Laura la strega del sesso


Laura era sdraiata sul divano, gli occhi semi chiusi, completamente rilassata, i pantaloncini leggermente tirati da parte, l’orlo della T-shirt sollevato sino al collo e le gambe completamente aperte; per me era la più bella, sensuale ragazza del mondo, però volevo vedere di più di lei. Volevo vederla come l’avevo vista in sogno: distesa senza nulla addosso. Ha aperto i grandi occhi e mi ha guardato. “Non sapevo ci fosse qualcosa di così bello. Grazie per avermelo fatto. Ora so quello che le ragazze vogliono dire quando parlano di “venire”.” Alla vista di Laura così sdraiata non ho potuto resistere, “Sai che ti ho sognata l’altra notte?” “Davvero?”, ha domandato Laura compiaciuta, “com’era il sogno?” “Dunque, eri distesa come adesso, ma eri completamente nuda, non avevi niente addosso, ne vestiti ne scarpe.” E’ stata zitta per un momento, pensava a quello che avevo detto, poi sottovoce, con voce suadente ha detto, “Ti piacerebbe che il tuo sogno si avverasse?” “Sì,” ho bisbigliato. Laura allora si è seduta e con un rapido movimento si è fatta passare la T-shirt sopra la testa. Si è alzata e stava per raggiungere i pantaloncini quando l’ho fermata; “Aspetta, Laura. Per favore, lascia che lo faccia io.” Mi ha guardato confusa, ma poi ha sorriso. “Sì,” ha detto molto lentamente, “sarebbe bello. Mi piacerebbe che tu finissi di spogliarmi.” Delicatamente l’ho spinta sul sofà, poi l’ho fatta sdraiare sulla schiena. Le ho tolto lentamente scarpe e calze e dopo averle gettate lontano ho fatto correre la mano sul polpaccio e sulla coscia. Il suo respiro è divenuto più veloce e le cosce vibravano leggermente ad ogni carezza. Ora mancavano solo pantaloncini e mutandine; quando se ne fossero andati, non solo il mio sogno sarebbe diventato realtà, non solo avrei visto per la prima volta una donna nuda, ma vedevo nella sua completezza la più bella ragazza che avessi mai conosciuto. Le mie mani tremavano ed il cuore batteva all’impazzata mentre mi avvicinavo alla vita dei pantaloncini, li ho afferrati e dolcemente ho cominciato a trascinarli giù; si sono bloccati quando hanno raggiunto le natiche, ma lei mi ha aiutato sollevandosi e così i pantaloncini hanno finito per scivolare, alla fine, ai suoi piedi e poi sul pavimento. Ora gli erano rimaste solo mutandine. Erano proprio come le avevo immaginate, un bikini blu pallido con un taglio alto alle anche. L’area del cavallo era completamente inzuppata ed era quasi completamente trasparente. Vedevo i riccioli di peli pubici e potevo intravedere la piega che si apriva per sette centimetri tra le sue gambe. Sentivo anche il profumo di Laura, un odore pieno, muschiato, ma ancora piacevole che scaturiva da lei. Per la prima volta ho sperimentato l’aroma afrodisiaco di una donna eccitata sessualmente, di una donna in calore. Ho afferrato le sue mutandine di seta e le ho tirate giù come avevo fatto con i pantaloncini. Lentamente sono scesi, centimetro dopo centimetro, rivelando la sua pancia leggermente rotonda; il primo riccio di peli pubici è apparso, poi l’intero cespuglio. Le mie mani tremavano mentre tiravo la stoffa sempre più giù. Era il momento della piega tra le gambe, delle labbra gonfie della sua micia fradicia la cui vista attraverso le mutandine mi aveva solo suggerito. Ho trascinato le mutandine fino alle cosce; tutta la sua micia era proprio là di fronte alla mia faccia. Ho fatto una pausa per assimilare la visione, gustare la vista e l’odore del centro sessuale di Laura, poi sono ritornato in me e ho abbassato le mutandine fino ai piedi, carezzando le cosce e le gambe mentre passavo. Ho appallottolato le mutandine e me le sono portate al naso, ho chiuso gli occhi e ho ricevuto l’aroma impetuoso.
