L’amica tettona


L’ho conosciuta circa cinque anni fa per una passione comune.
Lei 19 anni, io 21.
Non e’ di quelle super fighe bionde e con le cosce lunghe.
E’ bassina dal fisico robusto con due tettone enormi.
All’inizio i nostri rapporti sono di semplice amicizia, poi ci perdiamo di vista per circa un anno e la rivedo, ancora con le sue tettone.
Tutto inizia quando vado a Roma, dove si era trasferita per studiare….
Quel giorno decide di portarmi a visitare Villa Borghese, per chi la conosce sa cosa vanno a fare un uomo ed una donna lì e gia’ il luogo scelto dal lei svela le intenzioni nascoste.
Si parla del piu’ e del meno ma le sue parole hanno un accento calmo, caldo dal quale traspare una malcelata eccitazione per la situazione.
Dopo aver passeggiato per i viali del giardino, ci si ferma su una panchina al fresco di un albero.
La vicinanza dei due corpi e delle nostre bocche, ci porta poco dopo ad un lungo ed appassionato bacio dove le nostre lingue si intrecciano.
Subito dopo mi confessa che quel bacio avrebbe voluto darmelo molto prima.
Continuo allora a baciarla per saggiare la sua reazione, per avere qualcosa di più e magari affondare nelle sue, penso morbide tette.
Il bacio si fa più audace e agli intrecci di lingua alterno bacetti e leccate sul colle e dietro i lobi delle orecchie vedendo in lei una reazione positiva.
Infatti serra le labbra e stringe gli occhi ed allora decido di proseguire alla scoperta del suo corpo.
La passeggiata continua alla ricerca di una panchina più appartata dove osare di più.
La trovo e continuiamo l’appassionato bacio lingua a lingua ma le mie mani corrono finalmente verso i suoi due meloni.
Li trovo ed anche in questo caso la sua reazione e’ delle migliori.
Si siede a cavalcioni su di me portando la sua fica proprio sul rigonfiamento del mio cazzo che ormai scoppiava.
Lei ora era seduta proprio sul rigonfiamento dei pantaloni pressando sempre di piu’ per sentire meglio la mia erezione ed io mi muovevo per facilitarle il compito.
Continuiamo a baciarci e le mie mani stanno esplorando i tesori nascosti sotto il suo maglione mentre ogni tanto una palpata al suo grande culo la fa trasalire di goduria.
Ormai e’ partita, il bacio iniziale le ha scatenato tutto il calore che aveva represso nel suo corpo, continuiamo a stusciarci l’uno con l’altro, sempre vestiti mentre il calore sale.
La vedo stravolta e sudata, con gli occhiali quasi appannati.
Vogliamo osare di piu’ ed anche se lei non lo dice, lo desidera con ardore…
Metto la mano sulla sua passera, premendovi ancora pie’ forte e la vedo chiudere gli occhi ed emettere un sommesso gemito di goduria.
Pian piano le tiro giu’ la lampo dei pantaloni e la accarezzo da sopra le mutandine che sento calde ed umidiccie, voglio di piu’, ancora di piu’.
Metto le dita dentro le mutande e sento i primi peli.
Una delicata peluria di una figa che nessuno aveva mai violato prima.
Mi copro con il suo lungo cappotto per evitare che eventuali passanti possano vedere cio’ che veramente stiamo facendo e tocco le sue labbra, calde, gonfie e bagnate.
Inizio cosi’ un lento ditalino che la porto al culmine del piacere, li’ sulle quella panchina di Villa Borghese.
Quella fu solo la prima volta, dopo ci siamo incontrati di nuovo, ma sono altre storie…..

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