La lettera segreta di mia zia


Giorni fa mi sono visto recapitare una lettera anonima.
Non ho fatto caso a ciò, tutti i giorni ricevo abitualmente un mare di lettere dei
parenti e di pubblicità.

Mi chiamo James e ho 19 anni, sono, fisicamente parlando, discreto ma il fatto di vivere in un paesino di 150 famiglie fa di me lo stallone del paese.
Non sono né sposato e né fidanzato cose a volte ho avventure saltuarie con delle “amiche” ma nulla di serio, soltanto divertimento.
Abito solo, in una casa tutta mia, in un paesino molto piccolo a 35 minuti dal più vicino “centro abitato”.
Quando come tutte le mattine verso le 10 e mezza, vidi arrivare il postino gli andai incontro per prendere la posta e lui me la diede, ma ebbe titubanza nel consegnarmela.
Al momento non ci feci caso, evidentemente era qualche cartolina un po’ spinta delle mie amiche che come sempre il mio simpatico e molto pettegolo postino legge prima di darmi.
Di solito in questi casi accennava un piccolo sorrisetto.
In fondo il mio postino è una brava persona, è un anziano signore e consegnare la posta e conoscere tutti i fatti della città era la sua vita cosi non facevo mai caso alle sue sbirciatine nella mia posta e, anzi, avevo stretto una amichevole confidenza col mio postino.
A volte mi raccontava l’ultimo pettegola della città e discutevamo della sua gioventù.
Ma quando mi consegno la lettera fece una strana faccia, che al momento non seppi interpretare.
Ritornato a casa poggiai la lettera sul tavolo e andai a farmi una doccia.
Sotto la doccia mentre pensavo al postino, alle sue simpatiche barzellette che soleva raccontarmi di tanto in tanto, mi torno in mente la sua espressione.
Cosi finita la doccia mi asciugai e per non perdere tempo, incuriosito dalla lettera con un asciugamano attorno alla vita andai in soggiorno a controllare la posta.
Sfogliai un paio di pubblicità elettorali poi alcune pubblicità di computer una cartolina di Teresa da Campobasso, e una lettera con su nulla scritto.
Aprii la lettera e qui di seguito vi riporto cosa vi era scritto.

“ciao James

tu non mi conosci ma io si, e molto bene anche.
Non posso dirti ne chi sono ne quando ti ho incontrato ne nulla di me perché devo rimanere anonima.
Si anonimA, hai letto bene.
Non sono una tua amica di avventure sessuali.
Vorrei incontrarti e averti mio ma la mia posizione non me lo permette e non posso spiegarti il perché.
Prendila come uno sfogo.
Si uno sfogo, perché non ce la faccio più.
Ti osservo quando posso, la mattine mentre ti fai a doccia.
Non sono la tua vicina di casa perché non abito nella tua stessa città.
Ti desidero, e spero che con questa lettera possa eccitarti a dovere e magari tu possa arrivare a masturbarti pensando a me (sarebbe il mio più grande desiderio).
Facciamo finta che siamo sul mio divano.
Io sono in felpa e jeans e tu già nudo che mi aspetti sul divano letto.
Ora ti parlo e tu in silenzio devi fare quello che ti dico.

<ciao amore, ma che fai ti sei già spogliato?>
<vuoi che mi spogli anche io per te?>
<ok ora mi spoglio>

