Com’e’ bravo il mio maritino


244Voglio raccontarvi quello che provo quando sono infedele a mio marito. Due cose mi spingono a farlo, la prima è che so che a lui piace, la seconda e che sono una troia e voglio comportarmi da troia.

Quando scopo con un altro mi sembra di esserlo ancora di più perché in quel momento tradisco mio marito, è vero, lo faccio col suo consenso, ma in ogni modo lo tradisco. In quei momenti sono solo una femmina in calore che ha voglia di tanto sesso, fatto in tutti i modi e per il solo piacere di farlo. Proprio non riesco a capire cosa intenda dire la mia amica Manuela quando afferma che in certe condizioni scopare diventa un semplice esercizio ginnico. Io scopo sempre per il piacere di farlo, e ne vado pazza tanto che non riesco mai a dire di no.

Certamente ci sono situazioni in cui mi soddisfa di più ed altre in cui mi soddisfa di meno, ma avere un bel cazzo che palpita tra le mie labbra o che si pianta ben dentro alla mia passera mi piace molto, troppo, sempre e sempre di più.

Tempo fa ero andata a trovare una mia amica che ha un negozio d’abbigliamento, quel giorno c’era con lei un rappresentante, un tipo non giovanissimo ma molto piacevole. Siamo rimasti un po’ a parlare tutti e tre poi io sono andata via. Più tardi, mentre tornavo a casa, ho incontrato nuovamente l’uomo, lui si è fermato un attimo con me per scambiare due parole, poi mi ha offerto un caffè e poco dopo mi ha chiesto se potevamo scambiarci i nostri telefoni.

Non pensavo che mi avrebbe richiamata invece circa tre giorni dopo ho ricevuto una sua telefonata. Sosteneva che era rimasto colpito da me e che gli avrebbe fatto piacere rivedermi. Lui sarebbe tornato nella mia Città tra pochi giorni e mi chiese che se ero libera avremmo potuto incontrarci:
<Solo per stare un po’ insieme e sempre che questo non le causi troppi fastidi con suo marito!> concluse, ed era chiaro che mi stava facendo la corte.

Quella volta fui evasiva, risposi che non sapevo quando potevo essere libera, ed aggiunsi che la sua telefonata mi aveva fatto piacere e forse avremmo avuto l’occasione di rivederci una prossima volta.

La sera stessa raccontai la cosa a Gianni, mio marito, annunciandogli che avrei accettato il prossimo invito. Mio marito sa benissimo che quando dico così significa che sarò disponibile con il mio amico, che accetterò le sue attenzioni senza ostacolarlo, anzi cercando di incoraggiarlo in tutti i modi. Sentivo crescere in me quel desiderio e quella sensazione d’avventura che provavo ogni volta che dicevo a Gianni che mi stavo accingendo a tradirlo.

Infatti, pochi giorni dopo a cena ripresi il discorso con lui:
<Domani pranzo fuori casa> ed allo sguardo acceso e complice di mio marito risposi continuando:
<Mi ha richiamato Franco, l’uomo di cui ti avevo parlato alcuni giorni fa, ed ho accettato il suo invito a pranzo>.
<Mmmmm…..mia cara Anna….qualcosa mi dice che se lui ti ha invitato a pranzo tu sei pronta per invitarlo a letto!> rispose mio marito, che si era accorto dell’eccitazione che mi stava prendendo e che come sempre faceva accendere il mio desiderio di piacere o forse dovrei dire, la mia voglia di comportarmi da puttana.

Sì…..le parole di mio marito non facevano altro che affermare quello che io sapevo, e non potei far a meno di rispondergli che aveva ragione, se Franco era libero sarei andata a letto con lui questo stesso pomeriggio.

Il giorno successivo mi recai all’appuntamento con Franco pronta per essere sua subito. Mangiammo in un buon ristorante, poi uscimmo in macchina e ci dirigemmo in una strada tranquilla di campagna dove lui parcheggiò. Durante il tragitto aveva allungato una mano ad accarezzarmi le gambe, io non mi ero ritratta anzi mi ero mossa facendo in modo che la mia coscia scivolasse fuori dello spacco laterale della gonna che indossavo offrendo la mia gamba nuda alla sua mano che mi cercava.

Naturalmente lui aveva scelto un luogo isolato e parzialmente nascosto ed io, appena fermi, mi sporsi verso di lui invitandolo a baciarmi. Mentre le nostre lingue si cercavano Franco aveva posato le sue mani sui miei seni accarezzandomi attraverso la giacca. Mi staccai un attimo per sbottonarmela e lui immediatamente raggiunse con le mani l’estremità inferiore della leggera maglietta che indossavo sollevandola fin al di sopra del mio seno per poi toccarmi sulla pelle nuda delle tette soffermandosi a stimolare i miei capezzoli che non attendevano null’altro. Io intanto avevo già incollato nuovamente le mie labbra alle sue.

