L’isola


La piccola sala d’aspetto era un miscuglio di gente tanto eterogeneo, da generare una strana atmosfera di profondo imbarazzo. Un uomo sulla cinquantina, un affarista Italiano di nome Giulio, passava il suo tempo a parlare in continuazione con il suo telefono satellitare, interrompendosi solo per dettare qualche appunto alla sua segretaria Viviana, una tipica bellezza mediterranea dalla prorompente sensualità. Vicino a lui sua moglie Michela, una bella bionda dalle forme rese piuttosto abbondanti da qualche chilo di troppo, passava il tempo leggendo riviste di moda.

Più staccate, mute e riservate nella loro divisa grigia, vi erano altre due donne, una giovanissima ed una decisamente più anziana. Alessia era una Novizia, alla sua prima missione, ed era accompagnata da madre Speranza, una bruna dal viso rotondo e dalle forme decisamente appesantite ma che ancora portava evidenti le tracce di una bellezza che tanti anni prima doveva essere fuori dal comune e che era quantomeno insolita in una suora missionaria.

Dietro al bancone, affannata nel disperato tentativo di contattare chi sa chi con lo sgangherato telefono, vi era Maria, una brunetta alta e slanciata che indossava una logora divisa che le avrebbe dovuto donare l’apparenza di una Hostess ma che nella realtà serviva unicamente a farla sembrare una goffa caricatura malgrado l’indubbia bellezza.

“Bellezza, se riesci a contattare quello stramaledetto pilota, digli che se non arriva entro 10 minuti l’affare sfuma e può sognarsi i diecimila bigliettoni che gli ho promesso…..” sbraitò Giulio tra una telefonata ed un’altra “Non capisco cosa sia successo signor Montini…. Phill è sempre puntualissimo, ma vedrà sarà qui tra poco….” Piagnucolò la giovane… ma l’uomo non l’ascoltava già più avendo ripreso a parlare al telefono “Cerca di trattenerli Manuel… sono bloccato qui ed un cazzone di pilota che mi aveva promesso un volo… è sparito senza lasciar traccia…” “Cristo lo so che è importante… ma in questo posto di merda non funziona nulla… solo i tifoni sono puntualissimi….” Sbraitò generando in Madre Speranza un moto di evidente stizza per quel linguaggio sboccato..

“Meno male Phill sei arrivato…..” esclamò in quell’istante Maria, correndo incontro ad un uomo che si era appena affacciato alla porta della piccola sala . Phill Edghins era un uomo di circa quarant’anni, piuttosto alto e decisamente robusto, dai biondissimi capelli, caratteristiche che lo identificavano sicuramente come Americano, probabilmente della California anche se nessuno sapeva molto di lui se non che da 3 anni si guadagnava da vivere con quel piccolo ed un poco antiquato executive con il quale era arrivato sull’isola.

Montini troncò la telefonata e si sfogò con lui “Dove cazzo si era cacciato… non ho tempo da perdere io altrimenti non sarei venuto a cercarla e non le avrei promesso 10000$ per un semplice voletto….” Lo investì con tono minaccioso “Il semplice voletto sono 2500 miglia su uno dei mari più tempestosi del mondo… non creda sia stato facile preparare l’aereo ad un simile viaggio in poco meno di tre ore… comunque adesso sono pronto e quindi ogni minuto che perde chiacchierando sarà un minuto di ritardo nell’arrivo a Los Angeles….” Rispose con un sorriso sicuro che mise a tacere il piccolo italiano.

Subito dopo, Phill si avvicinò a Madre Speranza e le disse “Reverenda Madre… il tempo si prevede brutto… le rinnovo il mio consiglio di non accettare il passaggio ed attendere la ripresa dei voli regolari….” Ma la suora gli rispose con un sorriso “Dobbiamo partire al più presto… il Signore ci proteggerà…”.

Meno di dieci minuti dopo, il piccolo aereo sovraccaricato dai serbatoi ausiliari, staccava le ruote dal suolo dopo un rullaggio che ai passeggeri e non solo a loro parve interminabile, ed iniziò a prendere lentamente quota e nella successiva virata i passeggeri allentarono la tensione godendosi lo spettacolo della piccola isola di Santa Maria, che si allontanava con alle spalle la lunga sequenza di piccole isole che forma l’arcipelogo delle isole Colon.

“Questi minchioni di metereologi… hanno bloccato tutti i voli ed all’orizzonte non si vede nemmeno una nuvola….” Borbottò Giulio Montini “Dovrei fargli causa e farmi rimborsare i diecimila dollari che mi costa questo voletto….”, per cercare di migliorare il suo umore, diede una lunga occhiata all’invitante visione che si apriva nella camicetta della sua segretaria Viviana.

Dopo circa un’ora di volo, Phill scosse Montini dal breve sonno che si era concesso “Signor Montini, il radar segnala un grosso ammasso nuvoloso proprio sulla nostra rotta, temo che sia il tifone in anticipo sulle previsioni, consiglio una deviazione, potremmo cercare di passare più sotto costa e se le cose si mettessero al peggio riparare in qualche aereoporto…” disse “Cacasotto… ” borbottò il Montini “Quanto ci farà perdere questa sua deviazione.???” Domandò “Tre o quattro ora tenuto conto dello scalo che dovremo fare per rifornirci dal momento che allungheremo il volo…” rispose il pilota “Non se ne parla neanche… le dico io che cosa deve fare… spinga i motori al massimo e cerchi di passare prima del tifone…. Non cerchi di risparmiare sul combustibile….” Rispose e tornò ad appisolarsi.

Dopo solo mezz’ora Phill lo svegliò nuovamente “Montini… la avverto che il tifone ci è proprio davanti…” Montini guardò distrattamente le immense nuvole bianche apparentemente innoque avvisaglie del tifone “Chi se ne frega…” rispose seccato “E’ troppo pericoloso… io viro e punto verso la costa più vicina…” continuò il pilota “Non faccia nulla di simile… altrimenti si scorda i 10000$… io debbo arrivare a tutti i costi a Los Angeles il più presto possibile “, il pilota scosse la testa “Le ripeto, è un rischio troppo grande, potrei danneggiare o perdere l’aereo, io viro…” “Cristo lo sapevo… una scusa per spillarmi soldi… te ne approfitti, ma non posso fare altro… altri 5000$ e tutti i danni che subirà l’aereo li pagherò io…tu pensa solo a mantenere la rotta….” Ribattè il Montini quasi urlando Phill scosse la testa “Va bene… ma non si lamenti poi se soffrirà il mal d’aria…” rispose “Fatti i cazzi tuoi e pensa a volare…” concluse il Montini..

Meno di mezz’ora dopo il mondo pareva scomparso, l’aereo volava in nubi spesse, tra torrenti di pioggia e scosso dalle impetuose correnti ascensionali. Lampi paurosi illuminavano l’innaturale notte che si era creata intorno a loro. Dapprima radi, poi sempre più frequenti. Montini incominciava a preoccuparsi ed a stare male per i tremendi sobbalzi, tutti eccetto Phill stavano male anche se nessuno si lamentava troppo atterrito anche solo per parlare. Ad un tratto Phill diede una violenta virata “Cazzo ne ho abbastanza… al diavolo te ed i tuoi soldi… io voglio salvare la pelle…” Montini non osò ribattere… all’improvviso nemmeno lui pensava che arrivare in orario a Los Angeles fosse davvero così importante.

