La confessione di Maura


Maura era finalmente riuscita a realizzare il suo sogno erotico più grande grazie alla complicità della sua amica Barbara.
Quella sera io e Marco, il marito di Barbara, ci eravamo dedicati anima e corpo al piacere della mia compagna. Come previsto dall’amica superati i primi attimi d’imbarazzo e una volta capito che io non ero geloso del suo corpo, si è lasciata andare totalmente al piacere di quella piccola orgia improvvisata.

Passano alcuni giorni in cui Maura continua a ripetermi quanto era stata piacevole quell’esperienza, mi racconta del senso di libertà provato nell’attimo in cui ha abbandonato tutte le sue, poche, remore.
Stava cambiando. O meglio, secondo me, stava riscoprendo se stessa. La sensualità tarpata dai pochi ma lunghi anni del suo precedente matrimonio stava tornado in superficie. Lo notavo da come faceva l’amore, da come mi parlava di sesso, dai giochi che mi proponeva e dalla felicità con cui accettava le mie fantasie.
La cosa mi piaceva, eravamo sulla strada per diventare una vera coppia aperta, in grado di godere dei piaceri del sesso in molte delle sue forme e di regalarci degli attimi di calda tenerezza solo per noi.
Per questo non mi ha stupito ne ingelosito la sua confessione dell’altra sera.

Dopo cena, seduto sul divano, stavo girando i vari canali televisivi alla ricerca di qualche programma o film che risvegliasse la mia attenzione, quando Maura, che indossa ancora un tailleur da lavoro, entra in sala e spenta la TV si siede al mio fianco dicendomi:
– Devo raccontarti una cosa. Oggi pomeriggio ho rivisto, per motivi di lavoro, quel mio collega vittima del nostro gioco, quello che avevo abbandonato in quel locale dopo avergli fatto credere per tutta la sera che volevo scoparmelo.
Be, sai, mi sentivo in colpa con lui e al contempo il ricordo di quella sera continuava ad eccitarmi. Poi con la mente sono tornata alla sera che tu e Marco mi avete presa in due, ho ripensato alle tue parole quando affermavi che non sei geloso del mio corpo e….-
– Continua…- la incito io.
– E cosi ho nuovamente giocato con lui… questa volta fino in fondo. Insomma mi sono fatta scopare nella sala riunioni del mio studio.
Quello stravedeva per me dai tempi dell’università e ci ha sempre, più o meno velatamente, provato. Lo sai quanto mi piace sentirmi desiderata, così quando l’ho visto davanti alla mia scrivania non ho resistito alla tentazione di farlo sbavare e di farglielo scoppiare dall’eccitazione.
Posso raccontarti il resto?-
Riesco solo a dire: – Continua…!-
Lei allora riprende: – Con una scusa lo lascio ad analizzare alcuni documenti e corro in bagno. Tiro su la gonna e mi tolgo gli slip e le calze, poi tolgo anche il reggiseno, mi pettino e mi ripasso le labbra. Mentre mi guardo allo specchio penso che sono proprio carina e che adesso lo faccio impazzire, mi sistemo bene il vestito e torno da lui che sta ancora studiando i documenti. Gli arrivo alle spalle, in silenzio, mentre gli appoggio una mano sulla spalla lo sento sussultare, non so se per la sorpresa o per il contatto. Mi chino sopra la sua spalla e gli premo una tetta contro mentre scendo con il viso a fianco del suo, vicinissimo. Lui accetta la mia pressione e non si sposta, ruota leggermente la faccia verso di me, sento il suo respiro sulle labbra allora gli parlo di lavoro, molto lentamente sfiorando a volte le sue labbra con le mie. Quando intuisco che non resiste alla tentazione di baciarmi mi allontano e mi siedo sulla scrivania di fronte a lui, faccio in modo che la gonna salga molto in su e noto i suoi occhi che misurano le mie gambe. Il suo sguardo mi eccita, allora appoggio una gamba sulla sua sedia in modo che i suoi occhi possano intrufolarsi fra le mie cosce ma senza andare troppo oltre, non voglio che si accorga che sotto non ho niente. Penso che se prima ha notato che indossavo le calze e ora non le ho più la sua fantasia dovrebbe correre e consentirgli di capire, ma forse pretendevo troppo da un uomo in quello stato d’eccitazione.
Lui suda, ha la fronte imperlata dal sudore, mentre lo guardo fisso negli occhi lui sostiene il mio sguardo. Sento una sensazione di pressione allo stomaco e un calore osceno si impossessa dell’inguine.
Non resisto, alzo la gamba sulla sedia e la sposto alla sua sinistra, poi appoggio anche l’altra sulla sua destra. Le mie gambe sono così leggermente divaricate davanti a lui che ancora tentenna, gli dico: ” Puoi!” e finalmente sento le sue mani che mi accarezzano le caviglie. Chiudo gli occhi mentre le sento salire molto lentamente, sono calde, morbide ma trasmettono una forza, come dire… carica d’erotismo. Le mani mi accarezzano l’esterno delle cosce poi passano all’interno, le sento avvicinarsi alla vagina, allora spingo leggermente avanti il pube divaricando il più possibile le gambe, maledico la gonna troppo stretta. All’improvviso i miei peli sentono il tocco delle sue dita, lascio andare un sospiro di piacere più per lui che per un reale piacere. La sorpresa di trovarmi senza slip, con quello che la cosa implica, unita al mio sospiro sortiscono l’effetto che cercavo, lui incomincia a balbettare frasi del tipo: “Oh mio Dio…è tanto tempo che…ti voglio…etc.”
Allora con dei piccoli movimenti delle anche faccio salire ancora un po’ la gonna in modo da potermi aprire di più. Le sue mani ce non hanno mai abbandonato i miei peli ora possono trovare le labbra, sento che si fanno spazio in me, sento che le sto bagnando, trovano l’ingresso e gli infila leggermente un dito seguendone il contorno. Questa volta il gemito di piacere è reale, prendo la sua testa e me la porto in mezzo alle gambe. Penso di avere urlato quando ho sentito la sua lingua umida su di me. Mi sono appoggiata sui gomiti e con le mani ho tentato di tirare ancora più su la gonna, poi lo lasciato fare.-