Era veramente un afrodisiaco. Il mio cazzo stava già agitandosi nei miei jeans, ma l’odore muschiato gli ha fatto sprizzare fuori parecchio liquido pre seminale. Le mutandine di Laura erano inzuppate, ma i miei boxer erano anche peggio. Una macchia bagnata era comparsa sulla parte anteriore dei jeans e tutta la zona interna intorno il mio cazzo e le palle era bagnata e calda. Ho lasciato cadere le mutandine sul pavimento e sono rimasto inginocchiato, i miei sensi erano quasi sopraffatti dalla vista di Laura completamente nuda. Una gamba che pendeva verso il pavimento lasciava aperta l’area della vulva, le labbra e la valle tra di loro era luccicante, brillante per le sue secrezioni. I peli pubici erano ricci, umidi ed ancora schiacciati contro la pelle dalle mutandine. I riccioli erano biondi, perfettamente uguali ai capelli che gli cadevano sulle spalle. La piccola nocciola che gli aveva dato tanto piacere era appena visibile in cima alle labbra, aveva un aspetto gonfio e maturo ed un colore più scuro rispetto all’area circostante. Gli occhi si sono spostati verso l’alto, alla sua pancia leggermente bombata, all’area proprio sotto la gabbia delle costole dove il rapido battere del cuore appariva sulla superficie. Il mio sguardo è risalito ancora di più e c’erano le sue mammelle, sferiche, bianche, con i capezzoli eretti e la piccola macchia circolare tendente al marrone rosa delle areole. Le mammelle si fondevano col suo collo in un moto simile a musica; il mento appena diviso da una fossetta sotto alla bocca, le labbra umide e leggermente aperte mentre respirava rapidamente; poi i rotondi occhi blu, morbidi e languidi. Per un lungo momento l’ho fissata con timore riverenziale e mi sono perso in quegli occhi, poi silenziosamente mi ha fissato. Le sue parole hanno rotto il silenzio, quasi in un bisbiglio ha detto, “E’ come il tuo sogno?” “No,” gli ho bisbigliato di ritorno. “Sei cento… no, mille volte meglio che nel sogno. Là eri solo nella mia immaginazione, qui sei vera, proprio davanti ai miei occhi, proprio dove posso sentirti e toccarti.” Con delicatezza gli accarezzato la pancia e la zona sotto le mammelle. “Nei miei sogni non ho mai visto un corpo di ragazza tanto bella. Laura, posso guardarti più da vicino? Posso esplorarti? Voglio scoprire tutto del corpo di una ragazza.” Laura ha accennato un mezzo sorriso, “OK, ma solo a condizione che poi sarà il mio turno. Me lo prometti?” Le sue parole hanno fatto battere il mio cuore più rapidamente. “Oh mio Dio,” ho pensato, “vuole farmi quello che io voglio fare a lei e mi domanda il permesso.” Toccava a me ora sorridere. “Sì, Laura, è una promessa.” Mi sono inginocchiato tra le sue gambe e lei le ha allargate per permettermi di vedere cosa c’era, vedevo tutta la sua micia, giù nella fessura tra i globi delle sue natiche e la sua piccola nocciola rosa marrone. Ho aperto di più le labbra della micia ed ho visto che era più complessa di quanto immaginassi, composta di molte pieghe e serie successive di labbra. Più in fondo dove potevo vedere c’era l’apertura della sua cavità, il luogo dove avevo messo il dito precedentemente. In cima alle labbra era quella piccola nocciola, il clitoride estremamente sensibile. Tutta l’area era bagnata e rivestita di un fluido sdrucciolevole. Ho fatto correre il dito su e giù per la piega sentendola bagnata e scivolosa; ho messo uno dito nella cavità e lentamente l’ho spinto fino alla prima nocca, ho spinto dentro il resto finché non è stato completamente inserito dentro di lei. La cavità era liscia, proprio come l’esterno, e calda; ho spinto il dito dentro e fuori e le pareti della cavità sono sembrate aderire strettamente al dito, come se avessero voluto prenderlo prigioniero. Ho aggiunto un secondo dito e li