Qualche giorno di vacanza


Dopo tanto tempo i nostri amici, Carlo e Bruna, sono venuti a cena a casa nostra, siamo stati benissimo, abbiamo parlato di un sacco di cose, abbiamo addirittura bevuto molto.
I nostri mariti ci hanno fatto uno spogliarello, poi tardissimo siamo andati a letto, ognuno col suo legittimo consorte, ma il giorno dopo abbiamo deciso di passare una settimana di vacanza assieme.
Non proprio assieme, io con il marito di Bruna e Bruna con mio marito, abbiamo impiegato un po’ di tempo per riuscire a conciliare 4 lavori ma alla fine ci siamo riusciti, per me è una cosa stranissima partire con un uomo che non è mio marito, ma la cosa era estremamente eccitante, siamo andati in una città d’arte, chiaramente avevamo un albergo fuori porta per non penalizzare troppo le nostre finanze, ma è stato bello lo stesso. I primi giorni con Carlo sono passati nella spensieratezza più assoluta, ogni volta che mi capitava di presentare Carlo come mio marito sentivo il mio corpo fremere, mi procurava una strana sensazione presentare Carlo come mio marito.
Dopo qualche giorno avevamo deciso di andare in un priveè ci siamo informati e ne abbiamo trovato uno che sembrava molto carino, si accedeva solo per appuntamento, intanto mio marito (quello vero) si divertiva con Bruna a 400 km da me, per la verità mi è capitato molto di rado di pensare a loro.
Poi una sera è successo il fattaccio; eravamo andati a letto presto, stanchi di girare per la città, li nella nostra camera abbiamo fatto l’amore, niente di eccezionale ma l’amore fatto per bene, senza limiti e senza remore, io sono andata in bagno a rinfrescarmi, ed ho impiegato un po’ di tempo, forse troppo, quando sono uscita dal bagno Carlo dormiva, dormiva sonoramente, io non avevo sonno e nonostante l’aria non più estiva sono uscita fuori al terrazzo a prendere una boccata di aria, indossavo per l’occasione l’accappatoio del bagno sopra un pigiama corto, sono uscita sul terrazzino della nostra camera, nonostante io non sia una fumatrice, avrei gradito una sigaretta, un modo per passare un po’ di tempo insomma, appena uscita ho visto che sul terrazzino a fianco c’era un uomo che come me se ne stava tutto solo, e’ stato naturale cominciare a scambiare qualche parola, anche perché ci eravamo visti a colazione quella mattina, e forse anche la mattina precedente, cosi una parola tira l’altra e sono stata invitata a bere un bicchiere di vino, ho fatto un po’ la ritrosa adducendo mio marito che dormiva, ma mi son lasciata convincere, passando per la camera ho impiegato giusto 5 secondi per togliere il pigiama ed indossare calze e giarrettiere, lui era gia fuori nel corridoio che mi aspettava, siamo scesi nella hall a prendere la bottiglia di vino, ormai l’albergo era vuoto, c’era solo il portiere di notte, una bella ragazza sui 30 anni, che ci ha dato la bottiglia di vino e due bicchieri, e ci ha anche guardato in modo strano, si era accorta sicuramente che eravamo clandestini, nel senso che non era certo mio marito la persona che mi accompagnava, ci siamo seduti su delle poltroncine ed abbiamo aperto la nostra bottiglia, si e’ aperto anche il mio accappatoio, ho visto Lui che sobbalzava alla vista del mio reggicalze, siamo andati via, in ascensore sono stata baciata, ho aderito al suo corpo, avevo una voglia pazzesca di qualcosa in più di un bacio, ma non avevo idea di come fare, di dove trovare un posticino adatto allo scopo, per fortuna Lui si è dimostrato molto intraprendente, siamo saliti all’ultimo piano, poi abbiamo continuato a salire, e li nelle scale abbiamo dato sfogo ai nostri istinti, in piedi stretta al muro, come quando da ragazzini ci scambiavamo le prime effusioni nei giardini o in vicoletti bui, ho goduto come una pazza, ormai ero partita, se mi chiedeva di fare l’amore in strada ci sarei andata senza profferire verbo, anche se io avevo goduto mi è dispiaciuto quando ha goduto Lui, ci siamo risistemati alla meglio e poi ci siamo seduti sulle scale a bere la famosa bottiglia, erano le tre ormai e cominciavo ad avere sonno, anche Lui aveva sonno, ma io più che sonno avevo voglia una voglia matta di essere trattata da troia, di sfrenarmi più che scopare, Lui ha detto che voleva andare via, non voleva che si svegliasse mio marito (io quasi volevo dirgli che mio marito(!) lo avrei svegliato io appena andata in camera e gli avrei raccontato tutto), non volevo andare via, volevo essere di nuovo scopata, li in piedi sulle scale, allora ho detto:
