccarlo, mi fece piantare nella vulva nera… culo, vagina e bocca, in pochi istanti   avevo infilato una donna in ogni anfora di piacere.
Julienne guardava affascinata lo spettacolo del mio cazzo che possedeva Jasmine e attendeva, sembrava con trepidazione, il momento di poterlo ricevere a sua volta e sentirlo immergere nella trachea, ad ogni affondo prendeva più confidenza e avvertivo le carezze palpitanti della lingua o la stretta impulsiva della gola… ora anch’io desideravo ardentemente possedere quella femmina e mi eccitava sapere che anche lei mi aspettava e mi voleva… invece era Henri che si godeva a fondo i meandri di quel ventre di miele!
Smettendo di pomparla da dietro il ragazzo si distese sulla moquette e attirò la bionda viziata su di se; la sostenni mentre, reggendo con la mano il grosso cazzo, vi s’impalava sopra uggiolando fino a farselo sparire nel ventre… era un mistero come riuscissero fianchi tanto esili ad accogliere un simile serpente, finalmente Julienne era a tu per tu con l’uomo che tanto aveva desiderato, gli accarezzò i suoi pettorali, il collo, le spalle… vi si aggrappò roteando i fianchi piano, facendogli godere le profonda ed elastica consistenza della sua vagina, sculettando avanti ed indietro per accoglierlo tutto, pube contro pube.
-Ora te lo preparo io, quel bel bocconcino!- mi sussurrò Jasmine, mentre anche Carlo e JeanPierre riprendevano interesse, più che platonico, per il coito fra Julienne ed Henri… il giovane stallone nero aveva ritrovato la sua potenza virile e la esibiva, fiero, davanti al volto della splendida bionda che fino ad allora, probabilmente, aveva solo sognato.
A occhi socchiusi Juli continuava ad ondeggiare lentamente, ben innestata sull’organo nerboruto, Henri le palpava le chiappe, le allargava e stringeva fra le mani forti, arrossandole la pelle… JeanPierre, di fronte al bel volto etereo e niveo si menava l’asta, minacciosa e potente, a pochi centimetri dalla punta del naso di Julienne che, però, era talmente assorta dal raggiungimento del suo sogno che non pareva rendersene conto.
Jasmine appoggiò le mani sulle natiche tonde di Julienne intrecciandole a quelle di Henri poi si prostrò e cominciò a leccare le labbra dilatate e il cazzo che le solcava, andando poi a lappare e tentare il vortice verginale dell’ano che pulsava e fremeva alle premure della lingua aguzza… ad ogni leccata aumentava la saliva nel solco arrossato, ma ero conscio che non bastavano gli umori di Jasmine a preparare quel gorgo che ormai era diventato un richiamo irrefrenabile per me così, a malincuore, mi separai da quel quadretto erotico così esaltante.
Tornando con la vaselina, pochi istanti dopo, il quadro si era arricchito di nuove fantasie, l’agile linguetta di Julienne le saettava fra le labbra come quella di un serpente e bersagliava il glande di JeanPierre ogni qual volta la masturbazione scappellava la grossa guglia.
Carlo mi aveva sostituito fra le gambe di Jasmine e stava scoprendo, come più volte lo avevo consigliato, le fantastiche sensazioni del coito anale… la bella e disponibile negretta era l’ideale per ricevere simili attenzioni, il suo sfintere era elastico ma sodo e permetteva l’ingresso solo grazie all’energia del colpo di reni e questo era fantastico e faceva sentire il maschio, potente ed invincibile… signore e padrone della femmina che veniva posseduta.
Con Julienne, pensavo, la storia sarebbe stata ben diversa!
Notai che Jasmine, mantenendo la promessa, aveva già cominciato a lavorarsi l’ano di Julienne e vi era penetrata con un dito che ora agitava e roteava all’unisono col cazzo di Henri, erano ben affiatati i due, vederli accoppiarsi doveva essere uno spettacolo erotico ai massimi livelli… immaginai i corpi neri e lucidi di sudore rotolarsi aggrovigliati nella danza dell’amplesso e il membro, leggermente rilassato, riprese il suo turgido vigore.
