La donna con le stigmate


A Livio il padrone della parte oscura della mia anima.

Di Livio e Manuela

Premessa

Questa cosa è per una donna come me. Una donna normale, carina, dolce, quotidiana che vive la sua vita con gioia e desiderio. Una donna che la potesse leggere sentire e capire senza bisogno di spiegazioni. Di scandali ne eccessi. Che la leggesse e capisse per quello che è. Per quell’energia che a volte ci esplode dentro in lampi violenti e inevitabili fino a placare la sua sete in quell’esplosione. Quel lampo che vive in ognuna di noi, non in soggetti patologici, in ognuna di noi, sotto forme diverse. Questa cosa che scrivo è un lampo. Uno dei lampi che a volte…
Vorrei che le parole volassero fuori da se stesse. Si trasfigurassero e giocassero e si scambiassero di vestiti…. Che si riuscisse a leggere un “Ti amo dolcissima creatura” anche dietro un “Chiavami, fammi male, battimi, spaccami a colpi di cazzo!”. Che si riuscisse a capire un “Voglio giocare forte” dietro un “Questa ceramica lavorata è delicatissima”. Allora, per quella che leggerà per come scrivo, anche fosse solo una sola…So che capirai certo uso di frasi e parole, intenso, violento, passionale e sofferto…Io stasera sono una schiava. Non posso farne a meno. Stasera sono posseduta, perseguitata di voglia, da una sete inestinguibile che mi fa stare male. Perché avevo bisogno di star male e sono stata presa da parole di un’uomo che nell’istante che scrivo mi sta violentando spietato. Carnalmente. Mi sta squarciando. Mi stupra, gode di me, del mio corpo e della mia voglia… Mi penetra, mi possiede, mi fa sua. Con le parole e la sua anima. Lui sa, non posso scappare. E mi sta prendendo adesso… Prima che il lampo esploso fuori di me rientri con la stessa velocità nel mio essere quotidiano di ragazza “normale”….. Sto godendo, credo tu lo stia sentendo… Sto avendo un orgasmo doloroso, esplosivo, intenso da impazzirci…. Spero tu lo senta….
Da Livio a Manuela
Voglia di cazzo… Voglia di cazzo…
Voce di donna che diviene impersonale e senza alcuna individualità, geme di piacere obbedendo a misteriosi ordini che partono dalla sua carne e dal sangue.
Lei sa cosa nascondono gli uomini… quell’innocua bestiolina che pende addormentata, inoffensiva, indifferente…
Lei sa molte cose, anche questo.
Ma lei sa che le sue carni portano delle stigmate, e non tutte le donne le possiedono… Stigmate di femmina, stigmate antiche, stigmate di privilegio e condanna insieme. Lei le porta incise ben visibili sulla fronte, sulle mani, sul seno, sui fianchi, che sia coperta o no… Nel suo incedere sono riconoscibili.. Da cosa dipende? Non c’entra bellezza ed eleganza. E’ il sangue che scorre più denso e caldo nelle vene. Sono gli occhi casti e impudichi insieme, innocenti e indecenti, occhi che rivelano e invitano. Sono le mani che accarezzano, stringono, palpano. E’ il seno ben fatto. I fianchi che invitano. Le gambe che a ogni passo ricordano luci e ombre. Quel vertice del sogno dei maschi che lei possiede, celato, ombroso, morbido, una pozzanghera di piacere.
Lei cammina, e che lo voglia o no gli sguardi la seguono. Sono gli sguardi essenziali che i maschi riservano alle donne con le stigmate. Non ci sono parole, in quegli sguardi, ma solo una preghiera, un istinto violento da cacciatore che osserva con cautela e bramosia la preda. E lei lo sa. E cammina. Ed è inseguita da un pensiero privo di parole. Quel pensiero non la spaventa. Sa che è così. Non può farci nulla. E’ la sua sorte. Il suo destino. Il suo privilegio. La sua condanna.
