Piu’ forte di me


(“A volte certe storie sono molto più normali da vivere che da raccontare”)

Scrivo questa cosa perché Roberta per me è preziosa. Perché se sto camminando con un filo di consapevolezza e serenità in più lo devo a lei. Se vivo la normalità dei miei pensieri più strani è perché ho avuto un giorno la fortuna di incontrarla….. Roberta ha 46 anni. E’ la mia amica speciale, ed è una ginecologa…..

Avevo 20 anni. Ed ero molto “sbilenca”… Avevo un ragazzo e una normalissima vita da ragazza per bene. Un bel ragazzo, davvero molto. Conquista di liceo; il mio primo ragazzo…. Una storia iniziata che avevo 16 anni. Ed al tempo io ero quella carina della classe, della scuola, la preda desiderata dai ragazzi e forse ci giocavo un po’…
Ma non stavo così bene come sembrava… Ecco un mio difetto… sembro sempre al top, solare, felice…. In realtà no, non stavo davvero bene, dentro.
Perché a parte una sottile, insinuante insoddisfazione nella mia storia con lui, nel non sentirmi “letta” per come ero dentro, senza ben sapere cosa non andava, solo sensazioni, era la mia prima storia… Beh…. succedeva che avevo il serio dubbio di essere frigida.
Perché con lui proprio non funzionavo…. Facevamo all’amore, senza troppe parole, senza troppi preamboli, senza complicità. All’inizio… poteva essere l’inizio, ma poi…. Lui era molto bello; gran bel corpo, ottime “misure”…: tutto perfetto o almeno avrebbe dovuto esserlo… Ma io niente.
E se all’inizio la cosa non mi preoccupava affatto, andando avanti…. la cosa si è maledettamente complicata. Aspettavo che il gioco finisse sperando “mi facesse” in fretta.
E da un certo momento in poi mi dava anche fastidio, mi faceva quasi male avere rapporti….
Ma da sola….
Da sola era successo che una notte mi ero svegliata tutta sudata, le lenzuola arrotolate tra le cosce e mi ci stavo sfregando…. E d’istinto avevo continuato. Fino all’urlo. Fino a che avevo sentito le scariche violente lungo le cosce farmi perdere piacevolissimamente il controllo del corpo. Spaventata, concitata, appagata, confusa…..
Non capivo bene.
Dalle amiche rubavo mezze frasi cercando di “indagare” senza la confidenza per poter fare domande dirette…. E giocavo da sola. Ci giocavo molto. Moltissimo.
Non so, sinceramente, come siano le altre ragazze. Io mi masturbavo moltissimo, lo faccio spesso tutt’ora, anche se in modo differente….
Allora non era necessariamente pensiero di situazioni di vero sesso… Bastava un quadro che mi eccitasse…. Mi è capitato di farlo nei bagni del Bouburg a Parigi dopo aver guardato un dipinto di Chezanne….
Ma non era sempre così, avevo anche pensieri terribili, fantasie violente come intensità, anche immaginando mentre ero in pubblico…. Era come mi sentissi guardata sempre, da tutti….
C’erano giorni in cui mi sfinivo da sola senza riuscire a calmarmi…
Ero , credo, davvero piuttosto carina e lo sentivo, dolorosamente, quel desiderio che suscitavo….
E giocando…. Ero davvero sgraziata nel farmi…
Un conto è quando gioco per gli occhi di qualcuno…. Un conto è da sola.
Non c’è posa, non c’è stile…. c’è solo il desiderio e il bisogno….
Una volta Vale, mio marito, mi ha “spiata”, mi ha detto che era uno spettacolo da tremare guardarmi così…. Mi ha fotografata….
Un viso idiota, delle pose scomposte….Uno strano effetto vedermi così, come fosse un’altra…

Sta di fatto che con il mio ragazzo nemmeno fingevo orgasmi.
E lui non si poneva il problema fino a che aveva finito.
Poi mi guardava, con l’aria preoccupata ma nella realtà facendomi sentire in colpa….
Mi pesava, ma dopo un po’ me l’ero messa via….
A volte pensavo a cose molto più eccitanti con altri in altre situazioni e per un po’ riuscivo ad accendermi, ma non fino in fondo….
Succede che un giorno, per un controllo di quelli che sentivo necessari per una donna, dovevo rivolgermi a qualcuno….
E non è passo scontato ne facile.
Avevo fatto un paio di visite da un ginecologo uomo e non era stato piacevole….
Era stato per una “emancipata” richiesta di anticoncezionali che mi facesse sentire tranquilla e poi successivamente per una visita di controllo. Niente di che ma una cosa asettica e piuttosto imbarazzante…

Da un’amica ho l’indirizzo di Roberta, me ne parla in termini splendidi.
Così telefono impacciata una sera…. Mi dice che ha molto lavoro, se mi va di andare a casa sua dopo le sette…. La voce, credo….. mi mette a mio agio. Ci vado, un po’ nervosa ma stranamente decisa….Ne avevo molto bisogno, ed era una donna….