Malgrado la virata le cose non migliorarono anzi, le scariche elettriche erano ormai un bagliore pressochè continuo che facevano male agli occhi, l’aereo sobbalzava impazzito ed i motori urlavano alla massima potenza cercando di mantenerlo in quota, ma parevano impotenti di fronte allo strapotere della natura. La pioggia investiva i finestrini offuscando la visione e gli strumenti ruotavano impazziti. Phill lottava silenzioso con i comandi mentre il gelido sudore della paura gli imperlava la fronte.

Nessuno si rese conto che stava gradatamente perdendo quota alla disperata ricerca di una qualunque via di salvezza. Da tempo aveva perso la rotta e nemmeno lui sapeva bene dove fossero, sperava, volando basso sull’oceano di avvistare qualche cosa, un’isola, un qualunque aggancio con la realtà. Le ore passavano e nessuno più parlava, Phill fissava con terrore l’indicatore del combustibile che scendeva inesorabilmente. Aveva pensato di lanciare un May Day, ma la radio era inservibile, probabilmente le turbolenze avevano staccato l’antenna, o i fulmini avevano danneggiato i circuiti.

Pur volando basso, la visibilità era resa quasi nulla dai terribili scrosci di pioggia,, per poco la piccola isola non gli sfuggì, fu solo l’istinto o qualche cosa di misterioso a rivelargliene la presenza. Compi una lunga virata e la vide, studiò la conformazione e si accorse che non vi era possibilità di atterrare. L’unica soluzione era un amMichelaggio

“Dobbiamo amMichelare, preparatevi mettendo la testa tra le gambe… e quando ci saremo fermati seguite attentamente le mie istruzioni… avremo poco tempo prima che l’aereo vada a fondo…..” disse con voce grave… e nessuno nemmeno Montini fece obiezioni. L’aereo toccò la prima volta con la pancia la superficie dell’acqua e rimbalzò come un sasso, ma Phill riuscì a controllarne la traiettoria, toccò una seconda volta poi una terza, ormai Phill aveva perso ogni controllo e rimase immobile attendendo l’inevitabile., per un attimo temette che s’inalberasse.. sarebbe stata la fine per tutti, ma miracolosamente un’onda toccò la coda dell’aereo ridandogli il giusto assetto. La velocità scemava, l’aereo fece ancora qualche timido rimbalzo prima di immergersi nelle scure acque con una frenata brusca che lo arrestò quasi istantaneamente.

Phill si slacciò le cinture velocemente. Quanto accadde negli attimi successivi… nessuno l’avrebbe mai ricordato perfettamente dal momento che fu un frenetico susseguirsi di grida ed una lotta contro il tempo mentre l’aereo lentamente affondava in mezzo al mare in tempesta. Phill riuscì a gonfiare il battellino di salvataggio, costrinse tutti ad indossare i salvagente e li sospinse fuori dall’aereo. Insieme lottarono con la furia delle onde sino a che senza quasi rendersene conto si ritrovarono a riva. Trovarono rifugio tra le rocce che si ergevano dietro la sottile lingua di sabbia della spiaggia. Il vento sibilava, le onde ruggivano. Il giorno era simile alla notte. Nessuno riuscì a capire quanto tempo fosse passato ed ad uno ad uno, vinti dalla stanchezza sprofondarono in un sonno pesante simile alla morte.

Quando ritornarono alla vita tutto sembrava solo un brutto incubo. Com’era venuto il tifone se ne era andato ed a testimoniarne il passaggio vi erano solo i rottami dell’aereo spinti dalla furia del mare sulla spiaggia e qualche pianta sradicata nella fitta foresta tropicale che apparentemente ricopriva l’isola.

Giulio Montini fissò Phill che in piedi con i piedi nell’acqua del mare ormai calma e nuovamente azzurra e cristallina, fissava l’interno dell’isola che sorgeva alle loro spalle. “Cosa facciamo adesso….” Disse “Se tu avessi mantenuto la calma e ti fossi tenuto ben stretto quel telefono che pareva piacerti tanto… forse avremmo potuto chiedere aiuto….” Rispose il pilota “Cristo… non farmi sentire peggio di quanto non stia…” rispose Giulio sconsolato.
Phill scosse la testa affermativamente “Hai ragione, meglio non recriminare sul passato e mettersi subito all’opera…. Forse dovremo passare molto tempo su quest’isola…”

Montini, malgrado fosse un uomo normalmente abituato a comandare non ribatté e si mise docilmente a seguire le indicazioni del pilota, dentro di se riconosceva che Phill era l’uomo più adatto a trarli d’impaccio in quella situazione… lui si trovava a suo agio solo in un comodo ufficio.

Nei due giorni successivi si organizzarono per sopravvivere, costruendo baracche di foglie e frasche per proteggersi dall’umidità della notte e dai frequenti temporali. L’isola forniva comodo cibo e acqua a volontà e di conseguenza l’umore di tutti migliorò rapidamente. L’unica che sembrava non risentire del miglioramento era Madre Speranza, che fissava tutti con il suo cipiglio severo e parlava poco, ma lanciava spesso occhiate di disapprovazione soprattutto a Viviana, l’esuberante segretaria di Giulio che si era presto adattata a dolce clima dell’isola approfittandone per ravvivare la sua tintarella pressoché integrale esibendo senza imbarazzo il suo stupendo topless e dei perizoma che non lasciavano nulla alla fantasia.

All’alba del terzo giorno, Phill svegliò Giulio “Io vado in esplorazione… voglio scalare la vetta che ci sta alle spalle per vedere se riesco a capire su che diavolo di isola siamo atterrati… non ho visto alcun movimento in mare e dubito che sia abitata… ma non si sa mai.” Stiracchiandosi rumorosamente Giulio rispose “Non potremmo buttare qualche messaggio in una bottiglia ed aspettare…..” e ridacchio della sua stessa battuta “Non fare quella faccia scherzavo… un minuto per prepararmi e vengo anch’io…”.

I due uomini stavano per allontanarsi dal campo quando dallo scoglio che nascondeva l’estremità della baia, comparve Viviana che poco dopo li raggiunse. Phill un poco imbarazzato volse leggermente lo sguardo… la ragazza era nuda, solo lo straccio che usava per asciugarsi le copriva qualche centimetro di pelle “Dove state andando voi due ???” domandò “Andiamo ad esplorare l’isola….” Rispose Giulio. Viviana sorrise “Che bello… vengo anch’io… qui mi annoio a morte con quella malefica suora che mi guarda come se volesse bruciarmi…” non attese che i due uomini le rispondessero ed andò a vestirsi presentandosi poco dopo pronta a seguirli.

Non che si fosse vestita molto… si era limitata ad infilare una lunga camicia ed a legarsi una cintura alla vita. I tre s’incamminarono “Non dovremmo avvisare gli altri…” disse Giulio “Maria sa tutto da ieri sera… ci penserà lei…” rispose Phill “”Glielo hai detto ieri sera ?? o magari questa notte… tu non la racconti giusta….” Ridacchiò Giulio, ma Phill ignorò la battuta.

