Suocera maiala!


La suocera maiala

Ero a casa da solo, i miei via per le ferie e la mia ragazza Elisa una sera mi invita a cena mi preparo, doccia, barba esco tutto bello profumato e elegante prendo un mazzo di fiori per ringraziare sua madre Arrivo puntuale, suono, e di colpo mi si presenta la madre dinanzi, vestita molto elegantemente, e facendomi accomodare mi spiega che la mia ragazza è dovuta andare in aeroporto a prendere la zia, ma mi prega anche di restare ugualmente per cena, e attendere il ritorno di Elisa.
Ci mettiamo a tavola, e all’antipasto Piera (così si chiama la madre di Elisa) sbadatamente(?) mi rovescia del vino sui pantaloni insiste perché me li tolga subito di modo da poterli lavare io rimango un po’ scettico, ma eseguo lei rimane un po’ li con i pantaloni in mano, poi li appoggia sulla sedia, mi si avvicina e mi da’ un bacio sulla bocca, mentre con la mano destra scende fino al rigonfiamento sui boxer.
Senza che possa aprir bocca la trovo accosciata davanti a me, con la sua bocca spalancata per accogliere il mio membro.
M e lo succhia, me lo lecca come me lo stesse divorando; io ho quasi un mancamento dalla violenza e dall’impeto con il quale mi spompina.
Allora si ferma, si rialza, si slaccia il vestito e rimane completamente nuda; poi si siede sul tavolo, e aprendo le gambe mi prende la testa e se la tira vicina, ordinandomi di leccare tutto per benino!!!
Io penso a Elisa, ma come fare a dire di no a quel popò di donna, a quel profumo inebriante che emana, a quella vagina umida e calda davanti a me?
Inizio a leccarla, sempre più intensamente, sempre più in profondità, la mia lingua accoglie i suoi densi umori, le sue gambe si aprono sempre di più.
Appena prima di giungere all’orgasmo, si alza, mi guarda profondamente negli occhi, si gira e appoggia il suo ventre sulla tavola, mentre le sue mani scivolano fin sulle natiche, con le quali si mette a giocare, palpandosele, aprendole.
Mi invita ad entrarle nella vagina tutto d’un fiato, ed io, quasi come un servo, obbedisco, incontrando ben poca resistenza inizio a muovermi sempre più velocemente, spingendo sempre più in profondità, sento Piera ansimare, dicendo che ne vuole di più, più forte ma subito mi respinge, costringendomi all’abbandono, proprio quando sono in dirittura d’arrivo.
“Lo voglio dentro nel sedere, dammelo adesso, ti voglio!”, mi ordina Piera; sono talmente infoiato che la prendo e la inculo con tutto me stesso, fino all’elsa, cominciando a sbatterla così forte che le mie palle le accarezzano la vagina umida e gocciolante.
Andiamo avanti per un quarto d’ora, poi io non resisto più, e la inondo nel suo punto più profondo, in fondo a quel largo e vorace buchetto; mentre esco, esce anche il mio liquido, che subito è raccolto dalle sue lunghe dita e portato alla sua bocca.
Comincia a leccarsi le mani ed a guardarmi con occhi complici, dicendomi:
“Mia figlia ha una rivale in casa!”.

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