Due settimane di vacanza

Era metà giugno e faceva già un caldo insopportabile in città. Per lavoro poi dovevo andare ogni giorno in ufficio impeccabile con giacca e cravatta. Assurdo!! Per fortuna c’era l’aria condizionata, e ce l’avevo anche in macchina ma proprio in quei giorni il condizionatore non funzionava più e non avevo il tempo per farmelo mettere a posto: avevo bisogno della macchina ogni giorno. Stavo tornando a casa con voglia di sesso. Erano le 19.00 e c’era ancora un caldo torrido ed umido che toglieva il respiro ma ero contento lo stesso: i miei proprio quella mattina erano partiti per le vacanze, mia sorella era già sposata e così ero a casa da solo per due settimane. Il massimo per un ragazzo di 21 anni. Mi ero già programmato la serata: appena entrato in casa mi sarei spogliato, mi sarei fatto una doccia e avrei cenato in fretta qualcosa. Mi piace andare in giro per la casa nudo e adesso avrei potuto farlo senza problemi per ben 2 settimane.Ovviamente avevo detto ai miei migliori amici che nei prossimi giorni potevano venire da me quando volevano. Ci saremmo divertiti: qualche birra, qualche bel film porno da guardare insieme e magari masturbarci (singolarmente: siamo tutti etero), insomma due settimane all’insegna della trasgressione e del sesso. Mi ero appena lasciato con la mia ragazza e volevo divertirmi un po’ per non pensare a lei. Appena entrato in casa tutti i miei sogni si infransero: ci trovai mia sorella e suo marito.
“Cosa fate qui?” Dissi io stupito.
“La mamma mi ha chiesto di venirti a fare compagnia per queste due settimane. Era in pensiero per te”.
“Sempre così apprensiva. Ve beh Paola, non importa. Tornate pure a casa, io me la caverò benissimo da solo e poi ho tanto di quel lavoro da fare che non vi sarei di compagnia. Grazie lo stesso”.
“No, no – disse Carlo (il marito di mia sorella) – tua madre è stata chiara e noi non ce ne andiamo!!”
“E va bene, tanto sarebbe inutile insistere”.
Trascorremmo la serata insieme anche se potete immaginare come ero deluso… ancora con quei vestiti addosso. Non vedevo l’ora di andare a letto e così feci. Non erano neanche le 23.00.Almeno nella mia camera ero libero di fare quello che volevo, mi spogliai completamente nudo, e mentre mi toglievo gli abiti mi guardavo davanti allo specchio. Avevo veramente un bel fisico: alto 1,80 e abbastanza muscoloso. Non come quei palestrati tutti gonfi ma comunque un bel fisico scolpito e sexi. Mi tolsi anche i boxer e mi misi a letto. Non avevo sonno e così guardavo un po’ di tv. Cambiavo continuamente canale per trovare qualche film porno ma mi sarei accontentato anche delle pubblicità dei 144…..Niente! Era ancora presto. Stavo quasi per addormentarmi quando sentii dei rumori dalla camera accanto alla mia. Era quella dei miei genitori, ma loro erano andati via…Poi mi ricordai di mia sorella e probabilmente lei e suo marito erano andati a dormire lì. Forse avevano bisogno di qualcosa: mia madre aveva spostato un po’ tutto nella camera e forse avevano bisogno di lenzuola pulite o qualche asciugamano.Decisi di andare a vedere. Mi alzai al buio e stavo quasi per bussare alla loro porta (non avevo neanche acceso la luce nel corridoio) quando mi ricordai che ero nudo. Tornai in camera, mi misi i pantaloni del pigiama e tornai davanti alla loro camera.Sentivo delle voci, anzi era solo quella di Paola. All’inizio non capivo cosa stesse dicendo, poi avvicinai l’orecchio alla porta e la sentii più chiaramente: “Ti piace così? Dai leccami la passera mentre continuo a masturbarti. Sono tutta bagnata…”. Hai capito la sorellina… La chiamavo sorellina anche se in realtà aveva un anno più di me.
Avevo ancora le foto di quando avevamo due o tre anni e giocavamo nudi sulla spiaggia. In una si vedeva chiaramente che mi stava toccando il pisellino. Da allora eravamo cresciuti e non ci eravamo praticamente mai visti nudi anche se credo che qualche volta mi spiasse quando ero un quindicenne e mi facevo le seghe in bagno. Del resto lo facevo anch’io con lei. In ogni caso non ci eravamo mai visti chiaramente e intanto il mio pisellino era diventato un bel pisellone. Lei non si vestiva mai con qualcosa di attillato ma si vedeva che doveva avere due belle tette. Forse una quarta o addirittura una quinta. In ogni caso si vede che la passione per il cazzo le era rimasta. Quando da ragazzi la spiavo mentre lei era nel bagno non vedevo chiaramente dal buco della serratura e non mi ricordavo di che colore avesse i peli sulla passera. Lei era bionda naturale, ma anch’io eppure avevo dappertutto peli neri. Non resistetti e cominciai a spiarli dal buco della serratura. Il letto si vedeva benissimo. Rimasi scioccato!!! La scena non era quella che mi ero immaginato dalle parole di mia sorella. Probabilmente avevano cambiato….”gioco”.
