Incontri del primo tipo


Dopo l’università ho trovato lavoro in una piccola società nel mio paese natale. Dopo un anno di lavoro faticoso ed ingrato ho compreso che questo non mi avrebbe portato da nessuna parte, così mi sono licenziato e sono andato al nord a lavorare in una grande società di telecomunicazioni. Avendo vissuto con mia madre per un anno avevo risparmiato abbastanza soldi da permettermi di mettere in atto questa decisione senza difficoltà. A rendere le cose più facili, la mia nuova società sosteneva la maggior parte delle spese; avevo quindi soldi a sufficienza per permettermi l’affitto di una casetta e per comprare i mobili per rendere decente il soggiorno. Avevo anche un garage per la mia vecchia Volkswagen Rabbit.
Volevo fare una buona impressione in società, così ho passato la maggior parte dell’estate a lavorare e, dopo il lavoro, usavo la bicicletta per mantenermi in forma. Era un’estate solitaria, mia sola amica e confidente da tre anni era la mia ragazza. La relazione era soprattutto platonica.
Una notte, la conoscevo da un anno, abbiamo fatto sesso ed era la prima volta per tutti e due. C’è stato del goffo imbarazzo e grugniti poco dignitosi, ma abbiamo compiuto l’atto. Dopo la nostra notte di passione (uso il termine molto approssimativamente) nessuno di noi ha più tentato qualche cosa di più coinvolgente di un bacio sulla guancia e non menzionavamo mai la nostra deludente notte. Dopo la mia partenza la nostra relazione si era ridotta ad una telefonata alla settimana.
Ho conosciuto una coppia che viveva nella casa dietro la mia. Susanna era infermiera in un vicino ospedale e Bruno era come me un programmatore. Vedevo spesso Bruno quando alla sera tornava dal lavoro in macchina. Talvolta gli parlavo quando tornavo dai miei giri in bicicletta e lui sembrava sempre contento di vedermi. Ci siamo divertiti a bere birra e ci siamo lagnati dei nostri datori di lavoro e delle loro insane politiche societarie.
Bruno mi ha invitato a vedere la sua società ed a pranzo. Io ho contraccambiato una settimana dopo. Dopo di allora abbiamo pranzato insieme una volta la settimana. Bruno era sveglio, arguto e non complicato. Ero contento di avere un amico che non stava a cinquecento chilometri.
Una notte dopo alcune birre ed aver cambiato l’olio alla Audi di Bruno, ho detto che sarei andato in Arabia Saudita per installare del software. Bruno ha detto, “Se ti caccerai nei pasticci ti tireranno giù i pantaloni e se sei circonciso, i problemi si moltiplicheranno.”
“Non preoccuparti,” ho detto, “non sono circonciso.”
Mi ha dato un’occhiata strana ed ha rovesciato un po’ d’olio che stava versando nel motore. “Cazzo,” ha detto, “passami qualche asciugamano di carta.”
“Ad ogni modo, se ci vado, farò in modo di restare fuori dai guai e tenere su i pantaloni,” ho detto mentre Bruno puliva l’olio versato con gli asciugamani di carta.
“A dopo,” ho detto dopo aver finito la mia birra.
“Hai qualche progetto per sabato?” ha chiesto Bruno. “Susanna ed io vorremmo cucinare del salmone ai ferri e ci piacerebbe averti con noi se non hai altri piani.”
Non avevo altri progetti se non evitare di lavorare nel week-end, avevo veramente bisogno di un break. “OK,” ho detto, “porterò del vino.”
“Porta anche un po’ della tua musica preferita. Devo provare le mie casse nuove.”
“OK, lo farò.”
Era troppo caldo il sabato per fare qualche cosa che non fosse stare in casa. Sono andato in bicicletta fino all’enoteca dove ho preso una bottiglia di Chardonnay piuttosto costosa. Dopo di che, mi sono fatto una doccia fredda. Asciugandomi guardavo fuori dalla finestra della camera da letto ed ho visto Bruno che puliva la grata di carico del combustibile. Indossava dei pantaloncini molto stretti, una camicia aperta ed era a piedi nudi. Sono rimasto davanti alla
finestra ad asciugarmi e l’osservavo, ho pensato che avrebbe guardato in su e l’avrei salutato, ma non l’ha fatto.
