I cazzi della vita


L’eccitazione e la lussuria, la voglia e la timidezza che provavi all’inizio della serata sono scomparse, negli ultimi minuti provi solo un totale appagamento.
 Sdraiata su un fianco in qual grande letto dalle fresche lenzuola di seta guardi estasiata il tuo corpo di femmina che si riflette sullo specchio. Ti vedi oscillare sotto i colpi impetuosi del maschio che alle tue spalle ti sta scopando. Instancabile ti cavalca da diversi minuti e tu fedele e docile lo lasci godere del tuo corpo.
 Riflesso nello specchio vedi il tuo corpo ancora parzialmente avvolto nella fine biancheria intima che avevi con tanta attenzione scelto per la serata, i vestiti giacciono sparsi come foglie al vento sul parquet, nella penombra della stanza intravedi anche il riflesso del tuo viso il trucco sfatto, una nuvola rosso fuoco ha sostituito le tue labbra che avevi modellato con tanto amore. Il rimmel è colato e due crateri bui come la notte circondano i tuoi occhi. Senti una gocciolina scendere lungo la tua fronte, sarà sudore o sperma? la domanda rimarrebbe senza risposta se tu ingorda per para di perdere un po’ del seme di quell’uomo che ti sta ancora cavalcando non la raccogliessi per portarla nella tua avida bocca, mmmmmmmmh, sperma. Ti è dispiaciuto quando qualche ora prima il maschio che stavi succhiando e voluto venire sul tuo viso e tu non hai potuto ingoiare tutto, ma pensi che in definitiva puoi ritenerti soddisfatta, ti sta ancora scopando con vigore, e la sera sembra essere ancora lunga.
 È il vostro primo incontro, vi siete conosciuti attraverso la grande rete, una serie di mail, le foto e poi finalmente l’atteso incontro. Ti sei preparata in ogni dettaglio per apparire nella tua più totale femminilità, una depilazione completa, biancheria maliziosa, un abbigliamento da femmina di classe, gonna nera lunga, ma con un ampio spacco, una camicetta di seta. E tutto questo per ora giace sul pavimento, e tutto questo per sentirti femmina per una sera, per avere un maschio che sbava per te, per sentire un cazzo tra le tue labbra, un cazzo che apre il tuo culo. Sospiri dispiaciuta mentre senti che il maschio accelera il ritmo, ansima, fra poco finirà, finirà e domani mattina tutto questo sarà solo un ricordo mentre rivestita in rigidi abiti maschili, con una cravatta che ti serra il collo ordinerai alla tua segretaria di portarti un caffè, quella troietta della tua segretaria sempre pronta a spompinare il primo capo area che passa se sapesse che pompini sai fare tu.
 Troietta si fa per dire ricordi ancora quando appena assunta la hai inculata sulla sua scrivania, certo la hai fatto solo per dimostrare la tua posizione, ma un po’ ti è piaciuto, a lei no, non le è piaciuto proprio, a te si sarebbe piaciuto essere al suo posto, riversa sulla scrivania scopata dal tuo capo, oggetto dei suoi desideri del suo piacere. Ma si sa chi non ha il pane ha i denti, e viceversa.
 Opsh è venuto, ora come al solito un timido bacetto, si vergognano quasi tutti dopo, e poi fugge via chissà se lo rivedrò o se scomparirà.
 È un ragazzo simpatico, esibizionista aveva detto, ma alla mia proposta di andare in un cinema o a teatro, a teatro dove durante l’atto nessuno può alzarsi li impazzirei, trovassi qualcuno che mi porta a teatro. Alla proposta del cinema mi ha depistata su un volgare parcheggio pieno di guardoni, che poi ha visto solo lui, ma almeno scopa da dio.
 Dio come vorrei andare a teatro, non sfigurerei affatto, sono perfetta una volta, anni fa che emozione, che paura, che eccitazione, ho incontrato una mia compagna di scuola, dopo un po’ che mi guardava mi ha domandato se ci eravamo conosciute dall’estetista, signora mi ha chiamato.
 Il giovanotto è in piedi davanti a me, mi chiama, mi avvicino flessuosa, mi struscio sulle sue gambe, il mio viso è all’altezza del suo cazzo, lo prendo in bocca. Conserva ancora un po’ di rigidità. Mi piace, lo succhio avidamente, le sue mani si poggiano sulla mia testa, mi bloccano, lo sento in gola, è meraviglioso, quasi mi soffoca.
 Un liquido caldo mi riempie, non riesco ad inghiottire, mi sento soffocare, la sua piscia esce a fiotti dalla mia bocca, porco, mi cola addosso, mi eccita. Sento qualcosa crescere fra le mie gambe, mi alzo, lo butto sul letto, gli sono sopra, lo monto lo prendo per i capelli ed in un attimo lo penetro. E stupito, si dibatte non lo aveva messo in programma, nemmeno io ma a volte capita, e stretto ma piano, piano, cede.
 Allungo una mano sul suo cazzo, è tornato duro, mi guardo allo specchio, sono stupenda, una donna che scopa un uomo il mio schiavo. Mentre ritmicamente spingo mi domando se venire nel suo culo oppure se cacciarlo via. Per venire dopo nelle mie mani guantate di nero e poi bere il mio seme.

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