Pomeriggio con zia Catia


Si preparava il solito pomeriggio di studio ed io avevo deciso di iniziare con una bella sega.
Come al solito questa era favorita da una sana lettura erotica od anche porno:
“…dalla serratura vedevo perfettamente mia moglie che con il cazzo del fratello in bocca affondava parte della sua mano sinistra nel culo…”.
Queste parole stimolavano molto la mia fantasia, e la mia mano sinistra che impugnava saldamente il cazzo aveva già iniziato un su e giù ed il primo liquido iniziava ad ungerlo per favorire il gran pippone.
Concentrato come ero quasi non ho sentito il campanello della porta.
Dovevo rispondere per forza, la televisione tradiva la mia presenza.
Ho rinsaccato velocemente il cazzo nei boxer, ho tirato su i pantaloncini da baschet ed ho aperto.
Sorpresa, la mia prozia Catia, che abita vicino a me e quando meno te lo aspetti arriva.
Non è certamente una bella donna di viso, ma il corpo è molto atletico per i suoi 47 anni.
La faccio accomodare sul divano e vedendola accaldata le offro da bere; subito dopo mi siedo affianco a lei.
Dopo poco mi dice:
” Lupo cosa stavi facendo, sei tutto rosso?”.
Erano anni che mi sparavo seghe sulle sue tette ed ora avevo deciso di fare qualcosa.
“Ho un problema ma non so se è il caso di parlarne?”.
“Dimmi pure, per oggi ho finito le cose da fare.”
“Il problema è medico, penso; diciamo che riguarda le mie zone basse”, lanciai l’amo sperando che abboccasse.
“Hai problemi lì?? Che tipo?”, mentre diceva questo quasi distrattamente ha infilato una mano nella camicetta per sistemare il seno.
Io non ce la facevo più, sentivo l’umido del cazzo tra le gambe, ma preso coraggio ho continuato:
” Non so cosa può essere! Ho una strana irritazione lungo il tronco del pene.”, ho buttato lì pene non sapendo come chiamarlo, però lei rimase colpita.
“Pene? In pratica pisello ! Be può capitare. Se vuoi ti do un’occhiata!”, lo disse con una tranquillità che quasi mi incitava e così spostai pantalone e boxer fino all’inizio della cappella.
Il principio di sega precedente lo aveva effettivamente arrossato.
Lei con naturalezza allungo la mano e con due dita lo accarezzo.
Il cazzo ebbe un sussulto spontaneo, ed io afferrai con forza sia la mano che il cazzo.
Catia mi guardò un po’ impacciata, ma io le dissi subito che accusavo un forte dolore.
Mi sdraiai leggermente tenendomi con la mano il cazzo che senza più problemi era fuori dai pantaloncini e faceva cadere una goccia biancastra. La mia prozia si riprese e disse:
” Qui c’è qualcosa che non va se hai dolore. Hai usato qualcosa?”.
Non sapevo cosa dire e risposi:
” Olio d’oliva!”.
” Chi te lo ha consigliato?”.
” L’ho letto sull’inserto salute di “repubblica”!”.
” E funziona?”.
” Si! Anche se avvolte massaggiandolo ho delle erezioni.”.
Altro amo per la mia zietta!
” Hora provo io, così non dovresti eccitarti!”, così dicendo si alzo ed andò a prendere l’olio.
Tornata si posizionò vicina al cazzo, fece cadere una goccia d’olio ed iniziò a massaggiare.
Il cazzo prese vigore velocemente e lei guardandomi disse:
” Questa è una cosa meccanica, non si può evitare!”.
Ma io stavo per venire.
Le presi la mano e diedi due colpi decisi.
Il primo schizzo partì pieno di energia e si posò sulla coscia nuda di Catia.
Il resto uscì con calma sulla sua e sulla mia mano.
Ci guardammo un attimo ed io capii che non dovevo perdere tempo; mi alzai di scatto ed infilai la mano sotto la sua minigonna di jeans, spalmandole la sborra lungo la gamba.
Le mie dita arrivarono a premere le mutandine sul suo clitoride e sentii subito l’umido del suo sesso aperto ed eccitato.
Lei cercava di allontanarmi, ma io riuscii ad infilarle due dita nella fica grondante.
Chiuse gli occhi e si lascio fare. Io iniziai a far scorrere le dita con foga e la portai rapidamente all’orgasmo.
Quando si riprese le presi la testa e la spinsi facilmente sul cazzo.
Ci sapeva fare.
La bocca pompava con foga ed io mi eccitavo da matti, le avevo tirato fuori i seni e li stropicciavo, belli e sodi.
Ormai non parlavamo più ed io avevo preso il sopravvento.
La girai ed alzata la minigonna le infilai il cazzo nella fica senza scrupoli.
Era l’estasi di anni di seghe diventate realtà.
La cosa durò allungo, ero appena venuto con la sega.
Dopo poco la feci alzare e la misi schiacciata alla porta da cui era entrata e dà dietro le rimisi il cazzo nella figa sbattendo ad ogni colpo sulle chiappe.
“Dai sfondami! E’ stupendo!”, Catia aveva perso il pudore ed ora reagiva ai miei colpi con gran godimento.
” Cazzo che bello! Finalmente ti sfondo!”, anche io mi liberai e la iniziai a trattare come le altre ragazze.
Venni nuovamente.
Dopo esserci ripresi ci dirigemmo al frigo; lei prese a bere dal briko del latte, mentre io continuavo a frugare con le dita la sua fessura.
Parlammo un po’ ed io le confessai di eccitarmi molto e di avere pulsioni erotiche molto particolari; lei rimase sorpresa ed eccitata.
Facemmo una doccia insieme.
La sua fica era nuovamente umida ed aperta allora mi abbassai ad assaporare il suo succo; aveva un clitoride veramente enorme e mi divertii a succhiarlo finche presa dall’orgasmo non mi stacco con forza.
Appena rivestita mi disse:
” Non so cosa accadrà ora!”
Era già sul pianerottolo quando pensai di non verla neanche baciata.
La presi con forza e la baciai.
La mia lingua fu accarezzata dalla sua e questo mi diede buone speranze per il futuro!!
Andò via senza salutare!

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