ho spinti dentro e fuori, girandoli leggermente, ed un liquido scivoloso è uscito dalla cavità, mi ha rivestito le dita ed è gocciolato fuori scorrendo dalla fessura alle sue natiche. Laura si è lamentato sottovoce. “Ti fa male, Laura?” Ho domandato allarmato. “Noooo,” ha detto con voce soffocata, “non fa per niente male. Non fermarti.” Ho capito che non faceva male ma la eccitava come eccitava me. Avevo sentito di ragazzi che leccavano la micia e mi meravigliava che facessero una cosa del genere, ma con la faccia così vicina a quella di Laura, con la sensazione di toccarla ed annusarla, ho compreso che la cosa era attraente. Ho tolto le dita e ho strofinato leggermente il pollice sul suo clitoride; ha rantolato muovendo leggermente su e giù le anche. Con le dita ho allargato le labbra della micia, ho avvicinato la testa, ho spinto fuori la lingua e delicatamente ho accarezzato il suo centro del piacere. “Daniele, cosa fai?” “Ti sto insegnando cosa succede quando un ragazzo ti lecca.” “Oh, Dio, Daniele, ho sentito parlare di leccare, ma non ho mai pensato che sarebbe successo a me. Se questo è l’esempio non so se potrò resistere.” “Non l’ho mai fatto prima, così non so se lo faccio bene o no.” “Niente potrebbe essere più giusto di quello che stavi facendo.” Ho messo la bocca tra le gambe di Laura e ho mosso la lingua su e giù. Con le labbra ho carezzato le labbra gonfie della micia su di un lato, poi sono andato sull’altro, succhiando e leccando. Ho steso la lingua il più possibile e l’ho infilata nella cavità; gli ho fatto l’amore con la lingua, spingendola dentro e fuori, torcendo la testa da un lato all’altro.
Lentamente ho tirato fuori la lingua dal buco bagnato e spingendola fino a che è diventata il più grossa possibile, l’ho strisciata su e giù, proprio in mezzo alla sua piega. Ho coperto l’area tutto intorno alla sua apertura vaginale, alternando pressione a leggeri colpi rapidi. Le ho alzato le gambe e me le sono messe sopra le spalle per aver accesso completo al centro del suo sesso, le ho carezzato le mammelle, strofinando i leggermente pollici sopra ed intorno ai capezzoli. Laura si lamentava continuamente, una bassa cantilena di piacere puro. Con le gambe a penzoloni giù per la mia schiena, mi ha tirato ancora più vicino, le cosce premevano contro i lati della mia testa poi si allontanavano, in perfetta armonia con i movimenti della bocca e della lingua. L’ho alzata più in alto e ho mosso la bocca alla sua piccola stella marrone. Era coperta di secrezioni, proprio come la mia faccia e tutta l’area del suo centro sessuale. Ho allungato la lingua e l’ho strofinata leggermente sopra la superficie grinzosa. “Oh, Dio, Daniele! Uuuuhhh…Danniiii.” Laura si è lamentata, avvolgendo completamente le gambe intorno al mio collo e stringendo, ho appuntito la lingua e ho frugato fra le rughe finché non ho trovato il centro, torcendo la lingua tutt’intorno, le ho creato uno spazio per entrare. Laura continuava a stringere e si lamentava sottovoce mentre io rendevo omaggio alle sue parti inferiori. Facendola abbassare delicatamente, sono tornato alla cavità vaginale, usando la lingua come immaginavo si dovesse usare il cazzo se fosse stato dentro di lei; ho reso la lingua il più lungo e sottile possibile e l’ho spinta dentro e fuori da lei facendo un lento movimento ondeggiante. Contemporaneamente strofinavo il pollice sopra l’apertura che avevo appena abbandonato e la sua apertura anale con piccoli cerchi. Le sue anche sembravano avere una propria volontà, dondolavano su e giù mentre provvedevo al loro centro; ora stavo giusto cominciandolo a toccare il clitoride. Mi dava molto piacere quello che facevo e non volevo che finisse prematuramente, avevo già visto come fosse sensibile il suo centro