Desiderio


Iniziò subito, uscendo a comprare alcuni capi di biancheria intima che ormai da troppo tempo non indossava più, come reggicalze e mutandine di pizzo trasparenti, oltre ad altri che non aveva mai provato ad indossare come perizoma e quei reggiseni che lasciano scoperti i capezzoli. Si sentì un poco imbarazzata a fare quegli acquisti, quindi non andò al suo solito negozio, ma ad uno nuovo, dove non era mai entrata. Si divertì molto a scegliere, come non le era mai capitato. Rientrata a casa, sapendo che Federico lasciava le telecamere a registrare per poi cancellare ciò che non serviva, lo aveva scritto, si diresse in camera sua a fare la passerella per lui. Si sentiva ubriacata dall’euforia del momento, addirittura si masturbò sul letto con indosso uno dei completini che aveva acquistato, facendo attenzione di mettersi a favore di telecamera.
A pranzo si presentò con un vestito abbottonato sul davanti, anzi sbottonato, tanto che quando camminava non ci si doveva sforzare per vedere l’orlo delle calze e quando si chinava si godeva, dalla scollatura, di un panorama splendido.
Andò avanti così per un’intera settimana, torturando il figlio in mille modi diversi, leggendo e vedendo il materiale prodotto da Federico il giorno successivo.
Capì che comunque stava esagerando, gli stava facendo del male e questo non lo voleva, era suo figlio, gli voleva bene. Ormai lo aveva caricato troppo, era come una pentola a pressione, pronta ad esplodere se qualcuno(a) non apriva la valvola. Aveva anche paura che da un momento all’altro gli sarebbe saltato a dosso, per violentarla. Già, forse era proprio quello che ci voleva, ma era pur sempre sua madre, non poteva arrivare a tanto, anche se sembrava l’unica soluzione possibile.
Non sapeva che fare, di certo non poteva parlarne con nessuno. Si ricordò che nei racconti letti c’era quello di una madre che aveva un rapporto incestuoso con il proprio figlio e nel documento c’era anche la sua e-mail. Trovò l’indirizzo e, utilizzando il suo di computer, le scrisse. Ebbe una risposta e per circa una settimana si scrissero continuamente. Alla fine decise che l’avrebbe fatto.
Il pomeriggio successivo, dopo pranzo, iniziò con un doccia-spettacolo, al fine di alzare la temperatura dell’ambiente. Uscita dal bagno, con solo l’accappatoio corto in dosso, andò a bussare alla porta del figlio.
Federico rimase a bocca aperta per qualche secondo quando Sonia gli chiese se poteva andare in camera sua a darle una mano a passarsi la crema che le aveva prescritto il dermatologo.
Lei non rimase ad aspettare la risposta del figlio, ma si diresse in camera sua dove la trovò Federico, stesa a pancia sotto e con l’accappatoio sceso sino alla vita.
Il ragazzo prese la crema che la madre gli indicò ed iniziò a passargliela sulla schiena.
Sonia si congratulò con lui per come la massaggiava, diceva che la faceva rilassare. Quando disse di aver finito e stava per andarsene lei lo fermò chiedendogli se potesse continuare con il massaggio.
Federico non sapeva se essere felice perché avrebbe avuto ancora possibilità di toccare quel corpo oppure se si doveva sentire sofferente per il protrarsi di quella che, per un certo verso, era una tortura, quella del toccare e non toccare.
Si unse nuovamente le mani ed iniziò a percorrere la schiena di sua madre con tutta la maestria che aveva e, dicendo che la posizione per lui era scomoda, salì sul letto e gli si mise a cavallo sopra, senza appoggiarsi, almeno inizialmente.
Sonia emetteva dei sospiri di tanto in tanto, sia perché il massaggio era davvero rilassante, sia perché voleva rendere l’atmosfera il più calda possibile. Infatti dopo un paio di quei sospiri il figlio iniziò a passare con le mani sempre più vicino ai suoi seni e il suo bacino, con movimenti ritmici, veniva a contatto con il suo fondoschiena.
