Un piacevole incontro


Comincia l’estate e mi dirigo verso Ostia (spiaggia vicino a Roma).
Mi siedo sull’asciugamano e mi metto a leggere, ogni tanto alzo la testa per guardare i seni rivolti al sole di una ragazza a pochi metri da me. Ha un tanga nero e la pelle molto abbronzata e a vederla così sdraiata sembra anche un bel tipo.
Decido di farmi un tuffo, per non far vedere la mia erezione…
Quando esco dall’acqua, mentre mi sto asciugando gli occhi, noto una figura ferma sulla riva ma non ci faccio troppo caso.
Quando sono a meno di due metri sento una voce che dice:
– Ciao, non mi ti ricordi di me?

Mi rivolgo verso la voce e vedo una faccia conosciuta (una compagna di università) ma non ne ricordo il nome.
Ah, ciao, non ti avevo riconosciuta, abituato a vederti sempre vestita di tutto punto, così in costume e molto abbronzata non ti ci facevo.
Ti ricordi chi sono?
Si, ma non ricordo il tuo nome…
Scusa ma è passato un po’ di tempo e poi non ci siamo frequentati poi molto.
Si, hai ragione. Sono Daniela Come stai?
Bene grazie e tu ?Replicai
Anche io. Ma sei qui da solo?
Si, e tu?
Anche io, ho l’asciugamano laggiù, fece indicandomi poche decine di metri alle sue spalle.
Se non hai fretta ci possiamo sedere qui sul mio asciugamano.
Aspetta, vado a prendere la mia roba e ti raggiungo.

Stese l’asciugamano accanto al mio e si sdraiò. Io continuai a rimanere seduto.
Aveva un due pezzi bianco, il reggiseno a triangolo e lo slip non molto alto, che facendo ponte sulle anche lasciava un filo di spazio tra la stoffa e la pelle, poco sotto spiccava uno stupendo monte di venere.
Mi sdraiai a pancia in giù e parlammo del passato del più e del meno per circa due ore.
Ad un certo punto guardando l’orologio disse:
Bisogna che ti lasci, devo andare a fare un po’ di spesa.
Si alzò, ripiegò l’asciugamano e si rivestì, mi alzai e ci salutammo.
Stavo per sedermi di nuovo quando udì un leggero grido alle mie spalle.
Mi voltai e vidi Daniela seduta sulla sabbia a pochi metri da me.
Pochi passi e la raggiunsi.
Che ti è successo?
Ho messo male il piede e devo essermi storta una caviglia.
Le presi in mano molto delicatamente il piede destro, ebbe un leggero movimento dicendo:
Si, mi fa male proprio lì.
Non mi sembra stia gonfiando, segno che non si è rotto niente, ci vorrebbe del ghiaccio, ma qui non c’è!
Vado a casa tanto abito qui vicino.
La aiutai ad alzarsi, la sorressi per alcuni secondi dopodiché fece un passo ma si lamentò di nuovo, e alzando il piede da terra disse:
Non ce la faccio, se l’appoggio mi fa male.
Se vuoi ti accompagno a casa.
Arrivammo alla mia macchina, la aiutai a salire e ci dirigemmo a casa sua.

Per fortuna non abitava molto lontano.

Entrammo e la feci sedere su una sedia, presi un asciugamano ci misi dentro del ghiaccio e lo appoggiai sulla sua caviglia.
Era rimasta in costume e avendo appoggiato il piede sulla sedia e l’altro in terra mi dava la possibilità di vederle un leggerissimo solco sotto il costume.
Che caldo, ha sbuffato, abbiamo fatto una bella sudata, ci vorrebbe una doccia.
Già, ho risposto, … anche piuttosto fredda!
Non resisto, ho troppo caldo, ha ripreso, mi accompagni sotto la doccia?
Certo, sono qui per questo.
L’ho di nuovo presa per la vita e così vicini siamo andati nel bagno, e sempre mezzi abbracciati, ha aperto l’acqua, una risata ci ha coinvolti perché entrambi siamo stati bagnati dallo scroscio improvviso dell’acqua fredda.
Quest’arrivo le ha fatto drizzare i capezzoli che sono spuntati come dal niente sotto le coppe del costume.
Improvvisamente, ha tolto la mano che aveva sulla mia spalla e mi ha toccato il sedere prima un tocco leggero sopra il costume, poi con l’altra mano ha sciolto il nodo che mi lega i boxer e ha infilato la mano a diretto contatto con la mia pelle.
Per essere un uomo… hai un bel culo.!
Piegando il collo ho guardato il suo e ho risposto:
Secondo me è meglio il tuo.

Così dicendo ho passato un dito fra quelle rotondità, poi anch’io ho infilato la mano e l’ho palpato direttamente.

