Il portiere della squadra di calcio


Tutto si può dire di Sofia, tranne che sia un’appassionata di calcio, quello giocato s’intende; potete quindi capire il mio stupore quando, qualche tempo fa, in un bel sabato mattina dei primi di marzo, mentre mi accingevo ad uscire di casa per andare in uno dei campi di calcio della zona per assistere ad una delle gare in programma nel fine settimana, mia moglie mi chiese di accompagnarmi. Non potevo ignorare la richiesta anche se mi sarebbe piaciuto, dato che avrei speso tutto il tempo a cercare di farle capire il perché delle azioni e dei falli, senza potermi gustare la partita come piace a me, e quindi, a malincuore le dissi di prepararsi in fretta che era già tardi.
Ma non fu la sola sorpresa della mattina, la seconda, questa molto positiva, fu nel vederla pronta in pochi secondi e vestita in modo da far girare lo sguardo anche ai gay, tanto si era messa in tiro: camicia di seta trasparente su un top aderente di cotone cosi elastico e sottile tanto da lasciar trasparire il suo prosperoso seno, minigonna di pelle a portafoglio, calze autoreggenti velatissime con scarpe a tacco alto. Non potei fare a meno di alzarle la gonna per verificare se e quali mutandine portasse: un mini slip di velato tessuto che se non fosse stato per il rinforzo al centro non avrebbe nulla avrebbe lasciato all’immaginazione di che eventualmente avesse posato lo sguardo tra le sue belle gambe.
Il tutto era completato dal trucco elegante e da uno sguardo di donna vogliosa.
“Non vorrai mica uscire così conciata” le dissi “guarda che andiamo a vedere una partita di calcio mica andiamo in un privè!!”. ” E poi – continuai – si tratta di una partita di formazioni giovanili, under 21, cioè sotto i 21 anni e a te non piacciono i ragazzi!!!”
“Tu non ti preoccupare, perché non ti piaccio?”
“Se è per questo me l’hai fatto già diventare duro! E non so se riuscirò a tenere le mani a posto!”. “lo sai che quando ti vedo cosi vestita, ma soprattutto con quello sguardo da maliarda, mi fai impazzire!”
Indossato un soprabito legato solo alla vita e corto da lasciare le belle gambe bene in vista, siamo usciti da casa mentre le facevo notare lo stridore tra noi due con lei elegantemente e anche un po’ provocantemente vestita ed io in tuta, giaccone e scarpette ginniche.
Durante il breve tragitto che ci separava dal campo di calcio di periferia dove eravamo diretti non potevo fare a meno di toccarla continuamente e sembrava che lei fosse alquanto eccitata sia dalle mie carezze sia dal suo abbigliamento. Fermata l’auto per un rifornimento, mi sono goduto la faccia imbambolata del ragazzo che a momenti, pur di guardare meglio all’interno dell’abitacolo, avrebbe lavato il parabrezza con la lingua, mentre Sofia con noncuranza lasciava le sue belle gambe ben in mostra e con un sorriso beffardo sulla bocca, osservava da dietro le scure lenti degli occhiali, lo sguardo del benzinaio che correva dalle gambe al seno anche questo visibile per il fatto che il soprabito era quasi del tutto aperto. Ma dopo qualche istante, dato che avevo chiesto solo trentamila lire di benzina, anche il ragazzo dovette lasciare quella paradisiaca visione per il più prosaico sguardo su di me che, senza lasciar trasparire nulla del mio eccitato divertimento, mi ero accinto a pagarlo.
Arrivati al campo ci siamo fermati su una piccola tribuna posta sul fondo del rettangolo di gioco appena dietro la porta e mi sono messo guardare la partita che, nel frattempo era cominciata. Dopo qualche minuto durante i quali Sofia mi aveva fatto una decina di domande, molte delle quali cretine per una che mastica di calcio, distraendomi un poco da osservare il gioco, mia moglie, avvicinandosi al mio orecchio, mi sussurra che il portiere pare sia più interessato a lei che alla partita.