Avevo tenuto il tubo di vaselina fra le mani per portarlo alla temperatura corporea così, quando quella porcona di Jasmine ne spalmò un abbondante strato nel solco di Julienne, questa neppure se ne rese conto, ignara delle nostre trame, continuò a giocare coi due neri peni che aveva a disposizione… era bella e perversa mentre sculettava su Henri e lambiva con la lingua JeanPierre che, giovane ed impaziente, cercava di spingerglielo in bocca.
Infine Julienne notò lo sguardo implorante del ragazzo e, raggiante, prese il grosso fallo fra le labbra e subito lui, smanioso, lo spinse dentro sbarrandole la bocca all’inverosimile; quasi simultaneamente Jasmine si spostò, portandosi a fianco dell’amica in modo che vedesse bene e le fosse inequivocabile come e, soprattutto, dove la stava possedendo il “suo” Carlo… ciò fece aumentò il ritmo del pompino della ragazza eccitatissima.
Non appena Jasmine mi cedette il posto, la sostituii nelle manovre fra le chiappe di Juli, era talmente impiastricciata di vaselina che le natiche luccicavano, le infilai il dito nell’ano senza difficoltà, era ben lubrificata anche all’interno, rovistati nel budello bollente ruotando il polso per allargare il pertugio, poi ripetei la manovra con due dita facendola mugolare.
Istruito da Jasmine, Henri le palpava le natiche attirandola su di se finché i pistoncini dei capezzoli non sfregano sui suoi, per consentire ciò senza interrompere il pompino, Julienne dovette inarcarsi sul corpo nero e muscoloso, spingendo indietro il culetto tondo e lucido… il momento era giunto, Henri lo capì, l’attirò ulteriormente a se spalancandole le chiappe… dovevo agire subito, prima che lei oltre al cazzo, mangiasse anche la foglia,.
Mi sollevai sulle ginocchia stringendomi in mano in cazzo duro e, masturbandomi, lo unsi per bene poi, scappellandolo, lo avvicinai minaccioso al culo contratto e lucido di Julienne, avvinghiata e imprigionata dal suo amante… l’ano boccheggio impazzito quando il glande s’accostò, ma non potevo darle il tempo di reagire o ritrarsi, così le affibbiai una spinta non troppo forte, per saggiare la resistenza del muscolo radiale, JeanPierre si era saggiamente sfilato dalla bocca per evitare spiacevoli incidenti, l’urlo di Julienne riempì la stanza mentre tutto il mio cazzo le spariva nel retto, cogliendomi di sorpresa!
Le avevo rotto il culo o la piccola troia ipocrita se l’era già fatto sfondare in precedenza? Solo lei avrebbe potuto spiegarlo ma era troppo impegnata a dimenarsi su Henri tentando, come una puledra, di sbalzarmi di sella; ne io ne lui eravamo intenzionati a mollare la presa, insensibili alle sue mosse e sordi ai suoi insulti e alle sue minacce.
Carlo, eccitatissimo, inculava Jasmine a ritmo frenetico forse sognava di essere al mio posto e domare la splendida donna che, con lo stesso impegno, tentava di sottrarsi a noi poi, poco alla volta, il bruciore al retto si placò i massaggi intimi, uniti, di tre maschi l’aiutarono a superare il dolore, pian piano riprese a oscillare sul ventre di Henri e non si negò quando JeanPierre le propose il membro da suggere; io stavo immobile per non infierire oltre sul suo corpo martoriato…
Non mi muovevo ma, naturalmente, mi godevo totalmente le contrazioni anali di Julienne e lo sfregamento potente del cazzo di Henri, appena oltre la sottile membrana nervosa che ci divideva e permetteva alla ragazza di “sentire” entrambi dentro il suo corpo sensibile.
-Allora puttana, non hai più voglia di fare la svenevole snob come al solito; ti bastano tre cazzi in corpo per farti diventare la femmina che voglio?- le ringhiò Carlo, scaricando tutta la propria rabbia e frustrazione fra le natiche, accoglienti, di Jasmine.