Ben presto la salita si fece più difficoltosa ed ai tre restò ben poco fiato per parlare. Phill procedeva davanti a tutti, fendendo la fitta vegetazione, dietro di lui veniva Viviana e per ultimo arrancava Giulio. Il sole saliva rapidamente e sotto la spessa coltre di vegetazione temperatura ed umidità salivano di conseguenza rendendo ancor più difficile il cammino. Tutti e tre sudavano abbondantemente. Impiegarono più di due ore per raggiungere la vetta, la lo spettacolo che si offrì ai loro occhi fu meraviglioso e raggelante allo stesso tempo. Meraviglioso perché la piccola isola poteva considerarsi un’autentica perla, con le sue erte colline d’origine vulcanica, ricoperte di lussureggiante vegetazione.

Raggelante perché appariva deserta ed all’orizzonte non s’intravedeva alcuna altra isola, doveva essere anche lontana dalle normali rotte di navigazione dal momento che per quanto si sforzassero di aguzzare la vista non riuscirono a scorgere nulla sulla tranquilla distesa dell’oceano.
Giulio si accasciò appoggiandosi al tronco di un albero “Passeggiata inutile…” mormorò “Non è vero… questo punto è perfetto… dovremo solo ripulirlo un poco. Un fuoco acceso qui prima di notte si vedrà a decine di miglia di distanza…” ribattè Phill “Vuoi dire che dovremo rifare la strada ogni giorno ???” si lasciò sfuggire Giulio. Ma Phill non lo ascoltò nemmeno, si tolse la camicia intrisa di sudore e si mise subito all’opera, incominciando a liberare la piccola radura sulla vetta dalla vegetazione che ne ostruiva la vista.

Giulio non si sognava nemmeno di aiutare il pilota… era giovane e forte e poteva cavarsela da solo… restò a guardarlo pensando al da farsi… la cosa migliore era ritornare al campo e farsi una nuotata ristoratrice nelle fresche acque dell’oceano… poi il suo sguardo cadde su Viviana. La ragazza guardava Phill lavorare… un ghigno si stampò sul viso di Giulio… conosceva bene quell’espressione, il suo sguardo si abbassò e notò la pressione dei grossi capezzoli di Viviana contro la stoffa della camicia.

Non s’ingannava, Viviana si stava eccitando “Puttanella in calore…” pensò tra se, eccitandosi a sua volta, ora sapeva che cosa fare… “Phill, qui ci vorrà un sacco di tempo… non possiamo restare tutti qui, al campo si preoccuperebbero… io e Viviana torniamo giù ad avvisare gli altri… ti lasciamo anche le nostre provviste…” disse e si alzò prendendo per mano Viviana. La bruna lo fissò per un attimo con espressione contrariata, poi però si aprì in un sorriso malizioso e si alzò. Il pilota si limitò ad annuire senza smettere di lavorare. Giulio e Viviana lo lasciarono incamminandosi lungo la strada percorsa all’andata.

Avevano percorso poche centinaia di metri quando Giulio parlò “Non ti spaventa nemmeno un po’ essere precipitata su di un’isola deserta ???” domandò “E tu come fai a dirlo ???” rispose la bruna “Dio Santo… ma è ovvio se tu fossi realmente spaventata non basterebbe la vista di un maschio senza camicia per farti eccitare …” rispose. “Viviana ridacchiò “Si da il caso che quel maschio non sia un maschio qualunque… ma un gran bel pezzo di maschio…” rispose provocante.

Giulio si arrestò e si voltò verso di lei “Che cosa cè ??? All’improvviso io non ti vado più bene ??? Sarei da buttare via ???” domandò con un ghigno ironico. La bruna si avvicinò a lui “E non fare il geloso…… certo che tu mi piaci…” disse accostandosi a lui e sfiorandolo con il proprio corpo “Pensavo solo che sarà piacevole farlo anche con Phill… del resto mi sa che rimarremo qui per molto tempo… e lo sai sempre la stessa minestra…”.

Giulio eccitato dalla sfacciataggine della bruna la afferrò e la attirò a se baciandola “Che gran puttana sei…” ringhiò appena le loro labbra si staccarono “Non lo scopri certo ora… non mi avresti assunta se non lo fossi…” rispose lei mentre la sua mano incominciava ad accarezzarlo attraverso i pantaloni. Con mani frementi Giulio se li slacciò e li abbassò, poi spinse la bruna ad inginocchiarsi davanti a lui e protese il membro eccitato verso la sua bocca. “Hai un bel cazzo… ma scommetterei che quello di Phill è più grosso e duro…” continuò a stuzzicarlo Viviana.

La mano di Giulio si portò sulla sua nuca e la attirò a se il membro affondò tra le tumide labbra “per ora dovrai accontentarti….sta zitta e succhia…” disse con falsa durezza… poi chiuse gli occhi e si abbandonò all’abile tocco delle labbra e della lingua di Viviana. Le mani della giovane incominciarono ad accarezzargli lo scroto e lui mugolò di piacere. Dopo un po’ Viviana si sfilò il membro dalla bocca e con la lingua scivolò lungo l’asta sino alle palle che leccò e succhiò amorevolmente mentre con la mano non smetteva di masturbarlo.

Giulio con un grugnito si staccò da lei, la fece sollevare e la spinse ad appoggiarsi ad una pianta, le sue mani sollevarono la camicia scoprendo le scultore natiche della bruna, istintivamente Sbrina divaricò leggermente le cosce, il membro si spinse tra di esse ed il turgido glande si portò a strusciare tra le grandi labbra umettandosi con gli abbondanti umori che le imperlavano. “Cazzo sei un lago….” Commentò con voce roca Giulio poi spinse con decisione in avanti il bacino ed il cazzo scomparve nel ventre di Sbrina affondandovi sino a che il suo pube non sbattè rumorosamente contro le natiche della donna. Un gemito sfuggì dalle labbra della bruna.

I colpi si ripeterono a ritmo deciso e veloce, mentre Giulio con le mani apriva la camicia di Viviana scodellando i poderosi e sodissimi seni dai grossi e durissimi capezzoli. Le dita esperte incominciarono a giocarvi strappandole nuovi gemiti di piacere. I gemiti si fecero sempre più alti ed intensi. Giulio sapeva che Viviana era una donna molto calda… ma quel comportamento gli parve subito strano… sino a che non capì. “Cosa stai cercando di fare… vuoi che lui ti senta ??? Vuoi che sappia che ti stai facendo scopare ????” ringhiò chinandosi a baciarla sul collo “Solo un piccolo incoraggiamento… voglio che sappia che non sono irraggiungibile…” sospirò lei . Giulio ridacchiò “Per sapere che non sei irraggiungibile basta darti un’occhiata…”.
Accelerò furiosamente il ritmo sino a che non si perse, gemendo a sua volta mentre scaricava nel ventre di Viviana a copiosi getti tutto il suo piacere e la donna non rispose con il suo rumoroso orgasmo. Pochi minuti dopo, dopo essersi ricomposti ripresero silenziosamente la discesa.

