Dopo il parrucchiere…


Ciao, sono Giselle. Ho trentacinque anni ed abito ad Augsburg.
Mio marito, italiano, e’ spesso via per lavoro ed io per passare il tempo esco spesso per shopping o vado al cinema o a bere un caffe’ con le amiche.
Ieri pomeriggio sono andata dal parrucchiere e aspettando il mio turno ho letto un giornale.
C’era la pubblicita’ di un porno shop che diceva che il giovedi’ dalle tre alle cinque era riservato alle signore.
Ero molto incuriosita e dato che che alle 15,30 avevo finito decisi di andare a vedere.
Effettivamente c’erano solo donne che guardavano le riviste, sceglievano cassette o provavano abbigliamento sexy.
Vidi che qualcuna si infilava in un corridoio e chiesi notizie alla cassiere.
“Di la’ ci sono delle cabine con dei televisori e infilando delle monete si possono vedere i film porno che si vuole.
Mi infilai in una cabina, c’era una poltrona ed un televisore.
Infilai 5 marchi e apparvero i titoli e le specialita’ che potevo scegliere.
Mi sono sempre piaciute le ammucchiate e scelsi un film del genere.
C’era una donna molto bella con cinque uomini.
Prendeva cazzi dappertutto, davanti, dietro, in bocca, in mano. Io ero eccitata e tirai su la gonna per accarezzarmi la figa.
Era stupendo infilarsi le dita guardando quei cazzi schizzare addosso alla porcona.
Poi ne guardai un altro dove c’erano tantissime pisciate. Uomini e donne si pisciavano addosso e in bocca.
Godetti di nuovo guardando una che pisciava mentre lo prendeva nel culo.
Ad un certo punto mi sentii gelare: non avevo chiuso bene la porta alle mie spalle e la sentii aprire.
Guardando con la coda dell’occhio vidi che ERA UN UOMO: non mi ero accorta che il tempo era passato.
Feci finta di nulla pensando che se ne andasse vedendo che era occupato.
Sentii scattare la porta e ripresi a toccarmi il grilletto davanti alle pisciate quando sentii due mani da dietro sulle tette.
Non se ne era andato.
Cosa faccio?
Urlo e chiamo qualcuno?
Sono con la figa fradicia e senza mutande.
Decido che e’ meglio non fare scandali e mi volto per dirgli di andarsene:
All’altezza della mia faccia c’e’ un cazzo duro e scappellato.
Come giro la faccia mi prende la testa e la avvicina al cazzo.
Urlo?
NO SUCCHIO!
Lo prendo tutto in bocca succhiando fino a fargli male, tanto che lo deve tirare fuori.
Sono impazzita, lo metto a sedere al mio posto e mi infilo sopra
quel cazzone e lo chiavo sbattendo il culo sui suoi coglioni.
Comincio ad urlare dal piacere ma le mie grida sono coperte da quelle del film.
Lui non parla ma spinge come un matto fino in fondo.
Ma io voglio chiavare e godere anche guardando il film allora gli giro la schiena e mentre sto per infilarmelo di nuovo nella figa sbaglio a sedermi: mi entra nel culo come nel burro.
Ancora meglio cosi mi prendo una bella inculata mentre posso farmi un ditalino.
Mentre godo e lui mi riempie il culo di sborra penso a mio marito che crede che la sua chiavata settimanale mi basti.
Mi sfilo colando sborra dal culo, mi asciugo con le mutandine e gliele getto addosso.
Esco chiudendo la porta.
Se lo incontrassi di nuovo non lo riconoscerei.
Pero’ che cazzo!

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