Un compagno d’infanzia


Conosco Franck da sempre.
Abbiamo passato tutte le nostre vacanze insieme in colonia… si può dire che ci conosciamo bene, anche fisicamente…
Un giorno ci trovavamo a casa mia, era estate ed il calore soffocante.
Si giocava a ping-pong, ma il gioco iniziava a divenire noioso.
Per Franck dovevamo aggiungere un po’ di piccante al gioco e propose che il perdente doveva togliersi un vestito ad ogni fine di partita.
Trovavo ciò stupido perché sapevo che presto mi sarei ritrovato nudo, ma accettai poiché eravamo soli in giardino e non mi dava fastidio spogliarmi visto il caldo torrido.
La prima partita la vinse Franck, così la seconda e la terza.
Ero rimasto in boxer, ma all’inizio della partita seguente Franck iniziò a perdere, ritrovandosi nelle mie stesse condizioni.
L’ultima partita sarebbe stata la decisiva.
Ma, cosa sarebbe accaduto dopo?
Proposi a Franck che il vincitore si sarebbe fatto fare una sega dal perdente.
Accettò ed iniziammo l’ultima partita.
Mi ritrovai nudo dinanzi a lui, le idee più erotiche attraversavano la mia mente, però ero angosciato dall’idea di masturbarlo.
Franck si avvicinò e vidi il suo pene ergersi dall’interno dei boxer.
Mi chiese di abbassarglieli, cosa che ho fatto immediatamente.
Il suo pene continuava ad indurirsi, iniziai a toccargli i testicoli, poi ad accarezzarlo lungo
tutta l’asta. Con la mano sinistra tenevo la base del pene mentre con la destra lo scappellavo.
Lo accarezzavo come mi accarezzo abitualmente, attraverso dei lunghi va-e-vieni dall’inizio del glande fino alla base del pene.
Le mie carezze non lo lasciavano insensibile ed iniziava a sentire il proprio seme avvicinarsi all’uscita.
Volle che mi fermassi per rallentare la tensione e non venire subito.
Nel frattempo, propose di masturbarmi ed accettai subito pensando che volesse restituirmi il favore.
Mi distesi sull’erba ed iniziò con il soppesarmi i testicoli, poi prese in mano il mio pene senza mai toccare il glande.
Non ebbe bisogno di scappellarmi perché sono circonciso.
I va-e-vieni che esercitava sul mio sesso diventavano sempre più decisi. Il mio pene era durissimo, il glande rosso porpora per via dell’afflusso di sangue dovuto a questa meravigliosa sega.
Poi, senza avvertirmi, Franck mi stuzzicò con la punta della lingua il glande.
Volevo che si fermasse perché ciò mi sembrava sconveniente tra ragazzi, ma, dopo qualche persuasivo colpo di lingua, mi lasciai condurre dalla sua esperienza.
Franck affondò tutto il mio pene in bocca, ed inizio a succhiare.
Nel momento in cui eiaculai, le sue labbra si strinsero alla base del cazzo e ed ingoiò tutto.
Credevo che sputasse lo sperma, ma lo ingoiò fino all’ultima goccia, continuando a masturbarmi.
Dopo, toccò a me occuparmi del suo arnese, rimasto duro.
Mi sembrava ancora più grosso.
Dopo qualche va-e-vieni manuale, ho preso in bocca il suo sesso, iniziando così la prima fellazione della mia vita.
Il suo pezzo di carne mi riempiva completamente la bocca ed io ci giocavo come se lo avessi sempre fatto.
Non volendo ingoiare lo sperma, mi ritirai giusto in tempo per vederlo schizzare un lungo fiotto di sborra sul ventre.
Mi distesi sul suo corpo per strofinarmi sul suo ventre reso odorante e vischioso dallo sperma.
Ci siamo lavati in giardino, senza dimenticare qualche toccatina supplementare mentre l’acqua scorreva sui nostri peni ancora in pieno vigore.
Passammo poi il resto del pomeriggio ad abbronzarci nudi in giardino.
La sera, Franck restò a dormire da me.
Dormiva in camera mia, e, dopo esserci spogliati, ci coricammo.
I minuti trascorrevano senza che né lui né io riuscissimo ad addormentarci.
Chiesi a Franck se volesse parlare.
Rispose di sì e mi raggiunse nel mio letto.
Iniziammo a parlare di cosa avremmo potuto fare il giorno dopo, ma poi Franck ricordò la partita di ping-pong del pomeriggio ed arrivammo ad una discussione più concreta: la dimensione dei nostri cazzi.
Erano molto simili per dimensione e lunghezza, la sola differenza era che non avevo il prepuzio.
Discutere comporta spesso degli esempi, così ci liberammo dei boxer per poter comparare i nostri peni.
Ma, appena Franck iniziò a toccarmi, fui preso da una immediata erezione.
Lo invitai a masturbarmi come aveva fatto nel pomeriggio.
Mi propose allora di fare un 69, per masturbarci reciprocamente.
Ognuno con il sesso dell’altro in mano, ci masturbammo per qualche minuto fino a quando, contemporaneamente, non prendemmo il sesso dell’altro in bocca.
Ci succhiavamo insieme.
Era magnifico.
Franck mi chiese se volessi essere inculato.
Ero eccitato ed accettai senza esitazione purché però usasse un lubrificante.
Mi rivestii ed andai a prendere dell’olio in cucina.
Franck era sempre sul mio letto e continuava a masturbarsi lentamente per non perdere l’erezione.
Si cosparse il pene di olio e con l’indice iniziò ad oliarmi l’ano, tutto intorno, poi infilò tutto il dito continuando ad oliarmi dall’interno.
Si olio più dita e così mi ritrovai prima con un dito, poi due, tre… nel culo.
Mi disse che ero pronto.
Mi misi a quattro zampe sul bordo del letto.
Lui in piedi, al mio fianco, si oliava di nuovo il batacchio masturbandosi.
Mi afferrò il culo con entrambe le mani, si fece largo, e con un gesto esperto della mano destra, mi ficcò tutta l’asta nelle budella.
Per via della preparazione manuale e della quantità di olio utilizzato, il suo pene affondava senza il minimo dolore. I suoi colpi erano dolci e progressivi.
Gli chiedevo di accelerare i suoi va-e-vieni fino a quando non mi senti il culo inondato di un liquido caldo e vischioso.
Uscì da me e mi misi a masturbarlo per svuotarlo delle ultime gocce di sborra, che leccai dai fianchi del suo cazzo.
Mentre si riposava, iniziai a masturbarmi, oliando il mio pene.
Capì che toccava a lui questa volta, e si mise in posizione, dandomi qualche consiglio.
Mi sforzai per farlo godere così come aveva fatto godere me.
I miei gesti erano meno precisi ma fu soddisfatto del risultato.
Ci facemmo poi un ultima sega e ci coricammo.
Da allora, siamo cresciuti.
Spesso ci vediamo, per un pompino tra vecchi amici… in ricordo dei bei vecchi tempi.

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