Al rientro al campo vennero accolti da Maria che corse loro incontro “Finalmente siete tornati …” poi si accorse dell’assenza del pilota “Phill dov’è… cosa è successo ???” domandò con voce carica d’apprensione. Giulio ridacchiò “Stai tranquilla non è successo nulla al tuo bel pilota….. da bravo eroe sta solo lavorando per salvare tutti noi….” , a quelle parole la bella Maria arrossì leggermente malgrado il color bronzeo della sua carnagione abbronzata.
“Sarebbe ora che anche tu facessi qualche cosa….” Lo canzonò la voce di sua moglie Michela, Giulio si voltò e la raggiunse stendendosi al suo fianco e la abbracciò, strusciandosi contro di lei “Lo sai che non è una cattiva idea !!!” le sussurrò scherzando “Come se non sapessi che ti sei certamente sbattuto quella troietta della tua segretaria…. replicò lei, ma non c’era rabbia nella sua voce.
Furono interrotti dall’intervento di Madre Speranza “Un minimo di decenza….cerchiamo di mantenere un minimo di contegno…” sbottò con voce irata “Ma Madre erano semplici effusioni tra un marito ed una moglie innamorati…” la canzonò Giulio

“Dovrebbe vergognarsi… dovreste vergognarvi tutti e tre, lei sua moglie e quella sua…. Segretaria…. Non avete il minimo di rispetto per gli altri… non m’importa che cosa fate tra di voi, il signore vi giudicherà…. Ma almeno mantenete una condotta corretta….vi sono persone timorate di Dio su quest’isola… anche se voi sembrate non accorgervene” Rispose furiosa Madre Speranza , riuscendo solo a scatenare una nuova risata di Giulio.

“Questa mi ha proprio rotto…” intervenne Viviana che sino a quel momento era stata in disparte “Venerabile Madre… lo sai lei come vivevano le popolazioni di queste meravigliose isole prima che la gente come lei venisse a rovinare loro l’esistenza cercando di civilizzarli ??? In perfetta armonia con la natura… ed è questo che io intendo fare… almeno sino a che sarò costretta a restare qui… che a lei piaccia o no…” ciò detto senza nemmeno degnare di un ulteriore sguardo la suora, si sfilò la camicia rimanendo completamente nuda e si diresse sculettando verso il mare ove si gettò con un fragoroso tuffo.

“Per una volta mi vedo costretta a dare ragione a Viviana…” le fece eco Michela e scostato il marito si alzò a sua volta e davanti agli occhi scandalizzati di Madre Speranza si spogliò a sua volta per poi raggiungere la bruna nel fresco abbraccio delle acque dell’oceano. Quando la suora si volto verso Giulio per protestare, trovò l’uomo a sua volta completamente nudo che le sorrideva beffardamente. Si voltò di scatto e corse ad allontanare dalla scena Alessia che tutta paonazza guardava a bocca aperta Guilio “Non guardare… è opera del diavolo… devi fuggire dalle tentazioni del maligno….” La sentì dire Giulio che scuotendo la testa andò a sua volta a gettarsi in mare.

La giornata trascorse poi tranquilla, con le due suore che se ne stavano in disparte, ma al rientro di Phill Madre Speranza tornò alla carica “Meno male che è tornato… lei deve assolutamente intervenire, la situazione si è fatta insostenibile…” lo investì non appena lo vide. A Phill ci volle molta pazienza per riuscire a calmarla ed a farsi spiegare le ragioni di tanta agitazione. “Al momento ho cose più importanti di cui preoccuparmi… comunque parlerò con i signori… lei però cerchi di calmarsi…” la liquidò un poco seccato, poi raggiunse Giulio “Domani avrò bisogno del tuo aiuto….dovremo raccogliere quanta più legna possibile per alimentare il fuoco che accenderemo per la notte…” disse cercando di non mostrare imbarazzo per le nudità dei tre.

Non era certo facile ignorare il corpo flessuoso e sensuale di Viviana, ne il suo sguardo ironico e malizioso ma non era nemmeno facile ignorare Michela che sebbene appesantita nelle forme era pur sempre una bella donna “Rilassati eroe… domani ti aiuteremo tutti… che ne diresti di mangiare qualche cosa… mi sono ingegnato ed abbiamo pescato qualche bel pesciolino….” Gli rispose Giulio porgendogli una foglia di palma con un pesce perfettamente arrostito. Alla vista del cibo Phill si ricordò improvvisamente di quanto la tensione gli aveva fatto dimenticare vale a dire che da quasi 24 ore non mangiava. Si accomodò accettando l’offerta “Vorrei offrirti di meglio… ma non sono riuscito a trovare vino per quanto abbia cercato dovrai accontentarti di questo….” Scherzò Giulio porgendogli una noce di cocco. Phill bevve avidamente riprendendo subito dopo a mangiare.

Quando si sentì sazio si ricordò della seconda ragione per cui si era avvicinato ai tre. “Sentite… lo so che Madre Speranza è un poco rompiscatole… però in fondo noi siamo una piccola comunità e dovremmo cercare di non creare attriti tra di noi…..”cercò di spiegare sono perfettamente d’accordo…” disse di rimando Viviana “attriti eccessivi sono senz’altro spiacevoli….” Aggiunse. Il tono della sua voce turbò profondamente Phill che si allontanò scuotendo la testa accompagnato dalla risatina sommessa di Viviana.

Il tramonto li sorprese ed il sole che un attimo prima sembrava ancora alto ne cielo, calò oltre l’orizzonte in pochi istanti lasciando una luce soffusa che rapidamente si spense. Il campo fu allora illuminato solo dalla tremolante luce dei fuochi..
Dopo la cena, Phil rimase vicino al fuoco a parlare con Maria, le due suore si appartarono nella loro capanna mentre Michela Giulio e Viviana schiamazzavano allegramente “Quei tre italiani sono ben strani…” commentò Phill “Secondo te Viviana è l’amante Giulio ???” domandò Maria, Phill si limitò ad annuire “E pensi che Michela lo sappia ???” continuò la ragazza “Se non è ceca…” commentò Phill “Non sembra che le importi…” aggiunse Maria Phill si limitò a scrollare le spalle “Spero che Alonzo sia di vedute altrettanto moderne….” Disse Maria e Phill la guardò con aria interrogativa.

“Dai Phill, lo conosci… sai benissimo che è geloso di te…. Credi che si lascerà convincere che siamo rimasti insieme su di un’isola deserta e non è successo nulla ???” ridacchiò la giovane, lui fece una smorfia “Brutto guaio… tu cosa suggerisci di fare ” lei rise “Non lo so proprio…. Non posso certo portargli la mia verginità a riprova che non è successo nulla…. Mi ci vorrebbe la macchina del tempo…””E allora??? Va a finire che mi salvo da un amMichelaggio d’emergenza per poi farmi ammazzare da un fidanzato geloso….” Scherzò lui a sua volta “La colpa è tua… non hai fatto altro che corteggiarmi da due anni…..”, Phill annuì poi, fissò senza capire, Maria che si era alzata e gli tendeva la mano
“Andiamo…. Non vorrai mica morire per una colpa non commessa….” Lo stuzzicò lei con un sorriso malizioso. Phill si alzo e prese la mano che lei gli tendeva, seguendola dentro l’improvvisata capanna.

“Se contavi di divertirti con il nostro eroe….. mi sa che ti è andata male… l’Hostess ti ha preceduta….” Sghignazzò Giulio rivolgendosi a Viviana, la bruna lo ignorò ed invece si rivolse a Michela “Non trovi che l’aria si sia fatta un poco fresca ???” le domandò, la bionda annuì “Se non fosse per fare dispetto a quella suora mi sarei già rivestita…” rispose Michela “E perché mai…… se hai freddo posso sempre scaldarti io…” disse la bruna e la sua mano incominciò ad accarezzare energicamente le cosce di Michela.

