La festa in maschera


Mi hanno convinto, devo andare alla festa che organizza Chiara, sinceramente mi sento un po’ ridicola a travestirmi, ma è obbligatorio , sono quasi le otto meglio che cominci a prepararmi altrimenti faccio tardi.. La festa inizia alle dieci ed ho circa mezz’ora di strada da fare.
Ecco la scatola Giacomo si vestirà da Diabolik ed io non posso non essere la sua Eva Kant.
Ringrazio il signore di non essere pigra e di andare assiduamente in palestra altrimenti con questo costume sembrerei una salsiccia, invece ho tutti i muscoli ben torniti , il ventre piatto e i glutei sodi. La calzamaglia nera mi sta proprio bene. Ho i capelli alle spalle lisci, sono castani , ci ho fatto dei colpi di sole, li lego come lei con un nastro scuro.
Passiamo alla fase trucco mi trucco molto chiara, evidenzio gli occhi da gatta, e metto un rossetto rosato. Ai piedi degli anfibi.
Mi guardo allo specchio, il risultato è buono direi. Anzi ottimo.
Metto un giubbotto di pelle nero e parto.
Arrivo in ritardo naturalmente mi sono persa al telefono con la mia amica e i suoi problemi, ma ora sono qui; ma quanta gente ha invitato ci sono auto dappertutto . Entro nel salone della villa di Chiara, i suoi genitori ricchi imprenditori sono in viaggio e lei ne approfitta.
Mi guardo intorno, sono tutti travestiti, non riconosco nessuno, hanno tutti delle assurde maschere. Dov’è il mio Diabolik non lo vedo.
Un improbabile tartan si avvicina, mi viene da ridere quando capisco che è il ragioniere, serissimo professionista, la sua pigrizia si nota dalla ciccetta dei fianchi.
Dopo un po’ mi ritrovo a ballare con un gruppo di ragazzi travestiti da viados, assurdi, ma molto divertenti; ad un tratto mi sento prendere da dietro con un foulard di seta nero, vengo bendata, all’orecchio mi sussurra – ciao Eva, vieni con me.
Sono sempre bendata vengo condotta in un’altra stanza, Giacomo dove mi porti ? Lui dice di non preoccuparmi che siamo li per divertirci.
Non conosco la casa ma presumo che sia una specie di salotto o libreria, vengo fatta accomodare su una poltrona di velluto, molto comoda.
Mi rilasso, la sua voce è terribilmente sensuale, sento che mi è dietro, mi bacia il collo, la zip della tuta viene fatta scendere, sotto non indosso nulla, le sue mani mi circondano i seni, mi tirano i capezzoli fino quasi a farmi male, ma l’eccitazione sale, ora si sposta davanti a me, ma sento dei sospiri chi c’è oltre a noi qui dentro. Non ti preoccupare mi dice, e mi spinge con cattiveria verso la poltrona, non voglio gli dico, si che lo vuoi risponde e nonostante cerchi di divincolarmi mi tiene stretta e continua a baciarmi sempre più avidamente, i miei sensi sono infiammati, ma non capisco quello che succede, mi fa scendere la tuta, qualcun altro mi sta togliendo gli anfibi, ho un po’ paura ma sono anche molto eccitata.
Mi tira i capelli e intanto la sua lingua scorre tutti gli anfratti del mio corpo. Quando affonda nella mia intimità caccio un urlo di piacere, voglio vedere mi tolgo la benda e vedo che Giacomo e chino davanti a me, ma in fondo allo studio c’è Chiara che sta scopando con Guido e intanto ci guardano, la situazione non mi schifa come pensavo, anzi mi eccita molto.
Giacomo mi fa mettere a quattro zampe e mi prende da dietro, è così incredibile, Chiara è sopra Guido e si muove lentamente guardandomi negli occhi, poi scende, si avvicina a me gatton gattoni, ora siamo entrambe a quattro zampe ci guardiamo, mentre i maschietti ci prendono da dietro. Chiara mi mette la lingua in bocca, mi piace, sto perdendomi nell’oblio dei sensi. C’è un orgasmo collettivo pressoché simultaneo.
Siamo tutti e quattro a terra nudi, ci guardiamo e scoppiamo in una sonora risata.

Io e Chiara prendiamo le nostre maschere e andiamo nel bagno attiguo, ci laviamo e ci rivestiamo, non c’è imbarazzo tra noi. Anzi la cosa è piaciuta ad entrambe è stato un bel gioco e ci ha anche fatto capire quanto fragile e sottile sia la linea tra la normalità o considerata normalità e la trasgressione. Magari una volta sperimentiamo qualcosa da sole se ti va mi chiede, io le dico che ci penserò, ma la cosa mi stuzzica molto.
Ora tocca ai maschietti andarsi a ripulire.
Ce ne torniamo alla festa che ormai è al culmine io Eva kant, assieme al mio Diabolik e con noi ci sono Batman e Catwomen.
E’ tutto un turbinio di danze alle quali ci uniamo pure noi, via col samba, coriandoli e sangria.
In fin dei conti ho fatto bene a venirci a questa festa.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...