Baciarsi è stata la conseguenza più naturale. Prima un bacio leggero quasi a sfiorarsi poi le ho mordicchiato il labbro inferiore ed infine mi sono fatto spazio nella sua bocca fino a che le nostre lingue si sono intrecciate a lungo. Nel frattempo le ho slacciato il reggiseno che è scivolato in terra e con l’altra mano ho preso a girare tra le dita un capezzolo che si faceva sempre più teso e duro.
Senza uscire da dentro i miei boxer, lei è passata dal culo al cazzo. Il quale aveva già cominciato a risentire di quel bacio e di quello che stavo toccando. Mi ha preso delicatamente le palle in mano e ad iniziato a toccarle.
L’effetto è stato devastante, quel tocco me lo ha fatto indurire e lei sentendolo la ha accarezzato.
Con goffi movimenti ho incominciato ad abbassarle lo slip e lei ancheggiando a favorito lo scendere dello stesso. Anche i miei boxer sono scivolati a terra. Sempre sotto il getto dell’acqua mi sono abbassato a baciarle i capezzoli, poi senza mai staccare la punta della lingua dal suo corpo, sono arrivato fino al piccolo cespuglio castano. Scendendo ancora ho trovato il clitoride gonfio, ho cominciato a succhiarlo a mordicchiarlo e questo l’ha fatta godere, ho sentito, nonostante lo scorrere dell’acqua sulla sua pelle, il sapore dei suoi umori che uscivano copiosi dalla sua fica, e così ho continuato ad usare la lingua e la bocca sul suo clitoride mentre ho infilato prima un dito poi un secondo tra le sue grandi labbra eccitate e piano piano sono affondato fino a farle sparire dentro quel magico anfratto

Sono bastati pochi minuti ed ha cominciato a muovere il bacino verso di me e a contrarre la pancia, poi ha iniziato a dire:
Siii, che bello, …non ti fermare, ….Mi piace da morire, ….ahhhhh
Con quest’urlo di piacere la mia mano si riempì del suo liquido viscioso.
Tolsi la mano e la spostai, volevo conservare parte di quel magico nettare evitando che l’acqua me lo portasse via. Le ho leccato le grandi labbra mentre la sua mano mi carezzava la testa, poi mi sono alzato in piedi. Il suo viso leggermente piegato a destra ed i suoi occhi quasi assenti, esprimevano soddisfazione, si vedeva lontano un miglio che aveva provato piacere ma era la prima donna che vedevo con un espressione quasi stralunata.
Ho portato alla mia bocca l’indice che l’ha penetrata e ho assaggiato di nuovo i suoi umori, lei ha preso in bocca il medio e lo ha succhiato avidamente sfregandoci più volte con la lingua intorno.
A quel punto ha chiuso l’acqua, e mentre la sua lingua esplorava di nuovo dentro la mia bocca, abbiamo cominciato a spostarci e a piccoli passi mi ha appoggiato col culo sul bordo del lavandino.
Ha cominciato a mordermi il lobo dell’orecchio destro, ha leccato con la punta della lingua tutto l’orecchio entrando anche nel buco. Mi ha mordicchiato con le labbra il collo in più punti, e mentre mi baciava il petto scendendo verso il basso, ha fatto scorrere leggermente le unghie sui miei fianchi. Ha preso nella mano destra dolcemente il mio cazzo, che si è appena afflosciato e mi ha mordicchiato la pelle sotto i peli, mentre ha iniziato a passarmi le unghie sulle palle. Questo movimento ha fatto si che il mio cazzo dopo pochi attimi diventasse durissimo. Poi ha preso a muovere la sua mano in su e in giù ma molto lentamente. La sua lingua ne ha lambito por alcuni momenti la punta poi è scesa ed ha cominciato a mordicchiarmi le palle. La mia eccitazione ha raggiunto punte altissime e il cazzo, sempre racchiuso nella sua mano, si è fatto sempre più duro. A questo punto ha tolto la mano, ha appoggiato le sue labbra sulla mia cappella poi con la lingua ha cominciato a leccarlo dal basso verso l’alto, prima davanti poi di lato, vedevo la sua lingua tutta fuori a lambire la mia pelle, e dopo averlo leccato in tutti in versi ha messo la bocca sulla cappella e lo ha fatto scorrere dentro la sua bocca. Avanti e indietro, uno stantuffare lento ma immensamente piacevole, poi ha alternato questo movimento passando con la lingua sulla cappella sotto e sopra.
Non è passato molto tempo quando si è accorta che stavo per venire, ha tenuto in bocca solo la cappella e con sapienti colpi di lingua mi ha fatto esplodere. Di tutto lo sperma che è uscito dal mio cazzo, non ne ho vista nemmeno una goccia lo ha ingoiato tutto con voluttuosa sazietà ed ha continuato a tenerlo in bocca anche fino ha quando ha perso tensione, poi ha preso le palle in mano e ha dato loro un sonoro bacio. Si è alzata e ci siamo abbracciati a lungo, poi ha appoggiato la testa sul mio petto mentre i nostri sessi, i nostri peli si toccavano paghi di ciò che avevano appena vissuto. Andammo di nuovo sotto l’acqua e questa volta per fare veramente la doccia.
Mentre ci stavamo asciugando lei ha detto
Ceniamo insieme?
Con piacere… ho risposto.
Potremmo andare a mangiare una pizza. Ha continuato lei. Non sono tanto brava come cuoca
Pensa che, ho risposto sorridendo, io ho solo la roba da spiaggia.
Hai ragione non ci pensavo, ordiniamo due pizze, scaldiamo qualcosa … e rimaniamo in casa…… la serata è appena cominciata…..

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