Poi l’altra mano si portò dapprima sul ventre della bionda quindi risalì sino ai grossi e morbidi seni, questa volta il massaggio fu più delicato. “Se non basta posso scaldarti con il mio corpo….” Sussurrò avvicinando il suo viso a quello della bionda mentre iniziava a strusciarsi contro di lei. Michela emise un leggero gemito, era il segnale che aspettava, la bruna si chinò su di lei e la bocca si posò sui grossi capezzoli rosa, le labbra li cinsero ed iniziò a succhiarli. La mano sulle cosce si fece più audace e risalì sino ad incontrare la sottile e morbida peluria bionda.

Istintivamente la bionda le dischiuse le dita della bruna giunsero a sfiorare il clitoride che incominciava ad indurirsi. Viviana scese dai seni al ventre, la sua lingua percorse il corpo di Michela che rabbrividì al piacevole tocco e gemette nuovamente quando la lingua della bruna raggiunse il clitoride. La bionda reclinò la testa e si abbandonò al piacere mentre la bruna le faceva allargare completamente le gambe.

Giulio fissava le due ed alla luce tremolante del fuoco vide chiaramente Viviana che lo fissava mentre la sua lingua saettava sul clitoride di sua moglie. Il membro era eretto e gli doleva un poco dal tanto era duro, non si trattenne e si avvicinò alle due “pensa un poco anche a me mentre te la godi…..” grugnì mentre spingeva il glande tra le labbra della moglie dischiuse in un gemito di piacere.
Michela riaprì gli occhi e fissò il marito provando un brivido d’eccitazione nel notare la luce che brillava nei suoi occhi, iniziò a lambire il glande con la lingua mentre le mani di lui si posavano sui suoi seni iniziando a solleticarne i capezzoli ormai durissimi..

Poi Giulio si chinò su di lei e raggiunse Viviana e le loro lingue s’intrecciarono sul suo clitoride facendola impazzire di piacere. Si riprese quando Giulio si staccò da lei e si stese sul suo corpo penetrandola mentre Viviana li baciava entrambi per poi iniziare ad accarezzarli e leccarli ovunque. Giulio si rialzò e spinse in basso la testa della bruna che iniziò a leccare i loro sessi uniti mentre le mani dell’uomo sfioravano il suo corpo spingendo la sua eccitazione al limite dell’insopportabile.

“Sembra che qualcun altro abbia avuto la nostra stessa idea…..” disse Maria smettendo per un attimo di succhiare il durissimo cazzo di Phill “Ascolta….” Continuò la ragazza mentre continuava a muovere su e giù la mano, poi improvvisamente si sposto e si affacciò all’improvvisata porta della capanna “Cazzo… ma lo stanno facendo in tre….” Fu il commento di Phill che l’aveva raggiunta, Maria sentì chiaramente il sussulto eccitato del suo membro che si era appoggiato alle sue natiche. Maria fissò ancora per qualche attimo il groviglio di corpi che si stagliava alla luce del fuoco… vide chiaramente Viviana e Michela baciarsi mentre Giulio scopava da dietro la giovane bruna. Non potè fare a meno di domandarsi che cosa si potesse provare in una simile situazione ma scacciò subito l’idea.

“Dai abbiamo di meglio da fare che guardare….” Disse distogliendo Phill dalla visione andò a mettersi carponi agitando sensualmente il sedere sodo e rotondo, l’invito venne immediatamente recepito da Phill che si mise alle sue spalle, gemette mentre il glande strusciava sulle grandi labbra, madide d’umori, alla ricerca dell’angolazione giusta e trovatala affondava in lei.
Alessia respirava lentamente e profondamente sintomo inequivocabile di un sonno tranquillo e profondo….ma Madre Speranza non poteva dormire….. mille pensieri le tormentavano la mente e da qualche minuto poi quei rumori… quei gemiti le rimbombavano nella testa sino quasi a fargliela esplodere. Più volte aveva pensato di alzarsi… di intervenire urlando per far finire quella scandalosa situazione ma si era sempre fermata eppure sapeva di non potere resistere… alla fine cedette e si alzò di scatto per precipitarsi fuori, ma quando fu sulla soglia rimase come pietrificata di fronte a quanto poteva vedere. I corpi delle due donne erano difficilmente distinguibili allacciati com’erano in un osceno abbraccio. L’unico chiaramente visibile era Giulio che sovrastava le due… le mani ben appoggiate sulle giunoniche natiche della moglie Michela tenendole divaricate mentre il membro scorreva veloce affondando per poi ricomparire dall’elastico sfintere.

Madre Speranza fece un passo indietro si voltò ma non aveva più alcuna importanza, tanto Speranza non era più li… la sua mente era volata lontana travolta da un irrefrenabile marea di ricordi. Il tempo non esisteva più… gli anni non erano mai passati e lei si ritrovò a tanti anni prima quando giovane studentessa di povere origini aveva conosciuto Flavio… ricco ed attempato industriale che s’invaghì immediatamente di quella giovane bellissima dalle forme e dal carattere esuberante.

Lei non lo aveva mai amato… almeno non come lui avrebbe voluto… ma era stata onesta con lui e glielo aveva detto… eppure lui aveva insistito ed alla fine lei aveva ceduto ed aveva accettato di sposarlo. Lui l’aveva aiutata a crescere, a maturare ed a diventare una vera signora. L’amore non era mai sbocciato nel cuore di Speranza, ma lei comunque aveva imparato a volergli bene. Ma questo non aveva impedito che dopo alcuni anni lei sentisse il bisogno di qualche cosa di più.

Non si era trattato d’amore nemmeno in quel caso… ma di passione si… una passione selvaggia e travolgente alla quale Speranza non aveva saputo opporsi. Lui era un giovane operaio della fabbrica di suo marito… non bellissimo, ma dal fascino oscuro al quale lei aveva ceduto senza riuscire ad opporsi. Suo tanto suo marito era sensibile ed affettuoso tanto Gianpiero era volgare e violento. Ogni volta che s’incontravano lui le lanciava occhiate inequivocabili… fischi d’apprezzamento… poi battute volgari che la facevano rabbrividire. Sino a che una volta non l’aveva bloccate…, spinta in un ripostiglio.

Speranza rabbrividì ricordando tutto come se tutto fosse accaduto pochi istanti prima e non 30 anni prima. Ricordava l’odore intenso di quell’uomo… il suo membro enorme e durissimo che senza esitazioni lui le aveva messo in mano…. Ricordava la furia travolgente dell’orgasmo che l’aveva scossa rendendola schiava di quell’uomo.
Dopo quella volta ve ne erano state molte altre…. Lei non era mai riuscita a dirgli di no… qualunque cosa le chiedesse… qualunque cosa volesse.

Quando era sola si sentiva in colpa…. Provava pena per suo marito… ma bastava che le mani di Gianpiero la sfiorassero per farle dimenticare qualsiasi cosa. Quell’uomo pareva il diavolo in persona…. Le aveva insegnato cose che la facevano inorridire al solo ricordo…in quel momento le parve addirittura di risentire il sapore dello sperma che lui la costringeva a bere godendo nella sua bocca.

Ricordò quando l’aveva costretta la prima volta a dividere il letto con lui e con un’altra donna….. ricordava i rapporti contro natura… le prime volte tanto dolorosi viste le enormi dimensioni del suo membro eppure capaci di spingere il suo piacere al parossismo. Poi aveva iniziato ad ordinarle di dare a piacere anche ai suoi amici e tutto era rapidamente precipitato verso la fine….