Nel frattempo, ogni volta che scendeva lungo la schiena con il massaggio, scostava sempre di più l’accappatoio, riuscendo a intravedere l’inizio del solco delle natiche. Federico non poteva credere ai suoi occhi e sperava che la madre non si ribellasse.
Quando Sonia gli disse di fermarsi un attimo, pensò che fosse finito tutto, invece lei si levò del tutto l’accappatoio e gli disse di continuare.
Il povero Federico non poteva crederci, aveva sotto gli occhi il tanto agognato culo di sua madre. Riprese il massaggio e, gradatamente, arrivava sempre più giù con le mani, arrivando a soffermarsi maggiormente sulle natiche. Sonia iniziava ad eccitarsi sempre di più e gli chiese di scendere anche alle gambe che le dolevano particolarmente.
Lui ne fu entusiasta da un lato e deluso dall’atro, tutto il corpo di sua madre lo attirava, quindi poterne lambire il più possibile era ben accetto ma abbandonare quella parte appena conquistata era un dolore.
Per agevolare l’operazione, Sonia divaricò leggermente le gambe per potergli permettere di sistemarsi fra esse. Con quest’operazione portò alla vista di Federico il cespuglio di peli del suo sesso che subito gli occhi di lui catturarono in modo famelico.
Ormai la situazione era rovente e le tappe si stavano bruciando velocemente, infatti Federico, scorrendo le lunghe gambe della madre dall’interno, arrivava sempre più su, arrivando a toccarle il sesso.
Federico, accorgendosi che era tutto bagnato, si sentì autorizzato ad andare oltre, toccando le grandi labbra che scottavano.
I contatti erano comunque sempre brevi e timorosi ma Sonia fece si che il massaggio si focalizzasse emettendo un flebile “si..” quando le sue mani si trovavano proprio fra il suo cespuglio, autorizzando il figlio.
La mano di Federico si soffermò sempre più, sino a fermarsi definitivamente, seguita da un “oh, mamma……”
Sonia gli rispose “bravo, continua così, mi fai sentire molto bene! Anzi, aspetta che mi giro” e si girò.
Adesso al povero ragazzo stava per venire un infarto, aveva sotto di lui tutto il corpo di sua madre, NUDO! Stette fermo, per alcuni secondi che sembrava non finissero mai, a rimirare nella sua interezza quel corpo, ma presto ritornò a dedicare la sua attenzione al sesso tanto ambito.
Iniziò a giocarci con le dita, dilatandolo e penetrandovi con una, due e tre dita, rigirandole dentro e facendo contorcere sua madre che ormai era in delirio. Riusciva a dire solamente “sii..”, senza aprire gli occhi.
Federico, ormai appagato dal contatto che stava provando, decise di assaporare quel miele che si trovava sulle dita, quindi si chinò ed iniziò ad annusare quell’antro. Quell’odore lo face sentire al settimo cielo, decise di andare oltre, iniziò a baciarlo, come se fosse una bocca, introduceva la lingua come a cercare quella della partner ipotetica. Percorreva tutte le labbra con la sua lingua, non lasciava niente di inesplorato.
La povera Sonia non resistette a questo trattamento, ebbe un orgasmo travolgente, come era da tempo che non ne aveva. Nel godere, afferrò la testa del figlio e la strinse forte fra le sue gambe, come se volesse farlo entrare con la testa dentro di lei. Ripresasi, lo tirò verso l’alto, facendolo strisciare con la bocca lungo tutto il suo busto, soffermandosi sui seni che Federico prese a baciare, a percorrerli in senso rotatorio con la lingua, partendo dalla base sino ad arrivare ai capezzoli che prese a succhiare.