Non per tutte è così. Non tutte smuovono il sangue che veloce va a riversarsi in quelle vene scolpite sotto pelle, in quella verga in cui si trasforma quell’innocua bestionina di prima, che ora diventa dritta scura, minacciosa, testarda, cieca, e che preme con pressione incontenibile. Che si liberi dagli indumenti, che svetti come natura gli ha insegnato a fare, che venga denudato della sua stessa pelle, che mostri la sua punta lucida e tesa, che trovi chi gli dia tregua e sfogo.
E lei sa che questo le appartiene e a questo lei appartiene. Questo fa accadere, femmina con stigmate, e a questo non si nega, da questo non fugge. Questa trasformazione la riguarda, ogni volta che la provoca, ovunque, con chiunque…
Non sa negare i suoi occhi, né le sue mani, né le sue labbra indecenti, né tantomeno il suo ventre a chi la vuole così prepotentemente. Lei sa che è giusto così. Lei è lì, che accoglie e dà il suo corpo, che venga preso per ogni piacere, che venga posseduto, che venga usato e goduto.
Voglia di cazzo…
Del cazzo dell’uomo che la desidera. E il desiderio di averla pulsa in quelle vene in rilievo, lucida la punta tesa, spinge e preme e lei non nasconde più il proprio corpo. Si denuda. Sotto lo sguardo cieco e ribollente del cazzo che la punta. E a ogni indumento quello stringe la carne del maschio in un morso ancora più violento. Davanti a lui è come spogliarsi per tutti gli uomini, e tramite quello tutti la possono possedere. Ora è nuda, non c’è più niente tra lei e quella punta e quelle vene e quel sangue che scorre sempre più veloce. Ora è solo lei la femmina, tutte le femmine, le sue stigmate…
E socchiude gli occhi, le labbra le si dischiudono, e apre il suo corpo a ricevere tutto il desiderio prepotente e incontenibile che lei stessa provoca, come ha sempre fatto, come sempre farà…
E che il cazzo infiammandola le dia tregua, che profanandole la bocca le azzittisca il suo desiderio e la disseti, che penetrandola fra le cosce la faccia come un maglio, come una lama affilata, come una spada che la infilzi, come una freccia che la inchiodi, che profanandola nel culo le infiammi le viscere, la infilzi come una vittima, la possieda come desidera essere finalmente posseduta. Ella stessa e la sua carne dono, come le fa piacere che sia, come sa e deve fare… Fino a identificarsi nella carne di chi la possiede. E finalmente, esplorata e straziata in tutti i modi, essere inondata fra gemiti che dicono i brividi che le salgono alla nuca, e il suo stesso sangue finalmente divenuto la sborra che si riversa ovunque sulla sua carne.
No, non mi sembra che simili e altri deliri e voglie pure scomposte siano incompatibili con la scrittura, né con le cose più belle della vita.

Suo Livio
“Suo Livio”….: un darmi del lei che oggi è darmi del “meno di niente”….
Un attimo dopo…. solo un soffio accanto al mio essere normale…. Mi hai afferrata per i capelli e sbattuta a terra e mi hai sputato sulle gambe e fatta tua schiava senza possibilità di scelta. Forse non la volevo… Sono qui nella mia stanza….Solo un attimo dopo la Manuela quotidiana…. E mi vedo come dall’angolo alto di questo cubo che è la mia camera… Ma è come se io con tutto il cubo non fossi qui…. Ma fossi su un cubo di cristallo di fronte a te…Si Livio, sono qui in camera, ancora vestita da ufficio… E puzzo di sudore e voglia di cazzo…. Sto boccheggiando seduta per terra appoggiata al muro con le cosce aperte… Mi gira la testa e ho il cuore in gola, faccio fatica a respirare e mi gira la testa. Ho una posa volgare e un viso devastato, sono davanti allo specchio…. Sento il piacere colare lungo le cosce e una voluttà che mi divora. E’ un momento mio… E mi lecco le ginocchia come piace a te, mi accarezzo le gambe e sento le tue mani….. Penso ai momenti che ho sfiorato nella mia vita, a quanto vicina sono stata a situazioni pericolose…. le sto rivivendo….
