Una donna per amico (II parte)


Fu Gianfranco il primo a cercare di cambiare le cose, una sera, mentre se ne stavano come al solito a chiacchierare, ad un tratto assunse un’espressione seria e le disse
“Non ti sembra che siamo ormai diventati troppo grandi per continuare a fare una cazzata dietro l’altra ????” lei finse di non capire ed assunse un’espressione da bambina maliziosa
“Ti sembro troppo cresciuta ????” disse imitando il tono della bambina petulante.
Ma Gianfranco non rise
“Uff… ho già capito che questa sera ti va di fare il palloso…. E quando ti prende così….. quasi quasi ti mollo e vado a cercare un ganzo più divertente” sbottò Cinzia contrariata.

Visto che Gianfranco non si decideva a parlare, continuò lei
“A che cosa ti riferivi con le cazzate, a quegli innocenti scherzetti che ci siamo giocati ultimamente ???”,
“Chiamali innocenti… passi per te, ma io sono sposato sai ???”
“Già, lo so, forse ho un’idea…. Potrei guardarmi un po’ intorno e sposarmi il primo che capiti, come hai fatto tu, così almeno saremmo alla pari” rispose lei, con l’intenzione di ferirlo.

“Cristo Cinzia, lo sai come sono andate le cose. Eravamo giovani, cosa volevi che facessi, dopo che ci aveva scoperti a letto suo padre l’aveva cacciata di casa….”
Sbottò lui toccato nel vivo.
Cinzia si pentì subito di aver detto quella cattiveria
“Scusami, non avrei dovuto dirlo, ma tu non puoi parlare così tranquillamente di cazzate, hai sbagliato a sposarla e lo sai, e continui a sbagliare rimanendo con lei e continuando a tradirla”.

“Cosa dovrei fare, lasciarla ???? Cristo è ancora cotta come il primo giorno, sopporta tutto senza battere ciglio, continuando ad essere la miglior moglie del mondo….”
Cinzia fece un gesto con la mano, agitandola a vuoto nell’aria
“La santa sopporta tutte tranne me, forse per diventarle simpatica dovrei venire a letto con te….”

“Quella sera vedendoti scatenata con Lamberto ci ho pensato sai….” Disse Gianfranco
“Si fissarono per un lungo memento, poi entrambi fecero una smorfia di disgusto
“Nahhhhhhh” dissero quasi contemporaneamente mettendosi a ridere.

Non appena ripresosi, Gianfranco tornò a farsi serio
“Dai Cinzia, possibile che con te non si riesca a fare un discorso serio, io sono preoccupato per te, è vero sono fatti tuoi, ma credi di poter andare avanti in eterno scopacchiandoti tutti quelli che ti capitano a tiro ?? Non senti il bisogno di dare una regolata alla tua vita ???”.

Ma fare un discorso serio con Cinzia sembrava un’impresa impossibile
“Prima di tutto precisiamo…. Io non scopacchio, scopo alla grande….e tu ne hai avuto una prova. Ehh Ehhh”, ridacchiò.
Poi però si fece seria e rispose
“Secondo non è colpa mia se non ho mai incontrato l’uomo giusto. Ti prometto che se accadrà mi darò una regolata, e tu sarai il primo a saperlo. Però in cambio di questa promessa mi devi un favore….”

“Spara” rispose Gianfranco
“Tra meno di un mese finirà l’anno accademico. Sai che per fare la tesi frequento l’istituto assiduamente, il mio relatore vuole dare una festa per tutti i ragazzi dell’ultimo anno, ed io non ho voglia di andarci da sola. Mi accompagni ?” gli sorrise in uno strano modo, e Gianfranco incominciò a sospettare qualche cosa
“Tutto qui ?” domandò rimanendo guardingo.
Lei ridacchiò
“Ma perché non riesco mai a nasconderti nulla… meno male non siamo sposati io e te altrimenti, sai che divertimento….”.

“Non so, forse perché ci conosciamo da tanti anni, comunque ho la brutta sensazione che pochi istanti dopo che ti ho invitata a farla finita con le cazzate, tu me ne stia proponendo un’altra addirittura più grande delle altre….”.
“Dai Gian… non fare il palloso. Il professore è un gran figo, cinquant’anni capelli brizzolati….”, reclinò la testa ed assunse un’aria sognante
“E vorresti scopartelo ?” domandò lui, ma non era una domanda
“Già” rispose lei.