Continuavo a guardare pigramente fuori dalla finestra e ho osservato che aveva una giusta quantità di peli castani sul torace; ho cominciato a pensare alla sua vita sessuale con Susanna. Lei è bella e, ho pensato, lui è bello. Mi sono sentito imbarazzato confrontando il mio unico patetico incontro sessuale con la loro meravigliosa vita sessuale (almeno io la immaginavo meravigliosa).
Sono rimasto sdraiato nudo sul letto per circa mezz’ora; mi sono eccitato ed ho pensato di masturbarmi, ma era ora di andare e così mi sono alzato. Mi masturbavo una o due volte al giorno, soprattutto due volte ma quel giorno non l’avevo fatto. Quando mi masturbavo, le mie fantasie erano vaghe.
Frequentemente menavo il mio cazzo da diciassette centimetri e solleticavo le mie palle. Mi piaceva schizzarmi lo sperma sul torace e non avevo alcuna fretta di asciugalo. Una volta o due, per curiosità, l’avevo assaggiato ed avevo concluso che aveva un gusto piacevole.
Mentre mi stavo vestendo ho guardato fuori dalla finestra e ho visto che Bruno non c’era più. Mi sono messo una T-shirt, pantaloncini e sandali di pelle. Ho scelto quattro dei miei CD preferiti, sono andato in cucina, ho preso la bottiglia di vino e gli occhiali da sole e sono uscito calore afoso. Ho impiegato non più di trenta secondi per avvicinarmi alla porta di Bruno, bussare alla vetrata ed essere fatto entrare da Susanna. Stava facendo un’insalata e mi ha detto di andare in soggiorno. La loro casa era identica alla mia come configurazione, ma speculare e ciò mi ha un po’ disorientato.
Bruno aveva fatto la doccia, si era cambiato e stava ascoltando la musica, i folti capelli castani erano ancora bagnati. Bruno è sembrato sinceramente contento di vedermi e mi ha offerto un bicchiere di vino; siamo andati in cucina, abbiamo aperto la bottiglia che avevo portato, ha riempito due bicchieri e me ne ha dato uno. Non ne ha offerto a Susanna e non ho domandato il perché.
“E’ ora di cucinare il salmone,” ha detto Susanna, così Bruno ed io siamo usciti nel calore e nell’umidità a cuocere il pesce.
La cena è stata eccellente, forse anche perché ero stanco di cene gelate e fast food. Dopo la cena Bruno ci ha suggerito di andare in soggiorno ascoltare un po’ musica. “Laverò i piatti più tardi,” ha detto a Susanna. Dopo dieci minuti Susanna è entrata con l’uniforme bianca da infermiera, ha dato un rapido bacio sulla guancia a Bruno e ci ha augurato la buonanotte.
“Stai andando a lavorare?”
Ha sorriso, “In quale altro luogo posso andare con un vestito come questo? Ci sarà da fare all’ospedale questa notte.” E se ne è andata.
“Ho un’altra bottiglia di vino. L’apriamo esso?” ha domandato Bruno.
“Sicuro, perché no?” Ho detto. Abbiamo ascoltato musica, abbiamo bevuto vino ed abbiamo parlato. Mi piaceva la sua compagnia ed a lui sembrava piacesse la mia.
Ho perso momentaneamente la calma quando Bruno mi ha domandato se volevo farmi una “canna”; avevo fumato precedentemente marijuana in due occasioni all’università, ma mettere fumo tossico nei miei polmoni non faceva parte del mio stile di vita. Mi sentivo pronto all’esperienza e, cercando di essere freddo, ho detto, “Sicuro.”
E’ uscito dalla stanza ed è ritornato con due candele, una scatola di lacca ed un rotolo di carte. Ne ha tolto un po’ e l’ha messo su una rivista, ha separato i semi, ne ha arrotolata una e ne ha leccato le estremità “Serve per un fumo più corposo,” ha detto. Pensare di mette in bocca questa cosa che aveva leccato mi ha dato un sentimento strano.