del piacere ed avevo paura che troppa attenzione la potesse portare all’orgasmo ed alla fine del mio piacere. Laura non era dello stesso parere, tuttavia, muoveva le anche in maniera che il clitoride stesse proprio sotto la mia lingua e gli concedessi la mia attenzione; contemporaneamente avevo portato le dita alla sua apertura vaginale. Ho inserito due dita nel buco e le ho mosse dentro e fuori. Ho succhiato il clitoride tra le labbra e gli ho passato sopra la punta della lingua. Sentivo dove il piccolo fodero del clitoride si era tirato indietro e la sporgenza ultrasensibile, mi sono concentrato su questa area con i colpi più leggeri che potevo dare; Laura ha cominciato a tremare in tutto il corpo, le gambe stringevano il mio collo spasmodicamente, ha messo le mani sulla mia testa, mi carezzava i capelli, mi faceva l’amore con le mani, il suo lamento era continuo, morbido e sussurrato, poi ha cominciato salmodiare, molto sottovoce, “Che bello…che bello…cheee bellooooo.” Improvvisamente ha stretto con forza le gambe intorno al collo, ha arcuato la schiena e si è spinta contro la mia bocca. Sentivo la sua micia pulsare contro le mie dita dentro di lei e poi le ha bloccate come in una morsa. Laura si è lamentata, “Oh, Dio, vengo, vengo, sto veeeneeendoooo.” Piccole convulsioni gli percorrevano l’addome e lo stomaco, le natiche e le cosce erano percorse da brividi. Sembrava che si alzassero sempre di più mentre l’orgasmo continuava onda dopo onda. La stretta delle gambe intorno al mio collo è diminuita a poco a poco e ho tolto molto lentamente la lingua dalla piega e dal clitoride e delicatamente, in accordo con il diminuire del suo orgasmo. Gradualmente le gambe si sono rilassate e le ha tolte dal collo lasciandole ricadere sulla mia schiena. Le ho tolte dalle mie spalle e delicatamente le ho appoggiate sul divano. Laura era sdraiata completamente esausta, assaporando il lento declinare dell’orgasmo. Dall’interno delle sue gambe dove stavo, l’ho fissata con uno sguardo pieno d’orgoglio e piacere, pensare di essere l’unico responsabile del suo piacere, capire che era possibile per me dare tanto piacere a una ragazza, mi ha riempito di entusiasmato e timore. Prima ero preoccupato di come avrei fatto con una ragazza se ne avessi avuto l’opportunità, ed ora avevo l’assicurazione che potevo dare piacere nella maniera più completa. I tremiti di Laura erano finiti ed ora era sdraiata completamente calma. Ha sbattuto le palpebre e mi ha sorriso debolmente. “Oh, Dio, Daniele, non so come dirti quello che ho sentito. Ho pensato di essere in cielo e non so dirti come era fatto.” “Penso che questo genere di cose vengano naturalmente, io avevo te per ispirarmi. Non posso immaginare che qualcuno sia più bello e sexy di te.” “Facciamolo ancora, Daniele, mi piace immensamente. Tuttavia mi devi baciare ancora per farmelo capire.” Mi ha teso le braccia ed io mi sono inginocchiato su di lei, portando le labbra sulle sue. Un braccio è andato sulla mia spalla e ha carezzato il retro del mio collo. L’altro è andato intorno alla mia schiena e l’ha carezzata delicatamente. Le nostre bocche si sono mescolate, bagnate ed aperte. La sua lingua era l’aggressore, si muoveva sotto le mie labbra, sotto la mia lingua, e tutto intorno ad essa, i suoi succhi vaginali erano sopra la mia faccia e nella mia bocca e ho capito che lei ne sentiva il sapore; quando abbiamo interrotto il bacio, ha leccato tutto intorno alla mia bocca cercando di sentirne ancora di più il sapore. Poi Laura si è girata, ha messo le mani sul mio torace e, col morbido sorriso di prima, mi ha spinto via delicatamente dicendo, “E’ il momento di mantenere la promessa.” “Mantengo sempre le mie promesse,” ho detto, rendendogli il sorriso. “Cosa vuoi che faccia?”