“Ci credo! – le dico – ma ti sei vista bene prima di uscire? Quel povero ragazzo dalla posizione in cui si trova, deve godere di uno spettacolo che certamente non è consueto sugli spalti e dato che non è che ha molto da fare….. almeno guarda!”
A dire il vero Sofia non lasciava poi vedere molto, ma le dalle gambe accavallate spuntava fuori la balza delle calze e la visione da dove il portiere si trovava doveva essere eccitante non per la quantità quanto per la qualità e per il posto in cui eravamo.
A questo punto anch’io, reso partecipe di una situazione piccante, comincio a fare la mia parte e, tra un commento e una risposta alle domande strambe fatte sul calcio da Sofia, che divertivano pure il giovane portiere, che poteva ascoltare quando andavamo dicendo, comincio a scambiare qualche commento con il giovane atleta. Questi con la scusa di dovermi rispondere aveva campo libero nel guardare verso Sofia elegantemente e provocantemente seduta a fianco a me.
So bene e da tempo che a Sofia i ragazzi non ispirano pensieri peccaminosi, perciò, non senza un’eccitata curiosità, dopo poco mi sono rivolto a lei sottovoce per chiederle che cosa stava accadendo; lei non risponde ma vedo nei suoi occhi una luce che non conoscevo e che apriva la strada ad un mio desiderio confessatole già da molto tempo e cui lei aveva sempre risposto, e con disgusto, di no: coinvolgere nei nostri giochi un ragazzo giovanissimo anzi, per essere proprio precisi, rendere uomo un inesperto ragazzo facendo di Sofia una ” Nave scuola”.
Da parte mia la cosa mi eccitava da morire dato che ero stato in gioventù circuito da una prosperosa domestica che, allora trentenne, aveva fatto di me, ragazzo appena quindicenne, un uomo. La ricordo ancora oggi a distanza di trent’anni perché non abusò della mia virulenta forza giovanile ma, con molto tatto e delicatezza, mi aprì le porte del piacere, insegnandomi che cosa le donne vogliono e cercano da un’amante dolce e focoso e facendomi capire che loro, le donne, vogliono essere soggetti e non solo oggetti di sesso e di piacere.
In Sofia, e fino a quel momento, avevo invece trovato una donna calda, vogliosa, amante sublime, ma anche una donna dotata di un immenso senso della maternità al punto tale da considerare un ventenne, lei che d’anni ne ha quaranta, quasi un figlio che un potenziale amante. Anche durante le nostre passeggiate, all’incrociare di uno di questi ragazzi, lei aveva quasi un brivido di disgusto se le accennavo che mi sarebbe piaciuto vederla a letto con lui.
Questo situazione era improvvisamente cambiata e io non mi sono lasciato sfuggire l’occasione:         fino alla fine del primo tempo della partita ho continuato a parlare il più possibile con il portiere e nel frattempo lo osservavo. Aveva compiuto diciotto anni, si chiamava Alberto, all’ultimo anno di ragioneria, un metro e ottanta d’altezza, capelli scuri tagliati corti, un bel viso con occhi scuri e vispi, un bel ragazzo insomma proprio come sarebbe piaciuto a me. In breve gli dico, mentendo, di essere un osservatore di un club di serie superiore e che mi sarebbe piaciuto poter parlare con lui. Con una certa emozione ci siamo dati un appuntamento per il giorno successivo e, arrivato il fischio dell’arbitro, lui, sempre guardando le gambe di Sofia, mi ha salutato cordialmente.
Durante l’intervallo della partita, Sofia ed io ci siamo spostati sulle tribuna del campo di calcio e mentre ci dirigevamo verso una zona poco occupata, sentivo lo sguardo compiaciuto e bramoso degli spettatori presenti su di lei, che sembrava contenta di ciò, e nulla faceva per rendere meno evidente quel muoversi con maliziosa grazia che provocava i salaci e pesanti commenti degli uomini sugli spalti.
