Il contadino


Ciao, sono sempre Giselle
.Mi diverto tanto a raccontare le mie avventure.
Non ho nessuno con cui parlarne, e non e’ bello.
Mio marito e’ un uomo all’antica e non immagina nemmeno tutto quello che ho fatto prima di conoscerlo e anche dopo sposata.
Pensate che non ha mai nemmeno pensato che mi potrebbe piacere se lui mi inculasse.
Al massimo posso fargli qualche pompino e lui non me la ha mai leccata.
Devo pero’ dire che mi fa fare una vita da signora, siamo benestanti e non ho bisogno di lavorare.
Per questo ho tanto tempo libero per i miei hobbys, tra cui far leggere a tanti amici sporcaccioni le mie avventure.
Oggi voglio raccontarvi del mio amico Georg.
E’ un contadino ed abita circa venti chilometri fuori citta’.
Un giorno passando in macchina ho visto un cartello che diceva che vendevano patate e verdura.
Mi fermo nel piazzale tra varie stalle e magazzini ma non vedo nessuno.
Dopo un po’ esce un uomo da una stalla che grida da lontano:
“Ho da fare, se vuole venga qui.
Entro nella stalla e resto paralizzata: c’e’ un cavallo col cazzo fino a terra che sta per saltare sulla groppa di una cavalla.
Ha un coso enorme, piu’ di un metro.
Il contadino lo tira per le briglie fino a quando lui salta sulla schiena della cavalla e comincia a chiavarla.
Io resto paralizzata a guardare.
“Mi scusi adesso fanno da soli, cosa vuole?
“Veramente volevo delle patate.
Andiamo in un magazzino a scegliere un sacco di patate ma io penso sempre al cavallo..
“Ma.. lo fanno spesso? No solo quando la cavalla e’ in calore.
Io ero vestita molto elegante, con una pelliccia scura ed gli stivali. I miei capelli sono biondissimi e lunghi e sicuramente facevo un buon effetto.
Anche lui non era male, alto, circa trenta anni e muscoloso.
“Ma non ha mai visto i cavalli scopare?
“No.. e’ emozionante.
” Gia’. proprio. e mi guarda in modo strano.
Mi carica il sacco in macchina.
“Andiamo in casa a fare il conto cosi’ le offro una grappa.
Le grappe diventarono tre a testa, seduti sulla panca dietro il tavolo fianco a fianco.
Io sentivo un gran caldo tra le gambe, avrei voluto guardare ma non potevo, in piu’ le nostre gambe si sfioravano e questo complicava il calore.
“Ma lei sta sudando, si tolga la pelliccia.
“Se me la tolgo non vado piu’ via.
“Meglio, tanto oggi non ho piu’ nulla da fare.
Quarta grappa, ci diamo del tu.
Quinta grappa, mi appoggia una mano direttamente tra le cosce.
Scatto come indemoniata e strofino la mano sul davanti.
E’ durissimo.
Mi infila la lingua ruvida in bocca, la muove avanti indietro come una chiavata, e’ piacevole, intanto si sbottona e libera il cazzo che mi salta in mano.
E’ bello duro e non posso non prenderlo in bocca.
E’ buono, gli esce qualche gocciolina aspra che lecco volentieri.
“Sai quel cavallo mi ha fatto impazzire.
“Lo sai cosa fanno le contadine ogni tanto?
Fanno le seghe ai cavalli per farsi sborrare addosso qualche litro.
Dicono che fa bene alla pelle.
Non capivo piu’ nulla, mi poteva fare tutto quello che voleva.
“Chiavami, fammi godere, inculami, sborrami, pisciami.
Avevo perso ogni pudore, e lui ne approfittava.
Mi montava da dietro come poco prima aveva fatto il cavallo, al pensiero godevo ripetutamente.
Poi mi giro’ e menandoselo me lo mise davanti alla faccia.
Ho appena fatto in tempo ad aprire la bocca che ha cominciato a godere infilando nella mia bocca aperta spruzzi di sborra bianchissima.
Era amara, calda, non volevo berla, ma lui mi spinse il cazzo in fondo alla bocca e non potei fare altro che ingoiare.
Restammo seduti a chiacchierare bevendo ancora insieme.
“Sei una donna stupenda, da far girare la testa. Ci rivediamo?
“Volentieri, ma non hai ancora visto nulla di me, faccio ben altro.
“Lo immagino, torna quando vuoi. A proposito, le patate sono gratis.

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