E’ andato a riporre la scatola ed è tornato con fiammiferi e portacenere. Invece di sedersi sulla sedia, si è messo vicino a me sul sofà, poi ha acceso le candele, ha spento le luci, ha acceso la sigaretta, ha fatto una tirata e me l’ha passata. Ho aspirato, ho tossito come stessi soffocando e gliel’ho passata. Dopo che tre o quattro colpi ciascuno, la canna era quasi finita e l’ha messa nel portacenere, ma non è tornato alla sedia come mi sarei aspettato. Quando si è alzato a cambiare la musica, ha versato un po’ di vino ed è ritornato vicino a me sul sofà.
Sono sicuro che la nostra conversazione era un po’ sconnessa dopo la canna. La mia memoria è un po’ nebulosa, ma mi ricordo che mi ha detto di come era contento che fossi venuto e che veramente gli piaceva la mia compagnia; ed io gli ho detto le stesse cose.
Ha preso il suo bicchiere di vino e ha brindato, “All’amicizia.”
“Mi sento di avere un amico ora,” ho detto. “All’amicizia.” Abbiamo toccato i bicchieri.
Tra alcol, erba e vicinanza di Bruno, ho cominciato a tremare leggermente. “Cosa c’è che non va?” ha chiesto Bruno.
“Nulla,” ho detto. “sono un po’ eccitato, ecco tutto.” Sapevo che non ero mai stato così vicino ad un altro uomo fisicamente o spiritualmente, e questo mi eccitava e mi faceva un po’ paura. Mi piaceva veramente la compagnia di Bruno ed avevo paura di dire o fare qualche cosa che potesse fargli pensare che fossi un amico indegno. Bruno mi ha detto di rilassarmi, mi si è avvicinato e mi ha messo una mano sul collo.
“Sei teso. Dovresti essere più rilassato. Ti metto a disagio?”
“Uh, no, penso di no,” ho balbettato. Ha continuato a strofinarmi il collo e, se possibile, il mio tremito è diventato peggiore e ben più visibile.
“Avevi fumato erba prima di oggi?”
Ho alzato le spalle, “Non proprio…un paio di volte in tutto.”
“Qualche volta rende un po’ nervosa la gente. Questo è probabilmente il tuo problema.” Si è spostato alla fine del divano e mi ha detto di sdraiarmi.
Sono alto un metro e ottantotto ma mi sono tolto i sandali via e mi sono disteso sul suo divano come mi aveva ordinato. Non potevo allungare le gambe, ma Bruno è sembrato soddisfatto della mia posizione. Dopo aver parlato un po’, Bruno ha preso uno di miei sandali ed ammirandolo ha detto, “mi piacciono veramente.” Se l’è infilato ed ha affermato “sono molto comodi”.
“Perché non te ne prendi un paio?” e gli ho detto dove li avevo comprati.
“Non so.” E ha mostrato il piede. “Vedi, i miei piedi non sono belli come i tuoi.” Ha riso; mi ha afferrato la caviglia destra e mi ha alzato il piede. “Vedi,” ha detto.
Ho guardato ma a dir la verità non ho visto quello di cui parlava. Il suo piede mi sembrava normale, benché immaginassi di non essere un buon giudice di piedi di uomini.
Le cose cominciavano a sembrarmi bizzarre, la conversazione, il mio sandalo sul suo piede, il ronzio che sentivo. “Probabilmente è normale essere imbarazzati davanti ai dei piedi di un altro,” era la cosa migliore che potessi pensare.
Si è tolto il mio sandalo e l’ha lasciato cadere, poi ha messo il mio piede sul bracciolo più lontano del sofà. “non sembravi imbarazzato con me,” mi ha detto “almeno fino a qualche minuto fa.” Continuavo a tremare.