Sonia iniziò a spogliarlo, dicendogli che quello che stavano facendo era contro natura, che non si doveva fare, che se si sarebbe saputo in giro era la fine, ma non smetteva di spogliarlo. Dal canto suo, Federico, era ancora attaccato al suo seno. Una volta finito di spogliarlo, Sonia, prese in mano il sesso del figlio come per soppesarlo, valutarlo. Era grande e duro, ci giocò per un poco con le mani e dopo lo prese in bocca, donandogli un grande piacere.
Federico assaporava quel lavoretto ad occhi chiusi, per non perdere nemmeno un attimo di quella stupenda esperienza, ma non durò molto lo stesso, dato che il suo orgasmo arrivò prepotente a riempire la bocca di sua madre che ebbe di che fare per riuscire a ingoiare.
Lo ripulì tutto, si potrebbe dire amorevolmente, e Federico ritornò subito pronto. Sonia non resistette oltre e si sistemò a quattro zampe sul letto, come aveva letto che lui sognava di prenderla, invitandolo ad entrare.
Federico non si fece pregare, si porto dietro di lei e la penetrò con calma, fermandosi appena si trovò tutto dentro. Fermo come una statua, assaporava quel momento e quel contatto, ad occhi chiusi. Sonia, finalmente piena, non resisteva a quella che per lei era una tortura, quindi iniziò a muoversi, per farselo scorrere dentro. Il figlio, ripresosi, l’afferrò per i fianchi ed iniziò a muoversi, variando di continuo la velocità, ora lento, ora veloce, provocando ben presto un nuovo orgasmo a sua madre.
alla quale non resistettero più le braccia che si piegarono e poggiò la testa sul letto, mantenendo il bacino in alto, offrendo una visione più ampia del suo dolce forellino a Federico.
Il ragazzo, rallentando il movimento, iniziò a passarle le dita nel solco delle natiche, soffermandosi sempre più sul buchino che iniziò a forzare.
Sonia, ripresasi, capì che cosa aveva in mente e si limitò a dire
“fai piano, è da molto che nessuno lo usa”.
Allora Federico uscì da lei per puntare al suo ano. Iniziò a spingere, lentamente, fino a quando il glande non entrò e si fermò per dare il tempo alla madre di rilassarsi. Quando sentì che era pronta, si portò tutto dentro, sino alla radice, iniziando subito a muoversi lentamente. Sonia, passato il dolore iniziale, cominciava ad assaporare le sensazioni che gli procurava la sodomizzazione, assecondando i movimenti. Federico allungò le braccia sino
ad afferrarle i seni, li adoperava come maniglie, stringendoli e torturando i capezzoli con le dita.
Il movimento si faceva sempre più convulso sino a quando l’orgasmo arrivò a Federico che si scaricò dentro la madre che nel sentire il calore del suo sperma dentro venne di nuovo.
Caddero sul letto, con Federico che uscì da lei, ansanti e soddisfatti. Rimasero in silenzio per un poco, quel tanto che gli bastò per riprendere il fiato e organizzare le idee.
Il primo a parlare fu lui
“Sei fantastica mamma, sono quasi morto dal piacere!”
Sonia si sentì gratificata dalle parole del figlio e gli rispose
“Adesso che scriverai, lo racconterai su Internet?”
Federico capì che sua madre aveva letto i suoi racconti e riuscì solo a dire
“Ma allora tu hai letto tutto quello che ho scritto su di tè?” uscendo da lei e sdraiandosi al suo fianco.
A questo punto, Sonia, gli raccontò tutto, cercando di spiegargli le sue sensazioni e le motivazioni che l’avevano portata a quel punto.
Federico l’abbracciò e le diede un bacio, ringraziandola per tutto e gli chiese anche se aveva intenzione di ripetere quello che avevano appena fatto.
La risposta di Sonia fu
“Adesso siamo diventati amanti, sarà il nostro segreto, non dovrà saperlo nessuno ed in cambio ti chiedo solo una cosa, che tu mi faccia partecipe della tua vita su Internet”.
Ed iniziò per entrambi una nuova vita, nascosta e felice, fatta di sesso.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...