Storia di una schiava


Oramai sono le 20 passate.
Poco dopo suona il campanello. Luigi si alza, si rinfila le scarpe e si dirige al video-citofono.
Riconosciute le persone apre il cancello elettrico e si avvia alla porta.
Intanto la schiava, non avendo ricevuto ordine alcuno, resta sdraiata ai piedi della poltrona come un tappeto morbido ed eccitante.
Luigi apre la porta di ingresso e delle voci giungono alle orecchie della serva. A giudicare dai toni i nuovi arrivati sono donne e uomini.
La serva sente anche un rumore di catene.
Poco dopo entrano in soggiorno gli ospiti del suo Padrone.
Sono due splendide donne entrambe di circa trentacinque anni molto ben portati, Marisa e Paola.
Sono alte, slanciate, con bei seni sodi e prorompenti. Indossano dei vestiti scuri molto attillati che esaltano la solidità e la bellezza dei loro corpi.
Ognuna di esse è seguita da uno schiavo che procede a quattro zampe, nudo, tenuto al guinzaglio collegato ad un bel collare.
Sono due servi (Matteo e Sergio) di circa ventitré anni, robusti, completamente depilati.
Tengono la testa abbassata in segno di sottomissione alle loro Padrone che, in una mano, tengono stretto un frustino.
Ci sono anche altri due uomini, Frank e John.
Entrambi sono negri.
Questi sono intorno alla quarantina d’anni di età.
Ben curati.
Anche loro sono seguiti da due bestie, due splendide schiave giovani e nude, poste a quattro zampe e tenute al guinzaglio dai loro Dominatori.
Entrambe sono bianche.
Gianna appartiene a Frank, mentre Ines è di John.
Anch’esse tengono la testa bassa verso i piedi dei loro Padroni.
I nuovi arrivati salutano Luigi che li stava aspettando per una cena che si prospetta molto divertente per i Padroni.
Gli animali non osano nemmeno guardarsi tra di loro.
Restano fedelmente accanto alle gambe dei loro Padroni in attesa di ricevere gli ordini cui dovranno obbedire con estrema sollecitudine.
I Padroni, seguiti dai loro servi, entrano nel locale nel quale già si trova la schiava Marta ancora sdraiata sul pavimento.
Non avendo ricevuto alcun ordine, la serva non ha osato muoversi.
Sarà il suo Padrone a dirle cosa deve fare e quando.
Così, ferma in quella posizione, attende pazientemente di conoscere i desideri del suo Dominatore.
Il Padrone ed i suoi nuovi ospiti si siedono sulle comode poltrone del soggiorno.
Luigi prende nuovamente posto dove era accomodato prima e poggia i piedi sul morbido corpo della sua schiava.
Gli altri umili servi si accucciano ai piedi dei loro Padroni. Ines (la schiava bianca) lecca le scarpe del suo Proprietario.
Lo schiavo Matteo si pone a quattro zampe davanti alla sua Padrona Marisa in modo che questa possa utilizzarlo come sgabello per le gambe che vengono poggiate sulla sua schiena in posizione rilassata.
Gli altri due inutili servi (Sergio e Gianna) restano prostrati in attesa.
La Padrona Paola sputa sul pavimento e subito il suo schiavo Sergio si precipita a leccare e pulire ingoiando quanto prima era della sua sublime Proprietaria.
Anche Luigi, poco dopo, sente la necessità di sputare.
Si china in avanti ed ordina alla sua bestia di aprire bene la bocca.
Questa esegue e riceve l’omaggio del suo Padrone.
Trascorrono così una mezz’ora circa discorrendo tranquillamente.
Poi i Padroni hanno fame e mandano in cucina gli schiavi per farsi preparare la cena.
Marisa e John, per incitare i loro servi, assestano loro qualche colpo di frusta sulla schiena e sul culo.
Tutte le bestie si avviano a quattro zampe verso la cucina.
Anche Marta viene lasciata andare dal Padrone.
Anche lei, a quattro zampe come vede fare agli altri, si avvia verso la cucina.
Giuntavi non sa bene cosa deve fare. Invece gli altri schiavi si muovono con una certa destrezza e Padronanza del locale.
Evidentemente non è la prima volta che sono condotti nella bella casa di Luigi e preparano il pasto per i loro esigenti Dominatori.
Al termine dei preparativi tutti gli schiavi si recano nel locale ove si trovano i loro Padroni ai piedi dei quali si prostrano.
Marta segue gli altri servi e si comporta come loro.
Evidentemente è usanza che si comportino così.
È Luigi che prende la parola.
< ok; mettiamoci a tavola >.
I Dominatori si alzano dalle loro comode poltrone.
I due schiavi maschi, a seguito di esplicito ordine, prendono il posto delle sedie. Sulle loro schiene si siedono comodamente le rispettive Padrone.
Marta è spaventata all’idea di dover reggere sulla propria schiena il peso del suo Padrone per tutta la cena.
Sa che non ce la farebbe mai.
Invece, con suo grande sollievo, vede che le altre schiave si dirigono verso la cucina.
Così le segue.
I tre uomini si siedono a tavola.