Lentamente mi sfilo la felpa, rimanendo con una T-shirt e i jeans.
Mi tolgo anche la T-shirt e mi sbottono i jeans.
Faccio il tutto davanti a te.
Poi lentamente mi sfilo i jeans piegandomi e mettendomi in mostra il mio enorme culone.
Allargo le gambe rimanendo in tanga , autoreggenti, reggiseno e dei tacchi a spillo da paura.
Mi apro il reggiseno con la destra che apre il fermaglio di sinistra e il braccio
sinistro che apre la ciappetta di destra (dietro la schiena).
Una volta slacciato il reggiseno ritiro un po’ le braccia e rimango con le braccia conserto che reggono il reggiseno a contatto col il mio enorme seno.
Porto pian piano le mani a congiungersi vicino al mento poi piego le braccia verso il basso lasciando cadere il reggiseno e dando vita alle mie poppe.
Con un movimento ondeggiante del busto mi porto le mani lentamente alla vita e mi prendo le mie mutandine dalla parte delle anche e le calo lentamente fino alle ginocchia e poi le getto verso di te dopo aver alzato a turno le due gambe, per permettere alle mutandine di uscire dalla mia morsa.
Mi tolgo i tacchi a spillo come si fa per le ciabatte da notte prima di infilarsi nel letto la sera.
Le scarpe cosi rimangono in linea fra loro affianco a me.
Mi accuccio per potermi sfilare gli autoreggenti ma tu mi fermi avvolgendomi con le tue braccia.
Io ti respingo, sei già in tiro di brutto ma devo ancora finire.
Dopo aver terminato il mio streap-tease ti mando dei baci con la mano.
Poi ti parlo avvicinandomi a te.
<allora stallone? Che vuoi che faccia per te?>
<lo sai che faccio dei bocchini da urlo?>
<vuoi provarli oppure desideri una classica scopata in figa oppure desideri mettere il tuo cazzone nel mio culo>
<se mi desideri perché non vieni da me? Non vedi che sono terribilmente eccitata? Cerco soltanto di essere sfamata di sesso.>
<dai che aspetti fammi godere con il tuo bastone, la mia micina è rovente e aspetta solo te, si sta dischiudendo per te e lacrima già per te>
<vuole soltanto essere amata, perché sei ancora li, dai fammi godere>
mi avvicino a te ti afferro le braccia e bruscamente passo le tua mano nella mia fessura, per farti tastare il terreno.
Sei eccitato lo so, e desideri solo venirmi addosso.
Vieni da me che ti trastullo un po’ io come si deve.
Mi abbasso e te lo prendo in bocca.
Prendo il tuo cazzo con una mano e con la bocca ti regalo un magnifico pompino.
Di quelli che ti piacciono tanti.
Lo prendo fino in gola e tu ti scopi la mia gola come fosse una fregna.
So che ti piacciono le maniere forti cosi a volte stringo di più i denti e tirandomi fuori il tuo cazzo dalla mia bocca, la tua cappella rimane intrappolata nella mia bocca.
Gioco con la tua cappella rotonda la mia lingua intorno e dentro al tuo buchino.
<stai già per godere porcellone?>
<non sei per niente altruista anche io voglio godere>
mi fai alzare e mi porti in tinello mi fai sedere sul tavolo e mentre me la meno un po’ tu mi allarghi le gambi e ti prepari a sfondarmela.
<uhh cosi iniziamo a ragionare maialino>
<dai pompa suuuuu>
<siiii>
<cosiiiiiii>
<di più, dai, ancora più forte.>
<Sfondami dai >
<Ti prego fammi godere >
<Ahhhhh>
<Siii.>
<Con più foga suuuu>
<Fammi morire di goduria >
<Sono la tua troia dai scopami>
<Montami dai>
<Uhmmmmm>
<Dai >
<Siiiii cosi di più>

<No aspetta non venirmi dentro>

ti stacchi da e mi fai girare bruscamente.
Mi fai piegare a novanta con le braccia allargate sul tavolo e il seno che mi si schiaccia sul tavolo con il peso del mio busto.
<non varrai mettermelo nel culo brutto mascalzone>
<non avrai mica intenzione di incularmi ehh?>
<noooooo ti prego no>
ma tu non mi ascolti e mentre cerchi di prendermi le chiappe per fermarmi io mi accorgo di godere da pazzi.
<si sfondami anche dietro>
<ahhh siii>
<dai stavolta vienimi dentro siiii>
<ahhh>
<maiale>
<mi stai facendo malissimo>
<ma provo un grande piacere continua dai>
<continua dai>
<non ti fermare >
<sto venendo>
<uhmmmmmmm>
<siii dai hiiiiiiiiii>
<mmmmmmmmmmmm>
<ahhhhhhhhhhhhhhhhh>

sono venuta sul tavolo di mia madre sporcando tutte le tue gambe di liquido seminale.
mi avvisi che stai per venire anche tu e finalmente mi sborri tutto in culo.
Litri di sborra nelle mie viscere, ma non è finita.
Per averti “sporcato” con la mia sborra decidi di punirmi e decidi di pisciarmi in culo .
Questa volta sono contraria sul serio ma tu mi blocchi con la tua forza mentre cerco di divincolarmi.
Cerco con tutte le mie forze di scappare dalla tua morsa, ma tu con forza mi tieni stretta a te e mi svuoti tutta la tua vescica in culo.
Cosicché appena hai terminato con il tuo piscio e la tua sborra che mi colano tra le gambe scappo in bagno per ripulirmi.
Quando finisco vengo da te e insieme andiamo in bagno e ci facciamo una doccia.
E da innamorati una volta finita la doccia ci sediamo attorno al focolare e ci facciamo sconvolgere da un bacio appassionato e travolgente.
Credo di amarti……

Addio per sempre”

Quando finii di leggere questa lettera ero cose eccitato che andai in bagno e mentre rileggevo i suoi gemiti, slacciai l’asciugamano rimanendo nudo e mi tirai una sega.

