Lingerie


Finalmente all’età di 28 anni ero riuscito a diventare un rappresentante di biancheria intima part-time, dato che il mio vero lavoro non mi consentiva un impiego a tempo pieno, non per incrementare i miei introiti ma solo per poter avvicinare donne piacenti.
Un sabato mattina, mentre giravo in macchina con la valigetta dei campioni ed il catalogo di cui la ditta produttrice mi aveva fornito, rimasi colpito da una splendida donna che stava osservando con attenzione la vetrina di un negozio di biancheria intima. Parcheggiata l’auto alla bene e meglio, fregandomene del divieto di sosta, scesi velocemente (senza però dimenticare il mio armamentario) ed a passi veloci, percorrendo il lato opposto del marciapiede, superai la donna attraversando la strada per poi andarle incontro a passo normale e disinvolto.
Quando mi fu di fronte la fermai e le chiesi
“Signora, mi scusi, potrei avere un attimo della sua attenzione?”
“Sono un rappresentante di intimo femminile e vorrei mostrarle il mio campionario”.
Mi guardò un attimo e mi rispose
“Guardi ora non ho proprio il tempo e poi come si fa in mezzo a una strada.”
“Ha ragione, le lascio comunque il mio biglietto da visita in caso un’altra volta trovasse il tempo.”
La donna lo prese e lo infilò sbadatamente nella sua borsetta. Mi avviai deluso verso l’auto convinto però di aver fatto del mio meglio.
Quasi due ore dopo il mio telefonino trillò e non credetti alle mie orecchie quando riconobbi la voce della donna che avevo fermato poco prima.
“Si ricorda di me? Mi ha lasciato un suo biglietto da visita verso le dieci. Volevo sapere se fa anche rappresentanza a domicilio, perché, sa, dovrei proprio comprare qualcosa a livello di lingerie e sarei lieta di visionare i suoi prodotti.”
Acconsentii entusiasta e mi recai presso l’indirizzo che mi aveva dato.
Mi aprì la porta e mi invitò ad entrare con un bel sorriso.
“Mi scusi se prima l’ho liquidata in fretta ma avevo dei giri da fare! Mi chiamo Francesca e la prego si accomodi.” – “Non si preoccupi e mia di pure del tu” “Va bene purché lo faccia anche tu!”
Cominciai a mostrarle il catalogo partendo dalla sezione dedicata ai body, per poi passare alle guepiere, perizomi, autoreggenti e così discorrendo.
“Se vuole ho anche qualcosa da farle provare” le dissi tirando fuori un completino di pizzo bianco con perizoma, reggiseno, reggicalze e calze bianche.
“Sai questo tipo di biancheria, soprattutto il perizoma, non mi sembra adatto ad una donna di 43 anni!”
Colsi la palla al balzo per esternarle in maniera velata (tanto per restare in tema) la mia attrazione nei suoi confronti.
“A parte che dimostri dieci anni di meno” non mentivo perché Francesca era realmente una splendida donna e le piccole rughe che aveva sul volto non facevano che accrescere la sua femminilità ed il suo sex appeal
“e poi sono convinto che con il fisico che hai tutto ti starebbe a pennello” – “Tu mi lusinghi e comunque non proprio tutto mi starebbe, in quanto questo reggiseno è una 3^ misura ed io porto la 5^..”.
Avevo notato subito che Francesca aveva un busto da maggiorata però non avevo badato alla taglia e così rimasi spiazzato quando mi resi conto che avevo solo reggiseni al massimo di una 4^ misura.
Non mi persi d’animo e già eccitato al pensiero proposi
“Prova ad indossare questo anche se è di una misura più piccolo che secondo me ne gioverà l’estetica!”. Forse ero stato un po’ troppo audace ma lei, dopo avermi guardato per un attimo con sguardo severo, accettò e si diresse in camera sua.
Ero tremendamente in tiro quando presi coraggio e le dissi da una stanza all’altra
“Lo vuoi un parere da esperto del settore?” – “Esperto di donne o lingerie?” rispose maliziosamente.
“Sarò un immodesto ma ritengo di cavarmela in entrambi i campi!”
“Allora entra pure!”
Entrai e non so come mi trattenni dal saltarle subito addosso.
“Sai, se mio marito mi vedesse con questa mise gli prenderebbe un colpo.” -“A me è già venuto” dissi senza rendermene conto.
“Però sai che questo reggiseno mi stringe parecchio!” Ne ero certo dato che le sue tette erano veramente grosse e dal pizzo bianco si intravedeva un capezzolo largo e duro.
“Vediamo se posso fare qualcosa” dissi sistemandomi alle sue spalle.
Appena mi avvicinai si schiacciò con la schiena e le sue magnifiche chiappe (che ammiravo in tutto il loro splendore dato che le avevo dato un perizoma invisibile) strusciandosi contro il mio cazzo.
“Mi sta veramente bene questa biancheria?” Non risposi ma le infilai una mano nelle mutandine, dai bordi delle quali fuoriuscivano peli foltissimi. Cominciai a lavorarle con le dita la figa mentre lei, slacciatomi in pantaloni, cominciava a toccarmi il cazzo sbattendoselo sulle chiappe.
In un attimo la sdraiai sul letto matrimoniale e dopo averle allargato le gambe in modo osceno la lasciai con indosso solamente le calze ed il reggicalze. Leccai avidamente la sua fica pelosa mentre con le mani passavo velocemente dalle tette, alle cosce ed al culo.
“Voglio che mi scopi, perché sono una vera puttana e tu questo lo sai vero? Lo hai subito capito che sono una troia ! Lo sai che mi piace farmi fottere nel letto dove dormo con mio marito! Lo sai è vero?!!”
“Si che lo so che sei una troia” intanto glielo avevo infilato nella fica e la sbattevo energicamente, provocando ad ogni colpo il gran ballonzolare dei suoi grandi seni che, liberi dal reggiseno, mi apparivano nella loro piena magnificenza.
Inondai la su fica di sborra e quando tirai fuori il cazzo ancora in tiro lo vidi pieno dei suoi umori.
“Inculami mio giovane stallone, ti prego!” Non me lo lascia ripetere e dopo averle lubrificato il buchino con la saliva glielo infilai piano piano per poi aumentare il ritmo, al quale, allo stesso tempo aumentavano i suoi gemiti ed i suoi lamenti di troia goduriosa.
Dopo un po’ la sdraiai sul letto ed, alzatomi in piedi, le appoggiai il cazzo di taglio tra le labbra facendolo scorrere avanti ed indietro. L e sue palpebre a mezz’asta mi dicevano che era al massimo della goduria.
La feci inginocchiare e cominciai a usare il cazzo come un manganello per colpirle con delicatezza il viso ed i seni.
Mi strinse le tette con le mani attorno al cazzo e cominciò una lunga spagnola che durò per almeno venti minuti.
Venni per una seconda volta riempendole i seni che cominciò a leccarsi da sola.
Esaurita la nostra furia sessuale facemmo insieme una doccia, durante la quale fummo prodighi di teneri abbracci, delicate carezze e piccoli baci.
Una volta rivestitomi le dissi
“Sei veramente una donna fantastica, voglio regalarti questo completo che potrai indossare quando la prossima volta tornerò a farti vedere degli altri articoli, oltre al mio che conosci già bene..”
“Ti aspetterò con ansia, prendi il mio numero di cellulare e chiamami solo di mattina, capito amore mio?”
“Non ti preoccupare”.
La salutai baciandola profondamente con una mano sopra i seni.

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