Mentre racconta tutto questo noto che Maura si eccita sapendo di fargli piacere ho iniziato a toccargli le gambe. Seguendo la sua storia ho ripetuto le azioni che lei descriveva sino a trovarmi con le mie dita che giocavano con la sua vagina eccitatissima sotto gli slip.
Approfitto di un attimo di pausa nel racconto per sfilargli le mutandine e per consentirgli di riordinare le idee la bacio mentre mi risiedo al suo fianco.
Quando spingo il mio dito medio dentro di lei la sento fremere e ansimare ma la sua mano mi ferma e riprende a narrare.

-Quella lingua mi stava facendo veramente godere, mi trasmetteva passione, desiderio e piacere. Una mano mi accarezzava il basso ventre fin dove poteva arrivare e l’altra univa le sue dita al gioco della lingua, stavo per perdere il controllo del mio corpo così l’ho fermato, ho preso la sua testa per i capelli e l’ho tirata su sino alla mia bocca. L’ho baciato e quando la mia lingua ha trovato la sua ho sentito il mio sapore. Un senso di calore è sceso dalla mia lingua sino giù dove la sua mano non si era fermata e sono venuta. Un orgasmo secco, violento ma breve che non mi ha lasciata del tutto soddisfatta. Mentre venivo continuavo a baciarlo perché il mio sapore nella sua bocca mi faceva godere.-

Maura che nel frattempo si è goduta il mio leggero ditalino allunga una mano in direzione del mio membro e me lo accarezza attraverso i pantaloni. Con la mano libera mi sbottono, libero il pene e lo offro a lei che subito lo brandisce con decisione.
Come preludio a quello che sta per raccontare all’improvviso tuffa il suo viso verso di me e lo ingoia due, tre volte provocandomi uno spasmo di piacere.
Quindi, come se niente fosse, si ricompone e torna alla sua storia, non prima però che io prenda la sua mano e la riporti sul mio membro ormai gonfio e quasi dolorante.

Lei continua: – Baciandolo le mie mani cercano i suoi genitali, li afferro e sento il mio gesto riflettersi sulla sua lingua. Salgo verso il suo pene, lo sento gonfio e roccioso attraverso i pantaloni.
Mi stacco dalle sue labbra e gli dico: ” Spogliati!”. Lui si slaccia la cravatta con un gesto maldestro che quasi lo soffoca, trattengo a stento una risata, lui potrebbe interpretarla male. Mentre gli apro i pantaloni si toglie la camicia. Prendo in mano il suo membro e lentamente inizio a menarglielo, scappellandolo tutto. Lui gode, lo vedo dalla sua espressione.
A questo punto ruoto sul sedere e gli mostro le spalle, le sue mani mi sfilano la giacca del tailleur, quindi scivolo un poco in avanti e mi lascio cadere sulla schiena, sdraiata sulla scrivania con la testa oltre il bordo. Il suo pene è all’altezza della mia bocca, reclino la testa per prenderlo e lui me lo appoggia alle labbra.
Sapevo di essere uno spettalo molto erotico per lui, il mio corpo disteso, leggermente inarcato con il seno che premeva contro la stoffa leggera della camicia, le gambe aperte con la gonna a livello del pube… la cosa mi eccitava molto!

