Risveglio


Cinzia ha guardato Gianni uscire dalla finestra. Aveva cercato di dargli un abbraccio prima che uscisse dalla porta, ma lui aveva letteralmente chinato la testa. Non riusciva a ricordare l’ultima volta che l’aveva toccata. Era troppo fredda per lui, aveva detto, una vecchia frigida. Le sue parole aspre l’avevano fatta sentire una vecchia casalinga a 36 anni. Era inutile dirgli che sapeva della sua amante, la giovane receptionist piena di vita. Cinzia ha guardato il suo accappatoio, funzionale, comodo e noioso. Quindici anni prima non sarebbe stata così. Quando era diventata così vecchia? Quando aveva perso interesse al sesso?
Aveva veramente perso interesse? È arrossita pensando a come fantasticava su Gianni e la sua amante, come immaginava che lui la osservasse gironzolare per l’ufficio, coi capezzoli duri, rosa completamente visibili attraverso la camicetta. Lo immaginava prendere uno di quei capezzoli mentre la sua amante saliva sulla scrivania, lo stuzzicava con la mano prima di attirarlo in bocca suscitando un lamento nella ragazza che scivolava in avanti ed avvolgeva le gambe intorno a lui. Poi rilasciava il capezzolo ed abbassava la testa, le sue narici sentivano il profumo del miele, la sua lingua stava per assaggiare. Cinzia ha rantolato, il cuore ha accelerato e la sua micia ha formicolato inumidendo l’accappatoio. L’immagine avrebbe dovuto urtarla, invece l’ha fatta entrare nel ruolo della donna che si lamentava e spingeva le anche mentre Gianni la leccava in estasi. Una volta Cinzia era quella donna.
L’ha disturbata il campanello che ha suonato proprio quando aveva trovato un ritmo delizioso delle dita nella micia. Asciugata la mano sull’accappatoio, è andata ad aprire; era il solito postino, Davide, un uomo oltre la quarantina senza pretese ed anonimo ad eccezione dei penetranti occhi verdi. “Consegna speciale, Sig.ra Ranucci,” ha annunciato presentando una scatola per camicie in un involucro marrone. “Ho bisogno della sua firma.”
Cinzia si è accorta di avere ancora il respiro affannoso, capiva di doversi ricomporre ma per qualche ragione non ha voluto farlo. “Sicuro,” ha miagolato prendendo il blocco delle ricevute nella stessa mano che aveva appena usato per darsi piacere. Mentre firmava si è resa conto che il profumo del suo sesso era nell’aria. Si è domandata se Davide se ne fosse accorto e l’ha osservato furtivamente.
Lui la stava guardando in maniera piuttosto strana e le è sembrato di vedere gl’inizi di una protuberanza nei suoi pantaloni. Allora ha compreso che dalla sua angolazione Davide aveva una visione completa del suo seno destro, visibile attraverso una piega ribelle dell’accappatoio. Cinzia ha sorriso con noncuranza e si è chinata verso l’uomo per rendergli il blocco, facendo in modo di sfiorare col ginocchio la punta della sua erezione. “È tutto?”
“Um, sì, Sig.ra Ranucci!” Gli ha spinto in mano il pacco ed è ritornato rapidamente alla sua bicicletta, ignorando il suo desiderio di fottere quella donna e fotterla duramente.
Cinzia ha scoperto con sorpresa di essere delusa dal fatto che il postino se ne fosse andato così. Non aveva avuto interessi per alcuno uomo che non fosse Gianni per tanto tempo, che si era dimenticata di come ci si sentisse. Ha osservato la scatola; era indirizzata a Gianni e lei si è irritata; probabilmente era un altro dono per quella donna; talvolta aveva il coraggio di farli recapitare a casa. Senza curarsi se lui avrebbe avuto da obiettare, Cinzia ha strappato la carta, ha aperto il pacco e ne ha accarezzato amorevolmente il contenuto, una parure di mutandine rosse di seta ed un reggiseno ornato di merletto nero. Perché non aveva regalato a lei delle cose così? Naturalmente era troppo vecchia per tali indumenti.
Chi lo dice? La voce è esplosa dentro la testa di Cinzia. Ha portato la biancheria intima nella camera da letto e se l’è messa, piacevolmente sorpresa che le andasse perfettamente bene; posizionatasi davanti ad uno specchio, si è esaminata criticamente. Il lunghi capelli castano scendevano ad onde giù per le spalle sino ai seni pieni. I peli della micia uscivano un po’ dalle mutandine; doveva raderli, ha pensato.