Le lacrime iniziarono a sgorgare dagli occhi di Madre Speranza mentre ricordava l’ultima volta in cui aveva ceduto ai suoi desideri…. Gianpiero le aveva portato a casa altri tre amici… aveva voluto che lei li conducesse nella sua camera da letto. L’aveva costretta a spogliarsi davanti a loro, a sdraiarsi sul letto ed a masturbarsi oscenamente… ad invocare indecorosamente i loro cazzi. Aveva dovuto succhiarli ad uno ad uno… ad uno ad uno l’avevano scopata nelle pose più indicibili… poi avevano incominciato a farlo contemporaneamente tutti e cinque… la sua bocca… il suo ventre ed il suo ano … erano stati violati dai membri sempre più eccitati creando un groviglio inestricabile di corpi.

Il suo corpo prese a reagire come quel lontanissimo pomeriggio… l’ano sussultò il ricordo del membro che lo penetrava mentre un altro scorreva nel suo ventre madido d’umori…. Un terzo le affondava in gola mentre il quarto si accontentava del massaggio della sua mano. Un singhiozzo le esplose in gola mentre ricordava l’istante in cui si era accorta della presenza di suo marito… immobile sulla porta che fissava l’orrida scena. Le antiche grida di scherno di Giampiero risuonarono ancora nelle sue orecchie come allora “Dai nonno… vieni anche tu che quella troia di tua moglie non ne ha mai abbastanza più sono e più ne vorrebbe……”.

La sua mente avrebbe voluto ribellarsi ma il suo corpo non accettò l’ordine e invece continuò a godere ed aveva continuato sino a che i quattro non si erano staccati da lei insozzandola completamente con il loro seme che l’aveva imbrattata ovunque piovendo su di lei da ogni parte….. poi l’avevano abbandonata li sino a che lei ripresasi e resasi conto dell’enormità dell’accaduto piangente era corsa alla ricerca del marito e lo aveva trovato.

Lo aveva trovato nello studio… riverso sulla scrivania allagata dal suo stesso sangue… la pistola ancora stretta tra le dita ed un biglietto ben in vista…. Un biglietto che lei aveva letto tremante “Mia amata Speranza mi uccido perché ho fallito….. perché non ho saputo farmi amare dalla persona che più ho amato nella vita…. La colpa non è tua è mia… ho desiderato l’impossibile…”.
Speranza era rimasta in quella casa ancora il tempo necessario per il completamento delle pratiche dell’eredità, le successive per la vendita di ogni bene e subito dopo aveva devoluto tutto in beneficenza ed aveva preso la toga… decisa ad abbandonare quel mondo che l’aveva perduta.

La nebbia dei ricordi lentamente si dissolse e Speranza si ritrovò ansante e piangente… scossa da brividi inarrestabili….. in lontananza i gemiti continuavano entrandole nell’anima… si accorse dei chiari sintomi che il suo corpo le trasmetteva e ne inorridì… pensò di chiedere aiuto a Phill e corse verso la sua capanna…. La visione di Maria che agitava freneticamente i fianchi china sul maschio e del lucido membro che scorreva nel suo ventre la colpì con la violenza di un pugno nello stomaco… fuggì nuovamente cercando un rifugio in cui i suoi ricordi non potessero raggiungerla.

“Adesso ti faccio godere io….” Disse languida Maria scivolando sul corpo di Phill il cazzo le premette sul ventre donandole un’ultima fitta di piacere prima di scivolare nel solco dei seni… con le mani strinse le carni intorno all’asta ed iniziò a massaggiarlo mentre lo fissava negli occhi “Voglio sentirti sul mio corpo….sporcami tutta con la tua sborra….” Gli disse con voce roca…Phill iniziò a gemere e poco dopo i caldi schizzi si stamparono sulla sua pelle e lei venne nuovamente.

Giulio non si trattenne più….. arretrò di qualche centimetro ed il glande sfuggì dal culo di Michela sussultando nell’aria… poco dopo le prime gocce di sperma eruttarono con violenza… stampandosi sulle natiche della moglie e scivolando in basso per ricadere sulla faccia e nella bocca di Viviana… la lingua della bruna prese voracemente ad inseguire le bianche tracce sino a che Giulio non le porse il glande da ripulire.

Madre Speranza rientrò al campo solo alle prime luci dell’alba, tutti dormivano e quanto accaduto la notte prima le apparve come un brutto incubo… andò alla sua capanna e si stese riuscendo a dormire qualche ora.

La giornata trascorse tranquilla anche se per tutti fu molto faticosa, Phill li condusse sulla cima della montagna e per tutto il giorno raccolsero ed accumularono legna e lo aiutarono a completare l’opera ammucchiandone una gran quantità in un grande falò che accesero prima d’iniziare stancamente la discesa.
Tutti erano stremati dal duro lavoro in quell’atmosfera calda ed umida, ebbero solo la forza di mangiare prima di mettersi a dormire per recuperare le forze. La notte trascorse tranquilla e quando si svegliò alle prime luci dell’alba Madre Speranza si sentì forte e certa di quanto doveva fare. Annuì convinta prima di svegliare Alessia.

“Che cosa succede Madre….” Disse la giovane un poco allarmata “Nulla…. Ma abbiamo un compito da svolgere e volevo parlartene ora… quando tutti dormono…” disse la Madre con voce grave “Un compito ??? e di che cosa si tratta ???” domandò nuovamente la giovane novizia “Il compito che il signore ci ha assegnato…. Combattere e sconfiggere il maligno…… ti sarai certamente accorta della sua presenza su quest’isola…. Si è già impossessato dei nostri compagni e se non faremo nulla alla fine farà altrettanto con noi….” .

Alessia guardò Madre Speranza con espressione terrorizzata “Il diavolo… che il signore ci salvi….” Esclamò con voce tremante. “Non devi aver paura… la nostra missione è combattere il maligno…e nulla ci deve spaventare….” Le rispose con forza Madre Speranza. Non troppo sicura Alessia annuì “Che cosa dovremo fare ???” domandò con voce flebile “Dovremo essere forti ed affrontare il maligno con coraggio e decisione…..” iniziò a spiegarle Madre Speranza.

Phill concesse a tutti la mattinata di riposo e solo nel tardo pomeriggio prese con se Giulio ed iniziò la salita alla vetta dell’isola. Le donne rimasero al campo, Michela Maria e Viviana a godersi il meraviglioso mare, Madre Speranza ed Alessia a raccogliere frutta nella lussureggiante foresta.

“Io ho un gran caldo vado a farmi un bagno…..” disse Michela alzandosi ed andando a gettarsi nelle azzurre acque. Con poche sicure bracciate si allontanò dalla riva. “Posso domandarti una cosa ???” disse Maria “Ma certo…” rispose Viviana senza nemmeno aprire gli occhi mentre si crogiolava al sole “E’ una cosa un poco personale…. Ma tu mi pari una donna che non si scandalizza facilmente….” Continuò la giovane ispanica. “Lo puoi dire forte…” ridacchiò Viviana.

“Mi devo scusare… ma l’altra notte ho visto quello che facevate voi tre…” disse un poco titubante Maria, poi visto che Viviana non si scomponeva e non diceva nulla continuò “”… devo confessarti che sono rimasta un poco turbata… avevo sentito parlare di certe cose… ma credevo si trattasse solo di fantasie…” Viviana si decise a toglierla d’imbarazzo “Intendi farlo in tre ???? Farlo con un’altra donna ???” domandò. Maria annuì “Mi domandavo come possa essere…” disse timidamente.

