Un tubo che perde


La storia nasce da un buffo equivoco in cui mi sono imbattuto, dovete sapere che mi sono trasferito da poco nella mia nuova casa da studente, nulla di pretenzioso ma abbastanza comodo da permettermi finalmente un po’ di intimità.
Ovviamente il primo giorno la portiera mi blocca sulla porta dell’ascensore e con malcelata curiosità comincia un terzo grado del tipo
“Chissà quanti amici ha un bel ragazzo come lei, ma ci vive da solo in quella casa, ha bisogno di una mano” e così via finche la conversazione non sì sposta sulla mia occupazione.
Ora io frequento l’ultimo hanno di ingegneria idraulica e orami mi considero arrivato e tendo a dermi per già laureato, cosi le rispondo di getto
“ingegnere Idraulico”.
Il giorno dopo in un afosa mattinata che sto consumando sui libri arriva una telefonata.
La vicina del piano di sopra, che io non ho mai visto né sentito, mi chiama e mi dice
” presto può venire? Sono in guaio che solo lei può risolvere”
Essendo io alla mia prima settimana, ho accettato per cominciare col piede giusto con il vicinato.
Mi infilo una maglietta sopra a gli shorts, salgo la rampa di scale e busso alla porta della mia vicina.
In un attimo mi apre una donna sui trentacinque, sensuale, piacente con quella sensualità che le donne hanno quando non sanno di essere al centro dell’attenzione.
Il mio sguardo cade subito sulla piccola veste da camera che la copre. Il suo seno preme forte contro l’indumento e solleva il bordo inferiore tanto da permettere alle mutandine scure di fare capolino.
“vieni presto mi” mi fa lei prendendomi per mano e accompagnandomi in bagno dove un tubo e saltato e sta inondando tutto il pavimento.
Io confesso il mio imbarazzo ed ammetto la mia ignoranza in materia.
“ma come, non sei idraulico tu?”
Scoppio a ridere e chiarisco l’equivoco ma già che sono lì mi offro di dare una mano.
Mi chino sul rubinetto e provo a fare forza per chiuderlo, lei per darmi una mano sì mette dietro di me e tira anche lei.
L’odore della sua pelle e un po’ aspro, sento il suo seno caldo che preme contro la mia schiena e le sue cosce che strusciano contro una mia gamba.
Perdo l’equilibrio distratto e cado venendo inondato dal getto d’acqua.
Anche lei è a terra l’acqua le ha bagnato la vestaglia rendendola trasparente, i seni grossi e sodi sono ora in evidenza e l’areola scura del capezzolo e chiara dietro al sottile indumento.
Il mio pene risponde subito allo stimolo e sì gonfia come un serpente negli shorts.
E’ troppo evidente lei nota la mia erezione e senza dire nulla infila la mano nei pantalocini.
Carezza la pelle del mio cazzo per un tempo che a me sembra infinito, passa le sue dita sullo scroto facendomi sobbalzare.
Il getto d’acqua ci investe, lei mi spoglia completamente mentre la sua lingua lasciva scivola sul mio petto fino ad arrivare al membro oramai totalmente eretto.
La vedo con uno sguardo osceno che disegna le linee del mio cazzo con la bocca mentre i capelli bagnati le sì incollano al viso e le danno un espressione impossibile da descrivere.
Non mi da pace passa alternativamente dal pene alle palle facendo risuonare un osceno schiocco ogni volta che lascia l’uno o l’altro.
Perdo la ragione.
La afferro e la volto, lei mette le mani sul muro e mi offre il suo ano e le sue grandi labbra rosa.
Le mie mani iniziano a frugarla, a cercare nel suo bosco oramai inondato di umori.
Lei afferra una mia mano e la mette nella sua vagina dilatata e poi mi supplica di fotterla.
Comincio con foga quasi disperata, la vedo agitarsi come una ossessa mentre i suoi seni sbattono contro il muro per la foga con cui la colpisco.
Poi per continuare l’amplesso rallento, alzo lo sguardo e vedo nella penombra un uomo che sì masturba.
Rimango esterrefatto ma lei per nulla turbata invita l’uomo, il marito capisco; ad unirsi alla monta.
La mia eccitazione è tale da non potermi tirare indietro e cosi continuo a pomparla mentre lui comincia a fotterla nella bocca.
Sono attimi concitati ci alterniamo, finche lui non comincia a chiavarla nel culo pesantemente, rantola la sua voce sì fa roca finche non viene in lei come un torrente, riempendola, io lo seguo a ruota inondandole il viso ed i capelli ce lei sì tocca per poi spargersi il seme sul seno.
Esausto mi rivesto alla buona e fuggo per le scale pensando che se continua così non mi laureerò mai.

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