La mia padrona


Avevo conosciuto la mia padrona rispondendo ad una sua inserzione: cercava ragazzi da sottomettere ed io facevo proprio al caso suo.
Appena la raggiunsi a casa sua “mi fece mettere subito a mio agio” facendomi restare completamente nudo, mentre lei restava a spiegare il programmino del pomeriggio tutta vestita.
Dopo qualche minuto mi ha fatto indossare una maschera di pelle nera che aveva solo un buco sul naso per respirare ed uno sulla bocca, giusto per fare passare la lingua: chiaramente da questo momento non potevo più nè vedere nè sentire; ero completamente in sua balìa.
Sentii due fitte lancinanti ai capezzoli: mi resi conto che mi stava mettendo due pinzette di metallo.
Non era finita infatti mi prese la pelle del mio cazzo ancora molle e anche qui mise due pinzette poi con qualcosa di elastico collegò le pinze ai capezzoli con quelle al cazzo: non vi dico il dolore ogni volta che facevo anche il più minimo movimento.
Mi fece sdraiare a pancia sotto sul pavimento (immaginatevi come tirava l’elastico!), quindi con delle specie di bracciali mi legò al pavimento mani e piedi (lasciandomi le gambe allagate): ero a questo punto completamente suo, avrebbe potuto farmi qualsiasi cosa, infatti … cominciò il nostro pomeriggio di dolore e godimento.
Ad un certo punto sentii che mi metteva in culo qualcosa di duro e freddo: erano cubetti di ghiaccio che mi fecero passare da una sensazione di culo gelato ad una di forte bruciore.
Con il culo bello pieno di ghiaccio (che si stava sciogliendo) cominciò a scoparmi con un grosso vibratore facendomi venire subito un cazzo grosso e duro; ogni volta che sentivo di colpo tutto il vibratore tutto dentro al culo sentivo il cazzo gonfiarsi sempre più, come se al posto del vibratore c’era una pompa che mi gonfiava aria.
Appena la mia padrona si accorgeva che mi bagnavo mi tirava le pinzette per ricordarmi che dovevo obbedire e venire solo al suo comando.
Ero tutto un dolore: i capezzoli avevano perso sensibilità; sentivo la pelle del cazzo che si stava lacerando sotto la presa delle pinzette; pensavo a quanto si era dilatato il buco del mio povero culo.
Ogni tanto sentivo la mia padrona che tremava tutta e poi si sdraiava sopra di me: ho immaginato che stesse godendo.
Ad un certo punto mi ha tolto il vibratore mi ha slegato e fatto girare, mi ha strappato con un colpo solo tutte le pinzette procurandomi un dolore atroce subito calmato da un superbo pompino che mi ha fatto godere come un cavallo; ho scaricato talmente tanta sborra che la mia padrona non è riuscita nemmeno a berla tutta: ha preferito scaricarmela in bocca costringendomi a ingoiare parte della mia stessa goduta; era la prima volta che bevevo del seme maschile! mi disse a questo punto che voleva farmi un clistere e che non dovevo perdere nemmeno una goccia; io provai a trattenermi, dopo avere ricevuto in pancia più di due litri d’acqua calda, ma con il buco del culo conciato come il traforo del monte bianco non seppi trattenermi troppo a lungo e quindi mi scaricai dopo neanche un minuto, solo il tempo di raggiungere (a tentoni per via della maschera di pelle ancora indossata) il bagno.
La mia padrona si arrabbiò moltissimo e allora mi legò nuovamente con la schiena a terra alzandomi completamente le gambe; questa posizione le offriva nuovamente il mio culo.
La sentìì infilarmi un dito, poi un altro ed un altro ancora sino a che infilò tutte le sue lunghe dita: non stava ferma un attimo, continuava a muovere la mano dentro e fuori che se mi stessero inculando, fu un vero strazio, eppure il mio cazzo tornò duro come il ferro, mentre lei ai movimenti della mano aggiunse una serie di morsi alle mie palle.
Non resistetti molto, oramai il mio corpo era un tremolio di dolore e goduria unici;non riuscivo più a controllarmi e in queste condizioni ho goduto nuovamente, scaricando il mio orgasmo sul mio ventre: la mia padrona, soddisfatta della mia sottomissione, prima mi ha leccato via tutto il seme poi, sempre con la sua mano che entrava ed usciva dal mio culo, si è seduta sulla mia faccia obbligandomi a leccarle la figa, che dire fradicia di umori vaginali è dire poco; dopo qualche leccata mi venne in bocca per due volte di fila prima di prendersi in bocca il mio cazzo per un 69 che non scorderò mai.
Pur dolorante sono riuscito a farmi tornare il cazzo in tiro e dopo una bella mezz’ora di leccate a vicenda siamo venuti insieme in un orgasmo che ci ha letteralmente lasciati senza forze.
Siamo rimasti per quasi un’ora in quella posizione (io con il cazzo ormai moscio nella sua bocca, lei con la sua figa completamente allagata sempre sulla mia bocca e la mano ancora nel mio culo distrutto).
Quando ci siamo ripresi mi ha finalmente tolto la mano dal culo (se si poteva ancora chiamare così) e la maschera di pelle; dopo essermi riabituato dal prolungato buio ho rivisto la mia padrona e tutti gli arnesi che aveva usato scoprendo che il grosso vibratore era montato su una specie di mutandina in cuoio dove c’era un secondo grosso fallo (la mia padrona quindi aveva la figa piena mentre mi inculava, ecco il motivo delle sue godute quando ero legato).
Ci siamo sdraiati vicini e per premio finale mi ha ciucciato il cazzo e leccato il mio povero culo per un’altra bella oretta …

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