Viviana si voltò verso di lei e finalmente aprì gli occhi mentre sorrideva maliziosamente “Perché domandarselo quando puoi provare….. anch’io l’altra sera ti ho visto sparire con Phill…. ” poi assunse un’espressione sognante…”Credo che sarebbe bellissimo se lo facessimo noi tre assieme….” Maria arrossì leggermente non aveva pensato che il discorso prendesse una simile piega “…Non so…. Phill è un tipo così serio….” “… ed è innamorato di te… si vede benissimo… e tu ???” la incalzò Viviana

Maria si strinse nelle spalle con aria dubbiosa “Non so… certo mi piace….. ed ha letto ci sa fare sai… mi ha fatta impazzire l’altra notte…. Ma non credo di essere innamorata, per la verità sono già fidanzata con un altro…” a quelle parole le due donne scoppiarono a ridere, proprio mentre ritornava Michela “Che avete voi due da ridere ???” domandò “Nulla… solo che la vita è bella…” rispose Viviana suscitando la perplessità di Michela.

Phill e Giulio avevano quasi finito di ammucchiare la legna, tra poco avrebbero potuto riposarsi attendendo il momento di accendere il fuoco per la notte. Ad un tratto un rumore alle loro spalle li fece voltare quasi contemporaneamente… subito dopo si rilassarono vedendo comparire le due suore “Reverenda madre… avete pensato di venire ad aiutarci… un pensiero gentile…ma siete arrivate troppo tardi, abbiamo quasi finito” disse Giulio con tono un poco canzonatorio.

Madre Speranza li fissò con aria severa, mentre Alessia timidamente teneva lo sguardo basso. “Siamo venute per aiutarvi… ma non per preparare il fuoco bensì per liberarvi dal maligno…” rispose Madre Speranza con voce tremante per l’indignazione che provava in quel momento. I due uomini non poterono fare a meno di scambiarsi un’occhiata interrogativa, stupiti dal comportamento della suora. Giulio accennò a parlare, ma Speranza lo prevenne.

“Siamo venute a salvarvi dal peccato che ogni giorno vi divora…. Fratelli v’imploro non continuate a cedere alle tentazioni del maligno inseguendo il piacere… lasciandovi stregare dall’effimera bellezza……” continuò a voce sempre più alta Madre Speranza, “….I beni terreni sono fugaci…. Guardate questa giovane, vi sembra bella ??? sicuramente lo è…. Guardate il suo giovane corpo, là certamente scolpito il maligno e solo la sua anima lo rende veramente bello…”
quasi urlò Speranza e con una mossa che lasciò esterrefatti i due uomini si portò alle spalle della giovane e le fece cadere a terra la tonaca lasciandola completamente nuda.

Speranza si spostò, costrinse la giovane a sollevare il viso, Alessia era arrossita violentemente e cercava disperatamente di coprirsi con le braccia “Si forte…” le sussurrò e le prese le braccia costringendola a rilassarsi ed ad offrirsi allo sguardo dei due stupefatti uomini. Poi la sua mano si posò sui piccoli e sodissimi seni della giovane e li accarezzò dolcemente “Guardate questo seno…. è stato creato per allattare o per pura lussuria ??? e questo ventre piatto, questi fianchi morbidi ???? La bellezza è solo un attimo….il tempo implacabile compie la propria inarrestabile opera trasformando ogni cosa e la bellezza di una giovane ben presto sfuma nel corpo di una vecchia…..” continuò a predicare agli esterrefatti Giulio e Phill, poi improvvisamente si tolse a sua volta la tonaca rimanendo anch’essa nuda.

I due uomini non poterono fare a meno di guardare quel corpo opulento… quei seni enormi eppure ancora sodi, i fianchi larghi ma flessuosi, le cosce possenti eppure ancora modellate e si sorpresero a costatare che malgrado i molti chili di troppo e l’età Madre Speranza era ancora una donna piacente.

La monaca prese per mano Alessia e si avvicinò a loro….i grossi seni sobbalzavano ad ogni passo quasi a volerli ipnotizzare. “Abbandonate la lussuria…. Convertitevi all’amore di Dio…. Resistete alla tentazione di profanare i nostri corpi per soddisfare la vostra oscena libidine….” Continuava invasata Madre Speranza. Tutto sembrava così strano ed irreale che un pensiero incominciò a serpeggiare nella mente di Giulio.

“Reverenda Madre… lei ha ragione….. ma deve comprendere un povero peccatore…” iniziò a dire Giulio e si mosse avvicinandosi ancor di più alle due monache “Le sue parole sono sagge… ma il demone che è dentro di me è forte… guardi come mi costringe ad ignorare le sue parole… come approfittando della debolezza della carne mi costringe a guardare i vostri corpi ed a scatenare i peggiori pensieri….” Rispose con tono caricaturale ed accompagnando le parole con un gesto eloquente…. Le sue mani si portarono al pube… tendendo la stoffa dei logori pantaloni in modo da far risaltare la forma del pene eretto.

“Io so che è male…. So che dovrei rifuggere dal peccato… ma la tentazione di accarezzare i vostri corpi è così forte….” Continuò Giulio mentre Phill lo guardava stupito “Non avrai mica inten….” Incominciò a dire il pilota…. Ma Giulio lo interruppe con un gesto “Non so se il signore mi darà la forza di resistere…. In questo momento il maligno mi tenta…. Mi spinge ad immaginare di trattarvi non già con il dovuto rispetto per due donne di chiesa bensì come due puttane….” Giulio sogghignò nel notare la reazione di Speranza.

La monaca aveva chiuso gli occhi e le sue labbra avevano iniziato a muoversi come stesse recitando una preghiera… ma il suo corpo non poteva mentire ed i grossi e scuri capezzoli si erano improvvisamente induriti… le sue dita ne afferrarono uno e lo torsero dolcemente… la smorfia che si propagò sul volto di Speranza non lasciava adito a dubbi su quello che la donna provava.

Giulio si avvicinò a Phill “Lo sai perché sono venute qui vero ?????” gli domandò “Non scherzare Giulio….” Disse il pilota atterrito da quanto stava accadendo… ma senza riuscire a staccare gli occhi dai corpi delle due ed in particolare da quello di Alessia “Cazzo vogliono scopare… ci vuole tanto a capirlo….è tutta una sceneggiata…..non mi sono mai fatto una novizia… e non mi lascerò certo sfuggire quest’occasione….” Continuò Giulio “Tu fai come vuoi…” aggiunse mentre tornava dalle due suore. “Inginocchiatevi e pregate il Signore di darmi la forza di resistere….” Intimò loro….Speranza cadde immediatamente in ginocchio… dopo una breve esitazione anche Alessia seguì l’esempio.

Pochi istanti dopo il grosso e turgido membro di Giulio sobbalzò nell’aria davanti ai loro volti “Devo assolutamente resistere…. Non devo cedere alla tentazione…..” recitò l’uomo mentre prendeva la mano di Speranza e se la portava al membro. La monaca strinse saldamente il membro ed istintivamente iniziò a muovere la mano.
Giulio si voltò verso Phill e gli fece cenno di avvicinarsi schiacciandogli l’occhio. Il pilota esitò a lungo… ma la scena lo aveva eccitato e non seppe resistere e li raggiunse.

