Amo le donne

Amo le donne e il fare sesso con loro più d’ogni altra cosa al mondo, con loro ho provato le più belle esperienze della mia vita. Ho masturbato e sono stato masturbato, ho scopato e sono stato scopato, ma la cosa che mi piace di più è leccare la fica.
Ogni fica che ho leccato è impressa nella mia mente, ma quello che mi fatto godere più d’ogni altra cosa al mondo, sono state quelle troie che mentre venivano leccate nella fregna mi hanno pisciato in bocca.
E più io leccavo, più loro pisciavano godendo, e più loro pisciavano, più il mio cazzo eruttava fiumi di sborra.
Quello che però voglio raccontarvi oggi è come è iniziata questa mia passione particolare.
Una sera in chat ho incontrato Katia, una ragazza della mia stessa città. Da quell’incontro nacque una nuova amicizia.
Io e Katia scoprimmo di avere molti hobby in comune, ma soprattutto un carattere molto simile che ci portava spesso a metterci in competizione.
Fu così che un giorno decidemmo di fare una partita a tennis per vedere chi dei due era più bravo in questo sport.
Katia che come sempre voleva vincere, volle a tutti i costi mettere in palio qualcosa per quel match.
La puttana lo faceva perché era sicura della vittoria, visto che fino all’anno prima aveva preso lezioni di tennis ottenendo anche discreti risultati. La troia però a me non l’aveva mai detto.
Fu cosi che mi allettò con una scommessa molto ma molto particolare: chi perdeva la partita sarebbe stato a completa disposizione dell’altro per un’intera settimana.
Quando mi disse della sua idea di scommettere sulla partita io pensai che quella era l’occasione per ricavare qualche vantaggio personale dall’avere a propria disposizione per una settimana i servigi di una splendida ragazza quale era Katia.
Ah scusate dimenticavo ma non ve l’ho ancora descritta.
Katia era una splendida ventiduenne alta 1,70 con una deliziosa terza di seno due splendide gambe che quando indossava la mini facevo fatica a non rimanere incantato a guardare. Ah si! I capelli erano mori, ma a lei piaceva tingerli con l’henne.
Vi lascio immaginare che spettacolo che era questa falsa rossa.
Tornando al racconto, io pensai che se fossi stato abbastanza abile a lavorare sui termini della scommessa avrei potuto dare una sbirciatina al suo splendido corpo.
Fu così che iniziai a chiederle cosa intendesse per “essere a completa disposizione”. Lei all’inizio mi disse che voleva avere un accompagnatore che la portasse fuori tutte le sere.
Io rilanciai dicendo che io invece le avrei chiesto di dare almeno un’occhiata alle sue tette.
Rise e mi disse: “” Sei un porco!””
“”Questo modificherà un po’ i termini del nostro accordo.””
“” Come?”” dissi io guardandola sorridere
“” Certo tu sei un maschio, e io sono consapevole degli effetti che il mio bel corpicino provoca su voi allupati cronici, ma se tu vuoi vedermi le tette allora devi accettare il rischio pagarmi il cinema o la disco per un settimana.””
“” E se ti pagassi anche la pizza per tre di quelle sere?””
Lei sorrise e con voce un po’ più provocante: “”allora vorrà dire che potrai vedermi anche senza la mini visto che le mie gambe sembrano essere l’oggetto dei tuoi desideri.””
L’ambiente si stava riscaldando e le birre che stavamo sorseggiando seduti al tavolo del pub contribuivano certamente a elettrizzare l’atmosfera.
“”Non credere che non mi faccia piacere, anzi mi lusingano queste tue attenzioni particolari””,
riprese lei con voce roca guardandomi fisso negli occhi.
La mia eccitazione stava salendo e il mio cazzo cominciava a stare stretto nei jeans, cosi le chiesi se era possibile invece vederla completamente nuda
“”mah…….””
“”devo pensare che tu ti sia fatto non so quante seghe pensando a me visto che sei così fissato!”” disse lei.
In effetti da quando ci eravamo conosciuti avevo trascorso più di qualche pomeriggio a fantasticare sul sesso sfrenato che mi sarebbe piaciuto fare insieme a Katia e immancabilmente finivo col masturbarmi sdraiato nudo sul mio letto. Pensavo a lei che me lo prendeva in bocca, alla sua fica calda bagnata e bollente, alle sue tette sode e ai suoi capezzoli turgidi.
Pensavo a come sarebbe stato bello leccargliela fino a farla urlare in preda all’orgasmo.
E immancabilmente me ne venivo imbiancando tutti i miei boxer.