Il giorno seguente aspettai imperterrito il postino.
Ci mise più tempo del solito ad arrivare e ogni attimo in più ad aspettare erano ore per me.
Finalmente arrivo come sempre.
Lo salutai e lui mi rispose con un sorriso del tipo “eh! Che mascalzoncello”
Capii che lui sapeva qualcosa.
Controllai prima la posta e non trovando alcuna lettera gli chiesi a proposito della lettera del giorno precedente.
<ne sai qualcosa della lettera anonima di ieri?>
<bhe…. No no non posso dirti nulla”
forse lei informandosi sul mio conto al postino si era raccomandata di non dire nulla.
Ma io avevo bisogno di sapere chi fosse la mia misteriosa amante, cosi tagliai corto e gli chiesi
<se sai qualcosa devi dirmelo, ne vale la nostra amicizia>
era un colpo basso, ma in guerra e amore tutto è concesso.
Come da perfetto pettegolo mi racconto tutta la vicenda:
la donna era andata da lui avendolo visto una volta parlare con me.
Pensando che il postino mi conoscesse, gli chiese se ero il tipo che si fosse arrabbiato per una lettera del genere, e si vede che il postino l’abbia letto.
il postino non voleva per nessun modo dirmi chi fosse.
Soltanto dopo avergli fatto un giro di parole assurdo da fargli capire che in fonde sarebbe stato per il bene della mia amante segreta sapere io chi fosse lei.
<ma non l’hai ancora capito?>
<capito cosa?>
<chi è la tua misteriosa amante?>
<no, dimmelo>
<deficiente, è tua zia Alice>
>cosa…….?>

non ci potevo credere mia zia che mi mandava una lettera hard dicendo che mi amava e mi desidera, voleva che io la penetrassi avanti e dietro.
E pensare che mi ero anche masturbato pensando a lei!
Mia zia alice ha circa una quarantina d’anni messi abbastanza bene, ha una quarta misura abbondante di seno, ricordo ancora quando andavo a trovarla in centro: mi chiudevo nel suo bagno e mi facevo tante di quelle seghe pensando ai suoi enormi seni!
Non avrei mai pensato, nemmeno minimamente che mia zia potesse spiarmi e desiderarmi cosi tanto.
Al postino naturalmente gli promisi di far finta che lui non mi avesse detto nulla.
Decisi di andare a trovare mia zia Alice.
Portai con me la sua lettera, la ripiegai e la misi nella tasca dei pantaloni.
Arrivato a casa di mia zia, la trovai che era intrapresa a pulire il giardino.
<ciao zia>
<che fai?>
<James? Ehmm.. hee…. che ci fai tu qui?>
<bhe sono tuo nipote, non ti fa piacere che ogni tanto venga a salutare la mia zia preferita?>