Arrivo da lei…. Vi spiego. Roberta è una donna bellissima. Parliamo di sei anni fa , aveva quarant’anni e come la vedo capisco “l’icona”, per i ragazzi della mia età di allora, della donna quarantenne. Castana, occhi castani vivissimi. Scura di carnagione, sorriso di denti bianchissimi, una bocca splendida, gambe lunghe lunghe e un seno da pubblicità. Capelli tirati su e raccolti con una matita a fermarli…. Un profumo, delle movenze, un suono di donna che mi inebetisce e mi fa sentire al tempo inadeguata e a mio agio…. E’ appena tornata dallo studio. Ancora il camice sopra la gonna scozzese classica e il maglioncino dolce vita beige; calze velate color carne e scarpe non altissime ma col tacco. Sta sfamando le sue due gatte Vispa e Teresa…. Casa molto carina, un villino sui centocinquanta metri quadri, soppalcato, col giardinetto. Single…. Sorride dicendo che si scusa per il disordine ma che ultimamente ha poco tempo e dopo la separazione definitiva di un anno e mezzo prima non si è ancora adattata e organizzata…. Mi studia, è gentile, guarda e non guarda, mi fa parlare. Io sono falsamente a mio agio e spigliata, vestita carina con gonnellina e giacca…. Mi sento un attimo squadrata… dentro. Mi offre un caffè, si lava le mani e li, sul tavolo della cucina mi dice…. “Ti va qui?”….
Perlomeno inusuale… Ma c’è una coperta e un lenzuolo bianco e pulito, la sua voce è tranquillizzante, c’è musica e informalità… mi sfagiola, mi mette a mio agio la cosa.
Capisce e sdrammatizza. Mi dice di sfilare gli slip e poi anche le autoreggenti…. “Lo sai che fanno malissimo queste cose che piacciono ai maschietti? E a occhio la tua circolazione non è perfetta….”.
Mi parla dei reggicalze, che sono magari demodé o poco confidenziali per una ragazza della mia età e un po’ formali ma che sono molto meglio e fanno impazzire i maschietti anche di più, che non sono oggetto antico ma utile…. Quasi non me ne accorgo e mi sta visitando. Dice che sono molto ben fatta, che è tutto a posto, mi sente un po’ contratta e mi dice: “Hey signorina, guardami in faccia…. non è proprio il caso…. Se stai li a pensare cosa devi o non devi sentire o come devi sembrare a me mettitela via. Se ti toccassi li e non ti stessi bagnando un pochino sarebbe quello innaturale… Non per vanto ma tra noi donne sappiamo come ci si muove e io ho il tocco magico!”…
E’ davvero splendida. Mi spiazza, mi smonta il contegno… E davvero sa toccare… Così quando deve “entrare” per controllo la cosa è naturale, tranquilla e, ammetto, molto piacevole…. E’ un attimo. Poi mi risistemo slip, calze e scarpe e lei appoggiata al lavello si accende una sigaretta e tranquilla come una pasqua mi dice “Allora Manuela, qual è il problema….?”
Touche….
Sa che qualcosa non va’. Per un istante temo sia una cosa fisica. Ma attacca. “Sei terribilmente carina e lo sai. Sei perfetta la sotto, poche ore -di volo-, ma alla tua età sarebbe brutto il contrario; sei molto femmina e hai un bel sorriso e un bellissimo stile ma c’è qualcosa che non va’, vero?”.

Vero, verissimo… Mi prende “per mano” e mi fa parlare…. E parlo, parlo, lei ascolta, e sorride. Mi chiede se da sola gioco, mi vede un po’ impacciata e mi mette a mio agio spiegandomi e parlando.