Preso dall’eccitazione le risposi, “”si , in effetti sei stata causa di qualche sborrata””.
Io stesso mi sorpresi per l’audacia di quella mia affermazione, ma allo stesso tempo pensai che se eravamo arrivati fino al punto di parlare della mia attività di auto erotismo, potevo spingermi anche oltre.
Così rilanciai dicendo “”guarda che visto che si parla di masturbazione, mi piacerebbe vederti nuda mentre ti tocchi!””, e mentre lo dicevo la mia mente fantasticava sulla sua manina che accarezzava la fica e il suo dito che entrava e usciva dalla stretta apertura.
I suoi peli scuri bagnati dai suoi umori, la sua faccia sognante in preda all’orgasmo.
Katia arrossì.
Io non sapevo se il suo rossore era dovuto all’eccitazione o alla rabbia per la mia sfrontatezza.
Temevo che la seconda ipotesi fosse la più veritiera.
Katia invece si stava eccitando, i suoi slip erano baganti.
Senza farsi vedere mise un dito sulla sua passerina e provò un brivido d’eccitazione.
Si sentiva porca e desiderata, un mix di sensazioni che fa andare su di giri molte donne.
Fu così che mi rispose “” Però tu me la devi leccare””
Io rimasi inebetito e scioccato da quella risposta, pensavo stesse scherzando.
Lei invece come mi confesso un giorno, in quel momento si sentiva come la più lasciva delle puttane.
Senza darmi il tempo di rispondere, mi mise il piede che aveva liberato dalla morsa dei sandali sulla patta dei Jeans, e cercò di tastare lo strumento di ogni piacere femminile.
Sentendo il mio cazzo così prepotentemente eretto quasi ebbe un orgasmo e con voce calda e sensuale mi disse
“”Usciamo!””
La sua macchina era parcheggiata non lontana dal pub, il parcheggio a quell’ora era deserto e per nulla frequentato.
Io allora presi l’iniziativa e le diedi un bacio sulla bocca infilandole la lingua fino in gola, lei lascivamente mi incoraggiò cercando con la mano il mio durissimo grimaldello.
La presi e la riversai sul cofano della sua Golf GT , poi incominciai ad insinuare la mia mano nella camicetta scodellandole le tette dalle coppe del suo reggiseno.
I suoi capezzoli erano turgidi ed eretti, il suo respiro affannoso.
Incomincio a leccarmi l’orecchio con la punta della lingua, poi si tirò un po’ più su cercando di poggiare anche i piedi sul cofano per tenere le ginocchia alte e le gambe aperte. Così facendo la sua corta gonna risalì lasciando in bell’evidenza il suo tanga nero.
“”Senti come sono bagnata li in mezzo”” mi disse
Io appoggiai la mia mano e trovai un lago caldo di umori, la sua fica scottava e i sui slip erano fradici.
Glieli tolsi e scopri una fica perfettamente depilata, con un unico ciuffetto nero sul pube.
Le infilai due dita dentro come se niente fosse, intanto le mordevo un capezzolo.
Lei sollevando la testa mi disse:
“”Ti prego leccamela””
Io non me lo feci ripetere due volte e subito affondai la mia lingua in quello che per me era il paradiso. Incominciai a succhiarle il clitoride e a penetrala con la lingua. Il suo miele aveva un profumo di vaniglia, il gusto del suo bagnoschiuma preferito.
Le apri le grandi labbra e mi ci infilai anche con il mento, poi presi a leccarla fino al buco del culo.
Lei ansimava e godeva e ad un certo punto mi serrò la testa tra le gambe spingendomi con tutte e due le mani verso il centro del suo piacere.
Venne schizzandomi in faccia tutti i suoi dolci umori e gridando:
“”Siiiiiii…..””
“”Sono la tua puttana, sono la tua troia!””
“”Lecca la fica di un troia, mangiamela””
Non appena mi liberò dalla stretta morsa delle sue splendide gambe, io incominciai a baciarla infilandole prepotentemente la lingua in bocca.
Katia intanto cercava di masturbarmi con i piedi da sopra i jeans.
Il mio cazzo reclamava di essere liberato e lei ne era consapevole.
Eccitata dal sapore stesso dei suoi umori che stava gustando impressi sulla mia bocca mi disse che voleva essere inculata.
Io che non avevo mai praticato prima con nessuna il sesso anale avevo qualche titubanza.
“”Non ti preoccupare, io sono già allenata”” mi disse maliziosamente.