Gianfranco, non parlò per un pò di tempo
“Da quando hai bisogno del mio aiuto per scoparti qualcuno ???” le domandò alla fine
“Da quando quel qualcuno ha una moglie giovane e gelosissima, era una sua studentessa e deve conoscere bene i gusti del marito, sono sicura che mi terrà d’occhio e terrà d’occhio anche il marito…. A meno che…..” concluse fissandolo in tono molto malizioso
“A meno che cosa ????” domandò Gianfranco
“A meno che sia a sua volta molto impegnata…..”.
Dopo aver pronunciato quelle parole non riuscì a reggere lo sguardo di Gianfranco e scoppiò a ridere.

Lui non rispose, limitandosi a scuotere la testa
“Tu non la conosci, ma ti assicuro che è molto bella e se è riuscita a farsi sposare dal professore deve essere anche molto brava……”
Cercò di tentarlo, ma Gianfranco continuava a scuotere la testa
“E dai Gian…. Per un piccolo favore che ti chiedo…. E poi pensa, potremmo scoparceli contemporaneamente, io penserò a te che ti diverti con la dolce mogliettina e tu potresti pensare a me che faccio impazzire il maturo professore…. Non lo trovi stimolante ???? Io al solo pensiero…” e assunse un’espressione eccitata e con noncuranza fece scivolare la mano sui seni prima e sul pube poi per una rapida e fugace carezza.
Suo malgrado Gianfranco ebbe una subitanea e poderosa erezione.
Lei se ne accorse.

“Non fare il signorino per bene, si vede benissimo che l’idea ti stuzzica…. Non ti far pregare e dimmi che lo farai….”
Lo incalzò e Gianfranco si arrese
“Va bene maledetta… lo farò” e scoppiò a ridere.
Cinzia si alzò di scatto e lo abbracciò con forza, incominciando a baciarlo su tutto il viso
“Sei un tesoro, un vero tesoro” ridacchiava felice.
Gianfranco la fece smettere
“E dai, falla finita, conserva le energie per il tuo bel professore” le disse, con una punta di rabbia nella voce.
Si chiese perché dovesse essere arrabbiato, e si rispose che era perché Cinzia era riuscita ancora una volta a coinvolgerlo in una follia delle sue….. ma non ne era molto convinto.

Per tutto il tempo che li separava dal giorno della festa, Gianfranco cercò di convincere Cinzia ad abbandonare quella folle idea
“Dai Cinzia, non ti rendi conto che è assurdo, non la conosco nemmeno e dovrei arrivare a casa sua e riuscire a sedurla, non ci riuscirò e lei sul più bello si accorgerà dell’assenza del marito, lo cercherà e vi scoprirà…. Succederà un casino…..”
Ma Cinzia non si faceva smontare
“Gianfranco non ti buttare giù, tu sei irresistibile, cadrà ai tuoi piedi in meno di cinque minuti, sarò io a dover tenere impegnato il marito per evitare che vi scopra mentre lei implora
“Ancora… ancora”.

Gianfranco tentò tutte le strade possibili
“Ma come spiego la cosa a Luciana, lo sai che è gelosa di te” tentò solo due giorni prima, sull’orlo della disperazione
“Dille la verità, non tutta e non esattamente la verità naturalmente, raccontale che voglio scoparmi il professore e voglio attirare la sua attenzione arrivando con un figo come te alla festa” lo liquidò lei con noncuranza
“Credo che la berrà, le mi ritiene una puttana, e la cosa le risulterà molto credibile….” Aggiunse.

Alla fine A Gianfranco non restò che arrendersi e la sera della festa, si preparò di tutto punto
“Non capisco perché ti lasci manovrare così da quella stronzetta” gli disse la moglie mentre si preparava ad uscire
“Dai Luciana, lo sai che Cinzia per me è un’amica, mi da già abbastanza fastidio dover andare a quella festa in cui non conosco nessuno, non ho voglia di discutere con te…” liquidò la cosa lui.