notai immediatamente che la mia presenza la turbo’ ma io fingevo di essere ignaro della sua perplessità.
Sapevo benissimo perché la stavo rendendo cosi nervosa
Dai movimenti e dalle frasi a volte senza senso che diceva mi resi conte che era come se volesse respingermi anche se mi aveva per cosi tanto tempo desiderato.
Nonostante tutto mi ospitò per correttezza a bere un caffè in salotto.
Io cercavo in tutti i modi di tentarla e sedurla, ma lei agiva in modo cosi nervoso da farmi pensare che forse mia zia non era stata a scrivere la lettera.
<zia, vedo che sei in forma, come sempre d’altronde>
<vuoi dire che ti piaccio… ehmm, scusa vuoi dire che mi trovi carina, oh no scusa cioè mi trovi attraente?>
<calma zia, ci sono qui io>
<cosa ti preoccupa cosi tanto? Sara mica la mia presenza?>
<no… cioè si… ehmmm effettivamente no no no ma che dico>
mi avvicino a lei e la prende per un braccio, lei era in piedi e aveva uno straccetto per la polvere in mano e stava tentando di pulire dappertutto come in una pulizia della casa in corso accelerato.
Le bloccai il braccio che teneva lo straccetto che ora puliva il gas e mi avvicinai lentamente alla sua bocca, e la baciai.
Mi staccai subito da lei e le dissi
<si zia.. ti trovo bellissima ehh terribilmente eccitante>
<trovi?> mi disse lei
<si dico sul serio>
lei velocemente rimise la sua lingua nella mia bocca e ci facemmo travolgere da un caloroso bacio.
Il bacio che primo testimoniava amore ora si era trasformato in foga.
Si eravamo entrambi eccitati.
Lo vedevo da come mi baciava sembrava volesse entrarmi in gola.
Misi una mano dietro la sua schiena e con l’altra le palpai il seno.
Dapprima notai una indecisione poi lei presa dalla furia del sesso comincio a
sbottonarmi la camicia.
Lei era in camicetta, sporca di terra stava lavorando nel giardino dei fuson bruttissimi ugualmente sporchi e degli stivali.
In più lei puzzava di sudore, ma il tutto mi eccitò di più e perso totalmente la ragione.
Prese a toccarla dappertutto, e ci ritrovammo nudi sul suo lettone.
Senza che le dissi nulla lei si inginocchio e me lo prese in bocca, io la vedevo che si toccava la sua figa pelosa e si lavorava per bene il clitoride.
Non si depilava, era la prima che conoscessi che non si depilava nemmeno sotto le ascelle, e il suo sudore mischiato al profumo della sua figa davano un sapore nell’aria di eccitazione un qualcosa di selvaggio e animale.
Era bravissima con i pompini, era una vera bocchinara.
Non riuscivo ancora a credere a ciò che mi stava capitando: io con mia zia nudi sul suo lettone con lei che mi stava facendo una sega.
Il riflettere su tutto ciò mi stava facendo quasi orgasmare e credo che lei afferro tutto al volo perché smise qualche secondo prima della sborrata.
Mi calmai un po’.
Lei invece se la menava di santa ragione.
Dopo poco la presi come da lettera e la portai in tinello, la feci sedere sul tavolo e la penetrai.
Appena vidi che stava godendo in un momento in cui era cosi travolta dal piacere che aveva chiuso gli occhi e aspettava soltanto di venire, la presi e la voltai.
Apri subito gli occhi, ma era frastornata e avevo ancora pochi secondi prima che si fosse accorta di cosa volevo farle.
La girai e la spinsi sul tavolo a novanta.
Con una mano le mantenevo le chiappe con l’altra tenevo la sua schiena attaccata al tavolo.
Lei capito l’inganno inizio a dimenarsi e incazzarsi.
Ma io volevo sfotterla da dietro e la inculai.
<bastardo, figlio di puttana sono tua zia non puoi farmi questo>
<stai zitta troia, calmati o sarà peggio per te>
<non è forse quello che volevi?> le dissi ancora.
<o no! Chi ti ha detto che ho scritto io la lettera?>
<ahh ahh ahh ti sei auto incastrata, come fai a sapere che mi è arrivata una lettera? Brutta puttana ora stai zitta e pompa>
Forse stava recitando una parte quando mi inizio a dire male perché poco dopo che le dissi che era stato il postino ad incastrarla cominciò a godere.
<sii dai nipotino sbattimelo tutto in culo>
<non preoccuparti troia, ora te lo svergino per bene il tuo culone>
arrivato al culmine le sborrai in culo tutto, ma come da copione volevo pisciarle dentro il culo, la bloccai e lei capii al volo tutto.
Invano si divincolo scusandosi e dicendo di non volere che le pisciassi in culo era stata solo una fantasia.
Era difficile pisciarle in culo con il cazzo ancora in tiro ed era difficile perdere l’eccitazione davanti ad un culone simile sapendo che era di mia zia.
Dopo qualche secondo iniziai a pompare ma venni subito dopo qualche minuto.
Ero stanco ed il cazzo mi si ammoscio nel suo culo.
Ora potevo pisciarle dentro il suo culone e lo feci.
Dopo aver finito la vidi scappare in bagno goffamente mentre il piscio mischiato alla mia sborra le colava lungo le gambe.
Ci facemmo una doccia insieme per ripulirci e infine ci mettemmo sul divano a vedere la tv.
Quando decisi a tarda sera di andare via, le promisi che sarei tornato da lei tutte le volte che avrebbe voluto.
E ci lasciammo con un tenero bacio sulle labbra.
Uscii dalla sua casa e mi avvicinai al vetro della finestra che ridava sul tinello dove aveva la tv per dargli l’ultimo sguardo.
Vidi che era intenta a vedere un porno.
Caspita! Pensai, che zia che mi ritrovo.
Sbirciai più accuratamente e vidi la sua mano insinuarsi nelle mutandine e muoversi freneticamente.
Sorrisi e mi diressi verso la macchina pensando che il giorno seguente non avevo da lavorare e sarei andato a trovarla dalla mattina facendole una sorpresa.

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