Mentre parla scivolo davanti a lei, ai suoi piedi. Gli tiro un po’ in su la gonna, lei mi aiuta, mi tuffo in mezzo alle sue gambe e affondo la lingua nella sua vagina. Lei ha una contrazione nel ventre, spinge in su il pube ma non smette di raccontare le sua storia. Allora mentre la ascolto mi dedico a leccarla lentamente, con dolcezza. Lei continua:

– In quella posizione prendo in bocca il suo pene, non è comodo ma la situazione, come ti ho già detto mi eccita. Con la testa così reclinata vedo solo i suoi testicoli ma sento che mi sta sbottonando la camicia. Mi libera il seno e lo prende con tutte e due le mani stringendolo forte. Una mano scivola sul mio stomaco verso il ventre, cerca di raggiungere il pube ma la gonna la disturba. Poi, all’improvviso un tocco umido sul capezzolo mi fa rabbrividire di piacere. Mi succhia e bacia il seno mentre una sua mano ha raggiunto la vagina e vi immerge un dito, lo estrae e mi spalma i miei umori sul seno poi lo lecca nuovamente. Sento che la sua cappella si sta ingrossando ulteriormente quando lui si ritrae da me abbandonando la mia bocca che ancora lo cerca.-

Io continuo a leccarla dolcemente, mi eccita a dismisura quello che racconta e la voce con cui ora lo sta facendo. Una voce resa roca e profonda dal piacere che sta provando, a volte le sue parole sono solo un lievemente sussurrate seguite poi da un rapido respiro che si ripercuote nella sua zona bassa.
Nonostante questo non perde il filo del racconto:

– Rimango i quella posizione- dice Maura- in attesa di una sua mossa. Lui riprende a massaggiarmi il seno. Allora allungo all’indietro le braccia e con le mani cerco il suo membro. Quando lo trovo me lo porto sopra la faccia e lo lecco per tutta la lunghezza, scendo sino ai testicoli e lecco anche loro. Non voglio farlo godere troppo, sento che è vicino ad esplodere e io, nonostante l’orgasmo di prima voglio ancora qualcosa da lui.
Rallento il ritmo della mia lingua. Lentamente sento che anche le sue mani si calmano, ora non stringono più con forza il seno ma lo accarezzano, scorrono ai suoi lati, nel solco scendendo sino al ventre. Sono calde e piano piano le sento rilassarsi.
Ora sento che posso prenderlo dentro di me senza farlo venire sul colpo.
Smetto di leccarlo e gli dico che ora voglio altro da lui. Mi alzo a sedere e ruoto verso di lui, tolgo la camicia e gli chiedo di aiutarmi a sfilare la gonna. I suoi occhi si illuminano mentre afferra il bordo della gonna sui miei fianchi. Mi appoggio sui gomiti e inarco il corpo sollevando il sedere mentre appoggio le gambe su una sedia. Mentalmente mi vedo, mi piaccio e sento di piacergli. La stoffa che scivola sulle mie gambe mi provoca un brivido. Quando la gonna arriva ai miei piedi sento le sue mani che prendono delicatamente le mie scarpe accarezzandole. Mi chiede di tenerle addosso, gli piacciono le scarpe con i tacchi alti.
Sposto il sedere al limite del bordo della scrivania, appoggio una gamba su una sedia, lui ne prende un’altra e la pone alla distanza giusta per consentirmi di appoggiare l’altra gamba.
Mi ritrovo così seduta di fronte a lui a gambe larghe, decido di lasciarlo fare, di aspettare le sue decisioni e di assecondarle.
Chiudo gli occhi. Le sue mani si appoggiano sulle gambe, salgono, arrivano ai fianchi. Sento i suoi fianchi con l’interno delle mie cosce, ora voglio solo più sentirlo dentro, non riesco a pensare ad altro.
Apro gli occhi e fisso i suoi. Le sue pupille sono completamente dilatate. Abbasso lo sguardo e osservo il suo pene che punta la mia vagina. Lo prego di prendermi. La posizione non è delle migliori, lui è un po’ troppo in alto, ma come lo appoggia al buco entra senza difficoltà. Sono eccitatissima e quasi non lo sento entrare talmente sono dilatata. Mi procura un piacere maggiore vederlo entrare dentro di me. Lui spinge fino in fondo poi inizia un movimento lento e corto che non mi basta. Mi appoggio nuovamente sui gomiti e inizio a contrarre i muscoli pubici, prima seguendo il suo ritmo poi dettandolo io.
Sono troppo eccitata e lo sento appena, penso che se almeno mi toccasse potrei godere di più. Visto che non si decide la mia mano sopperisce alla sua mancanza. Questa cosa lo eccita molto e tra un ansimo e l’altro il suo ritmo rallenta.
Voglio di più allora cambio tattica, decido io cosa fare.-