Dopo esserci seduti un po’ in disparte, non ho potuto fare a meno di chiederle come mai, da un momento all’altro, avesse deciso di provocare un ragazzo cosi giovane; lei con una faccia tosta che non le conoscevo mi ha risposto che non aveva provocato nessuno, solo ad un certo punto, quando si era accorta degli sguardi del ragazzo su di lei, si era sentita improvvisamente mancare quei sentimenti materni che fino allora le avevano sempre impedita di considerare questi baldi ragazzi diciottenni dei possibili oggetti di desiderio. Abbiamo parlato a lungo, praticamente per tutto il secondo tempo della partita, di questa situazione che cominciava a delinearsi e ci siamo trovati d’accordo che non dovevamo in nessun caso provocare uno shock al ragazzo, dato che solo noi eravamo consapevoli del gioco che andavamo ad iniziare.
Il giorno dopo, come d’accordo, io e il giovane Alberto ci siamo incontrati in un discreto bar del centro città per parlare un po’ e, dopo aver a lungo discusso di calcio, motivo ufficiale del nostro incontro, siamo passati ad altri argomenti. Il ragazzo all’inizio era molto emozionato e solo parlando del più e del meno l’ho visto lentamente mettersi a proprio agio, quindi come d’accordo con Sofia, ho portato il discorso sulle donne e sul sesso, dato che ero anch’io curioso di conoscere in che modo i giovani d’oggi, tanto più liberi di quanto non fossi stato io alla loro età, vivessero la loro sessualità. Qui mi è arrivata una sorpresa che non mi aspettavo: Alberto era ancora vergine, non conosceva donna se non quelle che si comprano all’edicola o appaiono il televisione o al cinema e, di conseguenza, la sua unica attività sessuale era la masturbazione e anche questa fatta con parsimonia dato che l’allenatore lo aveva sconsigliato vivamente in vista degli impegni di campionato. Di più, aveva cominciato ad aprirsi, sentendosi sicuro nei miei confronti e dandomi quella fiducia che forse non riusciva a dare nemmeno agli amici, confidandomi che secondo lui era anche troppo veloce nel godere datosi che gli bastavano pochi attimi per eiaculare. Con un certo tono paternalistico, di cui mi stupivo anch’io, ma che doveva essere ben accetto dal ragazzo, gli ho spiegato che forse praticava un po’ troppo poco la situazione per poter parlare di eiaculazione precoce e che doveva darsi da fare con le ragazze, dato che era un tipo proprio niente male. A questo punto mi ha confidato che, se era pur vero che le ragazze lo guardavano con una certa benevolenza, lui purtroppo era irrimediabilmente timido e questo faceva in modo da impedirgli ogni e qualsiasi contatto con le sue coetanee se non quelle canoniche tra compagni di classe…e anche qui la sua timidezza era evidente.
E’ vero che nelle nostre fantasie volevamo un giovane alle prime armi, ma questo mio sembrava troppo, per cui ho pensato bene di iniziare subito la sua educazione sessuale. Gli ho chiesto, dato che si era fatta sera, se avesse voluto accettare un invito per una pizza e ricevutane affermativa risposta, ho telefonato a Sofia chiedendole di prepararsi. Come ho chiamato casa, ho visto Alberto che, di colpo, era diventato rosso in viso e gli ho spiegato che mi sembrava carino portare anche Sofia dato che ormai non si parlava più di calcio tra noi e che forse lei avrebbe potuto dargli qualche buon suggerimento per sbloccarsi di fronte al gentil sesso. Poi sorridendo gli ho chiesto se per caso non gli piacesse Sofia ma lui con una rassicurante sorriso mi aveva risposto che, al contrario Sofia gli piaceva molto e che era rimasto affascinato nel vederla il giorno prima.
“Bravo – gli ho detto compiaciuto – ora si che parli come un vero uomo!”.
Mi sembrava fosse il caso di osare un po’ di più e mentre richiamavo Sofia per avvisarla, gli ho detto che, se per lui andava bene, la pizza l’avremmo mangiata a casa tanto di birra in frigo ne avevo e in questo modo avremmo certamente potuto discorrere con più calma e tranquillità. Diventando ancora più rosso, come se avesse mangiato la foglia – il pivellino! -, rispose di si e quindi ci avviammo a prendere le pizze e poi a casa dove Sofia ci aspettava. Durante il tragitto mi sono eccitato al solo pensiero di come la mia dolce metà ci avrebbe accolto e il mio cazzo non voleva saperne di mettersi comodo per permettermi di guidare con calma.