“Devo fare quello che hai fatto a me, voglio spogliarti e guardarti ed esplorare tutto di te.” Mi ha spinto con più forza e poi scivolando di fianco a me si è alzata. Mi ha preso per le mani e mi ha fatto alzare, quindi mi ha spinto obbligandomi a sedermi. Era là in piedi, completamente nuda, senza timidezza e mi ha afferrato la T-shirt, l’ha alzata ed io ho messo le mani sopra la testa per aiutarla a sfilarmela. Ha appoggiato le mani al mio torace, delicatamente mi ha spinto per farmi sdraiare supino sul sofà. Si e spostata ai miei piedi e mi ha tolto prima una scarpa e poi l’altra, quindi le ha gettate via una alla volta; mi ha carezzato la gamba finché non ha raggiunto il cavallo dei pantaloni ed allora dolcemente ha strofinato, attraverso la stoffa, la mano sulla protuberanza della mia erezione. Ho rantolato rumorosamente e mi sono lamentato, “Oh, Dio, Laura, fallo ancora e sborrerò nei pantaloni.” Ha tolto la mano e l’ha messa sul bottone dei jeans, non riusciva a slacciarlo con una mano e ha dovuto utilizzarle tutte e due. I suoi capezzoli hanno strofinato contro i miei e sono corse piccole scintille elettriche di piacere; ho capito che quando si è arrapati i capezzoli di un uomo sono erogeni proprio come quelli di una donna. Alla vista della pelle d’oca che si era creata intorno ai miei capezzoli, ha abbassato la testa e li ha leccati, lentamente e sensualmente, non ho potuto fare a meno di lamentarmi mentre lo faceva. Finalmente è riuscita ad aprire il bottone e ha cercato la linguetta della chiusura lampo, l’ha trovata e lentamente ha abbassato la zip sino al fondo. Mentre lo faceva accarezzava i boxer ed il mio cazzo ha vibrato e ha fatto fluire altra pre eiaculazione nella mia biancheria già bagnata fradicia. Ha fatto strofinare la mano sulla protuberanza risalendo alla vita dei jeans e godendo per il piacere squisito che sapeva di darmi; ha tirato e lottato per far scendere i calzoni. Ho alzato il sedere dal sofà per permetterle di fargli passare le anche; finalmente sono arrivati alle cosce ed era in grado di fargli fare facilmente il resto della strada. Ora ero sdraiato nudo ad eccezione dei boxer che si sono incurvati ancora di più quando è cessata la costrizione dei jeans e la mia erezione ha formato una tenda sul davanti. Ho guardato e sebbene i boxer fossero bianchi, ho visto che tutta la parte anteriore ed il cavallo erano inzuppati del mio liquido pre seminale. Laura ha percorso lentamente con la mano la mia gamba nuda sino all’orlo dei boxer, il suo tocco era leggero ed ondeggiante e ho boccheggiato quando le sue dita hanno toccato l’area sensibile all’interno della coscia. Ha immerso la punta di un paio di dita sotto l’orlo dei boxer e le ha strofinate molto delicatamente contro parte inferiore delle mie palle; le mie anche si sono scosse in reazione al piacere e mi sono lamentato di nuovo. Poi le sue mani si sono mosso alla cima dei boxer e ho capito che presto avrebbe dato un occhiata. Sono scese più facilmente dei jeans ed è stato solo necessario alzare leggermente il culo per fargli passare le natiche. La mia erezione era l’ostacolo maggiore, tuttavia, e Laura ha dovuto alzare i boxer per farli passare sopra le palle ed il cazzo rigido e gonfio. Li ha tesi e poi li ha tirati con un solo movimento; il mio cazzo, calmo per tanto tempo, ora balzava su e giù con piccoli movimenti al ritmo del mio battito cardiaco. Laura si è bloccata, ed anche le sue mani lo hanno fatto, e ha bisbigliato, “Oh, mio Dio! Il libro non me lo aveva fatto vedere. E’ bello.” Non appena ha tolto gli occhi dal cazzo, ha abbassato i boxer fino ai piedi, ha sentito quanto erano bagnati e ha detto, “I tuoi boxer sono bagnati come lo erano le mie mutandine. I ragazzi si bagnano come le ragazze?” “Sì. E’ quasi la stessa cosa. Quando un ragazzo si eccita ed ha un’erezione esce il liquido pre seminale. E’ come un lubrificante, rende più facile metterlo dentro ad una ragazza. Ho avuto un’erezione per quasi un’ora e ho quasi inzuppato i boxer.” Mentre lo dicevo un po’ di liquido pre seminale è colato dalla testa del cazzo e ha formato un rigagnolo giù per la cappella. Laura si è messa tra le mie gambe, si è lasciata cadere sulle ginocchia, ha allungato un dito e ha toccato la perlina brillante di liquido, l’ha spalmata sulla testa con un moto circolare. Le mie anche si sono scosse involontariamente e ho rantolato a quel tocco. “Oh, mi dispiace, Daniele,” ha detto Laura. “Ti ho fatto male?” “No, no, non mi hai fatto male. E’ stato bello, veramente bello. Il fatto è che ero così eccitato per averti vista nuda, averti toccata ed averti visto venire che sono sul punto di venire anch’io; basterebbe un nonnulla per farmi eiaculare.” Gli occhi di Laura si sono allargati e ha domandato, “Cosa fa un ragazzo quando viene? Viene fuori della roba dal suo pene come era detto nel libro?” “Sì. La sborra viene sparata fuori alla fine, viene fuori a spruzzi e contiene lo sperma, la roba che mette incinta le ragazze.” “Sì, l’ho imparato sul libro, a scuola ci hanno detto che se una ragazza non vuole rimanere incinta, non dovrebbe avere rapporti a meno che il ragazzo non abbia un preservativo; oppure lei non prenda la pillola.” “Sì, è così, solo che noi ragazzi li chiamano impermeabili, non preservativi.”