Con mosse frenetiche si slacciò i pantaloni e seguendo l’esempio di Giulio prese la mano di Alessia e la adagiò sul membro. La giovane si voltò a guardare la Madre “Si forte….” Le disse Speranza senza smettere di agitare la mano a ritmo crescente. Quando la mano di Giulio spingendo contro la sua nuca la costrinse ad avvicinarsi Speranza non oppose resistenza… dischiuse le labbra carnose ed accolse il membro in bocca iniziando a succhiarlo con abilità che sorprese Giulio. Phill esitò continuando a spostare lo sguardo dall’angelico volto di Alessia alla Madre intenta a spompinare Giulio… poi non si trattenne ed attirò a se Alessia… la giovane goffamente spalancò la bocca e lasciò che il cazzo vi penetrasse.

Alla vista della giovane novizia che accoglieva in bocca il cazzo di Phill, Giulio si eccitò a tal punto che si staccò da Speranza ed andò a spostare il pilota “Vai tu dalla Madre…… questa giovincella ha bisogno dei consigli di un esperto….” Sghignazzò “Coraggio Alessia… dobbiamo mostrare a questi peccatori che il bene è più forte del male…” riuscì a dire Madre Speranza prima che la vista del membro di Phill la distraesse. Lo afferrò e si mise a leccarlo con maestria. Giulio fece voltare Alessia verso di lei e le disse “Guarda ed impara…. Usa bene quella tua dolce linguetta per scacciare il maligno dal mio corpo….” E proruppe in una nuova risata. Sottomessa Alessia si sforzò d’imitare Speranza.

Quando però Giulio stesala a terrà si provò a penetrarla… la giovane si ribellò cercando di sottrarsi “No si fermi… non voglio….” Urlò spingendo con le mani sul petto del maschio per allontanarlo. Rapida Speranza si staccò da Phill ed intervenne “Ricorda la nostra missione…. Si forte e lascia fare a me….” Disse e la giovane si tranquillizzò. Giulio vide la donna chinarsi sulla giovane.,.. vide la sua testa immergersi tra le cosce di Alessia ed il volto della novizia arrossire mentre un gemito le sfuggiva dalla gola. Il giunonico culo di Speranza era proprio li davanti a lui….la penetrò con un solo colpo strappando a Speranza un gemito….. il membro scivolò facilmente nella calda vagina madida d’umori.

Phill raggiunse i tre e porse il membro alla bocca di Alessia che questa volta non esitò ad accoglierlo tra le labbra ed ad incominciare a lavorare con la tumida lingua mentre i gemiti di piacere che la lingua di Speranza le provocavano si facevano sempre più frequenti.
Quando Giulio scostando Speranza la penetrò… la giovane non si oppose più anche se lanciò un di dolore “Cazzo era vergine… non me ne facevo una da almeno vent’anni esclamò l’uomo. Speranza si stese a terrà e si scosciò oscenamente abbandonandosi al piacere ed accarezzandosi furiosamente. Phill la raggiunse e la penetrò chinandosi ad affondare il volto tra gli immensi seni.

Con forza insospettata Speranza lo travolse… rovesciandolo sotto di se… venne sommerso e quasi soffocato dai grandi seni mentre la donna prendeva ad agitare furiosamente i fianchi carnosi. Giulio si voltò a guardare la scena… Speranza era chinata in avanti… la mani poste sulle giunoniche natiche a divaricarle oscenamente mettendo in mostra il roseo ed elastico sfintere “Alla faccia della monaca…..” commentò tra se. Guardò la giovane sotto di lui che fremeva sotto le insopportabili fitte del suo primo travolgente orgasmo….

Quando vide il piacere della giovane sfumare lentamente si staccò e raggiunse Phill e Speranza quando il suo glande strusciò tra le natiche della donna questa si voltò a guardarlo con il largo viso stravolto dal piacere. Non fece ne disse nulla… continuò solo fissarlo mentre lui spingeva in avanti il membro penetrandola analmente….. un gemito gutturale le sfuggiva dalla bocca.

Stretta tra i due maschi Speranza perse ogni controllo mentre il piacere le saliva al cervello da ogni angolo del corpo… sentiva i due uomini scorrere in lei… li sentiva ansimare furiosamente alla ricerca del piacere e la sensazione che provava era di esaltazione. Percepì dai moti inconsulti dei loro fianchi che entrambi stavano per godere e con uno sforzo sovrumano riuscì a divincolarsi ed andò a distendersi acanto ad Alessia baciandola ed accarezzandola dolcemente “Sei stata bravissima… il maligno non vincerà….” Farfugliò mentre li sentiva avvicinarsi… vide le loro ombre proiettarsi su di lei… li sentì gemere mentre le prime gocce di sperma ricadevano sui loro volti… prese a leccare avidamente ogni goccia raccogliendola in bocca per poi baciare la giovane novizia mescolando gli umori maschili alle loro salive…..

Le due monache si rivestirono quasi subito e scesero a valle… i due uomini ancora stravolti e confusi dall’accaduto accesero il fuoco e controllarono che avesse preso con forza prima di scendere a loro volta. “Madre….” Disse Alessia mentre scendevano…”Dimmi mia cara…” rispose calma Speranza ” è certa che oggi non abbiamo peccato ???” continuò con voce tremante Alessia “Il signore ci ha messe alla prova… e lo farà ancora sino a quando rimarremo su quest’isola maledetta… ma noi resteremo non ti preoccupare….” Rispose Speranza. Non troppo convinta Alessia riprese a camminare in silenzio mentre i suoi pensieri correvano a quanto accaduto ridestando quelle misteriose e sconosciute sensazioni che l’avevano travolta.

Dopo cena Michela e Giulio si ritirarono nella loro capanna… Viviana era rimasta a chiacchierare intorno al fuoco “Cosa stai meditando…. Sei troppo tranquillo questa sera….” Domandò Michela che conosceva bene il marito “Nulla…. Anche se ti raccontassi non ci crederesti….” Rispose lui mettendosi a dormire “Con te non mi stupisco più di nulla….” Commentò Michela e si accinse a costringere il marito a raccontarle ciò che nascondeva.

“Il mondo è impazzito….” Commentò Phill, senza sapere nemmeno lui quanto vero si sarebbe dimostrato in seguito quel pensiero. Si abbandonò al piacere incapace di opporsi alla furia di Maria e Viviana che lo avevano travolto rovesciandolo a terra ed iniziando a spogliarlo tra sommessi risolini. Non sapeva realmente capacitarsi di quanto stava accadendo…. Ma certo non gli dispiaceva… emise un mugolio di piacere sentendo la bocca di Viviana ingoiarlo tutto sino a far combaciare le labbra con il suo pube…..e senza più esitare si mise a leccare la vagina che Maria gli offriva.
Nei giorni e nelle settimane successive la situazione prese una piega inaspettata e tutto ad opera di Madre Speranza. Quel suo corpo dalle forme esuberanti pronto a soddisfare, se non addirittura a prevenire ogni desiderio di Giulio e Phill li stregò a tal punto che le altre donne diventarono solo comprimarie. All’inizio vi fu lotta… ma Speranza si dimostrò superiore alle altre e non impiegò molto a diventare la signora incontrastata dell’isola. La fedele novizia Alessia era sempre al suo fianco…. Docile ad ogni suo comando ed i due maschi semplici burattini nelle sue mani. Ben presto il fuoco sulla vetta dell’isola non venne nemmeno più acceso…….nessuno li avrebbe mai più trovati… nessuno li avrebbe salvati… ma era quello che Speranza voleva….solo così tutti loro avrebbero espiato i loro peccati.

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