Mi rivedo adolescente letale, pericolosa, mortale dietro al mio essere così “carina” e così innocentemente timida e insicura…. Ci sono meccanismi istintuali e perversi, violenti, in una ragazza…. molto più fisici… Non è una bambina e ha le voglie di una femmina adulta sul punto di esplodere; non è una donna e ha i connotati fisici di una fin troppo conturbante e accattivante crisalide…. Ha l’odore irresistibile delle due cose messe assieme….
E gioca, si sperimenta, a volte proprio dove si sente più al sicuro e con chi più ama, in cio’ che considera “casa su”a e dintorni…Perché li si fida a muoversi a imitazione di femmina e secondo istinto bestiale, sa di poter provocare senza rischi apparenti con persone che comunque potrebbero intuire e capire quei movimenti di seduzione e di sesso… Movimenti violentemente carnali ma necessariamente inconsapevoli, nel senso che sa quello che fa ma le fanno paura, li teme e ne cancella la volontarietà di fatto nell’esatto momento in cui sta per farli, disconnettendo logica, principi e senso dal suo bisogno di giocare con la parte dannata del suo istinto….
E allora rivedo istanti che mi passano davanti come immagini mandate a velocità doppia… Un corpo di muscoli sudati e tesi e io a gambe aperte di fronte a lui, il suo cazzo che pulsa… Le mani di un cinquantenne che mi scendono sui vestiti da dietro, sui seni e tra le gambe, i suoi baci sul collo… I capezzoli duri da far male in rilievo sotto il maglioncino, sfacciatamente offerti agli sguardi di un professore al Liceo… Le mie fantasie sui fratelli e i padri delle mie amiche…Io e una mia che giochiamo a imparci donne esplorando il suo Terranova in un gioco morboso e perverso ridendo col sorriso di bambine tirandocelo tra le gambe…. E sento di quell’età la sensazione che chiunque mi stesse guardando, braccando; sento la sensazione e i brividi e gli orgasmi di giochi solitari immaginandomi lolita, sorella, figlia, madre incestuosa…..
Ed è un salto di pensieri, un altro globo e mi rivedo più in la nel tempo…. Faccio ripetizione a due ragazzini di sedici anni…. Sono piuttosto “popolare” nel mio paese… i ragazzi giovani mi vedono come molto attraente, quasi una sorta di tramite tra “le ragazze reali” e “quelle da giornali”, una sorta di primo “oggetto inarrivabile ma accessibile”, vera, tangibile, ma con un pizzico di profumo da carta patinata…. Mi spiano le gambe, mi mangiano con gli occhi, timidi come non lo sono con le coetanee…. Con l’Università di mezzo riesco a trovare tempo per loro solo nei fine settimana, a casa mia, le domeniche mattina…. Due autentiche canaglie, ma spontanei, veri….. Succede che mi spariscono un paio di slip e delle calze dal cesto della biancheria usata in bagno; e un paio di foto in bikini… Non fosse stato che quella giornata avevo riordinato le cose in camera e in bagno non me ne accorgerei…. Due più due fa quattro… Ma visti i soggetti la cosa mi fa solo ridere divertita…Così mi apposto e la volta dopo dall’altra stanza origlio e li sento bisbigliare… Di me tipo “…Hai visto le gamb…e?”; “…Hai sentito che profumo ha oggi?…”. E infine un “… Ho sborrato sulle sue fotografie ieri sera…”. In realtà la cosa la trovo carina e naturale per quell’età. Ma un po’ mi eccita….. sono una fantasia… una icona. E allora sto al gioco. Faccio la gatta, la “Fennech” della situazione. E le volte dopo faccio ripetizione in camicia da notte trasparente e mi metto in controluce girando in piedi tra la scrivania e la finestra perche’ vedano e si eccitino…. Gonne cortissime, anche a cosce platealmente aperte e slip in mostra e so che sotto il tavolo…Sono più dolce che posso e sensuale e faccio la confidente…. Uno di loro ha una ragazzina, splendida, odiosa, come spesso sono le ragazzine troppo procaci