Carlo era in ginocchio sul letto, praticamente nudo: aveva solo uno slip nero aderente (probabilmente di pelle) con una cerniera davanti. Paola invece aveva una specie di tutina rossa (forse anche quella di pelle o qualcosa del genere) che però le lasciava le tette, la passera ed il culo da fuori. Non era però quello che mi stupì: Paola si stava chiaramente masturbando e si era ficcata tutta la mano nella passera. Faceva impressione, ma doveva essere bello perché lei si dimenava e gemeva di piacere. La sentivo chiaramente. Poi si alzò, si mise anche lei in ginocchio e prese sul letto un cazzo finto enorme. Dopo averlo fatto leccare a Carlo lei lo prese, se lo infilò nel culo e lo lasciò lì. Abbassò la cerniera dello slip di Carlo, non gli tirò subito fuori l’uccello ma entrò dentro lei con la lingua e intanto aveva ripreso a masturbarsi.Dopo un po’ si decise e glielo tirò fuori. Carlo doveva essere tremendamente arrapato. L’avevo capito dallo slip oscenamente gonfio che non lasciava praticamente nulla all’immaginazione. Mentre glielo tirava fuori pensavo di non essermi sbagliato: un bel randello sicuramente più lungo di 20 cm. Solo quando Paola glielo lasciò capii di essermi sbagliato. Il cazzo di Carlo, in tutta la sua lunghezza andò ad appoggiarsi sulle sue palle che Paola aveva tirato fuori dallo slip insieme al randello. Incredibile ce l’aveva ancora moscio dopo che Paola glielo aveva leccato in quel modo e oltretutto era già oscenamente grande. Paola si mise “a quattro zampe”, anzi a “tre” perché una mano se la mise di nuovo nella passera. Solo allora mi accorsi che era bionda anche lì. Carlo si prese in mano l’uccello e lo puntò verso Paola, lei aprì la bocca. Pensavo che volesse farsi fare un bocchino e invece mi ero sbagliato anche quella volta: lui iniziò a pisciarle in faccia e lei cercava di berne il più possibile. Quando Carlo ebbe finito avvicinò ancora di più l’uccello alla bocca di Paola e lo scrollò per far cadere le ultime gocce nella sua bocca. Si tolse completamente lo slip e finalmente glielo mi se in bocca ma solo per far assaporare a Paola gli ultimi residui di pipì. Quando Paola ebbe finito lui si sdraiò (dopo tutto questo ce l’aveva ancora moscio). Lei si tolse prima la sua mano dalla figa e poi quel cazzone di plastica dal culo. Si alzò in piedi si tolse quella specie di tutina. Si mise sulla faccia di Carlo e gli restituì il favore: iniziò a pisciargli in faccia, ma fece di più. Gli si sedette praticamente sulla bocca come se si volesse far leccare la figa e continuò a pisciargli in bocca. Lui continuava a mandare giù e la cosa doveva piacergli perché il suo cazzo iniziò a… salire. Lei se ne accorse, e mentre faceva cadere nella bocca di Carlo le ultime gocce si allungò, glielo prese in mano e iniziò a masturbarlo ma si fermò praticamente subito. Ora il cazzo di Carlo era completamente eretto. Qualcosa di impressionante, forse 40 cm o anche di più. Una cosa mai vista che al confronto quel cazzone di plastica che Paola aveva nel culo sembrava quello di un neonato. Improvvisamente sentii qualcosa di caldo scorrermi sulle gambe. Senza toccarmi minimamente e senza accorgermene non solo mi era diventato duro ma mi ero anche sborrato addosso. Non portando le mutande avevo inondato i pantaloni del pigiama di sperma. Me li tolsi lì in mezzo al corridoio, mi affacciai sulla porta della camera mia e li lanciai d qualche parte nel buio. Non resistevo e tornai a spiare mia sorella nudo com’ero. Non feci in tempo ad avvicinarmi al buco della serratura che la porta della camera si aprì. Paola si era messa un accappatoio ma lo teneva aperto; Carlo invece si era legato un asciugamano intorno alla vita ma era troppo piccolo: non gli copriva neanche completamente il culo, per non parlare di quell’arnese enorme che aveva completamente scoperto e che mi ritrovai a qualche millimetro dal mio cazzo.Non sapevo cosa dire, continuavo a guardarli: prima lei e dopo lui. Non li guardavo negli occhi ma lo sguardo finiva inevitabilmente sui loro attributi. Ebbi un’altra erezione e questa volta me ne accorsi. Il mio cazzo finì col toccare quello di Carlo. Io pietrificato non mi spostai e lui invece, quasi felice di quella situazione si tolse del tutto l’asciugamano. Anche Paola si tolse l’accappatoio mostrando completamente le sue forme. Sentivo l’eccitazione che saliva. Ancora un po’ e sarei venuto di nuovo e sempre senza toccarmelo assolutamente. Non mi era successo mai niente del genere: né con la mia ragazza né guardando i film a luci rosse con i miei amici. Paola mi guardò con attenzione e disse: “Ehi fratellino, ti facevi le seghe mentre ci spiavi? Hai ancora la sborra che ti cola sulle cosce”. Non so perché ma a quelle parole mi sbloccai: “No, non mi sono neanche toccato. Sono venuto solo guardandovi”.