Di me e del mio ragazzo. Mi dice che io e lui siamo solo troppo giovani. Che stiamo insieme come dato dall’immagine “degli adulti per bene da stereotipo”. Che in realtà parliamo poco e che fare sesso non è ne sporco ne esiste un modo proibito, che è necessario sentirsi appagate nel cervello e nel fisico. Che non c’è nulla di sacrale ma che è molto più animale la cosa….. Mi chiede se mi piace toccarmi da sola, se godo. Mi fa parlare del mio immaginario, me lo “cava” fuori ridendo e parlandomi dei suoi…. Mi fa parlare di lui. Mi dice, può anche essere, pur se doloroso da dirsi, che lui non sia quello giusto, tutto qui. E anzi, quando le descrivo i suoi atteggiamenti, che probabilmente non lo è affatto. O per esperienza che non ha ancora o peggio per sensibilità che non ha proprio di suo.
Mi dice che ha visto donne rovinate dai sensi di colpa, che non sentivano e lo buttavano dietro se abituandosi. “Certi uomini hanno fatto danni irreversibili su ragazze perfettamente normali….”.
Mi chiede se mi eccito pensando a certi uomini e certe situazioni. Rispondo di si, molto. Sorride e dice che va tutto bene, solo che devo prendermi più seriamente, prendere ciò che voglio e ciò di cui ho bisogno.
“Non sentirti puttana se hai certe voglie. Noi donne siamo irrazionali, molto fisiche e si, anche parecchio puttane a volte… Meglio esserlo per esigenze fisiche ed appagarle imparando a farlo con stile e nel modo consono che restare inappagate e poi riversarlo sul lavoro e sui rapporti…. Hai l’asso di briscola in mano, sei tu che puoi usare la tua sensualità fisicità e fascino…. usali!!!”.
In effetti sono giorni davvero difficili per me…. capisco quelle cose eppure sono come imballata, in folle…. Mi guarda e mi chiede, anzi, mi dice “C’è altro vero…?”. C’è altro…. Da una settimana…

Un amico dei miei. Il papà di una amica. Sono abituata ad averlo in casa da quando ero piccola. Ha qualcosa più di cinquant’anni, è molto affascinante, gran fisico, splendide maniere. Bellissime mani. Mi prende molto guardare le mani di un uomo…
Da sempre per me è più di un amico di dei miei. Sono figlia unica e in lui, a battute, mi sono sempre sentita capita, letta…. Quasi un confidente con cui bastavano pezzi di frasi, sguardi… Una partita a tennis, una coca cola….
Conosce bene il mio ragazzo, capisce non tutto va bene anche se dopo anni a casa mia quasi quasi si ipotizza il matrimonio.

Con Roberta salta il tappo e parlo a fiume.

