La moglie del capo


Il mio capo si chiamava Alfredo. In ditta lavorava anche per qualche ora sua moglie Marina.
Una mora formosa sui trenta, alta con un bel seno.
Tutti i colleghi ne parlavano come di una mangiauomini ma a me sembrava, al contrario, una donna che manteneva le distanze, tanto e’ vero che dava del lei a tutti.
In ogni caso era molto attraente, vestiva molto bene, spesso anche in modo un po’ sexy.
Io in particolare avevo frequenti contatti con lei e spesso si chiacchierava del piu’ e del meno.
Ogni tanto lanciavo dei messaggi pur con molta discrezione.
‘Oggi sono stanco morto.
‘Perche?
‘Ieri sera sono uscito con una bionda che mi ha distrutto.
‘Su non credo che Lei si faccia distruggere cosi’ facilmente.
‘No certo, ma era proprio affamata..
Il tempo passava col solito tran tran fino ad un giorno..
‘Carlo dovrei chiederle una cortesia.
Alfredo e’ a Roma per lavoro e fuori nevica. Io ho fatto spesa e non voglio prendere i mezzi, ma ho paura di guidare.
Non mi accompagnerebbe a casa stasera?
Poi puo’ tenere la macchina e ridarmela domani.
‘Certo non ci sono problemi.
‘Pero’, qui la gente e’ maligna, non usciamo insieme. Vediamoci al parcheggio alle 19.
Cosi’ misi in moto e partimmo e diressi verso casa sua.
‘Perche’ non ci beviamo un aperitivo da qualche parte?
Ci fermammo in un bar e ci facemmo portare due Gin-tonic.
Al secondo giro comincio’ a sciogliersi ed a parlare come uno scaricatore.
‘Quello stronzo di mio marito va spesso a Roma a chiavarsi la sua amica.
Il cornuto non immagina neanche quanto sia troia sua moglie.
Non sa quanto mi diverto quando non c’e’.
Al terzo aperitivo:
‘Andiamo a casa che voglio consumarti il cazzo.
Ero sconvolto e quasi scandalizzato di fronte a tanta sfacciataggine, ma non mi feci certo ripetere l’invito.
In macchina:
‘sai quando mi ha detto che partiva ha deciso che avrei chiavato con te, oggi.
Per scaldarmi mi sono fatta un ditalino in ufficio.
Arrivati in casa sua, appena dentro mi mise la lingua in bocca infilandomi le mani, affannosamente dappertutto.
Ci spogliammo freneticamente.
Non sapevo dove fosse la camera, ma non ci arrivammo.
Finimmo nudi sul divano lei a cosce larghe ed io che la stantuffavo da sopra.
Aveva una figona bollente e fradicia, si muoveva ritmicamente rispondendo colpo su colpo stringendomi le chiappe ed accompagnandomi nella chiavata.
Ci baciavamo come forsennati ed era una goduria strizzarle le tettone grosse.
‘Ti faccio male?
Noo anzi, strizza forte..
Appoggiami il cazzo in mezzo alle tette e chiavarmele.
Mentre il cazzo scivolava avanti e indietro lei dava dei colpi di lingua sulla cappella.
Con una mano verso dietro le accarezzavo il grilletto, facendola saltare.
‘Se ti tiro fuori la sborra con la bocca ce la fai a farmene poi un’altra?
Certo se mi fai un po’ riposare.
Lo prese allora quasi tutto in bocca prendendomi i coglioni con le mani.
Succhiava in un modo che non avevo mai provato, inebriante, leccava il cazzo tenedolo tutto in bocca continuando a succhiare.
La cappella diventava sempre piu’ grossa e si accorse che stavo per scoppiare.
Lo tolse solo un attimo per parlare.
‘Adesso rilassati, pensa solo a godere, fai fare tutto a me.
Riprese a succhiare come proma, con una mano stringendo le palle e con l’altra mi apriva il culo delicatamente.
Quando la sua bocca si accorse che stavo per venire mi infilo’ di botto due dita nel culo stringendo forte i coglioni.
Fu tutto simultaneo, la piacevole sensazione nel culo, il dolore alle palle ed il fiotto di sborra nella sua bocca.
Sborrai come non mai fino ad allora, mi lasciava e riprendeva i coglioni facendomi schizzare a tratti, continuando a bere rumorosamente.
Ci riposammo per un’oretta, per modo di dire dato che mise una cassetta porno facendosi un ditalino con due mani.
Quando vide che il mio uccello risorgeva..
‘Sei formidabile, adesso ti scopo io alla faccia del cornuto.
Mi salto’ su impalandosi sul cazzo con la figa gocciolante.
Mi bagnava fino alle palle, ogni movimento si sentiva uno sciacquio formidabile.
Per fortuna riuscii a trattenermi pur godendomi estasiato quella cavalcata.
La porca godette due volte inondandomi di liquido in quantita’ tale che sembrava si fosse pisciata addosso.
Riuscii a fare una finezza: mentre godeva contorcendosi per la seconda volta le vuotai i coglioni simultaneamente nella figa facendola urlare di godimento e di gioia.
‘Cazzo che chiavata, stavolta sei tu che mi hai sfiancato.
Mantieniti bene che al prossimo viaggio del porco non mi scappi.

2 thoughts on “La moglie del capo

  1. ficologo ha detto:

    E’ molto pericoloso scoparsi quelle donne lì io, che le scopai la figlia non solo mi licenziò ma addirittura mi fece pestare da un paio di uomini suoi fidati. In fondo aveva ragione io avevo 38 anni sua figlia14.

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