“”E poi con tutto quello che ho sbrodolato finora sarò così lubrificata che per te sarà più facile che tagliare il burro con una lama arroventata!””
Katia si tolse dalla posizione in cui l’avevo costretta e si inginocchiò slacciandomi i pantaloni e liberando la mia magnifica erezione.
Lo prese in bocca e comincio a lubrificarlo con sapienti colpi di lingua, poi si alzò, mi volse le spalle e piegandosi a 90° appoggio il suo seno sul freddo metallo del cofano ed ebbe un brivido.
Poi mi offrì il culo dicendomi:
“”Sono qui, incula la tua troia””
“”Sfondami senza pietà!””
“”Dai lo voglio nel culo!””
“”Rompimi il culo che sono la tua puttana!””
Io guardai il suo splendido culetto e mi avvicinai deciso a sodomizzarla senza alcuna pietà.
In effetti aveva ragione lei, incularla fu più facile che affondare un coltello nel burro fuso.
Entrambi eravamo eccitati all’idea che da un momento all’atro qualcuno avrebbe potuto scoprirci.
Io avrei sicuramente goduto nel farmi trovare da qualche mio amico o conoscente con il cazzo infilato nel culo di una simile troia.
Lei invece era eccitata perché si sentiva come la più sporca delle puttane; la più viziosa delle troie
Tanta era la sua eccitazione e tanti i suoi succhi che dopo pochi colpi ben assestati Katia ebbe un altro orgasmo.
Per un attimo perse quasi i sensi, poi incomincio a dire le peggiori oscenità che io abbia mai sentito pronunciare da un bocca femminile.
Si stacco da me e vedendomi con il cazzo ancora dritto e con i pantaloni calati si mise a ridere.
“”Oh poverino tu ne sei ancora venuto””
“”Qui c’è bisogno che m’impegni””
Visto che si era fatto tardi e che entrambi dovevamo tornare a casa, mi chiese di togliermi i pantaloni e di guidare mentre lei mi spompinava.
Io eccitato all’idea di un pompino in auto le dissi:
“”Va bene però tu devi rimanere nuda, mettere il culo vicino al finestrino abbassato e……..””
“”E….. cosa ?”” chiese lei.
“” E ingoiare tutto quello che ti darò dolcezza”” risposi.
“”Brutto maiale schifoso “” disse ridendo e stampandomi un bacio lascivo sulle labbra
“” Va bene, ma allora nella nostra scommessa il termine “essere a disposizione” riguarda ogni più perverso desiderio sessuale”” rilancio lei.
Io sorpreso da tanta audacia e sicurezza già pregustavo la possibilità di fottermi Katia per un’intera settimana e accettai senza esitazioni.
Una volta saliti in macchina le dissi che mentre guidavo avrei voluto provare la sensazione di toccare ancora la sua micia bagnata, cosi le chiesi di lasciare un po’ dei suoi umori sul cambio della Golf impalandovi la sua ficona fradicia
Lei eccitata dalla proposta non se lo fecce ripetere due volte e comincio a scoparsi selvaggiamente il cambio della macchina.
Stava quasi per avere un nuovo orgasmo quando si fermo e con voce roca da puttana disse:
“”non vorrei avere altri orgasmi stasera altrimenti rischio di stancarmi più del dovuto e tu domani al campo avrai un po’ troppi vantaggi””.
“”Allora stanca un po’ il sottoscritto bellezza ché non vedo l’ora di schizzarti in gola tutto il mio seme! “”
Katia non se lo fece ripetere due volte e con voracità ingoio il mio cazzone paonazzo dal desiderio.
Fu il più eccitante pompino che abbia mai avuto, la mia pompinara si impegnava con gusto mentre la fresca aria dell’estate che entrava dal finestrino dell’auto le sferzava la fica e il culo provocandole ondate di piacere a cui era difficile resistere.
Io tenni duro per un po’, ma poi l’eccitazione della situazione e la bravura di Katia che dimostrò una dote unica per quel genere di pratica sessuale, mi fecero sgorgare un fiume di sperma dolce e denso.
Era così tanto che Katia faceva fatica ad ingoiarlo tutto.
Allora io perfidamente mi vendicai della sua stretta sul cofano, forzandole la testa ancora più a fondo sul mio cazzo e facendola quasi soffocare con il mio sperma.
Lei allora per non darsi per vinta ingoio la mia sborra fino all’ultima goccia e quando si rialzo dalla sua posizione ridendo mi diede uno schiaffo e mi disse:
“”Maiale! Questa me la paghi””
Poi mi bacio con foga e trasporto.

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