e carine a quella eta’… Io alla sua età ero un altro “prototipo”… Ero pericolosa ma non stronza, ero la brava bimba carina…. Altra tattica…. Questa è invece il tipo…. Bel muso da troietta, truccata, tettone, jeans stretti, spesso viene li prima della fine lezione e mi odia, perche’ quando sono con me i ragazzi non la cagano…. Io ho altro odore, altro suono, altri movimenti altro tutto ovviamente, e ci vuole poco… Insomma succede che avvicinando le loro confidenze (credo a quell’eta’ ci siano altri problemi oltre la scuola e che sia importante parlare)…. Viene fuori che se la fanno tutti e due!…. Ma non separatamente…. Assieme!!!! e non bacetti…. La scopano proprio!!!! In due!!!…. Reazione sorpresa mia, ma la celo fingendo solo divertimento, mi faccio (morbosamente!) raccontar i dettagli… E saltano fuori delle “polaroid” !!! E questa proietta pochissimo sensuale posa a gambe ben aperte… Nuda e scarpe da tennis ridndo! E ci sono anche foto mentre loro se la fanno, imbranatissimi ma…. In bocca in fica e anche in culo! Anche dietro!!!!… Ammetto: la prima volta che la rivedo la “radiògrafo” con gli occhi…. “Prometti di non dirlo a nessuno!!!!”… E a chi vogliono o immaginano lo possa direi!?!?! La realta’ e che è lei a giocare con loro facendo la capricciosa, e li stà sballando del tutto…. Una volta appurato che “ci stanno attenti” e visti da fuori con questa che li tratta come zerbini…. Insomma…. Questa qui mi fa incazzare….. E ho voglia di farmeli… Senza pensarci su; una domenica che sono sola a casa li faccio venire (!) dopo mangiato, faccio la Jessica Rabbit con vestiti improbabili e al tavolo dopo il caffe’…. Gli insegno le donne. A limonare, leccare le gambe, masturbare, leccare la fica, scopare…. Tremano….. Emozionati, eccitati…. Voglio capiscano che si puo’ scoppiare di voglia e darci duro con corpo e le parole ed essere al tempo dolcissimi e rispettare. Gli faccio vedere come si tocca una donna vera da sola; come e’ calda, come accarezza e abbraccia con le cosce bollenti un uomo (!) quando lo cinge tra le gambe tra le gambe; come geme, come odora come gode. Come lavora di bocca. Sono appassionata, ingoiata, rassicurante….
E ancora un salto successivo, alle porte dell’inferno, all’università… Io e l’abbraccio di una nuova realtà a me prima sconosciuta…. Da un paese a una città di mille giochi… Il mio sesso e la mia arte…. Credo che ci sia una differenza fondamentale nel fare arte tra uomo e donna in arte. L’uomo non ha una “creativita’ materna”: in arte scarica anche quella esigenza e mancanza. Ci mette molte viscere e tutta la fantasia, splendido, energetico..Una donna… Ne parlo con rispetto ed attenzione…. Siamo creature raffinate e complesse. Capaci di voli altissimi. Ma per contro per altri aspetti siamo molto piu’ animali e “basse”come istinti base: abbiamo bisogno di abbondanti razioni di cazzo e di sesso forte per stare bene, dobbiamo essere appagate e soddisfatte. E poi quando costruisci la tua opera il sesso o è più metafora concettuale o è crudo ed essenziale…
Essendo carina ed essendo bravina, ho avuto diverse offerte come “apprendista di bottega”, da uomini e da donne…. Offerte anche molto ambigue, come capita “alle carine”… Con la possibilità di stare sulla soglia di due universi paralleli…
Donna: una docente. Già in sede di corso, o d’esame… Uomini o donne… Se le piacevi ti voleva fare. Ma era eccessiva e plateale solo nei modi, non nel fare sesso. Mi ha fatto una corte spietata, da amante romantica e insistente. Ma mi ha rispettato. Ho posato nuda per lei e non mi ha sfiorata. I quadri: o policromie o… Un esempio…. Un quadro blu… tutto azzurro. Una donna che si infilava “dentro” l’avanbraccio…. A dirla cosi sembra….. Ma era molto affascinante. Ma crudo, asettico….