Sembrava che Laura non potesse tenere le mani lontane da me e le ha fatte correre su e giù sulle cosce, dalle ginocchia fino a dove toccavano le palle. Ha fissato il cazzo come affascinata. Finalmente ha parlato e ha domandato sottovoce, “Cosa fa venire un ragazzo, cosa gli fa spruzzare la roba?” “Bene, la maniera migliore per un ragazzo è metterlo dentro a una ragazza. I ragazzi sognano di fottere le ragazze per poter venire. Da quello che ho sentito dire dai ragazzi, tuttavia, venire oralmente è altrettanto bello se non meglio di fottere; succede quando la ragazza lo prende in bocca e lo succhia finché lui viene. E’ quello che si chiama pompino.” “Sì, ho sentito alcune ragazze durante l’ora di educazione fisica che si vantavano di aver fatto pompini ai loro ragazzi.” “Poi c’è sempre il lavoro di mano, toccando un cazzo e strofinarlo con una mano su e giù finché non sprizza,” ho detto. “Quando l’hai toccato poco fa, avevo paura di non riuscire a resistere.” Laura ha allungato una mano e ha toccato il cazzo con la punta delle dita e le ha fatte correre su e giù dalla testa bagnata e brillante fino alla base. “Daniele, voglio vederlo sprizzare, posso fargli… cosa?… un lavoro di mano?” “Oh, ssssiii. Non ci vorrà molto, sono così vicino a venire.” “Dimmi come devo farlo. Voglio farlo bene, voglio che tu goda come hai fatto godere me.” “Coprilo con la mano destra e muovi la pelle su e giù; metti un po’ di liquido sulla testa e spalmalo dappertutto, aumenta il piacere. Quest’area, proprio qui sotto la testa, è la più sensibile,” ho detto, indicando l’area sulla parte inferiore del glande. Ha fatto passare la punta del dito fra le gocce di liquido pre seminale e le ha spalmate sul cazzo. Avvolta delicatamente la mano intorno all’asta, ha fatto dei piccoli movimenti su e giù. Dio, che bello. Non potevo fare a meno di agitare le anche su e giù per muovere il cazzo nella sua mano. Comprendendo che volevo più movimento, ha cominciato a far scivolare la mano su e giù, completamente dalla cima al fondo. Ogni volta che si muoveva sulla cappella, più pre eiaculazione ne usciva ed aumentava la lubrificazione. Penso che sia stato l’istinto naturale che gliel’ha fatta fare, ma ha messo l’altra mano sulle mie palle e le ha accarezzate leggermente causando un piacere che si è irradiato attraverso me. Ho chiuso gli occhi e mi sono abbandonato al piacere che mi dava, avrei voluto che durasse per sempre, ma la natura non poteva differire ulteriormente la fine. Lamentandomi ho spinto su e giù le anche ed ho arcuato la schiena; le anche si sono tese contro la sua mano e l’esplosione è venuta. Il primo schizzo sarà volato a più di un metro ricadendo poi sul mio torace; altri spruzzi sono arrivati e sono corsi giù sulla sua mano, cadendo poi sul mio stomaco e sulle cosce. Gradualmente il flusso è rallentato e solo alcune gocce sono fluite fuori. Lei continuava a muovere la mano portandomi attraverso l’orgasmo ed oltre.