Il campanello ha suonato di nuovo, ma questa volta non l’ha importunata. Sapeva che era Jose, veniva una volta la settimana a tagliare il prato e regolare le siepi. Forse sarebbe stato capace di regolare anche altre cose. Senza preoccuparsi di mettere l’accappatoio sopra quello che indossava, Cinzia si è affrettata alla porta e fiduciosamente ha aperto divertendosi all’occhiata stupita del ventenne giardiniere sudamericano. Lei spesso aveva ammirato le sue caratteristiche esotiche, la pelle più scura della sua, i lunghi capelli nero legati in una coda di cavallo. Era una giornata calda e la sua camicia era già sudata; ha respirato il suo profumo e ha ammirato le sue gambe forti ed il culo stretto.
Jose l’aveva vista molte volte, ma mai in questa tenuta prima d’allora. Senza i suoi vestiti semplici, non era graziosa, era sbalorditivamente bella. I suoi capezzoli si vedevano attraverso il reggiseno e puntavano verso di lui. Ha respirato profondamente. No, non con una cliente, i suoi clienti non l’avrebbero più voluto. Era solo un giardiniere, un servitore. Questa donna aveva un marito ricco con una costosa macchina sportiva ed un conto in banca che eguagliava il bilancio di un piccolo paese del terzo mondo.
Cinzia ha riso. “Oh, mi dispiace,” ha detto ammiccando, “non mi ero accorta di aver dimenticato l’accappatoio.” Ha cominciato come per caso a far correre la destra, ancora profumata dei suoi umori, su e giù per il reggiseno. “Vieni avanti ed inizia pure.”
Jose è rimasto ammutolito a lungo, poi ha afferrato il rastrello e ha balbettato, “Sì, Senora. Stavo cominciavo.” Il suo italiano scorretto lo imbarazzava.
“Oh, mi piace il tuo accento, è così sexy.” Cinzia gli ha rivolto uno sguardo infuocato osservando un qualcosa sulla sua gamba sinistra. La punta del suo pene era appena visibile sotto i suoi pantaloncini. Cinzia lo guardava amorevolmente, si è avvicinata guardandolo negli occhi mentre una mano trovava la punta della sua erezione e con un dito ne tracciava la testa. “E Jose,” ha respirato, “Vieni da me quando hai finito, ho un altro lavoro per te.” Ha tolto la mano e si è messa il dito in bocca succhiandolo mentre si allontanava. Lui ha fatto segno di sì e si è affrettato ad andare nel giardino.
Cinzia è ritornata in casa e ha osservato Jose per tutta l’ora seguente, tagliava, raccoglieva e strappava erbacce, ammiccava verso di lui ogniqualvolta guardava verso la casa ed incrociava i suoi occhi. Lo vedeva svolgere rapidamente ogni lavoro, ansioso com’era di andare da lei dopo. Qualcuno voleva incontrarla!
Il cuore di Jose minacciava di saltargli fuori dal torace mentre si avvicinava alla casa. Forse quella donna voleva solo scherzare con lui. Ha emesso un rantolo quando ha aperto la porta indossando la stessa biancheria intima.
“Oh, fa veramente caldo,” ha detto Cinzia facendo le fusa, “sei sudato. Perché non usi la nostra doccia?” L’ha condotto in uno dei bagni e ha fatto correre l’acqua, sorridendo quando ha raggiunto la temperatura giusta. “Caspita, che bello, veramente bello. Non fa niente se entro con te?” Jose ha sentito il cazzo agitarsi mentre lei si toglieva il reggiseno, liberando quelle belle mammelle che stava ammirando. Poi ha fatto scivolare via le mutandine mostrando una spessa foresta di umidi peli neri. Cinzia ha fatto correre le dita attraverso il cespuglio, poi ha guardato la protuberanza nei pantaloncini di Jose. “Fai sempre veramente un bel lavoro nel nostro boschetto. Penso che nessun altro possa aiutarmi con questo. Perché non prendi le forbici sul lavabo? Ho bisogno di aggiustarlo prima di raderlo.”
Jose è riuscito a malapena a prendere le forbici, ma poi le ha strette nelle mani e si è avvicinato a Cinzia. Lei l’ha abbracciato e ha tirato a se la sua bocca prima di spingerlo in ginocchio, il suo viso era a pochi centimetri dalla sua micia bagnata, fragrante. Cinzia ha guaito per il colpo che l’ha attraversata quando ha sentito le sue mani esperte toccarle la pelle sensibile, poi è diventata ancora più bagnata quando ha visto Jose regolargli i peli, negli intervalli muovere le mani dove non c’erano peli e provocando il suo istintivo movimento verso di lui. Jose ora voleva leccarla qua e là, ma ogni volta che muoveva il viso troppo vicino lei lo spingeva indietro, voleva tenerlo lontano il più possibile.