Ormai Henri era di nuovo prossimo a godere, si sfilò dalla vulva infiammata di Julienne e prese il posto con JeanPierre immergendosi fra le labbra carnose dove lei, con pochi colpi, voluttuosi, di lingua, lo portò ad un nuovo orgasmo, quasi altrettanto copioso di poco prima… stavolta la ragazza non si lasciò sfuggire neppure una stilla del denso liquido e, ingorda, ingoiò tutto sostenendo, spavalda e fiera, lo sguardo ammirato di Jasmine che si protese verso di lei per baciarla in bocca.
-Piccola troia nera, questa volta sei rimasta delusa eh!- le mormorò Julienne, ironica.
-No, sono contenta… felice di aver trovato un’altra puttana come me. Ero prevenuta nei tuoi confronti ma ammetto si essermi sbagliata, sei davvero una gran vacca; vedrai, ti insegnerò tanti bei giochini per par impazzire un uomo o… una donna!-
-Non vedo l’ora, la tua lingua nella figa mi ha fatto impazzire. – bisbigliò Julienne.
-Già, perché quel rostro che ti sta impalando il culo?-
-Ammetto di essere stata una stupida, sto godendo proprio come una vacca!-
Senza uscirle dal retto, obbligandola ad assecondarmi, mi lasciai andare sulla schiena sostenendole le cosce spalancate, doveva essere uno spettacolo per chi le stava di fronte, vedeva così offerta, col mio grosso arnese che le violava il culo… JeanPierre non ci vide più dalla libidine e batté Carlo sul tempo, s’inginocchiò fra le mie gambe e introdusse il proprio membro fra le labbra gonfie e dilatate della vagina… il ragazzo non aveva timori o riguardi, solamente l’esuberanza dei sui vent’anni e non si curò affatto ne di me ne della donna che lo stava per accogliere, le entrò nel ventre come fossero amanti da sempre, Juli urlò come se la squartassero ed era un paragone veramente reale… l’enorme serpente, pulsante e lucido, si era rudemente fatto strada fino nella figa aperta, sentii i coglioni gonfi e pesanti sbattere contro i miei mentre Julienne mi mungeva il cazzo nello sfintere, ben presto si adattò anche alla nuova situazione… JeanPierre la pompava con efficace energia e io subivo i loro gesti ma, nonostante ciò, mi stava montando dentro un nuovo orgasmo, potente e inarrestabile… bastarono pochi affondi del negro per farmi eiaculare nel budello rovente di Julienne che, deliziosa come non mai nei miei confronti, si contorse per baciarmi in bocca.
Anche JeanPierre tornò a svuotarsi in quel corpo candido e voluttuoso lasciando la bella biondina esausta e boccheggiante, a rilassarsi stesa sul mio corpo, continuavo con dolcezza a titillare i capezzoli incredibili, lei si voltò di nuovo verso di me con lo sguardo stranamente dolce e, voltandosi carponi sul mio corpo, mi baciò in bocca con movimenti lenti e languidi mentre fregava i piccoli seni sul mio petto villoso…
Improvvisamente la vidi sussultare e strabuzzare gli occhi sorpresa ma, a quanto pareva, niente affatto contrariata, compresi subito che Carlo, infine, era riuscito a prendere il culo alla sua donna e la stava montando con furia esasperata, scatenando tutta la passione e la rabbia della lunga attesa.
Julienne, il culo ben alto e offerto al proprio uomo, si lasciava sbattere mugolando piano, a occhi socchiusi, con una espressione incredibilmente dolce e lussuriosa in volto, intanto seguitava a baciarmi con totale dedizione, era gratificante per me essere al centro del suo interesse ma, in effetti, era proprio come se in quel momento per Juli esistessi solo io e ciò che le capitava “alle spalle” fosse futile ed insignificante; subiva nel retto il furioso assalto del suo fidanzato intrecciando la lingua alla mia e, intanto, mi palpava il sesso estenuato con dolcezza e quasi, oserei dire, con amore.
-Ti amo, per me conti solo tu!- mi sussurrò all’orecchio, confermando l’impressione che avevo avuto, proprio mentre Carlo, con un gemito animale, le veniva nella pancia.

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