Arrivati finalmente a casa, suonai per annunciare il nostro arrivo e entrati in casa trovai Sofia che era intenta in cucina a preparare gli aperitivi, ma il primo aperitivo ce l’aveva dato ad entrambi al solo vederla: indossava un pullover aderente con una profonda scollatura che metteva in mostra il suo bel seno, anche troppo costretto in un reggiseno che spingeva in alto e in avanti le sue mammelle che non avevano bisogno di nessun sostegno, una gonna non cortissima ma con un profondo spacco sulla coscia che ad ogni passo lasciava intravedere la balza delle calze a rete che fasciavano le sue belle gambe, poi il tutto si completava con un bel paio di scarpe a tacco alto che la slanciavano facendole mettere in mostra il pronunciamento del suo culetto. Truccata alla perfezione era proprio uno sballo e al ragazzo quasi faceva cadere le pizze per la meraviglia.
Finito l’aperitivo in fretta, abbiamo consumato la pizza con Sofia seduta tra noi che approfittava del tavolo di vetro per mettersi in mostra con raffinata elegante malizia, Alberto non sapeva più dove mettere gli occhi e Sofia con voce calma e suadente cercava di tenere alto il tono della discussione che, com’era logico, verteva sempre e solo sulle donne.
Finita la pizza dato che non erano ancora le nove di sera e che Alberto non aveva problemi d’orario, ci siamo accomodati in salotto e io ho acceso la televisione tanto per vedere qualcosa, nel frattempo Sofia aveva preparato un caffè e nel servirlo poggiando il vassoio sul tavolinetto si era chinata, con studiata noncuranza, dando modo ad Alberto e a me di ammirarle le gambe per poi mettersi a sedere di fronte a noi maschietti e iniziando a mettersi in mostra ora accavallando le gambe, ora accarezzandole, ora passandosi le mani nei capelli e sul seno, come a mettere a posto il pullover, fino a quando il discorso non comincia a scendere sempre più su argomenti intimi e io chiedo ad Alberto se non avesse mai visto un film porno. Alberto, aiutato anche dal liquore che Sofia gli aveva versato per farglielo assaggiare, dato che l’aveva fatto con le sue mani, ammise di si e alla mia domanda di quale tipo di film porno avesse visto mi ha risposto di aver a volte preso a noleggio dei video e che le cose che lo eccitavano di più erano i film con molti pompini.
Sofia nel frattempo aveva spento le luci e lasciate acceso solo un piccolo neon nel mobile bar che dava alla stanza un atmosfera molto intima e calda quindi, come per vedere meglio la televisione si era venuta a sedere sull’ampio divano in mezzo a noi e in modo tale che lo spacco della gonna fosse sul lato di Alberto che non faceva nemmeno più finta di non guardare.
A quel punto con il cuore in gola per l’eccitazione, nel vedere Alberto che non staccava gli occhi dall’ampio spacco della gonna che Sofia aveva lasciato salire fino quasi al bacino e mostrando così, non solo la balza delle calze, ma ormai tutta la gamba, ho chiesto al ragazzo se Sofia gli piacesse e quanto gli piacesse.
Alberto con una grazia che non gli conoscevo: “Devo essere sincero adesso, a me la signora Sofia piace molto e dirò di più sono felice per te Andrea che ogni mattina ti svegli con a fianco una così bella donna!”
Ero felice della sua risposta e Sofia aveva ormai gli occhi lucidi per l’eccitazione, anche gli ultimi dubbi sul fatto di giocare con uno che considerava quasi un bambino erano scomparsi, e a quel punto dissi ad Alberto che, se mi prometteva di non parlare in giro, gli avrei fatto vedere un video dove si esibiva una maestra del pompino. Alberto rispose che non avrebbe parlato nemmeno sotto tortura e io mi alzai per accendere il videoregistratore e inserita un cassetta, tornai al mio posto a fianco di Sofia e feci partire la registrazione.