Poco dopo le schiave entrano in sala portando i piatti delle vivande e camminando sulle ginocchia. Marta è l’ultima.
Non sapendo come si deve comportare resta indietro per imparare dalle altre.
Le cagne procedono in fila indiana.
Le prime due portano anche i piatti destinati alle due Padrone.
Marta ha solamente quello del suo Proprietario.
I Dominatori vengono serviti.
Mentre consumano il pasto caldo, le bestie si accucciano a terra in attesa degli ordini.
Le donne sedute sulle schiene dei loro schiavi si comportano come se stessero utilizzando dei veri e propri sedili.
Ogni tanto si sistemano meglio.
Accavallano le splendide gambe.
Marta può osservare come, ogni tanto, gli schiavi girino leggermente la testa per poter osservare le gambe delle loro crudeli Dominatrici comodamente sedute sulle loro umili schiene.
Il peso della loro Padrone, la vicinanza delle loro gambe unitamente alla vista del pezzo di pelle tra la minigonna e le calze autoreggenti nere, hanno l’effetto di fare rizzare il cazzo ai servi.
Lentamente il loro membro si gonfia sempre più.
Intanto i Padroni consumano tranquillamente la loro calda cena discorrendo del più e del meno.
Ogni tanto gettano sul pavimento scarti di cibo già masticati che subito le schiave si precipitano a raccogliere con la bocca direttamente dal pavimento, esattamente come farebbe una vera cagna.
Altre volte i Padroni o le Padrone sputano per terra.
Anche in questo caso è compito delle cagne prostrate a terra pulire immediatamente con la lingua per poi tornare subito nella loro umile posizione.
La Padrona Paola infila un cetriolo nel culo dello schiavo sulla cui schiena è comodamente seduta.
Lo infila dentro quanto può.
Lo gira e rigira bene e, prima di estrarlo, lo lascia dentro qualche minuto.
Nessuna espressione traspare dal volto dello schiavo che, come suo dovere, subisce passivamente i voleri della sua sublime Proprietaria.
Estrae il cetriolo e lo porge alla graziosa schiava Marta che per la prima volta ha l’onore di servire i Padroni a cena.
Marta ha qualche esitazione prima di allungare il collo e mangiare il cetriolo appena uscito dal culo di un’animale.
Luigi se ne accorge e, afferrato il frustino che si era tenuto vicino, colpisce con forza la schiena della serva.
Così gentilmente incitata, Marta si precipita a mangiare quanto le viene offerto.
Appena presolo in bocca, si prostra a terra ai piedi del Padrone e lo mastica fino ad ingoiarlo.
Riceve immediatamente un altro colpo di frusta sulla schiena da Luigi.
< stupida cagna maleducata, ringrazia la Padrona per averti offerto del cibo e per averti fatto l’onore di consentirti di prenderlo direttamente dalla sua nobile mano; gli animali come te di solito raccolgono il cibo dal pavimento >.
Ciò detto colpisce ancora con la frusta la cagna prostrata a terra.
Delle striscioline rosse si formano sulla bella pelle della schiava che subito si affretta a scusarsi.
< grazie mia nobile e bellissima Padrona per l’onore che mi ha concesso; voglia cortesemente scusare questa stupida ed inutile schiava che ancora deve imparare a comportarsi come quella cagna che in realtà è >.
Paola si rivolge a Luigi.
< vedo che deve ancora essere ammaestrata bene questa stupida bestia; non sa ancora come ci si deve comportare al cospetto dei Padroni >.
< sì è vero, ma è schiava da poco tempo; nel giro di qualche mese avrà imparato bene >.
Detto questo riprendono i loro discorsi dimenticandosi delle bestie accucciate a terra oppure usate come comodi sedili.
L’eccitazione tra i commensali ora è palpabile.
Luigi si rivolge alla sua bestia.
< schiava, infilati sotto il tavolo, slacciami i pantaloni e comincia a ciucciarmi bene il cazzo >.
La serva esegue con sollecitudine.
Il cazzo del suo Padrone è già bello duro.
Così, con piacere, si appresta ad eseguire l’ordine impartitole.
Si infila il membro bene in bocca, fino a farlo toccare la gola.

Con la lingua lo lambisce e contemporaneamente succhia.
Poi lentamente tira indietro la testa fino ad avere in bocca solo il glande che viene leccato e succhiato con la dovuta passione.
Dopodiché si infila nuovamente tutto il cazzo duro in bocca.
Anche la schiava si eccita e sente il sesso che comincia a bagnarsi.
Prosegue dunque il suo lavoro con foga.
Anche John, il Padrone negro, ordina alla sua bellissima e giovane schiava bianca di porsi in ginocchio sotto il tavolo e ciucciargli l’uccello.
Ines, a quattro zampe, si dirige verso la sua postazione di lavoro.
Alla sola idea di prendere in bocca quel bel cazzone duro e grosso si sente un fremito tra le gambe.
Così, di buona voglia, estrae dai pantaloni il sesso del suo Proprietario e comincia a leccarglielo.

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