Succede che una sera a casa mia passa lui e i miei non ci sono. E davanti ad un caffè parliamo. Non so perché, gli confido che sono incerta sul mio ragazzo, che le cose non vanno….
Si parla di amore, di gesti che devono essere naturali, che sentire un sentimento spegnersi non deve farmi sentire in colpa.
Mi sfiora il seno, di spalle a me…
Continua a parlare, quasi non ascolto se non il suono bello della voce, il suo profumo di dopobarba. Mi volto appena per guardarlo negli occhi…Per capire non so cosa…. Poi lascio fare.
E adesso tutte due le mani sono sui miei seni e me li accarezzano, sopra il maglioncino… E la cosa mi stordisce, mi piace…. Lo lascio fare tremando.
E ricordo…
Ricordo il giorno in cui a casa sua , in camera di sua figlia Lara è entrato, gentile dove studiavamo e ha aperto la finestra dicendo che dava aria perché eravamo li da troppo tempo, che avevamo bisogno d’aria; e il cuore aveva perduto un colpo… Sapevo…
C’era profumo di femmine giovani, di fica.
Mi sentiva, sentivo che mi sentiva, che mi annusava…
Ricordavo il ritorno dal tennis, le mie cosce sudate sul sedile della macchina e i suoi sguardi….
Mi annusava anche li.
E io di istinto mi facevo annusare.
Altri sguardi, altri modi da i miei coetanei…
E parlava, parlava, e le mani su di me, tra le mie cosce, a masturbarmi sopra gli slip lievi e perfette… Le sue dita sulle mie labbra e il sapore della mia fica che lecco dalle sue dita…
Mi gira, dolcissimo, mi sfila dolce vita e canottiera assieme… mi guarda e io alzo le braccia e mi lascio spogliare, mi arrendo, col cuore in gola, e lui davanti a me…
Le mani sulle spalle, dolcissimo ma lascivo di desiderio che mi cola addosso….
Mi accarezza i seni, li bacia, le braccia, l’addome, si accovaccia…
Le ginocchia, poi sale, l’interno delle cosce, mi cinge il culo con le mani e la lingua va tra le mie cosce, sugli slip bagnatissimi…
Sul tavolo della sala, delicatamente, dopo avermi presa in braccio…
Mi guarda…. apro le cosce tremando, impacciata ma perversa nei movimenti di voglia fortissima,, mi sfila gli slip, sposta la mini, il viso tra le cosce, la lingua a fondo, dentro, fino al cervello, mi da un piacere esplosivo….
La muove… mai provato una sensazione così…
Mi prende la mano e me la porta tra le cosce, vuole mi tocchi da sola…Lo faccio….
Sta a un passo e mi guarda mentre si spoglia.
Ha un corpo bellissimo, i muscoli tesi, il cazzo grossissimo, pulsante, teso…
Me lo passa sulla fica, mi tormenta, chiudo gli occhi e mi volto di lato e pian piano me lo spinge dentro… Piano, piano…. A fondo, più a fondo…
Mi afferra il bacino, lo tiene incollato al suo.
Si muove da fermo facendomelo muovere e ruotare dentro…
Mi inarco di vampe di piacere, mi sento piena di cazzo fino al cervello e godo da morire… da morire…
E spingo verso lui…. Cerco il dentro e fuori…Sempre più forte…
E inizia a pompare, forte, sempre più forte.
Inizio a gemere e gridare, vado in estasi e piango e voglio voglio voglio….
Mi tiro su, voglio la sua lingua in bocca ed è una sensazione selvaggia…
Gli bacio il petto, lo accarezzo… Mi spinge il viso giù…. mi sta a filo in bocca, mi piace da morire averlo in bocca, scoparmi in bocca….

Mi piace da impazzire prendere in bocca gli uomini; mi piace succhiare cazzi così caldi e duri e con quel sapore quel modo di vibrare… Ma allora non avevo mai provato quella sensazione…

Mi prende e mi spinge giù, stesa sul tavolo. Mi apre di forza le cosce. Mi entra brutale e mi monta, si mi monta… E’ il termine esatto… Mi monta con bordate tremende, mi gira a pancia in giù e spinge, spinge, spinge…. spietato, cattivo…. perfetto. Come sente in quel momento può fare, deve fare per darmi piacere….
La prima volta. La prima volta che vengo per una cazzo dentro senza toccarmi…
Batto i pugni sul tavolo, grugnisco come un animale, vorrei svenire, inebetita dal piacere…
Ma mi sento penetrata dietro… Nel culo; e davanti.
Mi ha messo un dito a fondo dietro e mi inarco…. Mai fatto…Terribile, devastante; e piacevole…
Mi lavora un po’ così. Poi si china… Mi lecca il buco del culo, e la fica…. mi lecca fino a farmi esplodere…. Vengo ancora e sono spossata… Stupendo, estasi… paradiso…
Sale sul tavolo, mi è a cavalcioni, se lo mena sopra il mio viso… Me lo passa prendendomi le mani e portandole sull’uccello, lascia fare a me. Non mi muovo bene ma è enorme, durissimo, Dio se mi eccita…
Mi esplode in faccia, sento i getti, mi cola in bocca, lecco il tavolo di lato…. Di istinto… mi piace il sapore…. l’odore del suo piacere….

Mi si accascia sopra, siamo sudati, un abbraccio senza parole…

Quando ci rivestiamo sento sensazioni contraddittorie, desiderio e pensieri “sporchi”, so cosa ho fatto, so che ho goduto, ho goduto….
Lo sento quasi una colpa. Ma lui è stato fantastico….
E forse anche io, è la prima volta che lo penso.
Non mi ero mai mossa così…. Mi da un bacio sulla guancia, confuso…..
“Lasciamo passare qualche giorno poi parliamo Manu. Ci capissi qualcosa anche io….”.

Ma non mi ha lasciata li così, è stato li…. parecchio fino a che era tutto sufficientemente ok e potevo restare da sola….
Tre giorni dopo succede ancora. In macchina. Una monta violentissima . Che cerco con cattiveria.
E il giorno dopo. Perché non ragiono, ne ho bisogno. Ho voglia di cazzo. Mi piace sempre di più.