“Proverò a farti rilassare.” Dopo di che ha cominciato a strofinarmi i piedi, prima uno e poi l’altro. Mi faceva sentire molto bene, ma cominciavo ad avere delle sensazioni molto intense e confuse. Pensavo che quel contatto fisico con Bruno non fosse sessuale, ma cominciavo ad eccitarmi. Ho spostato il braccio in un tentativo di nascondere la mia erezione crescente.
“Spero che non t’infastidisca.” Non sapevo cos’altro dire. “Cosa?” ha domandato. “Nessuno me l’aveva fatto prima.” Ho aggiunto rapidamente, “Però mi piace.”
“Mi piaci veramente. Normalmente non mi passerebbe per la testa di strofinare i piedi di un uomo, ma mi piace toccarti. A meno che tu non mi dica di fermarmi, continuerò a farlo per un po’.” Ha fatto una breve pausa per bere un sorso di vino. “E’ perfettamente normale avere un’erezione mentre su viene massaggiati,” ha detto con noncuranza come se vedesse queste cose tutti i giorni. “Non c’è bisogno di nasconderla.” Comunque il tentativo di coprire il mio cazzo duro nei pantaloncini larghi era inutile.
“Cominci a rilassarti?” ha domandato mentre strofinava le dita del piede. “Forse un po’,” ma non ero vero, ero più eccitato che mai.
Ha cominciato a strofinarmi i polpacci, poi le cosce. “Penso di sapere cosa fare per rilassarti,” ha detto mentre mi abbassava i pantaloncini e li faceva scivolare giù, insieme alle mutande, con un movimento fluido. Rapidamente ha fatto scendere anche i suoi pantaloncini e siamo rimasti ambedue nudi a parte le
camicie. Ho notato che anche lui aveva un’erezione. Si è chinato e ha cominciato a leccarmi il cazzo mentre pigiava la sua erezione di fianco alla mia gamba. Ho guardato con stupore come leccava e succhiava. La sua bocca era molto calda e scivolava sulla mia cappella molto sensibile. Ha messo il viso nelle mie palle annusandole e leccandole. “Ha delle palle molto belle,” ha detto. Ha messo le mani sotto il mio culo e mi ha alzato mentre continuava a leccare. Ha leccato sotto le palle e poi ne ha presa in bocca prima una e poi l’altra, quindi ha cominciato di nuovo a leccare il cazzo.
“Mi piace veramente il tuo cazzo. Ti piace quello che faccio?” Tutto quello che riuscivo a fare era lamentarmi.
Precedentemente avevo sentito l’odore della sua saliva sullo spinello ma questo era molto più forte. Me ne copriva il cazzo e le palle con grande quantità; poi ha preso il cazzo in bocca ed ha abbassato la testa fino a che tutta l’asta non è stata completamente dentro di lui.
La sensazione era incredibile. Contemporaneamente mi scopava la gamba e sentivo che la stava bagnando, poi ha messo la mano intorno alla base del mio cazzo e ha cominciato a muoverlo su e giù mentre lo leccava e lo succhiava.
“Mi piace veramente il tuo cazzo. Ti piace la sensazione?”
“Uh…sì.”
“Non te l’hanno mai succhiato prima?”
“No.”
“Perché no? Hai un cazzo molto sexy.”
“Non so. Non sono molto esperto.”
Ha continuato a leccare e succhiare. “Voglio farti venire.” Poi ha abbassato di nuovo la testa sul mio cazzo e ha cominciato succhiare con fervore.
Dopo tre o quattro minuti di questo trattamento, le mie palle si sono alzate contro il mio corpo e ho esploso nella sua bocca l’orgasmo più violento che avessi mai avuto. Le mie anche si alzavano dal divano e rabbrividivo e mi scuotevo. Non mai dimenticherò il rumore che ha fatto quando ha ingoiato il mio carico, ha inghiottito sei o sette, poi rudemente ha leccato le ultime poche gocce di sperma dal mio forellino che era estremamente sensibile. E’ stata una sensazione tanto intensa che ho gridato e ho cercato di tirarlo via. Ha continuato a succhiare e leccare, ma più dolcemente, finché la mia erezione non è cessata e le palle non sono ritornate alla loro posizione normale.
