Un viaggio a Cortina


Avevo dovuto effettuare per lavoro un viaggio a Cortina.
Andata e ritorno in un giorno e Silvia era venuta con me.
Nel pomeriggio invernale tornavamo sulla statale verso Belluno quando Silvia al buio vide un autostoppista.
‘Carlo, prendiamolo su poveretto.’
Tornai un po’ indietro ed il ragazzo sali’ sul sedile posteriore.
Riuscii appena a vederlo, avra’ avuti 20-21 anni.
Andava a Mestre a trovare la fidanzata.
Ripresa la marcia Silvia prese delle caramelle dal cruscotto e gliene offri’ una chiacchierando un po’ con lui.
Dopo un po’ disse:
‘Ti dispiace se vado dietro con lui a chiacchierare un po’ meglio?’ e salto’ dietro.
Dopo un po’ di chiacchiere d’improvviso vi fu silenzio, solo strusciare di vestiti.
Ad un certo punto Silvia avvicino la sua testa alla mia da dietro sussurrandomi:
‘come gli ho toccato il cazzo mi ha riempito le mani di sborra, dammi un fazzoletto.
Adesso mi faccio toccare la figa e appena si riprende me lo faccio, ha un cazzo non lungo ma molto grosso.’
Dopo una decina di minuti e’ tornata la faccia di Silvia.
‘Mi sono seduta sul suo cazzo e me lo sto chiavando, e’ stupendo.’
‘Guarda che fra poco siamo a Mestre’.
Allora lo faccio godere subito. E cosi’ fu.
Il ragazzo scese, chissa’ cosa avra’ raccontato alla fidanzata!
Noi proseguimmo per Milano in autostrada, io con una mano sulla figa appiccicosa.
‘senti io ho fatto solo l’autista, come la mettiamo?
‘se vuoi andiamo in qualche locale a maialare.
Andammo in un nuovo locale molto bello, ma a parte la coppia dei proprietari non c’era nessuno dato anche che era mercoledi’.
Erano simpatici, di mezza eta’, Franco e Tina.
Ci offrirono da bere, ci misero un filmetto e ci dissero di metterci a nostro agio senza problemi.
Silvia dovette andare in bagno e Tina venne vicino a me a chiacchierare.
Con l’occasione mi toccava tra le gambe sopra i pantaloni.
Passo’ un bel po’ di tempo e chiesi:
‘ ma perche non torna Silvia?’
‘Credo che abbia da fare, non ti sei accorto che manca anche Franco?’
Andammo alla toilette:
Silvia era seduta sulle tazza a gambe larghe e faceva un pompino a Franco in piedi di fronte a lei.
La troia arrossi’ vedendoci sulla porta, poi prosegui’ dandoci di bocca e di mano.
Presi Tina e la portai su un divano, le sollevai la gonna e la sbattei senza neanche abbassare i pantaloni.
Aveva una figa molto grande e fradicia.
Mentre la chiavavo si menava il grilletto e parlava forte:
‘ dai, sbattimi il cazzo fino in fondo, riempimi di sborra, pensa che quella troia della tua donna sta facendo un pompino a mio marito.
Dai piu’ forte che dopo te lo lecco..’
E cosi fu, me lo prese in bocca e lecco’ e succhio’ da maestra.
‘Non sborrare, andiamo a vedere i maiali’
Silvia era ora in piedi faccia al muro e Franco la pompava da dietro.
Non si capiva pero’ in quale buco e Tina andò a toccare e poi mi disse:
‘nel culo’.
Fece staccare i due maiali, rimise Silvia a sedere, prese i nostri due cazzi e comincio’ a menarli davanti alla faccia della mia donna.
Ci fece sborrare insieme inondando la faccia di Silvia e sporcandole la camicetta, poi li prese in bocca asciugando tutto quello che era rimasto.
Salutandoci ci fecero promettere di tornare.

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