Ed è pericolosamente piacevole anche che sua figlia sia mia amica, che sua moglie sia quasi una zia. Ho pensieri terribili e sensazioni cattive che faccio scivolare via…
Gli parlo e gli dico che è andata bene che sia successo ma che credo sia il caso finisca li…
Sorride, mi accarezza i capelli, capisce.
È grande.
Torno dal mio ragazzo, voglio essere eccezionale, voglio sappia cosa si è perso, voglio conquistarlo…. Sono un vulcano….
Niente. Non funziona…. Devo pensare all’altro per “finire”….

Roberta sa.
Mi sento in palla totale, in colpa verso il mio ragazzo, verso la figlia di lui e sua moglie, verso la mia educazione; mi sento sporca perché in quei giorni i pensieri sono stati sconci, perversi: perchè ho mostrato le cosce a lui di fronte a sua moglie, mi sono fatta masturbare in casa sua, lo ho fatto di bocca con loro di la…. Ma scoppio di desiderio, mi sono scoperta in una nuova Manuela…..

Roberta mi ascolta, mi abbraccia…. “Tranquilla, va tutto bene: è arrivato il temporale, i fiori lo aspettavano e stanno sbocciando violentemente, dolorosamente… Devi solo curarli e riprendere il controllo sapendo che adesso tu sai….”.

E mi toglie i sensi di colpa con una storia. Su come non c’è niente di normale o strano, di logico o razionalizzabile…
Che a volte ci sono situazioni strane e apparentemente proibite che le coincidenze, le circostanze e gli istinti fanno si che succedano anche contro le logiche e che è più naturale vivere che spiegare…

Mi parla di lei.
E di Eirka, una figlia procace e inevitabilmente sballata da una vita familiare non buona tra padre e madre.
Una figlia che vive da sola ma che la cerca spesso, con cui, un po’ per il fatto che in effetti non c’è una differenza d’età enorme e per il fatto che sono sempre state molto complici e unite, c’è un rapporto strano ma forte…

Una sera passa da lei con un ragazzo, è piuttosto tardi.
Lei davanti alla tv con un camicione largo e basta….
Devono andare in Germania a fare un giro da amici, Erika chiede se può stare li quella sera, e a Roberta non pare vero di stare un po’ con la figlia e conoscere il ragazzo con cui sta…
Patatine e Martini, dice che si era data un contegno, per fare la giovanile…
Che vede Erika poco presa da lui… Molto dolce ma non innamorata.
Ci sta assieme per divertirsi, per attrazione ma senza considerare la cosa seria… Un bel tipino la figlia, piglio deciso…
E che ci sono battute del tipo “Hey pupo, non guardare troppo le cosce a mia madre che le sbavi addosso!”.
O lei che ride rispondendo “… Mi sento lusingata di fare ancora effetto alla mia età su un diciannovenne..”.
Ride dicendo che l’atmosfera si scaldava e che la divertiva ed eccitava istintivamente, che assieme alla figlia si muoveva per farla scaldare.
Che Erika sembrava divertita, e si era spogliata un po’ con la scusa delle doccia e che il ragazzo era davvero impacciato con lei che lo provocava dicendo: “Allora ti piace la mia mamma…. scommetto che te la faresti!… Gran gambe eh?”.
E ridendo in canottiera e slip seduta sul divano accanto a lei la toccava tirandole giù la camicia un po’ risalita dicendole che glielo stava facendo imbizzarrire, il ragazzo, con tutta quella roba in bella mostra…
E poi aveva aggiunto: “No dai… potendo scegliere… chi delle due ti faresti?”.
Lui più imbarazzato e sorpreso che eccitato risponde sorridendo: “Dai Eri, smettila”, che stava mettendo la madre in imbarazzo….
E Roberta un po’ per stare al gioco un po’ perché eccitata dalla strana atmosfera dice che non vale, che deve dare una risposta e strizza l’occhio alla figlia in un gioco a metterlo in imbarazzo…
Lui con impacciata galanteria risponde che sarebbe eventualmente una scelta davvero difficile.
E quando Roberta fa la gatta stando al gioco della provocazione dicendosi lusingata perché una della sua età riesce a tenere il confronto di una “manza” come la figlia, aggiungendo che se lei fosse un uomo sceglierebbe Erika cento volte, Erika risponde che lei invece sarebbe , al posto del suo ragazzo diciannovenne, molto più eccitata dal desiderio di fare all’amore con una splendida donna quarantenne come la madre…
Allora il ragazzo per togliersi d’impaccio tenta la finezza dicendo che se proprio fosse in una situazione simile e potesse scegliere non sceglierebbe affatto…
E loro giù a ridere ed Erika a dire: “Questo porco di un pervertito!!!!!! Madre e figlia assieme, hai capito!?!?!” .
E Roberta: “E dici poco!!!! Non penseresti come lui?”.
E Erika: “Credo di si…. Ma questo qui, mi sa, che oltre ad avere voglia di farci tutte e due, impazzirebbe a vederci sputtaneggiare tra noi… Credo dovremmo poi ricoverarlo al manicomio…. Lo facciamo ricoverare…?”.
Li Roberta guarda la figlia e le dice se parla sul serio.
E che in ogni caso un diciannovenne non reggerebbe una cosa così…..
“E tu cosa ne sai?… Dai vediamo…. solo un bacio tra noi… un bel bacio”.

