Lo schiavo


Era un pomeriggio d’estate, io lavoravo in un ristorante già da un mese avevo allora 18 anni, un locale carino la sera si lavorava poco tranne il sabato. Era giovedì ed io avevo finito di apparecchiare i tavoli, vidi Giusi una ragazza che lavorava con me abbastanza grande (32 anni) che scendeva dalla sua macchina e mi salutava, avevo un’attrazione per lei non era molto carina e neanche tanto intelligente ma la sentivo più grande ed esperta cosi alle volte mi eccitavo guardandola. Aveva un bel corpo con poca pancetta, due belle tette che alle volte mi faceva gentilmente intravedere, un bel sedere e delle ottime gambe, che metteva in mostra con dei strettissimi jeans neri che portava comunemente, di sopra portava un body anch’esso nero che nella serata copriva con una camicetta bianca da cucina, portava un bel paio di scarpe aperte che facevano vedere i bellissimi piedi che però avevano il dito pollice troppo esteso. Ogni volta che gli guardavo il piede avevo una stranissima sensazione di piacere
“Angelo prendimi questo, Angelo prendimi quello ” mi diceva e io lo facevo anche se certe volte ero davvero stanco, “grazie caro” mi diceva certe volte, alle volte parlavamo svariate ore aspettando che venisse qualche cliente, e fu una di quelle volte che si introdusse il discorso del sesso.
Angelo sei vergine? Mi chiese lei Di punto in bianco un po’ imbarazzato risposi di si, eravamo in cucine e lei si sedette nel tavolone centrale mi accorsi che il discorso gli piaceva e continuò chiedendomi come mai un bel ragazzo come me non aveva mai avuto un’occasione io imbarazzato non seppi rispondere, rimasi in silenzio per qualche secondo poi ruppi il ghiaccio chiedendogli:
” raccontami di te invece?” per niente imbarazzata lei mi rispose
” I mie rapporti sono sempre stati del tutto particolari”, le chiesi spiegazioni e mi rispose se conoscevo il sadomaso spiegandomi poi che lei era una dominatrice, e che gli piaceva sottomettere gli uomini, sentirli in suo potere.
Quella donna abbastanza magra, biondina, di una certa età, era ora davvero provocante a gambe aperte, mi fece immaginare cosa ci fosse sotto quei stupendi pantaloni neri, appoggiava le sue scarpe contenenti i meravigliosi piedi sul tavolo, dove ero seduto io ed ebbi la terribile sensazione di piacere che mi aveva assillato altre volte. Li guardai intensamente poi mi sentii dire:
“leccali mio schiavo” senza pensarci mi chinai ed iniziai a baciarli sentivo il mio pene rizzarsi sempre di più:
“Tu sei il mio schiavo e devi ubbidirmi servirmi a mio piacere non potrai fare niente senza il mio permesso, e non hai neanche il diritto di parlare…”
“si mia padrona” risposi io interrompendola, “merda, chi ti a detto di parlare” mi disse mollandomi un ceffone “devi solo leccare toglimi le scarpe e lecca”
Gli tolsi le scarpe e sentii il poco odore che facevano i suoi piedi, li leccai con gentilezza ansimando per il piacere che provavo leccami le dita per bene mi disse lo feci succhiando dito per dito
“hai pulito bene oc, adesso l’altro” gli tolsi delicatamente la scarpa con i denti poi succhiai pulii per bene “basta cosi stasera verrai a casa mia a servirmi rimarrai lì finche non deciderò io va bene”.
“Si mia padrona io sono il tuo schiavo fai di me quello che vuoi”
Andammo a casa sua in macchina, la serata era splendida e l’atmosfera ancora di più arrivammo a casa a notte inoltrata lei mi disse subito di spogliarmi lo feci, mi diede due bei ceffoni senza motivo donandomi un bel collare da cani, mi mise una catena e mi trascino nella sua camera dove si spoglio anche lei, era bellissima cosi tutta nuda non potei trattenere il mio pene che fremeva voglioso
“ti ecciti vero merda” mi aveva detto che il mio nome da ora in poi sarebbe stato quello
“ti voglio sempre cosi mi disse attaccandomi al cazzo un bel collarino sta attendo a non farlo cadere merda” mi rinfaccio poi si mise sopra di me e mi ordino di portarla nella sua camera.
“Merda io vado a letto tu devi stare qui accucciato va bene” e mi alzo il viso, chino verso terra, col suo bellissimo piede.
Il mio primo giorno da schiavo fu eccezionale, la mia padrona si alzo di buon ora e mi sveglio con un forte calcio sul ventre
“schiavo lavavi i piedi cosa aspetti” feci per parlare ma mi ritrovai il suo piede tra le labbra lo leccai con amore meglio della sera precedente, si sedette nel letto e allargo le gambe dicendomi di fargli il bidè quando mi avvicinai mi piscio in faccia scoppiando dalle risate poi mi fece pulire a terra mi lego e se ne andò.

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