Passò a prendere Cinzia,
“Cazzo, non potevi mettere qualche cosa di meno vistoso ?” le disse vedendola, ed in effetti era uno schianto, con un tubino nero aderentissimo e dalle dimensioni microscopiche, sorretto solo da due esili spalline che poggiavano sulle spalle ben modellate
“Forse avrei potuto non metterlo” disse, guardandosi, poi si sporse verso di lui dandogli un bacio sulla guancia e gli sussurrò
“Il problema è che sotto non ho assolutamente nulla… sarebbe stato imbarazzante…” e ridacchiò compiaciuta.
Gianfranco non disse più nulla.

Arrivarono alla villa del professore.
Non se la cavava male il bastardo, pensò Gianfranco, la villa era in periferia, era una vecchia villa di fine ottocento, circondata da un parco maestoso, la festa era organizzata appunto nel giardino.
Quando arrivarono il fumo del barbecue già spandeva invitanti
aromi nell’aria.
Giulio il professore di Cinzia, stava salutando gli ospiti che arrivavano alla spicciolata, sua moglie Cristina stava al suo fianco
“professore, le presento Gianfranco, un mio amico” disse Cinzia
“Gianfranco, ti presento il professor Giugni e sua moglie Cristina” disse Cinzia.

Cristina era veramente bella, Cinzia non aveva esagerato.
Non aveva ancora trent’anni, pressappoco l’età di Gianfranco, era piuttosto alta, rossa di capelli e con un corpo ricco di forme e due seni formidabili che cercava di nascondere indossando un giacchino che sembrava dovesse esplodere da un momento all’altro.
“Vecchio porco” pensò Gianfranco mentre salutava i due.

Parlarono un po’, Cinzia con il professore e lui con Cristina, dalle domande di lei, si accorse che non le era indifferente, Cinzia ad un tratto, indicò al professore un gruppetto in lontananza
“Venga, andiamo a salutare quei matti fin che sono sobri” disse tirandolo letteralmente per un braccio
“Voi ci scusate vero…” disse rivolta a Gianfranco e Cristina, ma senza attendere risposta.

“Temo che per me sarà una serata noiosissima….non conosco nessuno, e sembrano tutti così affiatati…” disse Gianfranco. Cristina annuì
“Già, e lo sono veramente, tra un po’, subito dopo mangiato incominceranno a formare piccoli gruppi ed inizieranno a discutere di argomenti per noi incomprensibili, a raccontarsi fatti ed avvenimenti che solo loro possono trovare divertenti…” disse Cristina poi aggiunse
“Non doveva farsi incastrare così da Cinzia… non sarà una bella serata”.

Gianfranco annuì e rispose
“Forse, ma per ora le cose non vanno così male, anzi…” e le lanciò una prima esplicita occhiata..
Un poco imbarazzata, ma anche compiaciuta per il complimento, Cristina cambiò argomento
“Mi racconti, cosa fa di bello nella vita ?”, e lui iniziò il lento lavoro di seduzione.
Non poteva evidentemente monopolizzarla e durante la cena, vagò per i vari gruppi, fingendosi ancor più spaesato di quanto non fosse, avvicinando platealmente Cinzia per poi essere anco più platealmente lasciato solo.

Poi, quando gli capitò di vedere Cristina sola, le si avvicinò e le disse
“Forse non ci resta che rassegnarci, siamo gli unici pesci fuor d’acqua in questa festa….”
Lei gli sorrise
“Che cosa propone di fare ?” domandò lei lui scosse la testa
“Non so proprio… è lei la padrona di casa” rispose, ma lo sguardo con il quale accarezzò il corpo di lei, smentiva le sue parole, e lei se ne accorse.
Ridacchiò divertita
“Lei è sicuramente un’amico di Cinzia, è esattamente come lei, uno sfacciato…”

Lui annuì
“Già e tu sei certamente la più bella donna della festa, anche se sembra che io sia l’unico ad accorgersene” lei rise ancora una volta divertita
“Vedi, non mi sbagliavo, sei proprio uno sfacciato ” disse annuendo e facendo maliziosamente oscillare la lunga chioma rossa
“Vorrei che questa festa si tenesse in un altro luogo….” Disse lui sospirando.
Lei lo guardò con aria interrogativa
“E’ vero che sono uno sfacciato…. Ma non al punto di corteggiare la moglie del padrone di casa…” le sussurrò chinandosi leggermente verso di lei, contraddicendo ancora una volta le sue stesse parole.
Sapeva per esperienza, che quell’atteggiamento apertamente menzognero, da perfetto mascalzone, a molte donne piaceva, ed era quasi certo che Cristina fosse una di quelle donne.