Era un nostro video girato qualche anno prima, il giorno di un nevoso carnevale, che ci aveva impedito di andare in giro, perciò lo dedicammo a fare il video che ora iniziava sullo schermo.
Alberto aveva gli occhi sbarrati per l’eccitazione subito salita alle stelle nel riconoscere in Sofia la signora che con un’eccitante guêpiere nera, calze a rete e scarpe con il tacco a spillo, si dilettava ad accarezzare il sottoscritto a lungo sopra i boxer rossi prima di far saltar fuori il mio cazzo eccitatissimo. Mentre le carezze si susseguivano sullo schermo, Sofia appoggiata a me che le cingevo la vita, lasciava sempre più socchiuse le gambe di fronte al ragazzo che ora non sapeva più dove guardare per prima e meglio. I suoi occhi vagavano dallo schermo, dove le mani di Sofia erano sul punto di tirar fuori dei boxer il mio cazzo, alle gambe di lei ormai aperte e che solo la fioca luce che ci circondava non permetteva altro che intravedere il nero pizzo degli slip, sicuramente bagnati di mia moglie.
Non appena sul video le dolci labbra cominciarono a baciare l’eccitato mio cazzo, Sofia guardando il ragazzo prese ad accarezzarlo su una coscia e arrivata alla sua mano che questi teneva sulla gamba per dissimulare l’eccitazione, se la porta delicatamente ma con fermezza sulla propria, lasciando fare all’inesperto ragazzo.
Mentre le dita del ragazzo, ancora con molto timore, appena si muovevano sulla coscia di Sofia che aveva chiuso gli occhi per meglio assaporare la sensazione, io lentamente le avevo tirato fuori un capezzolo e lo torturavo fra l’indice e il pollice. Intanto sullo schermo Sofia con maestria ingoiava, baciava e leccava sempre più.
Passati pochi attimi, la sua mano torna sulla gamba del ragazzo che intanto aveva mosso la sua e era arrivato ad accarezzare l’interno della coscia di mia moglie, ma non aveva ancora il coraggio di salire più in alto, e, lentamente era salita delicatamente fino sulla patta dei pantaloni che con molto suo compiacimento aveva trovato gonfia e dura. Tale era la tensione di Alberto che, alla prima stretta per meglio assaporare il giovane membro, lanciato un forte sospiro si accasciava dopo aver goduto copiosamente nei pantaloni. Dopo qualche attimo, infatti, Sofia sentiva l’umido tepore della sborra sulla sua mano e poteva vedere la chiazza che si stava formando.
Con molta dolcezza avvicina il suo volto a quello del ragazzo e dolcemente lo bacia sulle labbra, poi guardandolo negli occhi lo rassicura di non preoccuparsi per quello che è successo. Il ragazzo si sente un po’ rinfrancato e fa per chiede scusa ma Sofia con dolcezza gli dice che se lui vuole noi saremmo felici di continuare questo bel gioco con lui fino a fargli provare le più dolci sensazioni di godimento sessuale.
Alberto sorride e risponde che sarebbe stato meraviglioso per lui.
Sono ormai le undici di sera e Alberto, anche se a malincuore, deve tornare a casa. Lo accompagno alla porta dopo che Sofia lo ha salutato con un nuovo bacio sulle labbra e poi scendo con lui fino al parcheggio. Gli stringo la mano e lo saluto ricordandogli la promessa fattaci. Sarà nostro immensa gioia portarlo con noi per fargli conoscere il mondo del piacere fino a quando lui vorrà. Sale in macchina con ancora ben visibile la chiazza sui pantaloni e io gli prometto che non sarà più così perché Sofia sarà la sua insegnate fino a farlo diventare uomo. Salgo di nuovo a casa e trovo Sofia appoggiata sul tavolo del salotto con le mutandine alle caviglie, le gambe larghe e il suo bel sedere in bella mostra: “Caro adesso però inculami fino a farmi morire di godimento”. Nemmeno ho il tempo di spogliarmi che le sono dietro e con facilità la penetro sodomizzandola a lungo e facendola godere intensamente fino a riempirle l’intestino con la mia calda sborra.
Alberto tornerà presto in mezzo a noi e godremo molto della sua compagnia.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...