“Non voglio andare via, voglio essere di nuovo scopata, ti va di farmi il culetto?” mica ha detto di no, mi ha rimesso una mano tra le gambe, un dito è scivolato nella mia fessurina ormai ridotta a brandelli, la sua mano scivolava sempre più in basso alla ricerca del mio culetto, gli ho confessato le mie paure, non volevo prenderlo cosi nel culetto, volevo un po’ di burro, magari un po’ di crema, Lui ha detto che non sapeva
dove prenderla, io allora ho dato fuoco alla mia troiaggine, l’ho preso per mano e siamo scesi giù nella hall, il portiere (la ragazza di cui parlavo prima) era intenta a leggere un giornale, mi sono avvicinata, mentre Lui era rimasto, su mia richiesta vicino all’ascensore, la ragazza ha smesso di leggere, mi ha guardata con occhi stralunati, e quando mi sono avvicinata, non sapeva che dire, allora ho preso il coraggio a 4 mani e gli ho chiesto del burro perché il mio amico voleva farmi un servizietto, ed io avevo paura cosi senza aiuto, la ragazza non si e’ scomposta più di tanto, si è allontanata per qualche secondo e poi è ricomparsa con quello che gli avevo chiesto, poi è stata lei che si è fatta avanti chiedendomi se la persona che mi aspettava all’ascensore fosse mio marito, gli ho detto di no che era il nostro vicino di camera e che mio marito dormiva, come dormiva la moglie del mio occasionale amante, allora lei mi ha chiesto dove saremmo andati a consumare il burro, gli ho detto che gia avevamo utilizzato le scale, e che avevamo intenzione di usarle di nuovo, lei ha detto che doveva essere scomodo farmi inculare sulle scale e che sarebbe stato meglio un letto, ho detto che mica potevo buttare fuori mio marito per usare il letto con un altro, allora lei mi ha dato una chiave e mi ha detto che quella camera era vuota e che potevo farmi inculare su un letto se volevo, ho preso la chiave ed ho ringraziato, per strada ho raccontato la nostra discussione a Lui e gli ho chiesto se voleva farmi sulle scale o sul letto, Lui ha detto che dovevo scegliere io, ho optato per il letto, siamo entrati nella camera, non ho detto una parola mi sono spogliata e messa alla pecorina, mi sono imburrata da sola, ed ho atteso, non ho dovuto attendere molto, mi son sentita aprire subito, mordevo il cuscino per non gridare, quando ho sentito riempirmi li liquido caldo sono esplosa come una fontana.
Siamo andati via Lui voleva il mio numero di telefonino, gli ho detto di no, sono rientrata nella camera Carlo dormiva ancora, chissà se si era accorto di nulla.
Ci siamo svegliati ed allora gli ho raccontato tutto, Carlo ha cominciato a baciarmi ed accarezzarmi e mi spiegava quanto sono troia, come se non lo sapessi.
Poi a pranzo, nell’albergo abbiamo cominciato un gioco, lui doveva scoprire chi mi aveva scopata mentre dormiva, non lo ha scoperto.
Nel pomeriggio siamo andati a prenotarci per il priveè, eravamo in macchina, Carlo guidava ed io facevo da navigatore con una cartina in mano, eravamo quasi arrivati quando Carlo mi ha chiesto di togliermi le mutandine, e mi ha fatto promettere che avrei fatto la civetta già adesso che andavamo a prenotarci.
Siamo stati accolti con molta gentilezza e fatti accomodare in uno studiolo, dove un signore ci spiegava che per quella sera non potevano ospitarci perché ormai avevano prenotato tutto, sicuramente lo diceva solo per darsi delle arie.
Ho chiesto al tipo se per caso andavamo via io e mio marito e ritornavo da sola potevo avere la possibilità che ci inserisse nelle prenotazioni, lui ha detto che forse poteva vedere, doveva controllare bene etc etc.
A questo punto senza dire una parola mi sono alzata dalla sedia, mi sono spostata dall’altro lato della scrivania dove stava lui e mi sono inginocchiata, dandomi da fare, mi ha messo le mani sulla testa, ha cominciato a spingere, gli ho fatto capire che non volevo essere spinta, mi sono alzata con la faccia imbrattata, Carlo ha preso dalla mia borsa dei fazzoletti di carta e me li ha porti.
Ci ha fatto la prenotazione per la sera stessa.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...