Uomo: un artista sopra i cinquanta. Noto negli Stati Uniti. Atelier alla Giudecca, una stanza 4quattro metri per otto, tutto parquet e vetrate su tre lati… Beh, insomma: un uomo viscido. Capace però di opere incredibili. Parla e mi avvicina, mi convince che mi stima… Poi… Insomma lavora cosi’: tre assistenti, donne….. In quel periodo gli manca la terza, la candidata sono io. Tutte ragazze giovani e carine… Mi seduce (sa farlo alla grande con le parole, irresistibile…), mi attrae… E vado a vedere…Le condizioni sono queste… Due ore al giorno. Da schiava. Umiliata. Completamente nude queste tre, solo scarpe col tacco e trucco (premetto che lo stupefacente e’ che loro lo facevano senza batter ciglio!!!! E che ne ha trovate parecchie, prima e dopo il momento in cui mi sono “affacciata” al suo atelier…. e tutte belle!!!!). Ne vedo una entrare nell’atelier, si spoglia, le fa accovacciare in un angolo e le deride guardandola pisciare sul parquet…. Poi giu’ a quattro zampe e le direziona, lei e l’altra, e le posiziona tirandole per i capelli. Li, ferme a quattro zampe stanno verso le tele su due lati e devono masturbarsi, ma lentamente…. Ogni tanto le chiama in causa e devono parlare di se stesse e descrivere tutte le porcate che fanno con i loro ragazzi, dire che sono puttane, troie, animali da monta, che “l’unica cosa che so fare bene in vita mia è aprire le gambe coi maschi” e cazzate simili…. Lui dipinge e quando ne ha voglia le incula di forza. Da far male. o si faceva lavorare di bocca e masturbar mentre lavora. O ordina che si facciano tra loro. Lo vedo, ho visto, con loro due stese sulla schiena a bocca aperta, pisciare sui loro corpi e sui loro visi…. E io, come ragazza dell’Atelier, dovrei, come tutte quelle che ci sono passate, lasciarmi tatuare all’interno della coscia sinistra un numero. Uno dei progressivi delle sue schiave avute….
“Contratto ” tre mesi, due ore al giorno, un fracco di soldi, e fuori da li….Eccezionale, galante. Ma durante…. Sei il nulla. E lo devi urlare. Quasi punisca la donna per la sua capacita’ di creare. Un folle. Piu’ folli quelle che andavano li. Ma i quadri… Un’energia spaventosa….
E non riesco a starmene buona, Livio… Perché stasera tu hai fatto uno di quei quadri e mi hai fatta cagna in calore, schiava che ha bisogno di subire, ossessionata di maschio, di te…Vorrei essere una delle “donnine di Manara”, di quelle che si fanno piccole da stare tra le dita di una mano e strusciare la fica sulle tue dita a cavalcioni, sbavarti di piacere e marchiarti col mio odore. Vorrei subire maschio da far male ti vorrei nel culo da sentir vibrare le ossa vorrei urlare roca in un orgasmo violento che mi squassi e mi consegni al sonno che mi porti alla luce del sole di domani…

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