Non riesco ancora a capire con che coraggio ammisi che li stavo spiando. In fondo loro erano sposati, non facevano niente di strano anche se i loro rapporti sessuali erano un po’ particolari. Carlo allora mi prese con una mano l’uccello e disse: “Beh, visto che sei di nuovo in forma che ne dici di venire a divertirti un po’ con noi due?”
Io volevo dire subito di no, ma Paola mi anticipò: “Certo che vuole, non vedi com’è eccitato? Vuoi che butti via dell’altro nettare?”. E così dicendo raccolse con un dito lo sperma che avevo sulle cosce e se lo succhiò avidamente. Lei lo chiamava nettare. “Addirittura” pensai.
“Dai vai a prendere la panna in cucina. Tutta mi raccomando!” mi disse Carlo. Io ubbidii. Aprii il frigorifero, presi le tre bombolette di panna spray e tornai subito nella loro camera. Mentre tornavo pensai: “Ecco perché l’hanno comprata. Che maiali! E hai capito la sorellina? Una vera troia. Chissà cosa succederà adesso”.
Entrai nella camera e loro erano seduti ai lati del letto sempre nudi che mi aspettavano.”Finalmente – disse Carlo – Dai sdraiati qui in mezzo. A pancia in su… per il momento”.Presero una bomboletta di panna ciascuno e iniziarono a riempirmi di panna. Dopo un paio di minuti non era rimasto un centimetro di pelle libero e anche il mio cazzo (sempre eccitato) era ricoperto letteralmente da una montagna di panna.Era intuibile cosa sarebbe successo: iniziarono a leccarmi avidamente.La stanza era satura di uno strano odore. Sudore, pipì di prima, ma non solo. Era l’odore dell’eccitazione di tre corpi che facevano sesso, della passera ormai fradicia di umori di Paola, del mio cazzo scomparso ormai sotto la montagna di panna e di quel randello enorme che aveva Carlo. Un cazzo mai visto, durissimo e talmente lungo da far paura.Continuavano a leccarmi: Carlo aveva iniziato dalle spalle e dal petto mentre Paola dai piedi e dalle gambe. Lui passò al ventre e si fermò dove iniziavano i peli del mio cazzo. Lei continuò a risalire e mi leccò le cosce. Me le ripulì completamente dalla panna e dallo sperma di prima.
