Marta, la madre e la perversione


Il padre di Marta era fuori casa per motivi di lavoro e noi tre potevamo divertirci davvero. Suonai il campanello di casa e mi aprì il padre di Marta. “Ciao Luca. Bada te alle mie due fanciulle stasera!”
“Non si preoccupi. Farò del mio meglio.” Uscì frettolosamente dalla casa.
“Vieni pure tesoro!” Ma questa voce non apparteneva a Marta, la mia ragazza, bensì della madre. Era davvero una donna strana.
“Marta è sotto la doccia. Ci avviciniamo noi due lentamente verso la porta del bagno. Marta era davvero sotto la doccia. Era bellissima. L’acqua cadeva lentamente sul suo corpo nudo e sembrava diventare sempre più bello man mano che il tempo trascorreva. Il suo sedere sodo era accarezzato dall’acqua calda per poi scendere verso il basso sulle sue gambe snelle. Le gocce si posavano sul suo corpo dandole una lucentezza mai provata. C’era nell’aria un’umidità davvero impressionante creando nella stanza una dolce nebbiolina. Marta si gira verso di noi palpandosi e ponendo il suo sguardo verso tette sode e grosse.
“Tanto vi ho visto. Lo so che siete lì a spiarmi.”
“Ci ha scoperti!!!” esclamo alla madre.
“Le piace sentirsi spiata. Solitamente facciamo la doccia insieme mentre mio marito ci spia. Che razza di famiglia. Non sembra però sconvolgere la compattezza della famiglia. Marta intanto si stava insaponando nuovamente tutto il corpo. Era sulle su spalle e stava scendendo verso i suoi seni sodi. Si sofferma lì come volesse giocarci maliziosamente ma non in modo volgare. La mia patta si stava dolcemente gonfiando. Scese poi verso il suo bel pancino per finire sulle sue gambe.
Risale dolcemente e con sensualità fino alle cosce infilando la mano e la spugna tra le stesse. Ora la sua passera era nuovamente coperta di bianco dal doccia schiuma. Stavo spiando la mia ragazza, mentre si insaponava sotto la doccia, in compagnia di sua madre!!! Si passa la spugna tra le sue grandi labbra fino a farla entrare dolcemente dentro. La madre di Marta mi sbottona i bottoni dei pantaloni ed mi tasta con sensualità i miei testicoli e il fallo sopra i boxer. Sono eccitatissimo e lei se ne accorge. Lo vedo dal suo sguardo malizioso che mi sta dicendo tutto senza pronunciare una parola. Sto fantasticando sul suo corpo e su quello della mia ragazza uniti in uno splendido abbraccio mentre io esploro tutto il loro corpo.
“Lo stai facendo eccitare tesoro.” esclama verso la figlioletta.
“A noi piace tanto mentre ci osservano fare l’amore e fotografano il tutto. A Marta la fa venire letteralmente.”
“Tanto ho sentito mia cara” dice la figlia verso la madre. La madre mi mostra le foto della nostra giornata passionale trascorsa portandomi in camera. Mostrano i nostri corpi mentre ci scambiamo dolci effusioni. Marta, intanto, è uscita dalla doccia. La madre mi guarda negli occhi e probabilmente capisce che ardo dal desiderio di asciugare Marta. Corro nella doccia e la vedo che, con le mani vicino ai fianchi guarda la porta del bagno come se mi stesse aspettando con desiderio.
“Ce ne hai messo di tempo per allontanarti da mia madre. Io non ti arrapo come lei?” Vado verso di lei e prendo un asciugamano a caso. Mi metto dietro Marta asciugandole il corpo con delicatezza, come se stessi asciugando una cosa preziosa e fragile. Parto dalle spalle e le accarezzo dolcemente come si farebbe ad un bambino appena nato. E’ bellissimo accarezzare la sua pelle bagnata. Senza farsi scoprire la madre di Marta entra nel bagno mentre scendevo con l’asciugamano verso il suo petto. Sentii due dita tra i miei fianchi e i boxer che lentamente facevano scorrere sul mio corpo i boxer verso il basso. Soppeso le tette di Marta come se fossi una bilancia a due piatti.