Pensai a mio marito, che, solo a casa, sapeva benissimo che in quel momento mi stavo offrendo ad un altro, come infatti facevo lì in macchina a seno scoperto con un uomo che lui nemmeno conosceva, e questi pensieri ottennero il risultato di accendere ancora di più i miei sensi, aumentando la mia voglia sfrenata ed urgente di sesso….. di cazzo.

Volevo un cazzo e volevo vederlo duro e gonfio di desiderio pronto per entrare dentro di me e riempirmi dappertutto. Desideravo farmi scopare subito dal mio amante, volevo essere la moglie troia pronta a tradire il marito con tutti gli uomini che le piacciono da vera ninfomane sempre infoiata di sesso e mai sazia.

Mentre pensavo a queste cose, avevo abbassato la cerniera dei pantaloni di Franco cercando il suo cazzo che avevo trovato in piena erezione.
Dopo averlo massaggiato dolcemente con la mano lo avevo liberato degli slip e mi ero chinata sul cazzo pulsante perché volevo sentirlo tra le labbra e fino in fondo alla mia gola.
Volevo sentire il sapore della sua carne, che già cominciava a bagnarsi delle prime gocce di piacere, nella mia bocca vogliosa, e il suono dei suoi gemiti di desiderio, che testimoniavano la mia abilità nel succhiargli il cazzo, accrebbero ancora di più la mia voglia di scopare.
Succhiai fino a fargli male…. leccai…. ciucciai come una vacca…… succhiai voracemente le palle gonfie…. la mia lingua salì fino alla punta e la mia bocca vorace lo ingoiò di nuovo fino alla gola.
Sentii il cazzo pulsare…. gonfiarsi… i suoi gemiti mi indicavano che stava per giungere al piacere…. e intensificai il pompino…. e venne….venne tanto….. sentii lo sperma che mi arrivò alla gola….. non ne persi una goccia…. lo succhiai tutto…. lo leccai…. lo pulii così bene che non avrebbe avuto bisogno del bidè.
Avevo voglia di cazzo in fica…..perciò gli dissi che ero libera e che avrei potuto passare tutto il pomeriggio con lui.
Purtroppo lui aveva già un appuntamento con un cliente in un’altra città e sarebbe dovuto quindi andar via non più tardi delle quattro.
<E stasera?> chiesi allora io bruciante di voglia.
<Devo fermarmi a Latina> rispose, nominando, questa città distante circa cento chilometri da casa mia.
<Con quel cliente ne avrò probabilmente per tutto domani>.

Ero uscita con la voglia di andare a letto con lui ed ecco che Franco era impegnato tutto il pomeriggio e tutto il giorno successivo e chissà quando avrei potuto incontrarlo nuovamente.<Perché non vieni tu a Latina?> mi propose lui. <Potremmo cenare insieme e poi andare nel mio albergo>.

L’idea era certamente allettante, ma ancora di più mi eccitava che la sua proposta mi dava l’opportunità di chiamare Gianni per dirgli, alla presenza del mio amante, quello che avevamo deciso. Così presi il telefonino e chiamai mio marito, gli spiegai che avevo deciso di andare a cena a Latina col mio amico e che probabilmente avrei fatto tardi.

Ecco quello che amo di Gianni, lui riesce sempre a trovare il modo di stupirmi ed eccitarmi ancora di più. Infatti, sentendo che dovevo andare a Latina mi disse che se volevo poteva accompagnarmi lui e, sapendo che avevo voglia di poter rimanere col mio amante aggiunse che sarebbe poi tornato a prendermi la mattina successiva.

Naturalmente io accettai con entusiasmo, pensavo già al tragitto in auto con mio marito. All’andata lo avrei eccitato infiammando contemporaneamente anche me stessa, raccontandogli quello che avevo fatto con Franco in macchina e quello che avevo intenzione di fare durante la notte. Al ritorno gli avrei raccontato, nei dettagli più sconci, le mie prestazioni erotiche. Non altrettanto entusiasta era invece Franco. Già a disagio poiché stavo telefonando a mio marito davanti a lui rimase di stucco a sentire che lui mi stava proponendo di accompagnarmi per poi tornare a prendermi la mattina successiva. Era evidente che io sarei andata a letto con lui, e la cosa gli piaceva, ma era altrettanto chiaro che si trattava di un gioco tra me e mio marito di cui lui si sentiva un po’ lo strumento.

Naturalmente non si tirò indietro, il fatto di avere una donna calda facile e disponibile per un’intera notte era una cosa impossibile da rifiutare, ma non capiva il nostro atteggiamento. Me lo disse chiaramente: <Non capisco tuo marito. Io non ti lascerei certamente passare la serata con un altro figuriamoci la notte. No, sarei geloso di te e ti farei restare in casa!>. Non gli risposi, ma tra me e me pensai ancora una volta che avevo fatto benissimo a separarmi con il mio primo marito e mettermi con il mio Gianni! Lui sì che sapeva come rendermi felice!

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