Roberta mi dice che a quel punto scatta qualcosa in lei. Che ha davvero voglia di farsi quel ragazzino. Perversamente, profondamente.
Che guarda negli occhi la figlia e che la sfida non è uno scherzo, che nei suoi occhi trova quelli di una femmina complice.
“Guarda che me lo faccio davvero, non tirare la corda”.
Che non lo cagano proprio impegnate nella loro sfida personale.
“Il problema è che me lo voglio fare anch’io, ce lo dobbiamo giocare…o farcelo assieme”.
Dice che Erika ha lo sguardo adulto, che si sente letta da lei, che la sente complice…
Che si sente dire… “Io ho davvero molta voglia, e tu?”.
Che di istinto risponde: “Guarda che me lo faccio davvero il tuo ragazzino signorina, mi avete mandata in orbita… Digli che si dia da fare” E apre le gambe.
E sente Erika dirle: “Ha bisogno di un incentivo….vediamo chi è più troia, le sorride e le scivola con la lingua in bocca…”.
E poi solo al ragazzo “Fattela…cosa aspetti…?”.
Da li, mi dice, niente ha controllo. Che giocano istintivamente forte, molto molto forte tra lei e Erika, che è molto piacevole e complice.
Che lui la lecca la figa a tutte e due, poi si piazza tra le sue gambe e la scopa con foga mentre la figlia la spoglia e le si mette dietro e lo aiuta a farsela e le parla chiedendole se la soddisfa e sa che le piace… Le chiede se lo sente, le massaggia le tette e li fa baciare tra loro.
Roberta dice che lui la scopa da Dio. E la fa gridare. Ma che anche Erika è su di giri e ha moltissima voglia e ha bisogno di farsi “inforcare”.
E allora è Roberta a dirigere.
“Mi sono divisa quel ragazzino con mia figlia…. A dirtela così non ha logica ne spiegazione. Mi sono fatta scopare da quel ragazzino che non ho poi più visto e che Erika ha lasciato poi senza traumi. Mi è piaciuto da morire, mi ha dato un brivido perverso e proibito e sensazioni puramente fisiche forti… Un ragazzo si muove molto diversamente da un uomo e lo ho sentito moltissimo dentro, mi sono impegnata a sconvolgerlo. Essere con mia figlia…. non so… difficile spiegare…era il modo… Ma annetto… ci siamo fatte tra noi e con molta voglia e piacere… da lesbiche quasi…. Sicuramente da troie che sapevano di esserlo in quel momento… Difficile spiegare… Ci stava; ed è successo…”.

Lei parla, io ascolto. Non è esagerata, non è sporca, riesco a capire. Quando mi dice di un ventiquattrenne con cui ha giocato qualche mese, la sento.
E’ la mia storia solo al contrario…..
Lo ha vissuto. Con passione, dolcezza. Senza voler essere logica o perfetta.
Ma senza fare del male, alla pari…. Ecco, questo ho imparato da lei.
Nessuno di noi è giusto o perverso.
Dipende da come vivi e dalla tua consapevolezza nel vivere un gioco o una scelta.
Devi sentirla. E sono sincera…: io al posto di Erika con una come Roberta ci sarei stata egualmente; lo avrei trovato complice, eccitante, non perverso… tra donne…. almeno per me….

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