Vedo che Marta apprezza il mio movimento. Continuo e con una scusa banalissima lascio cadere l’asciugamano per terra davanti a lei. Marta per istinto si china in avanti e, in quell’istante prendo il mio cazzo tra le mani e lo punto sul suo orifizio.
“Ehi, aspetta un minuto soltanto” Non sento ragioni e, in una frazione di secondo, la mia asta entra nel suo buco facendosi spazio tra le sue pareti. Entrai con una certa facilità dovuta probabilmente all’acqua calda della doccia.
“Ecco cosa faceva mia madre dietro di te. Ti ha slacciato i pantaloni facendoti restare nudo!!! Vigliacchi. Due contro una.” Ora le mie mani nude soppesavano le sue tette con decisione mentre la stantuffavo. Era bellissimo. Scesi sul suo corpo fregandomene dell’asciugamano per terra. Stavo ora passando la mia mano tra le sue gambe. I peli pubici erano ancora bagnati dall’acqua mentre la mia mano e le mie dita cercavano di farsi strada tra le sue grandi labbra trovando infine il suo grilletto. Ora avevo smesso di stantuffarla e soffermavo la mia attenzione solo sulla sua passera.
“Mia madre si sta dando da fare con la macchina” Mi girai e vidi sua madre che immortalava la situazione creatasi tra di noi con la macchina fotografica.
“Venite di la che cominciamo” Andammo tutti in camera dei suoi genitori teatro già ieri di focose emozioni.
“Ora dovrai fotografarci. Non ti preoccupare delle situazioni. Tu scatta e basta.” Vidi la madre che si incappucciava con un passamontagna. Marta intanto si era girata per non vedere la madre. Sapevo che a Marta piacevano le forti emozioni ma non sapevo fino a che punto. La madre gli si mise dietro puntandole un oggetto sulla sua schiena.
“Non muoverti se no ti faccio secca.” Le diede una bandana in mano.
“BENDATI PUTTANA e non ti farò niente di male” Marta si bendò gli occhi legandosi la bandana dietro la nuca.
“Distenditi sul letto e non fare storie” Legò la figlia mentre Marta simulava un pianto davvero convincente. La madre si avvicinò al comodino tirando fuori un oggetto strano. Sembrava una cintura di pelle. Più giusto sarebbe dire che
somigliava ad un pannolino di pelle con due grossi oggetti duri alle due estremità: davanti e dietro. Erano due falli. Si sdraiò sul letto vicino alla figlia per meglio infilarlo.
“Ora alza il bacino puttanella da due soldi o ti farò davvero del male”
“Che cosa vuoi farmi stronza???” “Alzati”
Mise la sua mano tra le gambe della figlia ed entrò dentro prendendo con due dita il suo clitoride.
Le stava provocando un dolore. Si poteva notare dalla sua espressione in viso.
“Va bene, farò tutto quello che vuoi.” Alzò il bacino come voleva la madre e la penetrò dietro con il fallo di dietro. Marta trattenne il fiato per alcuni secondi. I falli brillavano alla luce del sole che filtrava dentro la stanza. Sembravano cosparsi di un liquido. Forse era vaselina per far scivolare meglio i suoi falli dentro la figlia. Ora Marta rilassò il bacino facendolo posare dolcemente sul letto. La madre non era contenta della posizione della figlia tanto che ne approfittò subito per infilare anche l’altro fallo nella passera della figlia. La “cintura” che la madre aveva messo intorno ai fianchi della figlia la stava facendo impazzire letteralmente. Lo si leggeva chiaramente sul suo viso. Io, intanto, fotografavo il tutto. La madre non si fermò a questo punto. Voleva far godere davvero fino in fondo la figlioletta. Cominciò così a toccarle e stringere i suoi capezzoli fino a dolergli. La serata si concluse con un dolce rapporto a tre. Non sapevo che Marta fosse così perversa.
L’autore (Luca): koko@mail.xoom.it
P.S. Non cito volutamente il nome della madre di Marta poiché me lo ha esplicitamente chiesto. Per questo la chiamerò per tutto l’episodio “madre di Marta”.

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