Ancora una volta lei rise
“Bene bene, sfacciato e bugiardo, ma dove ti ha scovato Cinzia ??”, Gianfranco diede un’alzata di spalle
“Dicono tutti che le belle donne sono attratte dai mascalzoni, anche un bravo ragazzo come me deve adeguarsi… o morire… ed io questa sera ho tante voglie, ma certo non quella di morire” le sussurrò con la voce più sensuale che sapeva sfoderare.

Continuò la sua opera e quando giunse mezzanotte, si guardò platealmente intorno, vi erano molti gruppi impegnati in intense discussioni, vide Cinzia ed i loro sguardi s’incrociarono, lei dava segni d’impazienza
“Puttanella, credi che sia facile…. la conosco da appena tre ore….” pensò ed immaginò Cinzia già eccitata, nella spasmodica attesa di poter scopare con il suo bel professore.

Immaginò la mano di lui che risaliva lungo le belle cosce, sino a scoprire che non portava le mutandine. Immaginò le dita di lui che incontravano la calda fessura di lei, già madida d’umori e palpitante.
La reazione fu immediata
“Ma si, facciamola finita, o la va o la spacca….” Si disse
“Al più rimedio un sonoro ceffone”.

“Cristina, avete una bellissima casa, mi piacerebbe vederla…” le disse, e contemporaneamente, le si avvicinò, passando rapidamente dietro di lei, il suo pube aderì al sedere della donna e l’erezione si accentuò
“Vorrei davvero vederla tutta…” disse con voce sensuale.
La sentì irrigidirsi,
“Adesso si volta e mi da uno schiaffo” pensò, ma non accadde.
Lentamente Cristina si rilassò, sentì le natiche di lei che si muovevano leggermente contro il suo sesso ormai durissimo, quasi a volerne apprezzare meglio dimesioni e consistenza.
“Al diavolo, per una volta voglio essere sincero, non me ne frega niente della casa… io ti voglio Cristina…” affondò lui.

Meno di cinque minuti dopo era inginocchiato davanti a Cristina.
La rossa si era sollevata la gonna, ed ora lui la leccava con tutta l’abilità di cui era capace.
Lei, appoggiata ad un muro, gemeva e si accarezzava i grossi seni mentre i suoi umori incominciavano a colare copiosi
“Che cosa mi fai fare… devo essere pazza” diceva, ma Gianfranco non la ascoltava nemmeno.
Pensava a Cinzia, la immaginava intenta a lavorare di bocca sul cazzo del professore, comodamente seduto su di una poltrona.
Immaginava che mentre succhiava con maestria, lei si stesse toccando.
Con l’immaginazione vide le dita di lei penetrare tra le rosee labbra.

Spinse le dita nella vagina di Cristina che emise un gemito più forte degli altri.
Il membro era teso al punto da dolergli stretto negli ormai angusti pantaloni, sussultava paurosamente.
Si rialzò e mentre baciava Cristina lo liberò rapidamente dalla dolorosa stretta dai pantaloni.
Le sue mani si portarono sulle floride natiche della rossa, la sollevarono e lei gli passò le potenti cosce intorno alla vita.
Lui la cercò freneticamente e la trovò con facilità.

Spinse con decisione la donna si aprì generosamente ad accoglierlo ed il membro scivolò senza ostacoli nel caldo ventre.
Prese a scoparla, spingendola con forza contro la parete.
Cristrina si aprì freneticamente la camicetta e lui affondò il volto tra i favolosi seni della donna, mordicchiandoli, succhiandone con foga i grossi e scuri capezzoli.
Cristina, si mise una mano sulla bocca per soffocare i suoi stessi gemiti.

Di nuovo il pensiero di Gianfranco volò a Cinzia.
Nella sua fantasia, lei danzava armoniosa impalandosi oscenamente sul membro eretto del professore, accarezzandosi i seni, titillandosi il clitoride.
La voce di Cristina lo richiamò nuovamente alla realtà
“Basta, mettimi giù… mettimi giù…” lo implorava.
La lasciò andare, la donna rapida, andò ad appoggiarsi ad un mobile, sculettando invitante
“prendimi così….” gli disse, e lui non si fece pregare.