Ci siamo seduti, ho ingoiato il resto del vino che c’era nel mio bicchiere.
Mi sono rimesso le mutande ed i pantaloni e Bruno ha fatto la stessa cosa.
Ho osservato che aveva ancora una parziale erezione. “Ti senti più rilassato?” ha detto.
“Abbastanza,” ho detto. “E’ tardi. E’ meglio che vada.” Mi sentivo debole.
“E’ solo mezza notte e mezza,” si è lagnato, ma io ho continuato a mettermi i sandali, si è alzato ed è andato verso la cucina.
“Grazie per cena,” ho detto mentre aprivo la porta posteriore.
“Buona notte. Sei sicuro di non poter stare più a lungo?”
“No, devo andare.” Ho attraversato la porta e me la sono chiusa alle spalle.
“Grazie per la cena?” Ero così imbarazzato, avevo fatto un commento così zoppo. Avrei dovuto dire, “Grazie per il pompino?” Cosa dice uno in una situazione come quella? Improvvisamente avevo un forte desiderio di rimanere solo.
Sono entrato rapidamente in casa, ho chiuso a chiave la porta e ho tirato le tende. Sono andato in camera, mi sono svestito ed ho iniziato a farmi una doccia. Il rumore dell’acqua improvvisamente mi ha stimolato ad orinare con urgenza e mentre lo facevo sentivo l’odore della saliva di Bruno, i miei genitali ne erano appiccicoso.
Dolcemente mi sono sdraiato nel bagno, vi sono rimasto a lungo, di quando in quando aggiungevo dell’acqua calda. Ho il telefono suonare ma non ho risposto.
Quando ho cominciato ad appisolarmi, mi sono insaponato i genitali, li ho risciacquati, li ho asciugati e sono andato a letto. Il telefono ha suonato di nuovo e questa volta ho risposto. Era Bruno.
“Eri addormentato?”
“Quasi,” ho risposto.
“Volevo solo farti sapere che mi sono divertito con te stasera.”
“Anch’io mi sono divertito. Buonanotte,” ho detto troppo distrattamente. Avevo sonno e non ero dell’umore per una lunga conversazione.
“Buonanotte.”

Non ho visto i miei occhiali, il mio CD, o Bruno fino a martedì sera. Sono passato in bicicletta vicino a Bruno che stava facendo qualche cosa alla sua macchina. Ho detto un rapido ciao, ma non mi sono fermato e neppure ho rallentato. Non sapevo come trattare Bruno ed avevo scelto di evitarlo perché non ero sicuro di me. Sono entrato in casa e mi sono tolto scarpe e calze. Ho letto la posta mentre mi rinfrescavo.
Alcuni minuti più tardi il campanello ha suonato. Ho aperto ed era Bruno con i miei occhiali ed il CD. “Ha lasciato questi l’altra notte,” ha detto. Me li ha dati e l’ho ringraziato.
“Posso entrare per un minuto?” ha domandato in modo piuttosto imbarazzato.
“Sicuro, vuoi una birra?”
“Sicuro.”
Abbiamo parlato di lavoro come bevevamo la nostra birra.
Bruno sembrava di buon umore mentre parlavamo a ruota libera come se nulla fosse accaduto. Io invece trovavo difficile conversare perché non potevo dimenticare la notte del sabato.
Abbiamo finito le nostre birre e, dopo una pausa imbarazzata nella conversazione, Bruno ha detto, “Così, ti sei divertito sabato notte?”
Avrei voluto dire che era stato fantastico, avrei voluto dire che era stato il miglior orgasmo che avessi mai avuto. Invece mi sono adattato ad un neutrale “Perché non avrei dovuto divertirmi?”
“Beh, io mi sono divertito veramente. Mi piacerebbe farlo di nuovo se a te va.” Mi ha guardato fisso coi suoi occhi blu e mi ha sorriso.
“Forse…un giorno.” Ho distolto lo sguardo.
“spero che quello che abbiamo fatto sabato sera interferirà con la nostra amicizia.”