Era rimasta la zona del mio uccello. Paola mi succhiava letteralmente le palle e Carlo faceva tornare alla luce la mia folta peluria intorno all’uccello.Ora rimaneva il cazzo. Pensavo che me lo avrebbe leccato Paola e invece Carlo si avventò sulla mia cappella facendomi avere un sussulto di piacere. Non resistevo più…Paola intanto non stava ferma ma me lo leccava alla base. Risalì in fretta e le lingue dei due si scontravano sulla mia cappella. Era la cosa più eccitante che avessi mai provato. Li imploravo di smetterla, di farmi venire ma non ce ne fu bisogno: non resistetti un minuto di più ed ebbi un altro orgasmo molto più piacevole del primo, più lungo e soprattutto con molto più sperma che schizzò sulle loro lingue, sulle loro facce ed era così abbondante che mi cadde anche sul ventre. Continuarono a leccarmi e mi ripulirono completamente.La scena fu la stessa per Carlo, dopo avergli tolto tutto la panna io e Paola ci avventammo sul suo cazzone che non eravamo riusciti a ricoprire proprio completamente. Era così grande e lungo che ci sarebbe potuta essere tranquillamente un’altra persona a leccarglielo e ci sarebbe stato ancora spazio!! Continuammo a lungo. Leccargli quell’asta enorme eccitava molto sia me che mia sorella. Lei venne mentre io riuscii a controllarmi. Non smettevamo di succhiarglielo andando dalle palle (anche quelle talmente gonfie e grosse che non ci entravano completamente in bocca) alla punta della cappella. Gliela stavo succhiando io ed avevo quanto cazzo potesse entrarmi in bocca e in gola quando lo sentii gemere più forte del solito. Capii che forse era arrivato anche per lui il momento di svuotarsi e così fu. Un vero e proprio fiume di sperma mi inondò la bocca. Tenni dentro solo la punta della cappella per fare spazio a tutta quella sborra bianca e calda. Una grande quantità me ne usciva dalla bocca e Paola la raccoglieva. Carlo urlava come un pazzo. Un orgasmo lunghissimo che sembrava non avere fine. Io gli lascia la cappella perché dovevo riprendere fiato. Paola se la ficcò immediatamente in bocca. Carlo continuava a godere e continuava a buttare fuori sperma. Pensavo che avesse finito ma invece continuava a uscire dalla bocca di Paola. Finalmente si calmò, il suo orgasmo era finito. Il più lungo che avessi mai visto e con una quantità di sborra enorme. Lui doveva essere stremato da tutto quel godere e invece quel cazzone che ci aveva messo tanto a diventare duro non ne voleva sapere di ammosciarsi. Prese una bomboletta, la mise davanti al culo di Paola e glielo riempì di panna. Lui la prese e le mise tutto l’uccello dentro. Paola emise un urlo di dolore. Ma per fortuna la panna doveva averle attutito la lacerante penetrazione. Carlo andava su e giù con una furia animalesca. Non sembrava più lui. Paola riceveva delle spinte nel culo che la facevano impazzire di dolore, ma con grande meraviglia la sentii dire: “Sì così, ancora dai, più forte. Aprimi in due, rompimi il culo!!!”.Carlo senza guardarmi mi ordinò di prender la bomboletta e riempirle la figa di panna. Non me lo feci ripetere due volte. Guardandolo scopare in quella maniera selvaggia mi ero eccitato di nuovo. Pensavo che ora voleva prenderla da davanti e per l’ennesima volta mi sbagliai. Mi disse: “Che aspetti, fottila!!”
Non volevo, era mia sorella, ma lei mi anticipò di nuovo: ” Dai ho la passera bollente. Sbattimelo dentro!!”. Mi decisi e iniziai a pompare avanti e indietro allo stesso ritmo di Carlo. Affondavamo i nostri cazzi insieme e lei ogni volta gemeva: “Ah, ahhh”. Erano versi di dolore e piacere. I nostri cazzi entravano con una facilità inimmaginabile, la panna ci permetteva di avere un ritmo veramente incredibile.In una situazione del genere non durammo a lungo. Godemmo tutti e tre insieme. Le nostre urla si unirono. Questa volta anche il mio orgasmo fu lunghissimo. Quasi come quello di Carlo. Il più bello della mia vita. Dalla figa e dal culo di Paola usciva continuamente sperma e panna. Dal culo poi ne usciva un fiume senza fine. Carlo doveva essere venuto anche più abbondantemente di prima.
Eravamo tutti stremati. Finalmente il randello di Carlo si era ammosciato e anche il mio. Eravamo sporchi di panna e sperma dalla testa ai piedi. Andammo tutti sotto la doccia. Ci insaponavamo a vicenda, io lavai l’uccello di Carlo. Con quel pretesto gli feci una sega, mi schizzò nuovamente di sborra. Lui allora mi restituì il favore, mi prese il cazzo in bocca e mi fece venire senza perdere neanche una goccia. Paola si masturbava la passera mentre ci guardava. Sotto la doccia venimmo tutti un’altra volta.
Ormai era mattina, tutti bagnati ci sdraiammo sul letto e ci addormentammo. Io e Carlo avevamo una cosa in comune che tra l’altro hanno molti uomini e spesso è un fastidio, ma non quella volta: quando ci svegliammo avevamo entrambi un’erezione. Subito la voglia di sesso si riaccese. Mi alzai, con il cazzo sempre duro, chiamai in ufficio e presi due settimane di ferie. Riprendemmo a scopare selvaggiamente e passavamo le nostre giornate a masturbarci, a fare sesso e usavamo tutti i giochi erotici possibili.Qualche ora prima che tornassero i nostri genitori rimettemmo in ordine la casa e dopo 2 settimane ci rimettemmo i vestiti. Dopo che eravamo stati tanto tempo nudi ci davano fastidio.
Da allora vado sempre in vacanza con Paola e Carlo… 2 settimane ogni anno…

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