Maura mi allontana dalla sua vagina, che non ho mai smesso di baciare e leccare, e mi fa sedere sul divano. Si alza in piedi e mentre si tira su la gonna mi dice:

– A quel punto l’ho spinto fuori da me verso il divanetto nell’angolo, l’ho fatto sedere e sono andata sopra di lui.-

Mentre diceva questo, Maura, ripeteva la scena con me. Mi viene sopra e aspetta che io gli guidi dentro il mio pene. Mi fissa negli occhi con la bocca socchiusa mentre scende accogliendolo. E’ eccitatissima, allarga al limite le gambe per prenderlo tutto, poi inizia a muoversi lentamente gustandosi ogni sfumatura di quella penetrazione. Mi bacia, soffocandomi quasi con la sua lingua.
Gli sbottono la camicia confermando il mio sospetto: è senza reggiseno e le tette mostrano dei leggeri arrossamenti come dei delicati succhiotti. Inizio a pensare che mi sta raccontando una storia vera, allora mi eccito ancora di più e la prego di continuare il suo racconto.

Lei continua: – A cavallo di lui prendo il suo pene e me lo guido dentro, lo faccio affondare nel mio ventre muovendo il pube per farlo entrare fino in fondo. Prendo una sua mano e me la porto sulla vagina mentre mi sollevo un poco. Finalmente inizia a toccarmi nel modo giusto. Mi appoggio sulle sue spalle e attacco la mia danza. Riesco a muovermi come voglio, a contrarmi nel modo giusto…così come sto facendo adesso con te.
La sua mano si rivela più abile del previsto e inizio nuovamente a godere…No, non mi toccare tu, altrimenti non riesco a finire la storia-

La voce di Maura adesso da chiari segni di piacere, è rotta da ansimi e ha continue variazioni di tono…è molto eccitante.

– Mi piace, sento dal suo respiro che sta per arrivare all’orgasmo anche lui.
Il pensiero che gli sto dando quello che per tanto tempo ha desiderato mi da il colpo finale, mi avvicino nuovamente al piacere.
Vedo che lui non sa cosa fare, non riesce più a trattenersi. Tu sai che da quando abbiamo iniziato a giocare con Barbara e Marco prendo la pillola. Con la voce resa calda e sensuale dal piacere gli dico che può riempirmi.
A queste parole esplode. Lo sento pulsare dentro di me e questa sensazione mi fa venire.

Termina la frase con la voce distorta dal piacere, si sta muovendo come una matta al che mi urla:

– OOH! Ti prego RIEMPIMI!-

Questa frase rompe tutto il mio controllo e vengo in lei. Il mio orgasmo è immediatamente seguito dal suo. Lei si lascia andare all’indietro trattenuta dalle mie mani, spinge il pube completamente contro di me e io sento i suoi muscoli che saltellano al ritmo del suo orgasmo.
Al termine si reclina verso di me, mi afferra la testa e mi bacia con passione mentre ancora trattiene dentro di se il mio membro.
Si muove ancora per un po’, in modo da sfruttare al massimo gli ultimi rimasugli di piacere.
Quindi si alza e per andare a cambiarsi, dal mio sguardo intuisce che voglio sapere se quello che mi ha raccontato è realmente accaduto ma dal suo sorriso carico di malizia intuisco che non lo saprò mai.
Dopo tutto è bello e molto eccitante stare con una donna che a distanza di anni riesce ancora ad essere un po’ misteriosa.

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