Cosa avevamo fatto? Non ricordavo avessimo fatto qualche cosa. Ad ogni modo ho
detto, “No, siamo ancora amici.”
Bruno si è alzato e ha chiuso le tende, si è avvicinato alla mia sedia e mi ha tolto i pantaloncini d’allenamento, quindi si è inginocchiato e ha cominciato a succhiare il mio pene molle. Ha indugiato sul prepuzio, l’ha leccato dentro e fuori. La corsa in bicicletta mi aveva reso estremamente sudato, ma non è sembrato badarci. Sono diventato duro nella sua bocca. Ancora una volta mi ha leccato le palle e le ha prese in bocca e le ha succhiate dolcemente. Non è sembrato minimamente esitante o imbarazzato. Leccava un po’, succhiava un po’ e ci giocava con le mani.
“Mi piace veramente il tuo cazzo,” ha detto senza alcuno senso di vergogna o imbarazzo.
Mi sono sforzato di essere disponibile. Ho messo le mani sulle sue spalle e gli ho strofinato il collo. Rapidamente ho compreso che mi piaceva toccarlo. Gli ho infilato le mani sotto la camicia e ho sentito il suo torace, era molto diverso dal mio liscio e senza peli. Ho messo le mani sulla sua testa. I nostri occhi si sono incontrati quando ha guardato in su verso di me sempre succhiando.
“Oh ragazzo, hai veramente un buon sapore.” Si è fermato un momento dal succhiare. “Voglio la tua sborra. Voglio che tu mi venga in bocca.”
“Succhialo. Per favore succhialo. Voglio venire. Per favore fammi sborrare.” Ancora una volta ha cominciato a succhiarmi selvaggiamente.
“E’ ora, sto per venire,” ho detto dopo due minuti di questo energico succhiare.
Ha ingoiato rumorosamente ogni goccia. Quando sono diventato molle mi ha tirato su i pantaloni e mi ha domandato un’altra birra.
Ho recuperato due birre ed abbiamo parlato. Mi ha detto che realmente gli piaceva farmi e ogni volta che ero eccitato potevo chiamarlo. Ho detto, “OK.”
Susanna ha chiamato Bruno dicendo che la cena era pronta, mi ha detto, “a dopo.” E se n’è andato.

Tre sere più tardi sono tornato a casa tardi dal lavoro; era quasi scuro. Ho preso la posta e sono entrato. C’era una comunicazione sulla segreteria telefonica. Avevo paura che si trattasse di Giovanni dal lavoro. Ero rimasto fino a tardi ad aiutare Giovanni per un software che non funzionava. Ho calciato
via le scarpe e per un po’ ho pensato di ignorare la luce intermittente, poi la curiosità mi ha vinto e ho schiacciato il pulsante d’avvio. “Ciao, sono Bruno. Susanna stasera deve lavorare. Chiamami se non hai programmi.”
Non avevo impegni e sapevo cosa voleva. Al pensiero ho cominciato ad avere un’erezione. “All’inferno!” Ho detto a me stesso. “Perché no?” Ero eccitato, così l’ho chiamato, mi ha detto che sarebbe stato lì entro dieci minuti. Ha portato una bottiglia di vino rosso, abbiamo bevuto il vino ed abbiamo ascoltato la musica.
Quando l’ultimo vino è finito, Bruno ha detto, “Perché non andiamo in camera da letto? Saremo più comodi.” Gli ho fatto strada.
Questa volta è stato diverso, lentamente mi ha spogliato. Prima i jeans, poi le calze, quindi la camicia ed infine la biancheria intima. Ho deciso di spogliarlo e non era molto difficile in quanto portava solo due pezzi di abbigliamento, i pantaloncini ed una T-shirt. Ora eravamo nudi sul letto. Ambedue avevamo un’erezione. Il suo cazzo stava eretto verso l’alto, era leggermente più piccolo del mio e colava molto più di quanto facesse il mio. Si è girato sul letto mettendosi in una posizione di 69 e ha cominciato ad annusarmi le palle. I suoi genitali erano a non più di venticinque centimetri dalla mia faccia.