I peli della micia ben presto sono stati più corti di quanto non fossero stati da tanti anni e Cinzia ha aiutato Jose ad alzarsi. L’ha baciato di nuovo, la sua lingua l’ha esplorato per un tempo maggiore della prima volta. Lui ha sentito le sue mani che l’accarezzavano attraverso i pantaloncini, poi ha sentito aprirsi la cerniera e ha sentito i pantaloncini cadere a terra, da dove li ha calciati via. Cinzia ha appoggiato le anche contro il cazzo gonfio di Jose, lo carezza ma senza farlo entrare in lei e lui l’ha sentita rabbrividire quando è venuta.
Sono entrati nella doccia e Cinzia ha messo nelle mani di Jose la crema per radere ed il rasoio. La crema fresca estingueva un po’ il fuoco che c’era dentro di lei; sapeva che il primo orgasmo era solo l’inizio, poteva venire continuamente ed ogni volta con più forza della precedente. Dolcemente, con attenzione, Jose ha usato il rasoio per rimuovere ogni ultima traccia del cespuglio, lasciando la micia liscia e nuda come il giorno che era nata. Cinzia gli ha dato la doccia e lui l’ha sciacquata completamente, provocando strilli quando l’acqua calda ha carezzato i petali del suo garofano; poi lei si è ripresa la doccia e se l’è spinta dentro.
L’acqua aveva lavato via gran parte del suo nettare, ma il suo flusso non si era ancora fermato completamente. Jose ha leccato tutto intorno, facendo correre la lingua sopra ogni fessura e piega, soffermandosi ad assaporare il suo sapore unico. Cinzia ha mosso le anche e la testa di Jose all’unisono, lamentandosi e piangendo per la delizia; aveva quasi dimenticato come fosse bello sentirsi una lingua tra le gambe. Finalmente Jose ha diviso le labbra esponendo la piccola protuberanza pulsante e l’ha presa in bocca. Cinzia è quasi crollata a terra per la sensazione incredibile di sentirsi succhiare la clitoride; Jose ha spinto la lingua nel buco, poi l’ha estratta, facendo in modo di premere sulla clitoride ad ogni tuffo. Cinzia ha sentito un altro orgasmo salire, poi l’ha raggiunta mentre fotteva il viso del suo giardiniere, appena in grado della mantenere l’equilibrio per il tornado che gli attraversava il corpo.
Il cazzo di Jose doleva, ad eccezione delle sue mani non aveva ricevuto altra attenzione. Cinzia gli ha fatto segno di alzarsi mentre lei si inginocchiava. Era tempo che non vedeva un cazzo orgoglioso, enorme salutarla. Ha cominciato dallo scroto, leccando tutto intorno prima di muoversi verso l’asta, facendo correre la lingua sotto il suo ombelico e facendo colare sempre più pre eiaculazione dalla cappella; quindi, con grande appetito, ha preso in bocca l’asta, gustandone il sapore. Ora era il turno di Jose di tenere il retro della testa di Cinzia che impazientemente lo succhiava. Alla maggior parte delle donne che Jose aveva conosciuto non piaceva fare i pompini, ma non a Cinzia; si è lamentata sul suo cazzo e non ha smesso di succhiare finché non l’ha portato al limite, a quel punto ha fatto una pausa finché lui non è riuscito a contenersi abbastanza per farla continuare.
La micia di Cinzia ha cominciato a dolere di nuovo, aveva bisogno di essere riempita. Si è alzata con la schiena verso Jose che per qualche secondo gli ha ammirato e carezzato il culo prima di entrare nella sua micia da dietro, facendola urlare di piacere. La micia di Cinzia era ancora stretta ed aumentava il piacere di ambedue. Jose ha immerso più profondamente che poteva e Cinzia ha gridato ancora di più, sgroppando contro lui come una puledra selvatica. Ha sentito l’orgasmo più grande di tutta la sua vita prenderla e le pareti della doccia hanno minacciato di crollare intorno a lei che strillava il suo nome e veniva, la sua micia si contraeva intorno al cazzo di Jose e gli faceva perdere il controllo nello stesso momento, esplodendo ripetutamente dentro di lei.
Cinzia ha guardato l’autocarro di Jose allontanarsi, stringeva l’asciugamano contro il suo corpo e si sentiva più soddisfatto di quanto non fosse da un tempo lunghissimo. Così Gianni pensa che sia frigida, ha pensato, mentre un sorriso attraversava il suo viso. Oggi era stato solo un riscaldamento. Vedremo quanto potrò essere veramente calda.

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