La scopò stando attento a non fare troppo rumore, sbattendo contro le giunoniche natiche di Cristina, ma lei era talmente bagnata, che il membro provocava un osceno sciacquio che risuonava assurdamente forte nel silenzio e nel buio della stanza.
La sentì venire, mentre le sue mani artigliavano i grossi seni strapazzandoli.
Guardò l’orologio.
Era passata mezz’ora, il tempo concordato con Cinzia.
Si staccò dalla rossa. La prese con forza facendola inginocchiare
“Che fai… cosa stai facendo” disse lei… ma fu ben presto soffocata dal membro che le penetrava in bocca.

Non si tirò indietro e prese a succhiare.
Per sicurezza, Gianfranco la trattenne dolcemente quando iniziò a scaricare il suo piacere.
La sentì ingollare rumorosamente e immaginò la scena di Cinzia che faceva lo stesso con il professore.
Si ricomposero con il tipico imbarazzo di due persone che non si conoscono e ciò nonostante hanno appena fatto all’amore, si lasciarono per fare ritorno alla festa per strade diverse.
Ma quando trovò Cinzia, si accorse subito che era di pessimo umore.

Per lei le cose non erano andate esattamente come aveva pensato.
Non era stato difficile attirare l’attenzione del professore, ne riuscire ad eccitarlo ed a restare sola con lui, ma dopo lui si era dimostrato solo un bastardo egoista.
L’aveva sfiorata solo per eccitarla, poi aveva sfoderato un membro tutt’altro che all’altezza, ed aveva costretto Cinzia ad un’estenuante quanto poco gratificante lavoro di bocca senza gratificarla nemmeno di una carezza.
Lei aveva cercato conforto pensando a Gianfranco impegnato con Cristina, ma le immagini che aveva evocato non l’avevano affatto calmata, anzi.
Lui se la spassava sicuramente, mentre lei doveva fare buon viso a quel grandissimo stronzo del professore per evitare che lui si liberasse troppo presto e potesse insospettirsi.

Quando finalmente si era deciso a penetrarla lo aveva fatto quasi senza preparazione, come se tutto gli fosse dovuto e per Cinzia era stato più fastidioso che piacevole.
Non aveva nemmeno avuto il tempo di scaldarsi dal momento che il fascinoso professore l’aveva presa in piedi, facendola appoggiare ad una parete e penetrandola da dietro, poi l’aveva afferrata per i fianchi ed aveva iniziato con un ritmo promettente ma… che l’aveva condotto all’orgasmo in meno di un minuto, lasciando la povera Cinzia allibita.

Il peggio era stato che si era subito resa conto di essere troppo in anticipo così,, frenando la voglia di dire al bel professore quello che realmente pensava di lui, e certamente i termini che avrebbe scelto non sarebbero stati molto lusinghieri per il celebre accademico, aveva dovuto fingersi innamoratissima ed entusiasta, mentre in realtà aveva una gran voglia di prenderlo a calci.

Quando vide Gianfranco aveva già salutato tutti, gli prese il braccio trascinandolo via.
“Non è andata bene vero ???” domandò lui
“La prossima volta che mi viene una brillante idea …. ti autorizzo a prendermi a calci…” rispose lei per tutta risposta. Gianfranco, non si lasciò sfuggire l’occasione di sfotterla
“A me invece è andata benissimo, quella donna era veramente scatenata….”
E Cinzia gli fece una smorfia
“Non stento a crederci, dopo aver visto il marito in azione!!!!!” rispose e poi aggiunse
“Maledizione a me, se almeno avessi scelto qualcun altro come spalla, adesso avrei potuto sfogarmi, ed invece ….”. Come ormai capitava sempre più frequentemente, si guardarono per un’attimo con aria interrogativa prima di dire il solito “Nahhhh…..” e scoppiare a ridere
“Ti riporto a casa, una buona dormita è sempre il migliore dei rimedi” disse Gianfranco passandole la sua giacca per proteggerla dal fresco della sera
“Già, e poi sono stata previdente, ho comprato le batterie nuove per il vibratore….” Ridacchiò Cinzia.

Dopo il crollo del mito del bel professore, per alcuni mesi, Cinzia si calmò un poco, Gianfranco, se ne rallegrò, ma sapeva che non sarebbe durata a lungo……

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