Preso dalla curiosità, l’ho annusato; profumava leggermente di sapone ma aveva anche un odore forte, muschiato, un odore che ho trovato stranamente attraente. Ora mi leccava le palle e dietro le palle. La sua testa era tra le mie gambe. Ben presto ha cominciato a leccare la mia fessura, lo faceva bagnandolo con la saliva, poi ha conficcato il suo dito scivoloso nel mio culo. Questo mi ha stupito e mi ha eccitato allo stesso tempo. E’ risalito a leccarmi le palle mentre spingeva il suo inguine più vicino al mio viso.
“Hai un bel cazzo e mi piace succhiarlo,” ha detto prendendolo in bocca.
Era meraviglioso quando mi succhiava spingendo il suo dito dentro e fuori di me. Ho allungato le mani e ho sentito il suo culo. Lui ha spinto il cazzo fino alla mia bocca. L’ho leccato, poi gli ho leccato le palle. Non erano grandi quanto le mie ma erano libere ed appoggiate alla sua gamba. Le ho mosse con la lingua. Gli ho toccato il cazzo con la mano libera, era bagnato. A questo punto mi è sembrato di impazzire. Ho tirato leggermente il suo cazzo verso il basso e me lo sono messo in bocca. Il sapore della pre eiaculazione era salato. Non è così cattivo, ho pensato e ho cominciato a succhiarlo vigorosamente come lui faceva con me.
Sebbene avessi assaggiato la sua pre eiaculazione, ho deciso di non lasciarlo venire nella mia bocca, pensando che avrei avuto qualche segnale quando stava per farlo.
Inoltre, per qualche ragione, volevo vedere il suo sperma sprizzare fuori dal suo cazzo.
Mi sentivo veramente caldo. La sua bocca ed il suo dito mi eccitavano. Improvvisamente ha cominciato a sprizzarmi in bocca. Ho sentito disgusto e mi sembrava di soffocare ma quando cercavo di tirarlo via lui spingeva in avanti. Ha messo una mano dietro alla testa per trattenermi. Ho preso tutto il suo carico ma ho lasciato che la maggior parte si asciugasse fuori della mia bocca. Aveva un forte sapore e ce n’era molto. Lui succhiava ed agitava il dito sempre più forte. Stavo per delirare. Ho ripreso il suo cazzo nella mia bocca e ho succhiato dolcemente mentre lentamente diventava molle.
Il suo dito spingeva sulla mia prostata e non potevo prenderne di più. Ancora una volta gli sono venuto in bocca. Di nuovo l’ho sentito fare forti rumori d’ingoio. Siamo rimasti in quella posizione per recuperare.
Sentivo l’odore del suo sperma sulle mie lenzuola. Dopo dieci minuti, ci siamo alzati ed abbiamo fatto la doccia insieme. Ho osservato che aveva veramente un bel corpo mentre ci lavavamo l’un l’altro. Dopo la doccia ci siamo sdraiati nudi sul letto ed abbiamo parlato finché non è tornato a casa due ore più tardi.

Nei seguenti quattordici mesi abbiamo fatto sesso due o tre volte la settimana. Lui mi succhiava sempre, una volta la settimana lo succhiavo anch’io; le altre volte riservava lo sperma per sua moglie. Ero deluso quando non potevo succhiarlo perché avevo imparato il piacere di riceverlo. Ho imparato anche il piacere del sapore del suo sperma. Nessuno di noi ne ha mai sprecata una goccia. Lo sperma che Bruno gli riservava alla fine ha messo incinta Susanna.
Si sono trasferiti in una casa a venti chilometri di distanza ed abbiamo smesso di vederci con regolarità. Nei due anni seguenti siamo stati insieme solo sette o otto volte. Poi sono stato trasferito, ora di quando in quando ci spediamo delle e-mail. Le nostre comunicazioni non menzionano mai l’aspetto sessuale della nostra relazione. Bruno spesso aggiunge un allegato senza commenti di scene di sesso maschio con maschio. So quello che pensa.

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