Lentamente ho lasciato cadere le anche sul sofà, rilassandomi finché i piccoli tremori non sono cessati. Laura ha abbandonato il mio cazzo e ha strofinato le mani nella sborra sparsa sul mio corpo. Dio, che sensazione meravigliosa quando lo faceva. Ha alzato la mano gocciolante di sperma e se l’è portata al naso per ricevere il mio odore; ha tirato fuori la lingua, l’ha strisciata sullo sperma e l’ha preso in bocca. Soddisfatta di averne conosciuto l’odore ed il sapore, ha appoggiato la mano al mio stomaco e ha strofinato circolarmente la sborra. “Dio, Daniele,” ha detto, “Hai fatto veramente una grande confusione. Vado a prendere degli asciugamani così potremo pulirci.” L’ho guardata mentre camminava verso il bagno, le anche ondeggiavano, il culo era ancora più sexy di quando l’avevo visto dentro i pantaloncini. Il mio cazzo si era ritirato un po’ dopo che ero venuto, ma la vista del culo di Laura l’ha fatto ritornare alla più completa rigidità. Erano passati cinque minuti da quando ero venuto ed ero di nuovo arrapato! Laura è ritornata dopo alcuni minuti con un asciugamano caldo e bagnato. Aveva pulito lo sperma dalle sue mani ed ora voleva pulire me; con l’asciugamano ha pulito la sborra che mi aveva imbrattato le gambe, lo stomaco ed il torace, poi ha cominciato col cazzo e le palle. Il calore e l’attrito della stoffa hanno cominciato a far palpitare di nuovo il mio cazzo. Laura si divertiva a provvedere alle mie necessità e ha sentito l’effetto che aveva su di me. Carezzandomi il cazzo ha detto, “Pensavo che il pene di un ragazzo… ehm, cazzo… avevo supposto che scendesse dopo un orgasmo.” “Beh, di solito succede,” ho risposto. “ma ero così eccitato che la vista del tuo dietro sexy mentre uscivi mi ha fatto arrapare di nuovo. Penso che una volta non sia stata sufficiente.” Ha continuato a carezzarmi il cazzo, “Allora, se sono l’unica responsabile di questo mostro, allora penso sia giusto che sia io l’unica ad addomesticarlo.” Imitando le parole che gli avevo detto precedentemente, ha detto, “Ora è il momento per te di provare cosa si sente ad essere mangiati da una ragazza.” Ha abbassato la testa, ha aperto la bocca e ha preso in bocca metà del mio cazzo. La lingua ha turbinato intorno alla testa e poi si è mossa verso quella parte molto sensibile sotto la cappella. Ha mosso la testa su e giù, imitava il movimento che aveva fatto poco prima con la mano. Si è alzata così da avere in bocca solo la testa e l’ha succhiato come fosse un lecca lecca. Tolto il cazzo dalla bocca, ha fatto turbinare la lingua sopra la testa e poi su e giù lungo i lati. Il piacere che mi dava era oltre ogni mia immaginazione più selvaggia, le mie anche hanno spinto verso l’alto ed i muscoli delle natiche e delle cosce si sono tesi contro di lei. Gli ho messo le mani tra i capelli e gli ho accarezzato la testa. Quando ha stretto i denti, mi sono lamentato, “Ohhh… Laura… Ohhh, che belloooo.” Si è ricordata di come avevo reagito alle carezze alle palle perché ha spostato su di loro la bocca e vi ha fatto correre sopra la punta della lingua disegnando dei cerchi leggeri. Mentre faceva questo, la sua mano si muoveva su e giù lungo il cazzo, mi dava piacere sia sul cazzo che sulle palle. Mentre la lingua giocava con le mie palle e la mano col cazzo, anche l’altra mano era occupata, si è spostata sulle natiche ed alla piega che le divide; le dita hanno accarezzato sia la piega che più giù sul fondo, l’area anale. Un dito ha accarezzato il mio ano ed era come se delle scintille mi attraversassero.
Laura ha sentito la reazione e ha accarezzato con piccoli cerchi la zona increspata. Ha preso un po’ di saliva e pre eiaculazione che aveva scarico la mia piega ed bagnato il dito e l’ano contemporaneamente, poi ha spostato il dito al centro dell’ano e ha spinto. Lentamente il dito è penetrato. Non potevo credere al piacere che mi dava. Lo ha tolto e ha strofinato un po’ la superficie. Le mie anche spingevano verso l’alto e allo stesso tempo grugnivo e mi lamentavo per il piacere, piacere che continuava ad aumentare e mi sentivo portato ad un punto che era quasi impossibile sopportare. Laura ha abbandonato le palle e ha sommerso il cazzo nella bocca, ne ha preso più che poteva, ben più della metà. Le guance erano incavate per la suzione e ha succhiato ed usato la lingua in una maniera incredibile. “Oh, Laura,” mi sono lamentato, “sto per venire! Sto per venire proprio adesso!” Ho pensato che l’avrebbe tolto dalla bocca e mi avrebbe fatto finire con le mani, ma non l’ha fatto, ha invece cercato di ingoiarlo ancora di più e ha cominciato a succhiare ancora con più forza. Era troppo, sono caduto al di là del limite, le mie anche si sono scosse, la mia schiena si è arcuata e ho schiacciato tutta l’area dell’inguine nella bocca di Laura. Poi l’onda mi ha colpito ed il mio cazzo ha cominciato a spasimare, emettere a getti ruscelli di sperma nella sua bocca. Ha ingoiato, cercava di ingoiarlo tutto; è riuscita a mandarne giù molto, ma sentivo delle bolle uscire dalla sua bocca e scaricarsi sul mio stomaco e sulle palle. Avevo pensato che dopo l’ultimo orgasmo non avrei avuto più sborra, ma apparentemente ne avevo ancora molta immagazzinata. Gli spasmi sono diminuiti e lentamente il cazzo ha cominciato a rimpicciolirsi ed alla fine è sceso. Laura l’ha tenuto in bocca finché non è diventato piccolo e flaccido e poi lentamente l’ha tirato fuori con la lingua; un po’ di sperma è gocciolato. Ha alzato la testa e ha guardato in su verso di me, un dolce sorriso sul viso. Le labbra erano rivestite di sborra, piccole gocce erano agli angoli della bocca ed una goccia gocciolava dal mento. “Oh, Dio, Laura, è stato incredibile. Il mio orgasmo deve essere stato meglio del tuo perché sono andato in paradiso.” “Nulla poteva essere meglio del mio,” ha detto Laura. “Forse altrettanto buono, ma non migliore.” Si è mossa sul mio corpo, mi ha baciato sul torace e poi sulle labbra. Ho assaporato me stesso nella stessa maniera che lei si era assaggiata. Una sensazione di desiderio puro e semplice è fluito attraverso me dalla sensualità pura di un tale bacio.
Siamo rimasti sdraiati insieme sul sofà: nudi, sazi, innamorati, esausti. Ci siamo rilassati e ci siamo baciati lentamente, traendo diletto dagli ultimi bagliori di piacere. Probabilmente abbiamo sonnecchiato, ci siamo svegliati e avremmo fatto di nuovo l’amore se non avesse squillato il telefono, abbiamo fatto un salto, spaventati dal suono inaspettato; Laura ha risposto e ha fatto una smorfia verso di me mentre parlava. Ha riattaccato e ha detto, “Maledizione! Maledizione, maledizione! Era Zia Luisa; sembra che mamma gli abbia chiesto di darci un’occhiata e sta venendo qui per essere sicura che abbiamo da mangiare. Sarà meglio che ci vestiamo e tu vada a casa prima che arrivi. Sicuramente non vogliamo che qualcuno pensi che abbiamo… e… fatto le cose che abbiamo proprio fatto. Oh, Daniele, mi dispiace. Pensavo che avremmo avuto più tempo oggi. Ci sono molte altre cose che voglio conoscere, molte domande che voglio farti. Forse anche molte… mmm… molte altre… dimostrazioni pratiche,” ha detto con un sorriso.
“Pensi che sia possibile più tardi… più tardi fare… altre … altre lezioni di ballo?” Ero entusiasta della sua domanda, avrei voluto suggerire di continuare la nostra esplorazione, ma non volevo rischiare troppo. Comunque mi aveva preso le mie mani e mi ha dato la possibilità di suggerirgli.
“Sì, Laura, mi piacerebbe veramente. Mi piacerebbero altre… lezioni di danza.”
“vedrò se sarà possibile quando i nostri andranno di nuovo fuori città. Voglio essere sicura che saremo da soli. Vado a farmi una rapida doccia e tu vai a casa tua a fare lo stesso. Ti chiamerò quando la zia sarà arrivata ed avrà preparato da mangiare.” Sono ritornato velocemente nei jeans e nella T-shirt.
“A dopo,” ho detto tornando vicino a lei. Non abbiamo detto niente ma ci siamo chinati in avanti e ci siamo baciati delicatamente prima di allontanarci in direzioni diverse.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...